Caccia: approvata pre-apertura, ma vietata a specie acquatiche e merlo

Caccia: approvata pre-apertura, ma vietata a specie acquatiche e merlo

La giunta regionale ha approvato la pre-apertura della stagione venatoria per sabato 2 e domenica 3 settembre, ma con restrizioni: no germani, alzavola, marzaiola e merli. Legambiente: “sconcertante provvedimento”.

Il presidente della Toscana, Enrico Rossi, commenta la pre-apertura della caccia: “non si può dichiarare lo stato di calamità per la siccità e poi non tener di conto anche delle sofferenze degli animali”.

Così, per le giornate del 2 e 3 settembre sono state previste delle restrizioni. Le specie cacciabili saranno tortora, colombaccio, corvidi e storno nella giornata di sabato, mentre domenica si potrà prelevare esclusivamente corvidi e storni.

Divieto contro germani reali, alzavola e marzaiola, ovvero gli uccelli acquatici di cui normalmente è consentita la caccia, ed anche contro i merli.

Inoltre si sparerà non fino alle sette di sera, ma solo fino alle 14.

La Giunta regionale lo ha deciso ieri mattina, licenziando tutta una serie di provvedimenti proposti dall’assessore all’agricoltura Marco Remaschi e che interessano il mondo venatorio. Tra questi c’è anche l’adozione definitiva del regolamento unico regionale che sostituirà i novantuno diversi testi (48 in vigore e 43 in via di approvazione) che esistevano fino ad appena un anno e mezzo fa, fino al 1 gennaio 2016,  quando la caccia rientrava tra le competenze amministrate dalle province e poi invece è tornata in toto in capo alla Regione. Presto sarà approvato anche un piano faunistico unico.

La sospensione della caccia alle specie acquatiche e al merlo è stato l’esito di un confronto ragionato e attento. Lo sottolineano tanto il presidente della Toscana Enrico Rossi quanto l’assessore all’agricoltura e alla caccia Marco Remaschi.

Il presidente Rossi commenta: “il provvedimento che abbiamo adottato è un compromesso rispetto a chi ci chiedeva di sospendere la stagione venatoria e chi invece era dell’avviso che non si dovesse prendere alcun provvedimento. Ci abbiamo ragionato e alla fine abbiamo preso questa decisione”.

“Si è trattato di un confronto approfondito, con il mondo agricolo e quello animalista –  aggiunge Remaschi -. La politica deve decidere e tenere conto della situazioni oggettive. Lo abbiamo fatto. Qualcuno dirà che abbiamo scontentato tutti, ma mi sembra un ragionevole punto di mediazione”.

L’assessore sottolinea anche il grande lavoro, non facile, che è stato necessario per arrivare ad un regolamento unico venatorio regionale, frutto anche in questo caso di un confronto attento con il mondo agricolo, venatorio e tutti quei soggetti sensibili al tema della caccia. Un lavoro di semplificazione importante.

Nello specifico, la caccia al germano, all’alzavola e alla marzaiola – tutti uccelli acquatici – è stata sospesa a causa della siccità dell’estate. Era già successo nel 2003 e nel 2012, altri due anni particolarmente siccitosi (anzi, il 2003 forse fu anche peggio) e il provvedimento ha due ragioni: quella di aiutare la conservazione della specie a fronte dei pochi bacini e specchi di acqua allagati dove quest’anno gli animali saranno costretti a concentrarsi, ma anche una razionalizzazione dell’uso dell’acqua, visto che la caccia era consentita anche in invasi allagati artificialmente e quindi si sarebbe dovuta utilizzare in grandi quantità per riempirli.

Per la pre-apertura di sabato 2 settembre si potrà sparare alla tortora africana e al colombaccio. A questi la Regione ha aggiunto cornacchie, gazze e ghiandaie, ovvero quei corvidi dannosi per le covate, con popolazioni in eccesso e per cui, anche a caccia chiusa, spesso vengono organizzate battute ad hoc per contenerle lo sviluppo. Per motivi simili sarà consentita, in deroga, la caccia agli storni, che provocano danni alle coltivazioni di uva ed olivi.

Domenica 3 settembre si potrà sparare invece solo ai corvidi e agli storni, ovvero le specie ‘nocive’: caccia vietata in questo caso a tortora e colombacci. Rimane naturalmente il divieto, previsto dalla legge nazionale, di caccia (ed anche pascolo) nelle zone percorse del fuoco.

Legambiente, Italia Nostra e Wwf contestano le decisioni della Regione Toscana: “dopo le dichiarazioni del Presidente Rossi, che sembravano far presagire un ‘risveglio’ della Regione Toscana in tema di tutela della fauna, la consueta politica filo-venatoria dell’assessore regionale ha preso di nuovo e per l’ennesima volta il sopravvento. Un trionfo della lobby della caccia pessimamente mascherato da cerchiobottismo”, si legge in una
nota.

“Di fronte ai numerosi incendi boschivi e a una siccità che ha portato la Regione a chiedere giustamente al Governo lo stato di calamità, la Regione – osservano le associazioni ambientaliste – non prevede alcun posticipo per l’inizio della stagione venatoria. Anzi. Addirittura, conferma la preapertura per il 2 e 3 settembre. La Regione ‘grazia’ pochissime specie per due sole giornate, ma lascia i cacciatori pronti a sparare, sin dai primi giorni di settembre, su animali selvatici stremati dalla calamità naturale invocata dalla Regione stessa. Cosa che colpirà, come al solito, sia specie cacciabili che non cacciabili”.

Le associazioni ambientaliste, conclude la nota, “hanno inviato alla Regione ripetute richieste per la sospensione della stagione venatoria e, in particolare, per lo stop alla
preapertura di settembre, senza ricevere risposta alcuna, se non tramite il provvedimento approvato in aula ieri e con una nota di agenzia che aggiunge la beffa al danno. Un danno che colpirà ancora una volta, in modo grave, una fauna selvatica, patrimonio di tutti i toscani, purtroppo sempre meno salvaguardata da un’amministrazione regionale, che alla sua tutela invece sarebbe preposta”.

La stagione venatoria vera e propria inizierà come annunciato il 17 settembre e si concluderà il 31 gennaio: limitatamente ad alcune specie partirà ad ottobre o novembre oppure si concluderà anticipatamente, come è già accaduto negli anni passati.

La giunta ha approvato oggi anche una delibera che riguarda il prelievo selettivo della specie muflone nei comprensori della provincia di Livorno e Lucca.

 

 

L'articolo Caccia: approvata pre-apertura, ma vietata a specie acquatiche e merlo proviene da www.controradio.it.

Pegaso d’oro al servizio antincendi boschivi

Pegaso d’oro al servizio antincendi boschivi

Una giornata dedicata alle donne e agli uomini che lavorano al servizio antincendi boschivi (Aib) della Regione Toscana: ad essi, il primo ottobre prossimo, il presidente Enrico Rossi consegnerà il Pegaso d’oro, “per ringraziarli a nome di tutta la comunità regionale del lavoro che svolgono quotidianamente contro gli incendi, a difesa del patrimonio forestale della nostra regione”.

“Si può e si deve fare sempre meglio e attrezzarsi in misura sempre maggiore – ha
sottolineato Rossi – ma francamente l’organizzazione regionale antincendi boschivi ha dato e sta dando buona prova di sé, in un’estate torrida, nella quale il caldo e l”aridità prolungata hanno reso le foreste più vulnerabili. Il 2017 ha messo a dura prova il sistema regionale, intervenuto su 775 incendi, più del doppio della media registrata negli ultimi cinque anni”.

La giornata del primo ottobre si svolgerà a Firenze, presso Villa Demidoff. Il presidente Rossi consegnerà il Pegaso d’oro ai volontari dell”antincendio boschivo, agli operai forestali, al personale della sala operativa unificata della protezione civile
regionale e dei centri operativi provinciali e ai direttori delle operazioni antincendi. Il Pegaso verrà poi conservato a Monticiano, nei locali della Pineta di Tocchi, il centro
regionale di addestramento del personale Aib.

In due mesi la Toscana e’ stata colpita da 472 incendi. Dall’inizio dell’anno i roghi sono stati addirittura 775 con 1.981 ettari persi. L’estate che la regione si sta lasciando alle spalle e’ stata una delle piu’ complicate a livello climatico e ambientale. “È bruciato un pezzo della Toscana”, sottolinea amaro il governatore, Enrico Rossi. La sua
giunta dinanzi alla permanenza di un rischio alto ha prorogato fino al 15 settembre il divieto di ardere residui vegetali, in modo tale da poter sventare incendi di dimensioni rilevanti. “In fondo- osserva l’assessore all’Agricoltura, Marco Remaschi-, la
meta’ dei roghi e’ colposa e legata a disattenzione. Vietare gli abbruciamenti riduce i rischi”.

L'articolo Pegaso d’oro al servizio antincendi boschivi proviene da www.controradio.it.

Incendi senza sosta in Toscana, evacuato rifugio sulle Apuane

Incendi senza sosta in Toscana, evacuato rifugio sulle Apuane

La stagione dei roghi non sembra essersi conclusa: anche oggi, a quanto risulta alla sala operativa della protezione civile regionale, i vigili del fuoco e i volontari stanno lottando contro le fiamme in numerosi luoghi.

Anzitutto, a Campaniletti, nel territorio di Massa Carrara sulle Apuane. Una prima stima dei danni parla di 35 ettari fra bosco e vegetazione colpiti dal
rogo. Nella zona e’ stato evacuato il rifugio Nello Conti (foto).

Altri quattro incendi sono in corso: in localita’ San Baronto, a Sarravalle Pistoiese (Pistoia) dove sono interessati 150 ettari, a Bettola nel comune di Pieve Fosciana (Lucca), a Brandeglio nel comune di Bagni di Lucca. Qui sono gia’ andati in fumo tre ettari di castagno.

Un’ulteriore segnalazione riguarda un incendio divampato a Dudda, nel comune di Greve in Chianti (Firenze). Quest’ultimo rogo e’ cosi’ rilevante da vedere l’intervento di
tre elicotteri regionali.

Un incendio è inoltre scoppiato nel pomeriggio in località Ponte agli Stolli, nel comune di Figline Incisa, e risulta complesso e di vaste proporzioni.  L’incendio riguarda una vasta area nel territorio di Incisa e Figline Valdarno.

Al momento sono impegnate una ventina di squadre, per un totale di circa cinquanta persone, tra personale degli Enti locali e della Regione, operai forestali, volontari e Vigili del fuoco del distaccamento di Figline. Quattro elicotteri della Regione Toscana e un elicottero Drago dei Vigili del fuoco sono già in azione ed attorno alle 18 arriverà anche un aereo Canadair.

Complessivamente, la situazione si conferma pesante. Al punto da spingere l’assessore regionale con delega all’Agricoltura, Marco Remaschi a ribadire il divieto di bruciare residui vegetali, agricoli e forestali fino al prossimo 15 settembre.

L’assessore chiede impegno e attenzione ai cittadini, alle istituzioni e alle forze dell’ordine. “Purtroppo- sottolineacirca il 50% degli incendi che la struttura regionale di protezione civile si trova ad affrontare ormai quotidianamente e’ causato da disattenzioni che determinano vere e proprie devastazioni del territorio e del patrimonio forestale toscano che meritano invece di essere preservati e tutelati”.

Remaschi preme le istituzioni e le autorita’ affinche’ facciano rispettare i divieti di abbruciamento, in modo tale che “i comportamenti scorretti vengano sanzionati e sia possibile contenere gli ingenti costi necessari per il personale e per i mezzi utili alla
riduzione dei danni”.

L'articolo Incendi senza sosta in Toscana, evacuato rifugio sulle Apuane proviene da www.controradio.it.

Siccità, Coldiretti: arriva il carburante agricolo per irrigazione

Siccità, Coldiretti: arriva il carburante agricolo per irrigazione

Via libera al Decreto della Regione Toscana che autorizza l’assegnazione di quote aggiuntive di carburante agevolato alle imprese agricole che, a causa della siccità, sono state costrette a ricorrere a cospicue irrigazioni di soccorso per salvare le coltivazioni.

Sulla Toscana, nei mesi da gennaio a luglio 2017,  un lungo periodo di siccità associata ad elevata temperatura, con conseguente alto tasso di evaporazione dal suolo ha reso necessari numerosi interventi di irrigazione suppletiva.

Tra l’altro il Presidente della Giunta Regionale Enrico Rossi con specifico decreto ha dichiarato, il 16 giugno 2017, per la perdurante crisi idrica, lo stato di emergenza regionale su tutto il territorio della Toscana.

Nei giorni scorsi Coldiretti Toscana, facendosi carico del disagio espresso da molte imprese agricole, aveva richiesto, con una nota scritta all’Assessore all’Agricoltura Marco Remaschi, l’attivazione delle procedure di assegnazione di carburante agricolo agevolato per irrigazione di soccorso.

A stretto giro il decreto che autorizza l’erogazione di quantitativi di carburante agricolo agevolato, ai beneficiari che ne facciano richiesta, per far funzionare gli impianti di irrigazione. “Un sospiro di sollievo per molte imprese agricole – dice Antonio De Concilio, direttore di Coldiretti Toscana – strette tra la siccità e le alte temperature di questi giorni, che mettono a rischio coltivazioni e allevamenti”.

 

L'articolo Siccità, Coldiretti: arriva il carburante agricolo per irrigazione proviene da www.controradio.it.

Si puo riattingere al lago di Massaciuccoli

Si puo riattingere al lago di Massaciuccoli

Firenze, il lago di Massaciuccoli sarà nuovamente disponibile agli attingimenti a fini irrigui per i terreni agricoli.

È questo l’esito di una riunione sul  lago di Massaciuccoli tenuta dall’assessore regionale all’agricoltura Marco Remaschi e cui hanno partecipato, oltre ai tecnici dei dipartimenti regionali interessati, i rappresentanti del distretto idrografico dell’appennino settentrionale e del Consorzio di bonifica Toscana nord.

Lo stop agli attingimenti si era reso necessario a causa delle perdurante siccità che aveva fatto scendere il livello del lago  al di sotto dei livelli ritenuti compatibili con gli attingimenti.

La sospensione avrebbe compromesso  definitivamente i raccolti nei 500 ettari di terreni agricoli circostanti il lago e che fin qui erano stati irrigati dalle sue acque.

La soluzione individuata stamani consiste nella riattivazione  di una idrovora  in località Ponte a Serchio che consentirà il prelievo di acqua dal fiume Serchio per immetterla presso il canale Barra e da qui all’interno del Lago di Massaciuccoli.

Verranno così immessi nel lago 250 litri di acqua al secondo per 12 ore al giorno. Gli attingimenti potranno riprendere per una quota inferiore (170 litri al secondo) e sempre per un massimo di 12 ore.

In questo modo ci sarà comunque un saldo positivo di acqua a beneficio del lago, e si consentirà alle aziende agricole di salvare le proprie coltivazioni.

“E’ una soluzione che ci soddisfa pienamente – ha commentato l’assessore Remaschi – perché tiene insieme la salvaguardia degli equilibri delicati del lago, con le esigenze dei terreni agricoli  sottoposti  a questa fase durissima di siccità  i cui raccolti, senza poter irrigare, andrebbero perduti”.

I parametri dei quali si dovrà tener conto nei controlli che verranno effettuati periodicamente saranno essenzialmente due: il ‘minimo deflusso vitale’  del fiume Serchio, e il livello  del lago di Massaciuccoli. Se si dovesse scendere al di sotto di soglie che sono state individuate stamani saranno stabilite eventuali, ulteriori riduzioni negli attingimenti.

L'articolo Si puo riattingere al lago di Massaciuccoli proviene da www.controradio.it.