Mps: Morelli, “recupero sarà lento come guerra ’15-’18”

Mps: Morelli, “recupero sarà lento come guerra ’15-’18”

“Oggi l’integrità della banca e i posti di lavoro sono stati mantenuti, chi esce lo fa con l’accesso ai fondi esuberi” ha rivendicato l’ad Marco Morelli a proposito del percorso di recupero della banca.

“Il percorso di recupero dei ricavi e della redditività durerà tantissimo tempo. E’ come la guerra 15-18, si sposta il sacco pochi metri in avanti e poi magari si torna indietro. Le cose non cambiano in due mesi  se qualcuno crede che il recupero della banca” sia veloce, che “nel giro di pochi mesi riesce ad arrivare alla posizione o a ripristinare la posizione di anni fa sbaglia” lo ha detto, stamattina in occasione dell’assemblea del cda di Mps  Marco Morelli.

Morelli è stato poi polemico per come il lavoro di ristabilizzazione della banca venga accolto: “Siamo in cordata per raggiungere gli 8 mila. Ogni tanto qualcuno ci spara un razzo, qualcuno ci dice di non usare il piccone, qualcuno ci dice di scalare a mani nude, altri ci chiedono dove andiamo, altri che ce la faremo. C’è la sensazione di questa gente che sta a guardare questa lunga cordata che, fra mille difficoltà, cerca di arrivare in vetta”.

L'articolo Mps: Morelli, “recupero sarà lento come guerra ’15-’18” proviene da www.controradio.it.

Mps: Morelli, aumento 2016 fallito per esito referendum

Mps: Morelli, aumento 2016 fallito per esito referendum

Proroga bocciata da Bce avrebbe permesso valutazione investitori.

L’esito del referendum costituzionale del 4 dicembre 2016 ha fatto saltare l’aumento di capitale Mps basato su risorse private, oltre al rifiuto della Bce di prolungare l’operazione a gennaio per meglio consentire agli investitori una valutazione sul quadro politico. Lo afferma l’ad di Mps Marco Morelli in audizione alla Commissione d’inchiesta sulle banche che ha ricordato come il tentativo di fine 2016 “la cui struttura, aspetti contrattuali e passaggi regolamentati erano già definiti a luglio 2016 prima della mia nomina, ha costituito la conditio ‘sine qua no’ per la ricapitalizzazione Stato come prevede la direttiva Ue Brrd” che chiede di esperire prima il ricorso a fondi privati.

“Il progressivo deterioramento del quadro ambientale a seguito del referendum – ha spiegato Morelli – ha determinato l’impossibilità dell’operazione. La richiesta della proroga al 20 gennaio – ha aggiunto l’ad – avrebbe consentito agli investitori di valutare l’assenza di mutamenti del quadro politico (a seguito del voto ndr) e un periodo più favorevole rispetto agli ultimi giorni di Natale”. La Bce rigettò la richiesta 13 dicembre 2016 imponendo de facto il ricorso alla ricapitalizzazione precauzionale a carico dello Stato.

In compenso, Mps sta recuperando ‘più velocemente del previsto’ la perdita di raccolta e depositi subita nel 2016, a causa delle incertezze del piano di recupero e delle condizioni economiche e politiche italiane. Secondo Morelli “nel solo mese di dicembre abbiamo perso
oltre 6 mld di raccolta commerciale.Ora, il ripristino è più veloce delle previsioni e va a merito dei lavoratori della rete della banca. Sono stati recuperati 11 mld al 30 settembre, un ripristino legato più al corporale e alle Pmi che non a persone fisiche e famiglie”.

L'articolo Mps: Morelli, aumento 2016 fallito per esito referendum proviene da www.controradio.it.

MPS, SINDACATI: “SODDISFATTI: RICHIESTE ESAUDITE”

Mps sindacati

Ottimismo espresso dai sindacati dopo l’incontro con l’ad Mps Morelli su piano ristrutturazione: “è stata esaudita la richiesta di volontarietà, ma per 450 esuberi da estero niente paracadute: ora si coinvolgano i lavoratori.” Uilca: “esuberi in realtà sono 4200: 600 già usciti a maggio.”

“A fronte del nuovo consistente contributo necessario in termini occupazionali e professionali, per il rilancio di Mps è indifferibile il coinvolgimento dei lavoratori nell’organizzazione della banca”: è il commento di Giulio Romani, segretario generale di First Cisl, al piano industriale del Monte presentato dall’A.d  Marco Morelli. “Il piano di Mps – continua Romani – ha elementi di notevole positività nell’utilizzo del fondo di solidarietà per la gestione degli esuberi e nel contenimento dei compesi dell’ad Morelli, che ha così dato un segnale importante e responsabile, che costituisce un esempio da estendere anche ad altre realtà bancarie”.

“La nostra richiesta era quella di poter affrontare la partita sugli esuberi solo con il fondo di solidarietà su base volontaria, è stata esaudita visti i numeri di cui si parla”. È il commento di Antonio Damiani (Fisac Cgil) uscendo dall’incontro con l’A.d di Mps Marco Morelli.  “È evidente che la situazione del Monte si avvia con questo piano, ci auguriamo in maniera definitiva a uscire dal tunnel” ha aggiunto Franco Casini della Fabi. Le uscite “sono tutte su base volontaria, non ci sono in questo piano esternalizzazioni. Questo è un altro punto positivo che incontra il nostro favore”, ha ribadito Casini. “C’è un messaggio che deve passare chiaro e deve tranquillizzare i colleghi, non ci saranno licenziamenti e chi entrerà nel fondo lo farà su base volontaria.”

Soddisfazione generale espressa anche da Sileoni (Fabi): “un salvataggio ha evitato il peggio Ricordare che 700 esuberi e 170 chiusure sportelli già previsti. Il segretario generale della Fabi Lando Maria Sileoni promuove il salvataggio di Mps con intervento dello Stato “perché ha evitato il peggio, scongiurando una crisi che avrebbe avuto drammatiche ripercussioni sui dipendenti, sui risparmiatori, sulle economie dei territori e su tutto il sistema bancario”. E’ quanto afferma in una nota in cui sottolinea che “gli esuberi del gruppo non sono 5.500, come dichiarato dalla banca, ma 4.800 e gli sportelli da chiudere non sono 600 ma 430, in quanto 700 uscite e la chiusura di 170 sportelli erano già previste da precedenti accordi sindacali”.

La sindacalista precisa poi che “se fino ad oggi il gruppo è riuscito a far fronte al crollo della fiducia dei mercati e alla fuga dei depositi lo si deve ai lavoratori”. A suo avviso “senza di loro il Monte dei Paschi di Siena non esisterebbe più”. Rivolgendosi poi all’amministratore delegato Marco Morelli Sileoni chiede che il piano di riorganizzazione “sia gestito in maniera morbida e condivisa attraverso uscite volontarie”.”Il rilancio della storica banca senese deve passare ora attraverso il coinvolgimento di tutti i lavoratori a ogni
livello – afferma – e puntare finalmente a un aumento dei ricavi e non più a un taglio dei costi”. “Condividiamo – conclude Sileoni – quanto dichiarato dal ministro Padoan circa l’importanza dell’intervento dello Stato in Mps, dopo l’accordo di una settimana fa sulle banche venete e Intesa: due interventi decisivi e risolutivi a salvaguardia del settore bancario italiano”.

Il segretario generale della First Cisl manifesta però preoccupazione “per la chiusura di 600 filiali, perché in questi anni difficili la vera forza della banca si è dimostrata essere la rete, che ha tenuto perfino al di sopra dell’immaginabile a fronte dei disastri provocati dai vertici e che ora ha necessità di immediati investimenti informatici e di prodotti e servizi dal forte contenuto innovativo, oltre che di un rinnovato impegno di tutti i lavoratori, di cui siamo certi.”

“Nei 4.800 esuberi citati dalla banca sono inclusi anche i 600 già usciti a maggio, gli esuberi reali sono quindi 4.200″. Lo ha precisato Massimo Masi, segretario generale Uilca, che ha seguito in videocollegamento l’incontro con l’A.d di Mps Marco Morelli per un’anticipazione sul piano di ristrutturazione della banca senese. Domani il piano sarà presentato in plenaria ai sindacati a Siena.

Le 450 uscite “legate alla cessione/chiusura attività” corrispondono ai dipendenti delle filiali estere e, anche se Mps sostiene che il piano non prevede licenziamenti, “sull’estero avremo un problema” riconosce Sara Barberotti della segreteria generale First Cisl al termine dell’incontro con l’ad di Mps Marco Morelli. “All’estero non esiste il fondo esuberi come noi lo concepiamo e come lo stiamo usando in Italia su base volontaria anche in questo piano – afferma -. Quindi sull’estero avremo un problema”. “Non hanno il contratto bancario italiano pertanto non rientrano sotto la nostra competenza” ha precisato Massimo Masi segretario generale Uilca, che ha seguito l’incontro sindacale in videocollegamento.

 

The post MPS, SINDACATI: “SODDISFATTI: RICHIESTE ESAUDITE” appeared first on Controradio.

MPS, SINDACATI: “SODDISFATTI: RICHIESTE ESAUDITE”

Mps sindacati

Ottimismo espresso dai sindacati dopo l’incontro con l’ad Mps Morelli su piano ristrutturazione: “è stata esaudita la richiesta di volontarietà, ma per 450 esuberi da estero niente paracadute: ora si coinvolgano i lavoratori.” Uilca: “esuberi in realtà sono 4200: 600 già usciti a maggio.”

“A fronte del nuovo consistente contributo necessario in termini occupazionali e professionali, per il rilancio di Mps è indifferibile il coinvolgimento dei lavoratori nell’organizzazione della banca”: è il commento di Giulio Romani, segretario generale di First Cisl, al piano industriale del Monte presentato dall’A.d  Marco Morelli. “Il piano di Mps – continua Romani – ha elementi di notevole positività nell’utilizzo del fondo di solidarietà per la gestione degli esuberi e nel contenimento dei compesi dell’ad Morelli, che ha così dato un segnale importante e responsabile, che costituisce un esempio da estendere anche ad altre realtà bancarie”.

“La nostra richiesta era quella di poter affrontare la partita sugli esuberi solo con il fondo di solidarietà su base volontaria, è stata esaudita visti i numeri di cui si parla”. È il commento di Antonio Damiani (Fisac Cgil) uscendo dall’incontro con l’A.d di Mps Marco Morelli.  “È evidente che la situazione del Monte si avvia con questo piano, ci auguriamo in maniera definitiva a uscire dal tunnel” ha aggiunto Franco Casini della Fabi. Le uscite “sono tutte su base volontaria, non ci sono in questo piano esternalizzazioni. Questo è un altro punto positivo che incontra il nostro favore”, ha ribadito Casini. “C’è un messaggio che deve passare chiaro e deve tranquillizzare i colleghi, non ci saranno licenziamenti e chi entrerà nel fondo lo farà su base volontaria.”

Soddisfazione generale espressa anche da Sileoni (Fabi): “un salvataggio ha evitato il peggio Ricordare che 700 esuberi e 170 chiusure sportelli già previsti. Il segretario generale della Fabi Lando Maria Sileoni promuove il salvataggio di Mps con intervento dello Stato “perché ha evitato il peggio, scongiurando una crisi che avrebbe avuto drammatiche ripercussioni sui dipendenti, sui risparmiatori, sulle economie dei territori e su tutto il sistema bancario”. E’ quanto afferma in una nota in cui sottolinea che “gli esuberi del gruppo non sono 5.500, come dichiarato dalla banca, ma 4.800 e gli sportelli da chiudere non sono 600 ma 430, in quanto 700 uscite e la chiusura di 170 sportelli erano già previste da precedenti accordi sindacali”.

La sindacalista precisa poi che “se fino ad oggi il gruppo è riuscito a far fronte al crollo della fiducia dei mercati e alla fuga dei depositi lo si deve ai lavoratori”. A suo avviso “senza di loro il Monte dei Paschi di Siena non esisterebbe più”. Rivolgendosi poi all’amministratore delegato Marco Morelli Sileoni chiede che il piano di riorganizzazione “sia gestito in maniera morbida e condivisa attraverso uscite volontarie”.”Il rilancio della storica banca senese deve passare ora attraverso il coinvolgimento di tutti i lavoratori a ogni
livello – afferma – e puntare finalmente a un aumento dei ricavi e non più a un taglio dei costi”. “Condividiamo – conclude Sileoni – quanto dichiarato dal ministro Padoan circa l’importanza dell’intervento dello Stato in Mps, dopo l’accordo di una settimana fa sulle banche venete e Intesa: due interventi decisivi e risolutivi a salvaguardia del settore bancario italiano”.

Il segretario generale della First Cisl manifesta però preoccupazione “per la chiusura di 600 filiali, perché in questi anni difficili la vera forza della banca si è dimostrata essere la rete, che ha tenuto perfino al di sopra dell’immaginabile a fronte dei disastri provocati dai vertici e che ora ha necessità di immediati investimenti informatici e di prodotti e servizi dal forte contenuto innovativo, oltre che di un rinnovato impegno di tutti i lavoratori, di cui siamo certi.”

“Nei 4.800 esuberi citati dalla banca sono inclusi anche i 600 già usciti a maggio, gli esuberi reali sono quindi 4.200″. Lo ha precisato Massimo Masi, segretario generale Uilca, che ha seguito in videocollegamento l’incontro con l’A.d di Mps Marco Morelli per un’anticipazione sul piano di ristrutturazione della banca senese. Domani il piano sarà presentato in plenaria ai sindacati a Siena.

Le 450 uscite “legate alla cessione/chiusura attività” corrispondono ai dipendenti delle filiali estere e, anche se Mps sostiene che il piano non prevede licenziamenti, “sull’estero avremo un problema” riconosce Sara Barberotti della segreteria generale First Cisl al termine dell’incontro con l’ad di Mps Marco Morelli. “All’estero non esiste il fondo esuberi come noi lo concepiamo e come lo stiamo usando in Italia su base volontaria anche in questo piano – afferma -. Quindi sull’estero avremo un problema”. “Non hanno il contratto bancario italiano pertanto non rientrano sotto la nostra competenza” ha precisato Massimo Masi segretario generale Uilca, che ha seguito l’incontro sindacale in videocollegamento.

 

The post MPS, SINDACATI: “SODDISFATTI: RICHIESTE ESAUDITE” appeared first on Controradio.