Rapinatori seriali di anziani, arrestata banda a Firenze

Rapinatori seriali di anziani, arrestata banda a Firenze

La squadra mobile di Firenze ha eseguito questa mattina misure cautelari nei confronti di cinque persone, accusate di aver derubato alcuni anziani dopo averli convinti a farli entrare nella loro case, raggirandoli col pretesto di proporre loro dei risparmi sul consumo di energia.

Sgominata dalla Polizia di Stato una banda di ”predatori seriali” di anziani. Alle prime luci dell’alba la Squadra Mobile della Questura di Firenze ha eseguito 5 misure di custodia cautelare, emesse dal Gip del Tribunale di Firenze, Mario Profeta, su richiesta della Procura della Repubblica di Firenze (il pm Paolo Barlucchi è il titolare dell’inchiesta) nei confronti di altrettanti soggetti che, proponendo risparmi sui consumi di energia, entravano nelle abitazioni di persone anziane per mettere a segno i loro colpi.

I particolari dell’operazione verranno resi noti in una conferenza stampa che si terrà in  Questura.

(notizia in aggiornamento)

L'articolo Rapinatori seriali di anziani, arrestata banda a Firenze proviene da www.controradio.it.

Firenze: da Napoli per rapinare Rolex, arrestati

Firenze: da Napoli per rapinare Rolex, arrestati

I carabinieri della stazione di Empoli hanno individuato e fermato i responsabili di una violenta rapina avvenuta la sera del 18 gennaio scorso.

Al termine delle indagini, coordinate dal pm Vito Bertoni della Procura della Repubblica di Firenze, i militari di Empoli hanno arrestato tre uomini residenti a Napoli, già reclusi per vicende analoghe: si tratta di Francesco Guadagno, 28enne, detenuto nel carcere di Napoli Poggioreale, Giuseppe Esposito, 28enne, detenuto nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, e Salvatore Perugino, 29enne, agli arresti domiciliari presso la propria abitazione di Napoli. I tre sono i responsabili della rapina avvenuta ai danni di una coppia di coniugi di Empoli. I provvedimenti restrittivi sono stati emessi dal Gip del Tribunale di Firenze, Mario Profeta. Le indagini hanno permesso di ricostruire, istante per istante, tutti gli spostamenti effettuati dai malviventi la sera in cui è stata commessa la rapina.

I due coniugi, dopo aver trascorso la serata in un ristorante di Borgo San Frediano, nel centro di Firenze, avevano raggiunto la propria abitazione ad Empoli in auto. Lì, appena scesi, erano stati aggrediti e rapinati di due orologi Rolex mentre si stavano dirigendo verso la porta di casa. Per pervenire all’individuazione dei malviventi, si sono rivelati fondamentali lo scambio di informazioni tra reparti dell’Arma e lo svolgimento di alcune attività tecniche. Infatti la targa dell’Alfa Mito Bianca non era visibile in nessuna telecamera. Tuttavia una rapina con analogo modus operandi era stata tentata pochi giorni dopo (il 4 febbraio 2017) ad Uzzano, nel Pistoiese, ed aveva avuto analogamente come obiettivo orologi di valore. Nell’occasione un testimone era riuscito ad annotare la targa del mezzo, risultato intestato ad un autonoleggio napoletano ed affittato dal pregiudicato Perugino Salvatore: lo stesso, nel mese di gennaio, aveva noleggiato anche un’Alfa Romeo Mito bianca dalla stessa società. A questo punto, grazie all’incrocio dei dati ottenuti dalle attività tecniche, si è risusciti a risalire ai reali utilizzatori del mezzo, ossia Guadagno ed Esposito, che, armati di pistola, avevano aggredito i coniugi sottraendogli due Rolex.

L'articolo Firenze: da Napoli per rapinare Rolex, arrestati proviene da www.controradio.it.

Carabinieri accusati di stupro: oggi incidente probatorio ‘protetto’ per studentesse Usa

Carabinieri accusati di stupro: oggi incidente probatorio ‘protetto’ per studentesse Usa

Sono tornate a Firenze per essere interrogate stamani dal gip Mario Profeta, le due studentesse americane che il settembre scorso denunciarono due carabinieri per violenza sessuale.

Gli interrogatori si tengono con modalità protetta dentro l’aula bunker di Firenze dove le due ragazze americane sono già arrivate accompagnate dai loro avvocati entrando da un ingresso secondario.

Presenti nella struttura anche i due militari accusati della violenza sessuale, l’appuntato Marco Camuffo e il carabiniere scelto Pietro Costa, entrambi accompagnati dai loro difensori. Secondo la modalità protetta, utilizzata in quest’incidente probatorio, il giudice Profeta le sentirà con l’ausilio di un interprete in una stanza separata dove non ci sono altre persone, mentre tutti gli altri presenti nell’aula bunker, pm, difensori e i due carabinieri indagati potranno assistere all’interrogatorio tramite sistema audio video.

Gli avvocati non possono intervenire mentre il giudice rivolge domande alle due ragazze americane, tuttavia possono proporre allo stesso gip proprie domande. A questo proposito, arrivando all’aula bunker, uno dei difensori dei militari, l’avvocato Giorgio Carta, che difende il carabiniere Pietro Costa, ha detto ai giornalisti di aver consegnato preliminarmente al giudice Profeta “250 domande da fare a ciascuna studentessa”.

Non è detto però, che il giudice effettivamente assecondi l’intera richiesta del difensore di Costa potendo decidere in autonomia quali domande siano pertinenti a determinare i fatti e quali no. Quando i due militari sono arrivati all”aula bunker anche loro sono stati fatti entrare da un ingresso secondario differente da quello utilizzato per far accedere le due studentesse.

L'articolo Carabinieri accusati di stupro: oggi incidente probatorio ‘protetto’ per studentesse Usa proviene da www.controradio.it.