Fratricidio nella storica villa Massoni

Fratricidio nella storica villa Massoni

Massa, i carabinieri hanno arrestato Marco Casonato, uno dei proprietari della storica villa Massoni, con l’accusa di aver travolto intenzionalmente con un’auto il fratello Piero, nel parco della loro proprietà uccidendolo.

I motivi sarebbero da ricercare nella contesa per la proprietà di villa Massoni di cui Marco era il custode giudiziario.

Secondo quanto si è appreso, da tempo i due fratelli sarebbero stati in lite per la villa di proprietà di entrambi.

L’ultimo episodio di scontro per i lavori di ristrutturazione che sarebbero stati richiesti solo da Marco Casonato e osteggiati invece da Piero.

La villa, risalente al seicento, da tempo versa in condizioni di degrado, tanto che c’erano state anche proteste degli abitanti del luogo e del comune, nonché l’intervento della sovrintendenza ai beni storici che aveva sollecitato lavori di recupero.

L’investimento nel parco sarebbe avvenuto verso le 16 e a dare l’allarme sarebbero stati gli operai presenti nel parco della villa.

Villa Massoni, di proprietà dei Casonato dal 1920, quando Giannina Massoni sposa Mario Casonato, fu sottoposta a sequestro già nel giugno del 2015 dalla Procura di Massa Carrara che aprì un fascicolo a carico dei due eredi, i fratelli Marco Alberto Casonato e Piero Alessandro Casonato, con l’accusa di danneggiamento al patrimonio archeologico, storico e artistico nazionale, come previsto dell’articolo 733 del codice penale.

Il processo a carico dei due fratelli è iniziato lo scorso 4 ottobre.

La villa quindi era sotto sequestro già da due anni, e verteva in uno stato di profondo degrado, come appurato dai sopralluoghi della Procura e dei carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale di Firenze.

I cittadini massesi ne ricordano la bellezza e lo sfarzo, grazie alle feste dell’Unità, che il Pci ebbe il permesso di organizzare all’interno del parco della villa dagli anni Settanta, per circa 15 anni.

Era un momento in cui i massesi potevano entrare nei giardini e godere della bellezza di quella immensa proprietà privata.

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Indagati per truffa il prete ed il vescovo

Indagati per truffa il prete ed il vescovo

Massa, il prete don Luca Morini ed il vescovo della diocesi di Massa monsignor Giovanni Santucci, figurano come indagati in un’inchiesta sull’impiego da parte del sacerdote delle offerte dei fedeli: il sospetto è che le abbia usate per spese personali ‘particolari’.

L’indagine della procura, partita nel febbraio 2016 e chiusa ora, nasce dopo che un escort napoletano aveva raccontato di una ‘relazione’ avuta con il prete.

“Acquisizione illecita di ingenti somme di denaro come ministro del culto”, è il reato che gli viene contestato. Don Morini è accusato dai fedeli di aver usato offerte e donazioni a scopi personali.

Per il vescovo invece si parla di impiego indebito di denaro e tentata truffa per due episodi, un prelievo di 1.000 euro dal fondo della Fondazione Pie Legati, per consegnarli a don Morini senza motivare perché e per aver fatto pressione sulla Cattolica Assicurazione per aumentare il punteggio di invalidità dello stesso don Morini.

L’avvocato difensore del vescovo parla di “grande equivoco”.

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Toscana, 33 spazi qualificati per coworking

Toscana, 33 spazi qualificati per coworking

La Regione Toscana, ha reso pubblico l’elenco degli spazi di coworking per tutti coloro che vorranno fare domanda di voucher a supporto della creazione di percorsi imprenditoriali.

Sono 35 gli spazi qualificati di coworking, distribuiti in 8 ambiti provinciali e nella Città Metropolitana: 14 a Firenze, 6 a Pisa, 3 a Grosseto, Prato e Lucca, 2 a Massa e Livorno, 1 ad Arezzo e Grosseto.

Il bando per la domanda dei voucher, inserito nell’ambito del progetto Giovanisì, scade il 31 luglio e finanzia la copertura delle spese di affitto di uno spazio di coworking fino ad un massimo di 4000 euro. Il totale delle risorse disponibili è di 310.965 euro.

“Vogliamo riconoscere, tutelare, agevolare ed incentivare il coworking, in quanto forma di organizzazione del lavoro che in Italia, e non solo, si sta dimostrando una risposta innovativa e funzionale al cambiamento del mondo del lavoro, soprattutto per i giovani”, ha detto l’assessore al lavoro Cristina Grieco.

“Per questo la Regione Toscana, nell’ambito del progetto Giovanisì, riconosce il coworking come modalità di organizzazione del lavoro, un modo per consentire ai giovani l’inserimento nel mercato del lavoro e avviare attività autoimprenditoriali e professionali, fornendo strumenti per fronteggiare i cambiamenti del mercato”.

Possono richiedere voucher liberi professionisti in possesso di questi requisiti:
– età compresa tra i 18 e i 40 anni (senza limiti di età per persone con disabilità), in possesso di partiva Iva e residenti e/o domiciliati in Toscana (il requisito dell’età deve essere posseduto al momento della presentazione della domanda);
– titolari di partita IVA da non più di 36 mesi dalla data di presentazione della domanda;
– appartenenti ad una delle seguenti tipologie:
a) soggetti iscritti ad albi di ordini e collegi;
b) soggetti iscritti ad associazioni di cui alla legge 4/2013 o alla legge regionale n.73/2008;
c) soggetti iscritti alla gestione separata dell’Inps.

 

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MASSA: INCIDENTE, COINVOLTO TIR CON ACIDO CLORIDRICO

imageI vigili del fuoco di Massa stanno intervenendo sull’autostrada A15 per un incidente stradale che ha coinvolto un veicolo pesante, un’autocisterna che trasporta acido cloridrico.

Una cisterna contenente acido cloridrico si è staccata dalla ralla di un camion che stava percorrendo la carreggiata nord dell’autostrada A15 della Cisa tra i caselli di Pontremoli e Berceto (Parma).

Sul luogo dell’incidente stanno intervenendo i vigili del fuoco di Aulla e la polizia stradale. La cisterna si è staccata dalla sistema di aggancio del trattore stradale ma non ha perso l’acido che conteneva. Disagi per la circolazione che procede su una sola corsia di marcia.

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INCHIESTA LUNIGIANA: VIOLENZE? FATTI AVVENUTI IN CONTESTI OPERATIVI

inchiesta lunigiana Il brigadiere della caserma di Aulla Alessandro Fiorentino, arrestato in carcere nell’inchiesta della procura di Massa Carrara su presunti abusi e violenze per cui sono indagati una trentina di militari, ha risposto a tutte le domande del gip Ermanno De Mattia nell’interrogatorio di garanzia tenutosi ieri  nel penitenziario di La Spezia, dove lui stesso è ristretto.

L’interrogatorio avente come oggetto le presunte violenze dei Carabinieri della Lunigiana  è durato dalle 9.30 alle 14.30 ed erano presenti anche il procuratore Aldo Giubilaro e il sostituto Alessia Iacopini, titolare dell’inchiesta, oltre al difensore, avvocato Gianpaolo Carabelli.
Secondo quanto appreso, il giudice De Mattia si è soffermato sulle accuse più gravi, episodi che coinvolgono il brigadiere Fiorentino e gli altri sette carabinieri per cui sono state prese misure cautelari. Tra questi fatti, alcuni pestaggi – così li definisce la procura nella sua richiesta di custodia -, episodi di lesioni a stranieri durante attività antidroga o controllo di documenti. Il militare ha respinto le accuse e avrebbe spiegato che si tratta di fatti avvenuti tutti in un contesto operativo, come il ritrovamento di quantità di droga a persone controllate, interventi di ordine pubblico, attività contro l’immigrazione clandestina.

Il brigadiere ha anche negato di aver minacciato un’avvocatessa, che difende un cittadino immigrato, sostenendo di esser stato frainteso su alcune frasi, a suo dire pronunciate senza intento malevolo, non sul serio, confidando nel livello di cordialità raggiunto in anni di conoscenza professionale: per l’accusa l’avrebbe minacciata di toglierle la patente automobilistica, cosa mai accaduta, neanche in termini
di controllo stradale. Il gip, tra i chiarimenti, ha chiesto anche di un episodio di violenza sessuale a un uomo trovato con droga: il brigadiere avrebbe ammesso che il soggetto fu fatto spogliare in una sala della caserma per la perquisizione personale a caccia di altra sostanza, ma agendo nel pieno rispetto della legalità.
Il brigadiere Fiorentino è il primo carabiniere interrogato dal gip De Mattia tra gli otto, tutti operanti in Lunigiana, destinatari di misura cautelare: il 22 giugno saranno interrogati i tre messi dal gip ai domiciliari; il 23 giugno i quattro colpiti da divieto di dimora nella provincia di Massa Carrara. L’avvocato Carabelli ha presentato al gip De Mattia istanza di sostituzione della misura del carcere con gli arresti domiciliari. Il gip si è riservato.

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