Minacce percosse e umiliazioni ad anziani: GdF chiude casa riposo a Marina di Cararra

Minacce percosse e umiliazioni ad anziani: GdF chiude casa riposo a Marina di Cararra

Agli arresti domiciliari, in esecuzione di misura cautelare, la legale rappresentante e due dipendenti della struttura e alla denuncia di altre due addette  La struttura sarebbe inoltre stata gestita senza autorizzazione amministrativa.

Dalla limitazione al consumo d’acqua – dando non più di un bicchiere a pasto – perchè gli anziani ospiti non ‘disturbassero’ con richieste di andare in bagno o costringendo a cambiare le lenzuola dei loro letti, all’uso in “quantità smodate e incontrollate, senza alcuna prescrizione medica” di ansiolitici e tranquillanti al fine di ridurli in stato soporoso. Sono
alcuni degli “atti vessatori” contestati a vario titolo a 5 dipendenti di una rsa di Marina di Carrara: la legale rappresentante (anche prestatrice d’opera) e due addette sono finite agli arresti domiciliari, per due loro colleghe scattata la denuncia.
la Guardia di Finanza che ha condotto le indagini  parla di “ingiurie, umiliazioni, strattonamenti, percosse e schiaffi” e poi “limitazioni alla possibilità di movimento degli anziani, ordinando loro, con urla e minacce, di rimanere seduti tutto il giorno o legandoli alla sedia o al letto” e ancora, “urla e minacce” per creare “un generale stato di timore e tensione all’interno della casa di riposo”.

L’attenzione dei militari  si è concentrata in particolare “sul clima di sopraffazione e violenza – dice laGDF in una nota citata dall’ANSA-  a danno degli anziani da parte sia della responsabile, che è risultata l’unico vera dominus della struttura, sia delle lavoratrici dipendenti che soddisfacevano il volere dell’amministratrice per compiere condotte di
maltrattamento in maniere costante e giornaliera”.

Le indagini, svolte anche con accertamenti tecnici e sanitari, sempre secondo gli uomini della Fiamme Gialle, avrebbero  fatto “emergere il totale disprezzo” delle indagate verso gli
ospiti, e anche “la crudeltà con cui le indagate erano solite comportarsi”, con un metodo “unico di gestione incentrato su umiliazione, prevaricazione e aggressione, tali da indurre molte vittime a desiderare la morte, a rassegnarsi o abbandonarsi alla disperazione”. All’oscuro di tutto i familiari degli anziani, a cui quest’ultimi sono stati affidati dopo che ieri la gdf si è presentata nella struttura per eseguire gli arresti.
La casa di riposo, che aveva iniziato la propria attività nei primi mesi del 2016, era inoltre “gestita in assenza di qualsiasi autorizzazione amministrativa, non avendo ottenuto
l’autorizzazione prevista dalla legge regionale 41/05 e, comunque non sono risultate effettuate le comunicazioni previste dalla citata legge”. Riscontrata anche la presenza “di personale non in regola con la normativa sul lavoro e comunque non qualificato per prestare assistenza sanitaria”.

 

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