Chiesta archiviazione, ma resta indagato, Pierluigi Boschi

Chiesta archiviazione, ma resta indagato, Pierluigi Boschi

Arezzo, alcuni quotidiani riportano oggi la richiesta dell’archiviazione, per quanto riguarda il filone delle indagini del falso in prospetto, per gli ex componenti del CDA di Banca Etruria, tra cui Pierluigi Boschi, padre dell’ex ministro Maria Elena.

Sempre per il filone relativo all’accusa di falso in prospetto nell’ambito dell’inchiesta sul crac di Banca Etruria per il quale era indagato Boschi, la procura di Arezzo ha invece chiesto il processo per l’ex presidente dell’istituto Giuseppe Fornasari, l’ex dg Luca Bronchi e l’ex dirigente Davide Canestri, l’udienza preliminare è prevista per il 6 dicembre.

Ma il padre dell’ex ministra Boschi resta ancora indagato per bancarotta, nel filone sul crac di Banca Etruria, secondo l’accusa infatti, sarebbero state applicate delle ‘condotte distrattive’, per almeno 300 milioni, solo negli ultimi anni di vita della banca, da parte degli amministratori dell’istituto bancario.

Tra le ‘distrazioni’ ricordiamo il caso, che fece scalpore, del finanziamento alla ‘Privilege Yard’, per un fantomatico yacht, da 30 milioni, che avrebbe dovuto essere già in costruzione a Civitavecchia, che però non venne mai realizzato.

 

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Cascine: Minuto di silenzio per Genova e Pollino

Cascine: Minuto di silenzio per Genova e Pollino

All’apertura della Festa dell’Unità a Firenze si è fatto un minuto di silenzio per le vittime di Genova e del Pollino, presenti Renzi, Minniti, Sgarbi e Mentana, non c’è invece la Boschi.

La Festa dell’Unità a Firenze si è aperta con il simbolico taglio di un nastro tricolore e un minuto di silenzio, seguito da un lungo applauso, per le vittime del disastro del Ponte Morandi a Genova e della tragedia del Pollino in Calabria.

All’inaugurazione, tra gli altri, prendono parte il sindaco Dario Nardella e il direttore dell’Espresso Marco Damilano, che presenterà il suo libro ‘Un atomo di verità. Aldo Moro e la fine della politica in Italia’ (Feltrinelli).

Alla kermesse democratica fiorentina, che andrà avanti fino al 16 settembre nel parco delle Cascine, ci saranno il segretario Pd Maurizio Martina, Matteo Renzi (che, si apprende, ha confermato la presenza ma non ancora una data), gli ex ministri Marco Minniti, Graziano Delrio, Luca Lotti e poi, tra gli altri, Vittorio Sgarbi ed Enrico Mentana. Non ci sarà, invece, Maria Elena Boschi.

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Pd: assenza Boschi crea confusioni, dimissioni di Giani, tesoriera Pd fiorentino

Pd: assenza Boschi crea confusioni, dimissioni di Giani, tesoriera Pd fiorentino

Confusione nel Pd, arrivano le dimissioni di Lorenza Giani, tesoriera del Pd fiorentino, alla vigilia della kermesse alle Cascine; era stata proprio lei ad affermare: “Maria Elena? Non è stata eletta qui”.

Ieri sono arrivate le dimissioni di Lorenza Giani, tesoriera Pd fiorentino, proprio prima dell’apertura della Festa Dell’Unità alle cascine, era responsabile del programma politico.

Una Maria Elena Boschi che c’è e non c’è, ma la cui non presenza scatena comunque bufere. Era stata proprio Lorenza Giani, responsabile del programma della festa, che poco dopo ferragosto aveva annunciato: “Abbiamo chiamato tutti i deputati e i senatori eletti nei collegi fiorentini, e lei come sapete è stata eletta in Trentino Alto Adige”.

Un annuncio che è rimbalzato su tutti i media e, benchè nessun esponente del Pd abbia commentato pubblicamente la notizia, ha scatenato subito molte arrabbiature.

Proprio per questo, martedì scorso, il segretario metropolitano fiorentino Marco Recati, in occasione della presentazione ufficiale della festa, affermò :”Per Maria Elena Boschi c’è stato un problema di agenda, tutti gli eletti del Pd sono benvenuti”.

Giani non era presente alla suddetta conferenza stampa, dopo il lavoro di preparazione della festa è partita per un periodo di vacanza, e non ha preso bene la dichiarazione del suo segretario.

E’ possibile che abbia preso l’annuncio come una sconfessione, fanno notare dei compagni di partito; fatto sta che ieri mattina, alla vigilia della kermesse, ha fatto sapere di aver formalizzato le sue dimissioni.

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Festa dell’Unità, ospiti da tutta la sinistra. Boschi non invitata

Festa dell’Unità, ospiti da tutta la sinistra. Boschi non invitata

La festa dell’Unità di Firenze quest’anno ospiterà tanti alleati che hanno salutato il Pd, ci saranno Rossi e altri di Leu nessun invito per la Boschi. Bisogna “costruire ponti con tutta quella sinistra che non è entrata in coalizione alle ultime politiche” afferma Massimiliano Piccioli.

La festa dell’Unità si terrà a Firenze dal 30 agosto al 16 settembre, quattro giorni in meno dell’usuale. C’è stato il rischio che saltasse quest’anno, dopo la batosta elettorale si sono sommati problemi riguardanti l’organizzazione, dal luogo: ondeggiante fra la Fortezza, Novoli e l’area Saschall per poi finire alle Cascine; ai problemi con il comune per il mancato pagamento del canone per il suolo pubblico e per la ruota panoramica troppo alta.

La festa però si farà e aprirà le sue porte ‘all’altra sinistra’, dopo un rifiuto a Maria Elena Boschi perchè non è fra gli eletti del territorio e non ha la tessera Pd presa a suo tempo al circolo Vie Nuove (oggi è tesserata a Bolzano), annoverando tra gli ospiti alleati che hanno salutato il Pd, in primis Enrico Rossi (LeU), seguito da l’ex sceriffo Graziano Cioni, l’ex parlamentare Filippo Fossati.

“In questo momento in cui i leghisti e i populisti sembrano intenzionati a far fuori la roccaforte Fiorentina”, commenta Massimiliano Piccioli, segretario cittadino del Pd, “il nostro senso di responsabilità ci deve portare a lavorare per costruire ponti con tutta quella sinistra che non è entrata in coalizione alle ultime politiche. Per questo alla festa è stato invitato anche il nostro governatore Rossi e nelle prossime ore Pietro Modi e Lorenza Giani inviteranno Graziano Cioni, Fossati e altri rappresentanti di forze di sinistra e di centro con una grande apertura a tutto il mondo dell’associazionismo”.

Se Salvini alla Versiliana è stato chiaro: la prossima città a cadere “Sarà firenze”, dal Pd si cerca di organizzare una risposta e per questo la partecipazione alla festa è quasi un appello: “Avremo bisogno di tutto l’impegno dei nostri 3500 iscritti”, continua Piccioli “e di tutti quei fiorentini che in questi anni, anche alle ultime politiche, hanno sempre dimostrato di esserci vicini”.

Per Piccioli questa sarà una vera e propria “Resistenza 4.0”, l’ultima parola resta però all’affluenza che ci mostrerà se “i fiorentini sono pronti a difendere i valori di sinistra che da sempre contraddistinguono questa città” conclude il segretario.

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Essere donna, l’offensiva difesa delle politiche 2.0

Essere donna, l’offensiva difesa delle politiche 2.0

Quando le donne che ricoprono ruoli apicali (importanti di per sé ma ancora di più perché cosa rara) e istituzionali, adducono come motivazione a critiche, accuse, polemiche… ‘mi attaccano perché sono donna‘ mi fanno cadere le braccia.

I fatti:

Virginia Raggi e Maria Elena Boschi, il Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico. Minimo comune denominatore un salotto televisivo: Porta a Porta per la sindaca di Roma dove si difende esattamente come fece Maria Elena Boschi durante la trasmissione di Otto e Mezzo. In questo caso, c’è in ballo la vicenda dello Stadio della Roma con i nove arresti (tra cui il plenipotenziario del Movimento 5 Stelle in Campidoglio Luca Lanzalone), nel caso Boschi  c’era il ciclone Banca Etruria.

“Un’azione di risarcimento danni le arriverà a breve, risponderà delle bugie”, diceva Boschi nei confronti di Marco Travaglio accusandolo: “Se fossi stata uomo non mi avrebbe riservato quel trattamento, lei ha fatto i soldi andando in teatro con una donna poco vestita che ricordava in qualche modo me”.

Sullo scontro intervenne allora Alessandro Di Battista del Movimento 5 Stelle: “Io ritengo che trincerarsi dietro l’essere donna quando si riceve un attacco politico in merito a dei fallimenti politici sia piuttosto stomachevole e questo rafforza le discriminazioni in questo paese perché un domani io dovrei evitare degli attacchi politici nei confronti di un ministro donna per paura di essere accusato di sessismo, non accuserei politicamente una donna e non la tratterei come un uomo”. Di Battista parlò di “difesa ridicola” sul caso “Banca Etruria”.

E nei confronti della Raggi quale sarebbe il pentastellato pensiero? «Si accaniscono contro di me perché sono una donna – dice  Raggi  -. Non voglio essere lo sfogatoio d’Italia». Facendo risuonare esattamente la stessa impostazione difensiva dell’esponente Dem.

Eppure ci mettiamo fatica, impegno, condivisione per fare sì che le donne siano, si sentano e vengano percepite sullo stesso piano dell’altro sesso. Cerchiamo di farlo in tutti i campi: sociale, scolastico, lavorativo, relazionale… e poi invece di rispondere con fatti, elementi concreti, con i famosi CONTENUTI, sventoliamo l’identità di genere come paravento.

Non ci sto. Mi dissocio, come persona innanzitutto e poi con tutte le identità sociali che ho. Trovo questo atteggiamento e questa miope strategia politica bieca e lesiva per tutte le altre donne. Che sia Boschi o Raggi non mi interessa. Sono abituata a rispondere con altri elementi. L’essere donna non l’ho mai usato come una giustificazione figuriamoci come una difesa. E credo, spero, di non essere la sola.

 

Chiara Brilli

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