Denuncia stupro, Boschi : se confermato, fatto ignobile

Denuncia stupro, Boschi : se confermato, fatto ignobile

Lo ha detto in un dibattito alla Festa dell’Unità di Firenze Maria Elena Boschi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, sul caso di presunto stupro nel capoluogo toscano

“E’ ovvio che siamo ancora in una  fase in cui le indagini sono in corso, quindi non possiamo noi emettere delle sentenze: però è vero che se venisse confermata
la tesi delle ragazze americane, la loro versione, sarebbe un fatto non soltanto gravissimo ma proprio ignobile”. “Erano due uomini nello svolgimento delle loro funzioni in divisa – ha aggiunto Boschi – e sicuramente almeno dalle prime affermazioni di uno dei due carabinieri è già molto grave in sé che in servizio, utilizzando in qualche modo anche la divisa che portava, si sia approfittato di una situazione con delle ragazze”.
Secondo il sottosegretario “al di là dell’ episodio gravissimo che, ripeto, è oggetto di indagine molto seria, molto accurata, non soltanto da parte della polizia ma anche dei
carabinieri, della Procura di Firenze, c’è un tema più ampio”, ed emerge “una conferma che noi addetti ai lavori abituati a leggere i dati statistici conosciamo bene: che purtroppo la violenza sulle donne non ha limiti geografici, non ha limiti di
età e non ha limiti di censo, né purtroppo per chi subisce una violenza né per chi la commette”.

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PATTO PER FIRENZE: VERTICE A ROMA CON DE VINCENTI E BOSCHI

nardella-boschi-6e825je7sc1x326vg6ga3x3234rzhnwtiik09bg422uIncontro a Roma col ministro De Vincenti e la sottosegretaria Maria Elena Boschi. Perra: “Abbiamo stabilito la tempistica e il dettaglio dei nuovi cantieri. A luglio un incontro a Firenze e un sopralluogo”

Si è svolto ieri a Palazzo Chigi a Roma un incontro fra il ministro per la Coesione territoriale Claudio De Vincenti, la sottosegretaria alla presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi e il sindaco Dario Nardella, l’assessore al bilancio Lorenzo Perra, il direttore generale del Comune di Firenze Giacomo Parenti e i tecnici della coesione.

Una riunione operativa per discutere nel merito l’attuazione degli investimenti previsti nel patto per Firenze. Numerosi i lavori in programma nel patto, che entro il 2018 prevede interventi per 680 milioni. Sono stati condivisi tutti gli adempimenti tecnici per portare avanti i progetti. Adesso il Comune di Firenze e la Città Metropolitana procederanno alla progettazione e alla cantierizzazione degli interventi.

“E’ stato un incontro molto importante – ha spiegato l’assessore Perra – che è servito a fare il punto sui lavori svolti, sui cantieri e gli ulteriori investimenti, oltre le risorse FSC 14-20 già in fase di realizzazione”. Fra questi la costruzione di piste ciclabili, l’ampliamento del sistema integrato videosorveglianza città, la riqualificazione e rimozione amianto al Biennio Isis, l’ampliamento del Polo Scientifico Superiore di Empoli, la prima trance del rilancio internazionale della Fortezza da Basso, il Complesso Santa Maria Novella e le nuove linee tramviarie.

“Abbiamo stabilito la tempistica – ha aggiunto Perra – e il dettaglio dei nuovi cantieri, oltre agli interventi in progettazione. Al termine dell’incontro è stato deciso che a luglio sarà fatto un incontro a Firenze e un sopralluogo sui cantieri con ministro e sottosegretaria”.

 

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BANCHE: LATERINA SI SVEGLIA CON GLI STRISCIONI DEI RISPARMIATORI

2Arezzo – Proseguono le proteste dei risparmiatori dell’associazione Vittime del Salvabanche. Ieri striscioni appesi a Laterina, comune di provenienza della sottosegretaria Maria Elena Boschi. 1

Di seguito il comunicato dell’associazione:

I risparmiatori che hanno perso tutto con la risoluzione delle 4 banche non si rassegnano. Non si rassegnano ad essere trattati come risparmiatori di serie b, ad essere gli unici azzerati della storia del risparmio italiano. Non si rassegnano a dover pagare con i sacrifici di una vita gli intrighi e gli intrallazzi di banchieri massoni, o semplicemente corrotti. Non si rassegnano ad essere governati da uno stato ingiusto ed assente, che dopo aver fatto finta di rimediare all’azzeramento di tanti cittadini truffati, scarica sulla fiscalità pubblica gli altri disastri bancari e si guarda bene dall’istituire una commissione di inchiesta per far chiarezza a quello che sta succedendo al sistema bancario, coprendo per l’ennesima volta i disonesti – Associazione Vittime del Salvabanche.3

Per il salvataggio delle 4 banche “la nostra percezione era che si sarebbe dovuto usare il fondo interbancario ma la possibilità non fu concessa al governo italiano, forse ci stanno ripensando”. Così il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco al Festival Economia di Trento, ricordando che alle vecchie Banca Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti si è applicato il burden sharing, non il bail in che è “molto più pesante” e che la risoluzione avrebbe avuto effetti molto diversi. Ripercorrendo le tappe fino al bail in Visco ha spiegato che “fino all’ultimo, quindi fino alla sera prima, la data “dell’entrata in vigore delle nuove norme che colpiscono anche i bond subordinati “era il 2018 non 2016″ e ha ricordato che la Banca d’Italia aveva inviato alla commissione le sue perplessità chiedendo “gradualità” nell’applicazione delle norme consentendo alle banche “acquisire nelle loro passività strumenti ben identificati allo scopo”. Elementi che poi non si sono verificati “nella fretta della discussione e difficoltà di arrivare a un accordo sulla parte importante dell’unione bancaria”.

 

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