Carrara, scontri tra tifosi: 6 agenti feriti e un arresto

Carrara, scontri tra tifosi: 6 agenti feriti e un arresto

Sei agenti di polizia feriti, un ultrà dell’Alessandria arrestato, altri provvedimenti attesi nelle prossime ore: questo il bilancio dei tafferugli tra tifosi scoppiati all’esterno dello Stadio dei Marmi di Carrara prima della partita Carrarese-Alessandria valida per il campionato di serie C.

Il pretesto della rissa sarebbe dovuto a un gruppo di ultras piemontesi che alla rotonda di Turigliano, a circa due km dallo stadio, hanno strappato uno striscione appeso dai supporters della Carrarese per invitare tutti i tifosi a seguire la squadra.

Negli scontri la polizia è stata costretta ad alcune cariche di alleggerimento per evitare il contatto tra le tifoserie. Quando in questi momenti un poliziotto è caduto a terra, un tifoso dell’Alessandria lo ha colpito con una cintura. L’ultrà è stato arrestato. Domani in tribunale a Massa l’udienza di convalida. Altri due agenti sono stati feriti e sono andati per e cure all’ospedale Noa di Marina di Massa. Contusi anche tre appartenenti al Reparto mobile di Genova, che saranno assistiti in un pronto soccorso della città genovese. Il personale del commissariato di Carrara attraverso la videosorveglianza sta cercando di ricostruire i fatti nei dettagli.

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Carrara, scontri tra tifosi: 6 agenti feriti e un arresto

Carrara, scontri tra tifosi: 6 agenti feriti e un arresto

Sei agenti di polizia feriti, un ultrà dell’Alessandria arrestato, altri provvedimenti attesi nelle prossime ore: questo il bilancio dei tafferugli tra tifosi scoppiati all’esterno dello Stadio dei Marmi di Carrara prima della partita Carrarese-Alessandria valida per il campionato di serie C.

Il pretesto della rissa sarebbe dovuto a un gruppo di ultras piemontesi che alla rotonda di Turigliano, a circa due km dallo stadio, hanno strappato uno striscione appeso dai supporters della Carrarese per invitare tutti i tifosi a seguire la squadra.

Negli scontri la polizia è stata costretta ad alcune cariche di alleggerimento per evitare il contatto tra le tifoserie. Quando in questi momenti un poliziotto è caduto a terra, un tifoso dell’Alessandria lo ha colpito con una cintura. L’ultrà è stato arrestato. Domani in tribunale a Massa l’udienza di convalida. Altri due agenti sono stati feriti e sono andati per e cure all’ospedale Noa di Marina di Massa. Contusi anche tre appartenenti al Reparto mobile di Genova, che saranno assistiti in un pronto soccorso della città genovese. Il personale del commissariato di Carrara attraverso la videosorveglianza sta cercando di ricostruire i fatti nei dettagli.

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Omicidio Massa: il padre aveva rimproverato il figlio

Omicidio Massa: il padre aveva rimproverato il figlio

Ci sarebbe un rimprovero del padre rivolto al figlio, e non accettato da questo, per il bagno sporco come motivo scatenante dell’omicidio familiare avvenuto, al culmine di una lite, in un condominio di Montignoso (Massa Carrara)

E’ quanto ricostruiscono, al momento, gli inquirenti della Procura di Massa nelle ore successive alla cattura del 26enne parricida, Moassin Buden, 26 anni, in fuga nella notte fino all’arresto a una decina di chilometri da casa nel primo pomeriggio.

L’ assassino si era rifugiato in un edificio abbandonato in località Poveromo, dove successivamente i carabinieri lo hanno individuato grazie all’impiego di cani molecolari, che hanno seguito le tracce di sangue, dato che il 26enne era rimasto a sua volta ferito nello scontro col padre, e all’esame delle celle telefoniche.

Non è il primo litigio, venuto a conoscenza dagli investigatori, avvenuto nella famiglia, originaria del Nord Africa; ci sarebbero già state, inoltre, delle querele fra i due familiari. Ieri sera la lite sarebbe dovuta a un motivo futile, un rimprovero del padre, Abdel Buden, 60 anni, commerciante, per il bagno lasciato sporco. Lo scontro fra padre e figlio sarebbe poi proseguito fuori dall’appartamento, nel cortile dello stabile.

Ai carabinieri, Moassin Buden avrebbe detto di essersi dovuto difendere dal padre: durante la lite il giovane ha colpito il genitore con una lama, ma nella colluttazione è stato usato anche un martello, trovato sporco di sangue e sequestrato; in seguito il figlio, con ferite, è scappato in bicicletta ed è rimasto nascosto fino a quando è stato trovato nel primo pomeriggio. Una volta scovato dai carabinieri non avrebbe opposto resistenza; adesso è in carcere a Massa.

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Famiglia intrappolata da incendio, salvata da Vigili del Fuoco

Famiglia intrappolata da incendio, salvata da Vigili del Fuoco

Massa, i Vigili del Fuoco del Comando di Massa Carrara sono intervenuti con 9 unità e 3 mezzi intorno alle ore 6:15 di questa mattina Viale della Repubblica, 105, per un incendio scaturito all’interno di un appartamento.

All’arrivo delle squadre dei Vigili del Fuoco l’incendio non solo stava già interessando il piano rialzato di un’abitazione e, ma si stava propagando anche alla sottostante taverna, nella quale stavano dormendo una signora con 2 bambini.

La situazione era apparsa critica in quanto le finestre della taverna erano protette da inferriate metalliche ed il fuoco aveva già ingolfato la scala interna impedendo, sia alle persone rimaste bloccate di uscire, ma anche ai soccorsi di poter entrare.

La squadra VF ha quindi provveduto a tagliare le inferriate e ad entrare all’interno della taverna stessa, portando in salvo la donna e i due bambini, che sopo poi stati successivamente presi in carico dal personale sanitario del 118.

Anche il padre dei bambini, che aveva dato l’allarme, era rimasto ferito saltando da una delle finestre del piano rialzato, è stato quindi preso in carico dai sanitari del 118.

Gli arredi del primo piano dell’abitazione sono andati completamente distrutti, ma l’edificio ha subito anche danni strutturali e per questo motivo ne è stato diffidato l’utilizzo, fino al ripristino delle condizioni di sicurezza ed abitabilità.

Sul posto anche i Carabinieri.

 

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Massa: sgominata banda specializata in truffa “abbraccio”

Massa: sgominata banda specializata in truffa “abbraccio”

Derubavano anziani 90enni dei loro portafogli, catenine, bracciali e orologi, fingendosi amici dei figli, o vecchie conoscenze e abbracciandoli. Per tre persone sono scattate le misure cautelari: un arresto in carcere e due divieti di dimora in provincia di Massa Carrara.

Si chiama appunto “abbraccio” l’operazione dei carabinieri di Massa, coordinata dalla procura apuana, che ha scoperto il team di truffatori, due uomini (di cui uno finito in carcere) e una donna: 20 i casi accertati con bottini consistenti, tra cui un orologio da 14mila euro, sfilato a un anziano che se ne è accorto soltanto dopo molte ore.

Le vittime che i tre rapinatori sceglievano erano soltanto anziani residenti in piccoli paesi della provincia. I tre malfattori ne controllavano i movimenti e li adescavano quando erano da soli fingendosi vecchi amici di parenti, o persone che avevano eseguito per loro lavori in casa. Tra chiacchiere, baci e soprattutto con una tecnica perfetta di abbracci ripetuti, riuscivano a confonderli e a sfilargli l’oro dal collo, o dai polsi, senza che se ne accorgessero. I carabinieri, dopo alcune denunce e segnalazioni, hanno iniziato a seguire gli spostamenti dei tre, residenti a Sarzana, e chiuso il cerchio attorno a loro dopo sei mesi di indagini. Ai tre è stato contestato il reato di furto con strappo con circostanze aggravanti.

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