Fiom-Cgil: Governo su settore del gioco mette a rischio migliaia di posti lavoro

Fiom-Cgil: Governo su settore del gioco mette a rischio migliaia di posti lavoro

Il Governo sul settore del gioco mette a rischio migliaia di posti di lavoro, ma le importanti aziende vanno chiamate a rispondere in solido visto gli enormi profitti.

I provvedimenti introdotti dal Governo con la manovra finanziaria rischiano di produrre effetti negativi sull’occupazione nella filiera del gioco legale. In Italia si calcolano circa 100 miliardi che ruotano intorno al mondo del gioco e si riscontrano circa 150 mila lavoratori addetti.

Un settore molto particolare la cui crescita spesso é legata all’aumento di un disagio sociale. Va sicuramente nella giusta direzione l’intervento sul settore volto a rendere compatibile il gioco con la sostenibilità sociale, anche perché i costi a carico della collettività sono ingenti, così come vanno sicuramente contrastate le attività illecite, ma vanno chiamate anche le aziende a risponderne in solido.

L’origine di molte aziende che ruotano intorno al gioco non appare chiara e sempre più è difficilmente controllabile il gioco online, ma i profitti delle più importanti società sono cospicui.
Lo Stato trae da questo settore importanti entrate ed ha anche poteri di intervento diretti. Tuttavia, anche di fronte a grandi acquisizioni di società come quella avvenuta da Playtech, il Governo non ha nemmeno aperto un tavolo di confronto.

Playtech ha acquistato Snaitech, la più importante società di gioco in Italia, hanno già spostato il baricentro a Londra, (come era prevedibile) ed il Governo si è dimostrato completamente latitante. Nonostante le numerose richieste di incontro, il Governo è rimasto a guardare come un qualsiasi spettatore. Come non fosse affar loro, altro che norma contro le delocalizzazioni.

Se importanti aziende come Playtech possono liberamente acquisire società in assenza di un benché minimo piano industriale, con tutti i gravi rischi che questo può comportare per le sedi italiane e per le garanzie occupazionali, il messaggio che si da è che in Italia siamo in un campo libero, senza nessun vincolo, anche laddove vi sono possibilità di intervento dello Stato.

Le concessioni pubbliche, di qualsiasi settore, ma soprattutto del gioco, vanno subordinate rispetto a chiari piano di sviluppo, investimenti e garanzie occupazionali. Ci vogliono scelte coraggiose se vogliamo continuare ad essere un paese civile. Le concessioni pubbliche vanno rilasciate solo a determinate condizioni e nel maggior interesse della collettività. In contrasto alla cultura del profitto selvaggio, costi quel che costi, anche in termini di sicurezza e dignità umana.

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Lavoratori Kme: approvato accordo sindacale con oltre 90% consensi

Lavoratori Kme: approvato accordo sindacale con oltre 90% consensi

I lavoratori del gruppo Kme degli stabilimenti di Serravalle Scrivia, Firenze e Fornaci di Barga a seguito del referendum di gruppo hanno approvato a stragrande maggioranza l’accordo sindacale siglato il 22 ottobre.

I numeri: i SI sono stati 553 ( 90,80%) mentre i NO 56 (9,19%), su un totale di 770 dipendenti di gruppo i votanti sono stati 623.
I lavoratori hanno anche votato se mantenere un sistema di welfare aziendale o ricevere il corrispettivo importo netto in busta paga. È prevalsa la scelta di conservare il welfare con 527 si ( 86,11%) – 85 no ( 13,88%).

Questi i risultati sull’accordo a livello dei singoli stabilimenti:
Kme Fornaci di Barga: votanti 453- si 401- no 44 – bianche 7 – nulle 1
Kme Brass Serravalle Scrivia: votanti 98- si 81 – no 11 – bianche 2- nulle 4
Kme Italy Firenze: votanti 72 – si 71- no 1

L’accordo prevede il rilancio dei siti produttivi in Italia, investimenti, aumenti dei volumi produttivi, potenziamento delle linee di fusione, ripresa dell’attività di ricerca e sviluppo, creazione di un polo accademico, un progetto per la produzione di energia, specializzazione dello stabilimento di Serravalle nel settore barre, conferma del ruolo internazionale e di certo servizi della sede amministrativa di Firenze.

“Siamo molto soddisfatti dell’esito del referendum e ringraziamo tutti i lavoratori per la partecipazione. Riteniamo che questo accordo getti le basi per garantire la ripresa produttiva e le garanzie occupazionali di questo importante gruppo in Italia dopo una lunga fase critica. L’intesa prevede anche una commissione congiunta al fine di monitorare l’andamento aziendale e favorire relazioni industriali partecipative. Sarà nostro compito verificare costantemente la situazione al fine di garantirne l’applicazione.” afferma Massimo Braccini, coordinatore nazionale Fiom Gruppo Kme.

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Tmm Pontedera: Fiom, Pasqua ”di lotta” per i lavoratori

Tmm Pontedera: Fiom, Pasqua ”di lotta” per i lavoratori

E’ una Pasqua “all’insegna della lotta” per i lavoratori della Tmm di Pontedera (Pisa), da 232 giorni in presidio permanente davanti alla loro azienda, posta in liquidazione, che “hanno il pieno diritto di lottare democraticamente, e non hanno bisogno di nessuna autorizzazione del liquidatore di turno. A chi non piace se ne faccia una ragione”. Lo sottolinea il segretario generale della Fiom Toscana Massimo Braccini in merito alla vertenza che riguarda l’azienda dell”indotto Piaggio, specializzata nella produzione di marmitte.

“Questa vertenza segna un punto di riferimento avanzato e democratico – sottolinea il sindacalista in una nota – e tende a dimostrare che ci può essere un”altra via di uscita alla
disoccupazione a seguito della chiusura della propria azienda”. Per Braccini, “è inaccettabile sentir accusare, da parte del liquidatore, i lavoratori ed i rappresentanti della Fiom Cgil di
aver sequestrato un camion e il suo autista. Riteniamo queste affermazioni gravi, gratuite, farneticanti e fuori luogo”. “In tutta questa vicenda – aggiunge – il liquidatore della Tmm si è più volte eretto anche a giudice, cercando nel peggior modo possibile di dividere i lavoratori”. Come Fiom, “non accettiamo minacce e ricatti da parte di nessuno e non permetteremo che i lavoratori vengano addirittura criminalizzati”.

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Fiom Toscana: “settore nautica in condizioni inaccettabili”

Fiom Toscana: “settore nautica in condizioni inaccettabili”

Nonostante il settore sia in ripresa, le condizione di lavoro sono inaccettabili e retrograde, nella totale assenza di rispetto delle regole. La denuncia di Massimo Braccini, segretario generale Fiom Toscana: “responsabilità politiche ed istituzionali”.

“La nautica è un settore in ripresa” ma “l’arretramento delle condizioni di lavoro segna una condizione inaccettabile”. Lo denuncia Massimo Braccini, segretario generale Fiom Cgil Toscana, secondo cui le aziende “una volta arrivata la ripresa, hanno inseguito la ricerca del minor costo del lavoro.

Nella gran parte dei cantieri nautici in Toscana manca il rispetto delle regole, ed alla fine della catena degli appalti vi sono sempre lavoratori più deboli e sfruttati”. Per Braccini “bisogna aprire presidi sindacali di fronte ad ogni area produttiva in tutta la costa, affinché ogni lavoratore trovi una risposta, sia tutelato e non lasciato solo di fronte all’imperio dell’impresa.

Vanno verificate le modalità di assunzione, le retribuzioni, le ore lavorate ed é necessario far fare verifiche approfondite, chiamando in causa anche gli enti preposti”. Secondo il leader della Fiom regionale “le responsabilità che stanno in capo alle aziende sono palesi e pesanti, ma vi sono anche responsabilità politiche ed istituzionali”, citando il caso del frazionamento dell’area demaniale del porto di Viareggio.

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