MPS, SINDACATI: “SODDISFATTI: RICHIESTE ESAUDITE”

Mps sindacati

Ottimismo espresso dai sindacati dopo l’incontro con l’ad Mps Morelli su piano ristrutturazione: “è stata esaudita la richiesta di volontarietà, ma per 450 esuberi da estero niente paracadute: ora si coinvolgano i lavoratori.” Uilca: “esuberi in realtà sono 4200: 600 già usciti a maggio.”

“A fronte del nuovo consistente contributo necessario in termini occupazionali e professionali, per il rilancio di Mps è indifferibile il coinvolgimento dei lavoratori nell’organizzazione della banca”: è il commento di Giulio Romani, segretario generale di First Cisl, al piano industriale del Monte presentato dall’A.d  Marco Morelli. “Il piano di Mps – continua Romani – ha elementi di notevole positività nell’utilizzo del fondo di solidarietà per la gestione degli esuberi e nel contenimento dei compesi dell’ad Morelli, che ha così dato un segnale importante e responsabile, che costituisce un esempio da estendere anche ad altre realtà bancarie”.

“La nostra richiesta era quella di poter affrontare la partita sugli esuberi solo con il fondo di solidarietà su base volontaria, è stata esaudita visti i numeri di cui si parla”. È il commento di Antonio Damiani (Fisac Cgil) uscendo dall’incontro con l’A.d di Mps Marco Morelli.  “È evidente che la situazione del Monte si avvia con questo piano, ci auguriamo in maniera definitiva a uscire dal tunnel” ha aggiunto Franco Casini della Fabi. Le uscite “sono tutte su base volontaria, non ci sono in questo piano esternalizzazioni. Questo è un altro punto positivo che incontra il nostro favore”, ha ribadito Casini. “C’è un messaggio che deve passare chiaro e deve tranquillizzare i colleghi, non ci saranno licenziamenti e chi entrerà nel fondo lo farà su base volontaria.”

Soddisfazione generale espressa anche da Sileoni (Fabi): “un salvataggio ha evitato il peggio Ricordare che 700 esuberi e 170 chiusure sportelli già previsti. Il segretario generale della Fabi Lando Maria Sileoni promuove il salvataggio di Mps con intervento dello Stato “perché ha evitato il peggio, scongiurando una crisi che avrebbe avuto drammatiche ripercussioni sui dipendenti, sui risparmiatori, sulle economie dei territori e su tutto il sistema bancario”. E’ quanto afferma in una nota in cui sottolinea che “gli esuberi del gruppo non sono 5.500, come dichiarato dalla banca, ma 4.800 e gli sportelli da chiudere non sono 600 ma 430, in quanto 700 uscite e la chiusura di 170 sportelli erano già previste da precedenti accordi sindacali”.

La sindacalista precisa poi che “se fino ad oggi il gruppo è riuscito a far fronte al crollo della fiducia dei mercati e alla fuga dei depositi lo si deve ai lavoratori”. A suo avviso “senza di loro il Monte dei Paschi di Siena non esisterebbe più”. Rivolgendosi poi all’amministratore delegato Marco Morelli Sileoni chiede che il piano di riorganizzazione “sia gestito in maniera morbida e condivisa attraverso uscite volontarie”.”Il rilancio della storica banca senese deve passare ora attraverso il coinvolgimento di tutti i lavoratori a ogni
livello – afferma – e puntare finalmente a un aumento dei ricavi e non più a un taglio dei costi”. “Condividiamo – conclude Sileoni – quanto dichiarato dal ministro Padoan circa l’importanza dell’intervento dello Stato in Mps, dopo l’accordo di una settimana fa sulle banche venete e Intesa: due interventi decisivi e risolutivi a salvaguardia del settore bancario italiano”.

Il segretario generale della First Cisl manifesta però preoccupazione “per la chiusura di 600 filiali, perché in questi anni difficili la vera forza della banca si è dimostrata essere la rete, che ha tenuto perfino al di sopra dell’immaginabile a fronte dei disastri provocati dai vertici e che ora ha necessità di immediati investimenti informatici e di prodotti e servizi dal forte contenuto innovativo, oltre che di un rinnovato impegno di tutti i lavoratori, di cui siamo certi.”

“Nei 4.800 esuberi citati dalla banca sono inclusi anche i 600 già usciti a maggio, gli esuberi reali sono quindi 4.200″. Lo ha precisato Massimo Masi, segretario generale Uilca, che ha seguito in videocollegamento l’incontro con l’A.d di Mps Marco Morelli per un’anticipazione sul piano di ristrutturazione della banca senese. Domani il piano sarà presentato in plenaria ai sindacati a Siena.

Le 450 uscite “legate alla cessione/chiusura attività” corrispondono ai dipendenti delle filiali estere e, anche se Mps sostiene che il piano non prevede licenziamenti, “sull’estero avremo un problema” riconosce Sara Barberotti della segreteria generale First Cisl al termine dell’incontro con l’ad di Mps Marco Morelli. “All’estero non esiste il fondo esuberi come noi lo concepiamo e come lo stiamo usando in Italia su base volontaria anche in questo piano – afferma -. Quindi sull’estero avremo un problema”. “Non hanno il contratto bancario italiano pertanto non rientrano sotto la nostra competenza” ha precisato Massimo Masi segretario generale Uilca, che ha seguito l’incontro sindacale in videocollegamento.

 

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Mps sindacati

Ottimismo espresso dai sindacati dopo l’incontro con l’ad Mps Morelli su piano ristrutturazione: “è stata esaudita la richiesta di volontarietà, ma per 450 esuberi da estero niente paracadute: ora si coinvolgano i lavoratori.” Uilca: “esuberi in realtà sono 4200: 600 già usciti a maggio.”

“A fronte del nuovo consistente contributo necessario in termini occupazionali e professionali, per il rilancio di Mps è indifferibile il coinvolgimento dei lavoratori nell’organizzazione della banca”: è il commento di Giulio Romani, segretario generale di First Cisl, al piano industriale del Monte presentato dall’A.d  Marco Morelli. “Il piano di Mps – continua Romani – ha elementi di notevole positività nell’utilizzo del fondo di solidarietà per la gestione degli esuberi e nel contenimento dei compesi dell’ad Morelli, che ha così dato un segnale importante e responsabile, che costituisce un esempio da estendere anche ad altre realtà bancarie”.

“La nostra richiesta era quella di poter affrontare la partita sugli esuberi solo con il fondo di solidarietà su base volontaria, è stata esaudita visti i numeri di cui si parla”. È il commento di Antonio Damiani (Fisac Cgil) uscendo dall’incontro con l’A.d di Mps Marco Morelli.  “È evidente che la situazione del Monte si avvia con questo piano, ci auguriamo in maniera definitiva a uscire dal tunnel” ha aggiunto Franco Casini della Fabi. Le uscite “sono tutte su base volontaria, non ci sono in questo piano esternalizzazioni. Questo è un altro punto positivo che incontra il nostro favore”, ha ribadito Casini. “C’è un messaggio che deve passare chiaro e deve tranquillizzare i colleghi, non ci saranno licenziamenti e chi entrerà nel fondo lo farà su base volontaria.”

Soddisfazione generale espressa anche da Sileoni (Fabi): “un salvataggio ha evitato il peggio Ricordare che 700 esuberi e 170 chiusure sportelli già previsti. Il segretario generale della Fabi Lando Maria Sileoni promuove il salvataggio di Mps con intervento dello Stato “perché ha evitato il peggio, scongiurando una crisi che avrebbe avuto drammatiche ripercussioni sui dipendenti, sui risparmiatori, sulle economie dei territori e su tutto il sistema bancario”. E’ quanto afferma in una nota in cui sottolinea che “gli esuberi del gruppo non sono 5.500, come dichiarato dalla banca, ma 4.800 e gli sportelli da chiudere non sono 600 ma 430, in quanto 700 uscite e la chiusura di 170 sportelli erano già previste da precedenti accordi sindacali”.

La sindacalista precisa poi che “se fino ad oggi il gruppo è riuscito a far fronte al crollo della fiducia dei mercati e alla fuga dei depositi lo si deve ai lavoratori”. A suo avviso “senza di loro il Monte dei Paschi di Siena non esisterebbe più”. Rivolgendosi poi all’amministratore delegato Marco Morelli Sileoni chiede che il piano di riorganizzazione “sia gestito in maniera morbida e condivisa attraverso uscite volontarie”.”Il rilancio della storica banca senese deve passare ora attraverso il coinvolgimento di tutti i lavoratori a ogni
livello – afferma – e puntare finalmente a un aumento dei ricavi e non più a un taglio dei costi”. “Condividiamo – conclude Sileoni – quanto dichiarato dal ministro Padoan circa l’importanza dell’intervento dello Stato in Mps, dopo l’accordo di una settimana fa sulle banche venete e Intesa: due interventi decisivi e risolutivi a salvaguardia del settore bancario italiano”.

Il segretario generale della First Cisl manifesta però preoccupazione “per la chiusura di 600 filiali, perché in questi anni difficili la vera forza della banca si è dimostrata essere la rete, che ha tenuto perfino al di sopra dell’immaginabile a fronte dei disastri provocati dai vertici e che ora ha necessità di immediati investimenti informatici e di prodotti e servizi dal forte contenuto innovativo, oltre che di un rinnovato impegno di tutti i lavoratori, di cui siamo certi.”

“Nei 4.800 esuberi citati dalla banca sono inclusi anche i 600 già usciti a maggio, gli esuberi reali sono quindi 4.200″. Lo ha precisato Massimo Masi, segretario generale Uilca, che ha seguito in videocollegamento l’incontro con l’A.d di Mps Marco Morelli per un’anticipazione sul piano di ristrutturazione della banca senese. Domani il piano sarà presentato in plenaria ai sindacati a Siena.

Le 450 uscite “legate alla cessione/chiusura attività” corrispondono ai dipendenti delle filiali estere e, anche se Mps sostiene che il piano non prevede licenziamenti, “sull’estero avremo un problema” riconosce Sara Barberotti della segreteria generale First Cisl al termine dell’incontro con l’ad di Mps Marco Morelli. “All’estero non esiste il fondo esuberi come noi lo concepiamo e come lo stiamo usando in Italia su base volontaria anche in questo piano – afferma -. Quindi sull’estero avremo un problema”. “Non hanno il contratto bancario italiano pertanto non rientrano sotto la nostra competenza” ha precisato Massimo Masi segretario generale Uilca, che ha seguito l’incontro sindacale in videocollegamento.

 

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