Disegnate svastiche su sede Cgil di Massa

Disegnate svastiche su sede Cgil di Massa

Le svastiche sono state tracciate con vernice nera mentre gli uffici erano chiusi per la pausa pranzo. La sede della Cgil di Massa era già stata oggetto di altri oltraggi, qualche mese fa davanti ai cancelli era apparsa la scritta ‘Cgil amici dei fascisti’.

“Un po’ di giorni fa sul marciapiede davanti alla sede della Cgil, due giorni fa sulla porta della sede dell’Anpi di Carrara” mentre “oggi, nella pausa pranzo, qualcuno ha disegnato altre svastiche sulla porta di una delle sedi Cgil di Massa: sono già tre, nel giro di poco tempo, gli episodi che configurano un evidente intento intimidatorio”: lo dichiara la segretaria generale della Cgil Toscana, Dalida Angelini, rendendo noto un terzo episodio risalente a poche ore fa e analogo ai due precedenti.

Dalida Angelini aggiunge: “Il fascismo di ritorno è un pericolo vero, bene abbiamo fatto a lanciare insieme ad Anpi ed Arci la campagna ‘maipiùfascismo maipiùrazzismo’ che ha portato in piazza a Roma migliaia e migliaia di persone”, “nessuno riuscirà ad intimidirci”, “intensificheremo la nostra azione e sabato una nostra delegazione sarà a Carrara alla già proclamata manifestazione in risposta alla inaccettabile provocazione fascista che ha visto la sede dell’Anpi imbrattata da simboli nazisti”

Le svastiche comparse sulla sede della Cgil di massa sono due e sono state tracciate con vernice nera mentre gli uffici erano chiusi per la pausa pranzo. La sede della Cgil di Massa era già stata oggetto di altri oltraggi. Qualche mese fa davanti ai cancelli era apparsa la scritta ‘Cgil amici dei fascisti’.

“Atto vile e intollerabile- commenta l’episodio di oggi il segretario provinciale del sindacato Paolo Gozzani – Siamo preoccupati del fenomeno dell’emulazione; in troppi oggi sentono il bisogno di esprimersi richiamando simboli neo-fascisti o nazi-fascisti del passato. Temiamo il virus dell’intolleranza, del razzismo e della xenofobia. Questi fatti non vanno banalizzati”.

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Sette arresti per Turbativa d’asta

Sette arresti per Turbativa d’asta

Massa, sette persone, tra cui anche un appartenente all’ordine giudiziario, sono state raggiunte da misura di custodia cautelare nell’ambito di un’inchiesta per una presunta turbata libertà degli incanti.

L’inchiesta che è stata condotta dai carabinieri di Massa (Massa Carrara), è stata coordinata dalla procura di Genova, ma per un filone d’inchiesta sta indagando anche la procura di Massa, per i sette viene ipotizzata anche l’associazione a delinquere e il falso.

Ai domiciliari un giudice ed un ex consigliere regionale della Toscana. Si tratta di Roberto Bufo, 56 anni, residente a Carrara e in servizio al tribunale di Pisa, in precedenza pubblico ministero a Massa, e di Virgilio Luvisotti, pisano, 84 anni, già direttore dell’istituto di vendite giudiziarie di Pisa ed ex consigliere regionale di An anche se poi passò al gruppo

In carcere anche un commercialista carrarese Roberto Ferrandi, 65 anni, incaricato delle vendite giudiziarie presso il tribunale di Massa nell’ambito delle esecuzioni civili, sua figlia Francesca, avvocato trentenne, curatore delle eredità giacenti e tutore per le amministrazioni di sostegno con nomina specifica del tribunale di Pisa, e Oberto Cecchetti, 72 anni, romano, giudice di pace in quiescenza e avvocato del foro di Pisa e curatore per le eredità giacenti con nomina del tribunale pisano.

Ai domiciliari, oltre a Luvisotti, sono finiti il suo braccio destro all’Ivg Giovanni Avino, anche lui di Pisa, 36 anni, Luca Paglianti, 53 anni di Pontedera (Pisa), architetto e dipendente della Provincia di Pisa oltre che Ctu del tribunale pisano.

Secondo gli inquirenti Bufo, Roberto e Francesca Ferrandi, Paglianti e Cecchetti si sono associati tra loro per commettere un numero indeterminato di delitti sia di corruzione in atti giudiziari sia di corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio, turbata libertà degli incanti, peculato e falsi ideologici in atti pubblici.

In ambienti investigativi si spiega che il magistrato e il commercialista carrarese avrebbero promosso condotte finalizzate all’appropriazione illecita “di somme di denaro destinate allo Stato giacenti all’interno di assi ereditari e amministrazioni di sostegno non riscosse da eredi o enti pubblici, inserendo la figlia di Ferrandi nel sodalizio” e affidandole “sistematicamente in violazione delle regole procedurali incarichi di amministrazioni di sostegno e curatele” per ottenere una gestione delle pratiche compiacente.

Paglianti invece secondo l’accusa effettuava “compiacenti valutazioni degli immobili” delle eredità mentre Cecchetti si è finto un “creditore fittizio dei compendi ereditari”. Luvisotti e Avino sono invece accusati di avere ceduto fittiziamente a Bufo una Mercedes Glk usata del valore di circa 12 mila euro affinché assegnasse loro incarichi di custodia e di vendita di un maxi yacht la cui base d’asta sfiorava i 4 milioni di euro e circa 300 mila euro di provvigioni all’istituto di vendite giudiziarie per indennità di sosta del bene custodito e in seguito per avere “ritardato un atto del proprio ufficio e avere favorito la parte acquirente”.

I carabinieri di Massa che hanno eseguito gli arresti hanno anche perquisito le abitazioni e gli uffici degli indagati sequestrando “ingente documentazione probatoria” e acquisito “tutti gli hardware e software in uso agli arrestati”. Posta sotto sequestro anche la Mercedes in uso a Bufo.

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