Siccità: oltre l’emergenza anche in Toscana

Siccità: oltre l’emergenza anche in Toscana

Salgono a oltre 2 miliardi le perdite provocate alle coltivazioni e agli allevamenti da un andamento climatico del 2017 che lo classifica tra i primi posti dei più caldi e siccitosi da oltre 200 anni.

Oltre 200 milioni di euro è la stima dei danni da siccità all’agricoltura stimati dalla Coldiretti in Toscana dove la Regione ha dichiarato lo stato di emergenza. Solo la perdita di prodotto per grano tenero e duro è valutata in circa 50 milioni di euro; altri 35 milioni sono i danni al mais, altre foraggere e girasole, ma guasti da quantificare sono destinati a riguardare anche i vigneti e gli oliveti.

Particolarmente scioccante l’annuncio che Roma è a secco perché nella provincia le precipitazioni sono risultate in calo del 72% a luglio nella prima decade dopo che la riduzione era stata del 74% a giugno del 56% a maggio come ad aprile, mentre a marzo il calo è stato del 56%, a febbraio del 37% e a gennaio del 34% provocando una crisi idrica di portata storica.

Per superare l’emergenza  il Governatore della Toscana Enrico Rossi si è fatto carico del problema del mondo agricolo ponendo al centro la necessità di una programmazione e di una pianificazione degli interventi che consentiranno di evitare il ripetersi in futuro di crisi dovute a situazioni climatiche che ormai si verificano ciclicamente.

In particolare sul versante irriguo la Regione intende realizzare un Piano Idrico che prenda le mosse dopo un censimento di tutti gli invasi presenti in Toscana, se ne stimano circa 4000, che ne calcoli il bilancio idrico e la portata, considerando che queste dovranno essere risorse polifunzionali da impiegare nel caso di nuove crisi idriche come quella attuale.

Nell’ultimo tavolo regionale per affrontare l’emergenza siccità è stata rilanciata la disponibilità della Regione Toscana a varare questo Piano Idrico Regionale da 200milioni di euro con una serie di interventi definiti da una tasck force composta oltre che dalla stessa Regione dall’Autorità Idrica Regionale e dai Consorzi di Bonifica.

Di questo e di una seria politica di valorizzazione della risorsa idrica si parla oggi nel  convegno organizzato da Coldiretti e ANBI Toscana a Firenze nell’auditorium del Consiglio Regionale.

“E’ necessario passare dalla gestione dell’emergenza con enorme spreco di risorse, per abbracciare una nuova cultura delle prevenzione in una situazione in cui quasi 9 litri di pioggia su 10 sono perduti”. E’ quanto ha affermato il Presidente della Coldiretti Toscana Tulio Marcelli. “L’Italia resta un paese piovoso – continua –  con circa 300 miliardi di metri cubi d’acqua che annualmente cadono, ma per le carenze infrastrutturali se ne trattengono solo l’11%. Una risorsa troppo importante per le imprese agricole e per il loro sviluppo che richiede una tutela più accorta”.

“I Consorzi di Bonifica sono impegnati in prima linea nel contrasto della siccità – spiega il presidente di Anbi Toscana, Marco Bottino -. La politica degli invasi promossa da Regione vede infatti una preziosa sinergia fra Consorzi, agricoltori e Regione stessa. Gli invasi a uso plurimo costituiscono uno degli investimenti migliori per la prevenzione dal rischio alluvioni, per la lotta agli incendi e per l’irrigazione. Una strada che è importante continuare a percorrere incentivando la creazione di nuovi bacini e la manutenzione di quelli esistenti”

“Parlare di siccità o meglio ancora di come prevenirla è doveroso – ha dichiarato Massimo Gargano Direttore Generale ANBI – in una stagione caratterizzata dalla consapevolezza che le crisi idriche sono ormai un fenomeno consolidato, che si ripete con periodicità sempre più ravvicinata e non più, quindi, un’evenienza  eccezionale. Se da un lato deve proseguire la ricerca per ottimizzare l’utilizzo della risorsa idrica in agricoltura così come va migliorata l’efficienza della rete idrica, dall’altro bisogna aumentare la capacità di trattenere le acque di pioggia attraverso il varo di un Piano Nazionale degli Invasi; si tratta di bacini medio-piccoli, ma la realizzazione non può prescindere da una diffusa consapevolezza dell’opinione pubblica  sulla loro utilità come riserva idrica, ma anche come vitalizzatore ambientale e bacini di espansione contro le alluvioni. Per ciò devono moltiplicarsi occasioni di confronto come questa.”

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