Prato: da sabato 13 ottobre attivo nuovo servizio Acap per pediatri di famiglia

Prato: da sabato 13 ottobre attivo nuovo servizio Acap per pediatri di famiglia

Pediatri di famiglia in ospedale nei fine settimana. Da sabato 13 ottobre attivo il nuovo servizio Acap. Biffoni: ”Un servizio estremamente utile per il nostro territorio”

A partire da sabato 13 ottobre all’ospedale Santo Stefano sarà a disposizione un ambulatorio dedicato ai piccoli pazienti che hanno necessità di visite non urgenti.

Grazie all’Accordo sottoscritto dalla FIMP ( Federazione Italiana Medici pediatrici) e dall’AUSL Toscana Centro il nuovo servizio già presente nei territori di Firenze, Pistoia ed Empoli sarà operativo anche a Prato.

Sono oltre la metà i pediatri di famiglia che hanno aderito all’Accordo: 20 su 33, saranno supportati da un infermiere che svolgerà funzioni di accoglienza ed assistenza.

“Siamo contenti di questo importante servizio per i bambini e le famiglie, commenta Matteo Biffoni, Sindaco di Prato, una risposta alla necessità di attivare la guardia medica pediatrica nel fine settimana quando spesso i genitori non sanno a chi rivolgersi in caso di necessità se non al pronto soccorso, magari in modo improprio. Da sindaco e da genitore sono certo che sia un servizio estremamente utile per il nostro territorio” .

L’ambulatorio Acap è collocato al Poliambulatorio dell’ ospedale Santo Stefano – piano terra (area pediatrica)

Orari apertura: il sabato e prefestivi: dalle ore 16.30 alle 19.30; la domenica e festivi dalle 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 16.30 alle 19.30 .

L’accesso al servizio avviene attraverso il triage del Pronto Soccorso. I bambini con codici non urgenti saranno indirizzati all’ambulatorio Acap il cui percorso è segnalato da apposita cartellonistica.

Il servizio di continuità assistenziale Acap, grazie alla collaborazione ed alla condivisione di strategie e progetti tra pediatri ospedalieri e di famiglia, è uno strumento essenziale per migliorare i servizi a favore dei bambini, l’integrazione ospedale-territorio e garantire un appropriato utilizzo del Pronto Soccorso.

Il Pronto Soccorso Pediatrico del Santo Stefano registra un numero di accessi molto superiore a quello indicato dalla Legge Regionale come soglia minima per attivare iniziative specifiche.

In particolare, negli ultimi due anni al Pronto Soccorso pediatrico si sono registrati 17.512 accessi nel 2016 e 18.139 nel 2017 con picchi nei fine settimana in cui gli accessi risultano superiori in numero assoluto rispetto a tutti gli altri giorni.

Le urgenze minori (codici azzurri) rappresentano infatti oltre un terzo degli accessi totali nel fine settimana, rispettivamente il 38% nel 2016 e il 35,8% nel 2017.

Per quanto riguarda i codici verdi (urgenze differibili) rappresentano oltre la metà di tutti gli accessi pediatrici: il 55,7% nel 2016 e il 59,3% nel 2017, con un picco elevato nel fine settimana.

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Fallimento Creaf: citazione a giudizio per Biffoni a Prato, “certo di avere agito per collettività”

Fallimento Creaf: citazione a giudizio per Biffoni a Prato, “certo di avere agito per collettività”

Citazione a giudizio, in relazione al suo incarico di presidente della Provincia di Prato, per Matteo Biffoni (Pd), sindaco della città toscana. A citarlo la procura pratese, con l’accusa di bancarotta semplice, in relazione al fallimento del Creaf, il Centro di ricerca e alta formazione mai nato per cui sarebbero stati spesi negli anni oltre 20 milioni di euro di fondi pubblici. Il processo davanti al giudice monocratico si aprirà il prossimo 18 giugno, cioè dopo le elezioni amministrative comunali, a cui il sindaco non ha ancora deciso se ricandidarsi.

Con Biffoni citati a giudizio per bancarotta semplice ex amministratori del Creaf ed ex membri del cda, Luca Rinfreschi, Laura Calciolari, Lamberto Gestri, Veronica Melani, Gianmario Bacca, oltre ai tre componenti del collegio sindacale, Massimo Longini, Massimo Picchi e Marco Bini. Il sostituto procuratore Lorenzo Boscagli, titolare delle indagini, ha chiesto invece l’archiviazione dell”ex vice presidente della Provincia Daniele Panerati.

“Mi difenderò, sono certo di aver agito per il meglio della collettività”. Queste le parole del sindaco di Prato Matteo Biffoni che spiega di “essere molto tranquillo”, perché ritiene di “aver agito nella massima correttezza”. “Mi difenderò in giudizio – aggiunge -, non sono spaventato per questo vicenda in relazione a una mia eventuale ricandidatura a sindaco nelle prossime elezioni amministrative”.

“A nome del Partito democratico di Prato confermo piena fiducia nel sindaco Matteo Biffoni”. Così in una nota il segretario del Pd pratese Stefano Bosi in relazione alal citazione a giudizio di Biffoni per il fallimento di Creaf. “Oltre ad aver gestito come presidente della Provincia solo l’ultimissima fase di una vicenda che viene da molto lontano – aggiunge Bosi -, Biffoni ha sempre agito in piena trasparenza ed è proprio alla luce di questo che siamo più che convinti che potrà dimostrare agevolmente la propria estraneità al reato che gli è stato contestato. Siamo certi che tutto sarà chiarito poiché al primo posto c’è, e c’è sempre stato da parte sua, il rispetto dell’interesse pubblico”.

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Bando Periferie, Anci Toscana: “Salvi i progetti esecutivi, fondo di rotazione per gli altri”

Bando Periferie, Anci Toscana: “Salvi i progetti esecutivi, fondo di rotazione per gli altri”

Sblocco immediato dei finanziamenti per tutti i Comuni che hanno approvato i progetti esecutivi entro il 15 settembre 2018; certezza delle risorse per i restanti progetti in graduatoria, con l’istituzione di un apposito Fondo di rotazione. Sono queste le proposte di Anci Toscana da presentare al Governo, per sbloccare i finanziamenti del “Bando Periferie”, scaturite stamani dalla riunione indetta dal presidente Matteo Biffoni nella sede fiorentina all’Associazione con i capoluoghi di provincia.

Una proposta condivisa all’unanimità, presenti oltre a Biffoni (Anci Toscana), i sindaci di Livorno Filippo Nogarin, di Arezzo Alessandro Ghinelli, di Lucca Alessandro Tambellini, di Pistoia Alessandro Tomasi, oltre agli assessori di Firenze, Grosseto, Massa e Carrara. La posizione di Anci Toscana è stata immediatamente trasmessa al presidente di Anci Nazionale Antonio Decaro, che questa sera, insieme ad una delegazione di sindaci cui farà parte anche il vicepresidente Nogarin, incontrerà il capo del Governo Giuseppe Conte.

Obiettivo comune, quello di modificare il testo della norma che blocca i finanziamenti del Bando Periferie, inserita nel decreto Milleproroghe, prima che il provvedimento sia approvato in via definitiva. “Mettiamo a disposizione di Anci la nostra proposta – ha detto Biffoni a nome di tutti i presenti – perché si arrivi a soluzione di una questione che ha una importanza fondamentale non solo per le amministrazioni, ma soprattutto per le nostre comunità. Ogni euro dato ai Comuni è sacrosanto, ha un valore sociale e aiuta l’economia locale. Nessuno lo deve dimenticare”.

La norma in questione prevede attualmente il differimento al 2020 dell’efficacia delle convenzioni già sottoscritte da ben 96 comuni capoluogo e città metropolitane, di cui 11 toscani, sulla base di quanto già disposto dal precedente Governo (DPCM del 29 maggio 2017) e dalle successive delibere del CIPE.

In particolare il ricorso al Fondo di rotazione permetterà ai Comuni, pur imputando la spesa al 2020, di contare su un’anticipazione dalla Cassa Depositi e Prestiti, senza ulteriori oneri finanziari.
Per i comuni toscani si tratta di risorse importanti, impegnate su territori fragili, per un ammontare complessivo di circa 296 milioni di euro.

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Prato rifiuti, sindaco Biffoni: trovare soluzioni per fanghi depurazione

Prato rifiuti, sindaco Biffoni: trovare soluzioni per fanghi depurazione

“Bloccare il lavoro degli spurghisti è un danno non soltanto per queste aziende, ma per tutta la comunità. E’ quindi necessario trovare soluzioni immediate affinché non si arrivi a un’emergenza”, sui fanghi da depurazione. Lo ha detto il sindaco di Prato Matteo Biffoni partecipando ieri a un’assemblea degli operatori di autospurgo dei territori pratese e fiorentino, preoccupati per le difficoltà nello smaltimento dei fanghi dopo una sentenza del Tar della Lombardia che ha ridotto la capacità di raccolta e stoccaggio anche in Toscana.

Nell’occasione, spiega una nota, Biffoni ha annunciato di aver chiesto un incontro urgente all’assessore regionale all’ambiente Federica Fratoni per discutere della questione. “Condivido a pieno le vostre preoccupazioni sia per le conseguenze sul piano lavorativo e occupazionale, sia e soprattutto perché non possiamo rischiare di far saltare un servizio fondamentale per le nostre città – ha sottolineto Biffoni”.

”Con la riapertura delle scuole e il ritorno a pieno ritmo di tutta la città è impensabile non avere certezze sullo smaltimento fanghi, le conseguenze sono facilmente immaginabili per chiunque”- ha proseguito Biffoni. Il sindaco ha spiegato di aver chiesto un incontro urgente all’assessore Fratoni perché “la competenza sugli impianti è regionale, è un anno che in tutte le sedi sto dicendo che è fondamentale un ragionamento concreto sugli impianti perché il problema rifiuti non va sottovalutato”.

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Una task force schederà tutti i ponti della Toscana

Una task force schederà tutti i ponti della Toscana

Rossi: “non partiamo da zero ma stabiliremo una  linea guida per fare in modo che il monitoraggio sia svolto in maniera omogenea in tutta la Regione”. “Vorremmo anche sapere quale metodo di controllo sarà adottato sulle strade di competenza statale, sulle ferrovie e sulle autostrade”

Fare un check-up completo delle infrastrutture viarie in Toscana, con particolare attenzione a ponti e alle strutture in cemento armato, in modo da ottenere in breve tempo una fotografia affidabile, aggiornata ed inequivocabile dello stato dell’arte e delle eventuali criticità presenti: con questi obiettivi è stato firmato oggi un protocollo d’intesa tra Regione Toscana, Upi, Città Metropolitana ed Anci.

L’intesa nasce dalla volontà di andare oltre la segnalazione di criticità già note (che saranno prontamente segnalate alla Prefettura e al Ministero rispondendo alla lettera inviata dal Mit alle amministrazioni locali nei giorni scorsi), per approfondire la conoscenza dello stato delle infrastrutture e fare tutto il possibile per prevenire tragedie come quella avvenuta a Genova lo scorso 14 agosto.

Verrà costituito pertanto di un gruppo tecnico di lavoro (composto da periti regionali, tecnici degli enti locali ed eventuali professionisti esterni) che avrà come primo incarico quello di definire un modello unico di report per effettuare rilevamenti (in modo che risultino omogenei in tutta la regione, non influenzati dalle scelte del rilevatore) e comporre le squadre di tecnici che successivamente procederanno alle verifiche degli oltre 5.000 ponti e dei 10.000 km di strade di competenza della Regione, delle Province, della Città Metropolitana e dei Comuni toscani.

Il lavoro di monitoraggio dovrà essere svolto nell’arco di pochi mesi, al massimo un anno, e permetterà non solo di evidenziare eventuali criticità non note, ma anche di stabilire un’effettiva gerarchia dell’urgenza degli interventi.

A siglare l’atto sono stati Enrico Rossi, il presidente dell’Unione delle Province toscane Luca Menesini, il consigliere della Città metropolitana di Firenze con delega alle infrastrutture Andrea Ceccarelli ed il presidente di Anci Toscana Matteo Biffoni.

La Toscana non parte da zero per quanto riguarda il monitoraggio dello stato delle proprie infrastrutture e la prevenzione di criticità. Dal 2001 è previsto dal Piano di interventi sulla viabilità regionale un costante controllo delle infrastrutture viarie regionali, realizzato basandosi sulle segnalazioni fatte dalle Province (soggetti gestori). La riunione di monitoraggio con le Province sarebbe prevista una volta all’anno, ma viene convocata ogni 6 mesi per maggiore sicurezza e per garantire interventi più tempestivi. Grazie a questo costante controllo dal 2001 ad oggi in Toscana sono stati investiti 1,2 miliardi di euro per scongiurare criticità. La nostra regione, inoltre, è  l’unica in Italia  ad essersi dotata di un sofisticato sistema satellitare di monitoraggio dei ‘mutamenti del territorio’, realizzato con la collaborazione dell’Università di Firenze, che ogni 12 minuti rileva eventuali spostamenti delle strutture presenti sul territorio, siano esse case, argini, strade, ecc. Questo sistema, che ha un costo di 300.000 euro all’anno, offre un significativo aiuto nell’individuare possibili cedimenti strutturali, si affianca il monitoraggio sulle criticità infrastrutturali.

 

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