MOZIONE SFIDUCIA CENTRODESTRA A ROSSI, PD: “RIDICOLO PRESENTARLA”

Rossi Mozione sfiducia

La mozione di sfiducia annunciata dai capigruppo toscani di Fratelli d’Italia, Lega Nord e Forza Italia: “teatrino Rossi-Marras è indecoroso.” Pd: “mozione ridicola, esamineremo nostra attività governo ma andiamo avanti.”

“Il teatrino fra il governatore della Toscana Enrico Rossi e il capogruppo del Pd Leonardo Marras è indecoroso, così abbiamo pensato di toglierli dall’imbarazzo: presenteremo noi del centrodestra una mozione di sfiducia nei confronti di Enrico Rossi. Se veramente c’è l’intenzione di restituire la parola agli elettori con noi sfondano una porta aperta: siamo pronti al voto in qualsiasi momento”. E’ quanto affermano i capigruppo in Consiglio regionale della Toscana di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli, di Forza Italia Stefano Mugnai e della Lega Nord Manuel Vescovi.

“Comprendiamo che sia in corso uno psicodramma nel centrosinistra per il pessimo risultato alle amministrative – aggiungono in una nota -, ma non è accettabile che coloro i quali si sono presentati agli elettori insieme e con un unico programma si disimpegnino oggi solo in polemiche interne ai giochi della politica”. Per gli esponenti del centrodestra, “la giunta Rossi ha di fatto rinunciato a governare la Regione, come dimostrano lo scarso numero e l’inconsistenza dei provvedimenti sottoposti al Consiglio regionale”. “La verità è che il centrosinistra pensa solo a litigare su Renzi disinteressandosi completamente dei bisogni dei cittadini – concludono – non stanno governando la Toscana, per questo chiediamo di porre fine a questa triste agonia”.

“La mozione di sfiducia a Rossi? Sciocco evocarla, ridicolo presentarla. Il centrodestra può evitare di perdere tempo in iniziative di propaganda”. Lo afferma il consigliere regionale e vicesegretario del Pd toscano Antonio Mazzeo in merito alla mozione di sfiducia. “Una verifica dell’attività di governo a metà legislatura è doverosa. E la faremo – aggiunge in una nota -. Per migliorarci. Ma il nostro obiettivo, come ripetiamo da mesi, è arrivare alla scadenza naturale del mandato rispettando il programma premiato dagli elettori nel 2015 perché davvero riformista e capace di dare prospettive e sviluppo alla Toscana”. “L’hanno capito tutti, lo capiranno anche Donzelli, Mugnai e Vescovi con buona pace del loro ennesimo tentativo di buttarla in caciara”, conclude.

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COMUNALI, ROSSI: “SCONFITTA CENTROSINISTRA SU SPALLE DI RENZI”

Rossi

“Il voto è locale, la responsabilità sconfitta nazionale” ha commentato il governatore Rossi in un botta e risposta col Pd: “non abbiamo costruito in tempo alternativa a sinistra.” Marras (Pd): “Rossi ha ancora voglia lavorare con noi?” Rossi: “sfiduciatemi o accettate le diversità politiche.”

“Una sconfitta grave e diffusa. Il voto è stato locale, ma la responsabilità del risultato è nazionale: è tutta sulle spalle del partito renziano”. Lo afferma il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi in un post su facebook. “Su noi di Articolo UNO, invece,  – aggiunge Rossi – grava forse l’errore di non essere usciti prima, di non avere costruito in tempo un’alternativa a sinistra per tutti coloro, davvero tanti, che, proprio perché di sinistra, non possono riconoscersi più nel partito renziano”.

“Il nostro presidente Rossi, eletto nel Pd e oggi itinerante dirigente politico di un altro partito, ha ancora voglia di lavorare insieme a noi e rimettere in carreggiata la macchina della Toscana? Altrimenti è bene
dirselo subito e prendere altre strade”. Lo scrive il capogruppo Pd in Consiglio regionale Leonardo Marras in un post su Facebook a commento dei risultati delle comunali in Toscana. “Io penso – osserva il capogruppo – che ci sia un problema serio dovuto all’impatto sui territori delle politiche regionali senza spiegare bene cosa potrà succedere e quanto si potranno avvantaggiare i cittadini e le imprese dalle trasformazioni in atto.

Siamo in grande difficoltà, va detto, soprattutto nelle realtà più lontane dal centro: tutte queste città, non solo Grosseto, sono periferia di Firenze”. Per Marras “questo dibattito deve affrontarlo il Pd in Toscana ma non da solo. È giusto che si riapra il confronto con le forze sociali ed economiche e si prosegua nelle riforme e nella programmazione”. “C’è il tema di un rapporto più stretto con il governo nazionale e la necessità di chiudere le scelte sulle infrastrutture e sui singoli programmi: tutte questioni arcinote e invecchiate”, conclude.

E la risposta non tarda ad arrivare: “nessuno potrà farmi tacere, impedire che io esprima liberamente le mie opinioni politiche. Se il Pd in Toscana vuole farmi tacere con minacce indirette, sappia che accetto la sfida a viso aperto. Sfido il Pd a presentare una mozione di sfiducia in Consiglio Regionale nei miei confronti. Darò subito le dimissioni e la Toscana andrà al voto”. “Così i renziani regionali dopo aver perso già mezza Regione Toscana finiranno per completare l’opera – ha aggiunto Rossi in una nota -. Diversamente si accettino le diversità politiche e per la Toscana si lavori, come io faccio, sul programma che anche di recente è stato riapprovato dal Consiglio regionale”, conclude.

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COMUNALI, ROSSI: “SCONFITTA CENTROSINISTRA SU SPALLE DI RENZI”

Rossi

“Il voto è locale, la responsabilità sconfitta nazionale” ha commentato il governatore Rossi in un botta e risposta col Pd: “non abbiamo costruito in tempo alternativa a sinistra.” Marras (Pd): “Rossi ha ancora voglia lavorare con noi?” Rossi: “sfiduciatemi o accettate le diversità politiche.”

“Una sconfitta grave e diffusa. Il voto è stato locale, ma la responsabilità del risultato è nazionale: è tutta sulle spalle del partito renziano”. Lo afferma il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi in un post su facebook. “Su noi di Articolo UNO, invece,  – aggiunge Rossi – grava forse l’errore di non essere usciti prima, di non avere costruito in tempo un’alternativa a sinistra per tutti coloro, davvero tanti, che, proprio perché di sinistra, non possono riconoscersi più nel partito renziano”.

“Il nostro presidente Rossi, eletto nel Pd e oggi itinerante dirigente politico di un altro partito, ha ancora voglia di lavorare insieme a noi e rimettere in carreggiata la macchina della Toscana? Altrimenti è bene
dirselo subito e prendere altre strade”. Lo scrive il capogruppo Pd in Consiglio regionale Leonardo Marras in un post su Facebook a commento dei risultati delle comunali in Toscana. “Io penso – osserva il capogruppo – che ci sia un problema serio dovuto all’impatto sui territori delle politiche regionali senza spiegare bene cosa potrà succedere e quanto si potranno avvantaggiare i cittadini e le imprese dalle trasformazioni in atto.

Siamo in grande difficoltà, va detto, soprattutto nelle realtà più lontane dal centro: tutte queste città, non solo Grosseto, sono periferia di Firenze”. Per Marras “questo dibattito deve affrontarlo il Pd in Toscana ma non da solo. È giusto che si riapra il confronto con le forze sociali ed economiche e si prosegua nelle riforme e nella programmazione”. “C’è il tema di un rapporto più stretto con il governo nazionale e la necessità di chiudere le scelte sulle infrastrutture e sui singoli programmi: tutte questioni arcinote e invecchiate”, conclude.

E la risposta non tarda ad arrivare: “nessuno potrà farmi tacere, impedire che io esprima liberamente le mie opinioni politiche. Se il Pd in Toscana vuole farmi tacere con minacce indirette, sappia che accetto la sfida a viso aperto. Sfido il Pd a presentare una mozione di sfiducia in Consiglio Regionale nei miei confronti. Darò subito le dimissioni e la Toscana andrà al voto”. “Così i renziani regionali dopo aver perso già mezza Regione Toscana finiranno per completare l’opera – ha aggiunto Rossi in una nota -. Diversamente si accettino le diversità politiche e per la Toscana si lavori, come io faccio, sul programma che anche di recente è stato riapprovato dal Consiglio regionale”, conclude.

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ARRESTO SINDACO PESCIA, BAGARRE IN CONSIGLIO REGIONALE SU COMMISSIONE

Arresto sindaco Pescia Consiglio regionale Cantone

La scintilla è stata una delibera del capogruppo Marras (Pd) sulla commissione inchiesta su finanziamenti a Uncem. Donzelli (Fdi): “gesto gravissimo, vogliono imbrigliare la commissione.” Marras: “Pd sarà collaborativo.”

Bagarre in aula al Consiglio regionale toscano sulla futura commissione di inchiesta sui finanziamenti regionali ad Uncem, presieduta dall’ex sindaco di Pescia Oreste Giurlani arrestato giorni fa per peculato per la gestione dell’ente montano. Già ieri si è svolto un lungo dibattito in aula, su una delibera di Fdi per istituire la commissione di inchiesta. Dopo la presentazione di una serie di emendamenti del Pd, prima dell’approvazione finale, il capogruppo Fdi Giovanni Donzelli ha ritirato la delibera e presentato una richiesta di istituzione della commissione, con le firme del resto del centrodestra e di M5s, che in maniera
praticamente automatica istituisce l’organo di inchiesta, previo passaggio in ufficio di presidenza del Consiglio toscano.

Oggi, alla ripresa dei lavori d’aula, il capogruppo Pd Leonardo Marras ha chiesto di inserire all’ordine del giorno una delibera (poi ritirata al termine della discussione) contenente gli indirizzi della maggioranza, che riprendono gli emendamenti presentati ieri, riguardo la commissione, innescando così la polemica. Nel corso del dibattito, nel quale sono intervenuti con toni accesi tutti i gruppi, il capogruppo Fdi Donzelli ha parlato di “gesto gravissimo di una violenza politica inaudita, perchè voler imbrigliare già da subito i lavori della commissione è uno sgarbo istituzionale gravissimo. Sono pronto a ogni gesto di resistenza passiva compreso quello di non abbandonare più l’aula fino a quando non verrà ritirata la delibera del Pd”.

Il capogruppo Marras ha precisato che “il gesto poco elegante è già successo ieri in aula con la delibera Fdi ritirata prima dell’approvazione finale per poi ripartire da capo. Noi vogliamo dare un contributo alla commissione di inchiesta che si occuperà anche delle erogazioni regionali a Uncem e siamo noi i primi a voler sapere tutto di quelle assegnazioni che per noi sono legittime”. Marras ha quindi annunciato il ritiro della delibera ma ha spiegato che i contenuti dell’atto saranno gli “indirizzi per il mandato del nostro rappresentante in commissione di inchiesta” e che il Pd “sarà comunque collaborativo”, nell’ambito dei lavori. Al termine della discussione il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani ha spiegato che la delibera del Pd diventerà patrimonio comune nel dibattito che in ufficio di presidenza dell’Assemblea porterà all’istituzione della commissione di inchiesta.

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