Cgil, migranti: “Prefetto Firenze ritiri circolari su centri”

Cgil, migranti: “Prefetto Firenze ritiri circolari su centri”

Maurizio Brotini della segreteria Cgil Toscana, è intervenuto oggi a Firenze a margine di un seminario su ‘L’immigrazione in Toscana’, organizzato dal sindacato e da Ires.

“Le circolari del prefetto di Firenze sui rientri forzati e sulle ispezioni dei pacchi indirizzati ai richiedenti asilo – dice Brotini di Cgil Toscana – sono lesivi della dignità dei lavoratori e dei rifugiati. Il coprifuoco inoltre mostra un atteggiamento punitivo e assolutamente ingiustificato dalla condizione delle persone alle quali si rivolge. Chiediamo al prefetto di ritirare le circolari, unendoci a quanti hanno già avanzato tale richiesta.”

“Alla Regione Toscana, al suo presidente ed assessore competente – ha aggiunto Brotini – chiediamo di convocare un incontro urgente con tutti i soggetti interessati e coinvolti”.
Sul tema migranti, l’esponente della Cgil Toscana ha inoltre sottolineato che “il Governo ha compiuto un atto grave e socialmente pericoloso nell’approvare con la fiducia l’istituzione di un sistema giuridico differenziato degno degli stati dove vigeva la segregazione razziale.”

“E – conclude Brotini – lo smantellamento del sistema degli Sprar colpisce i lavoratori che si occupavano di accoglienza diffusa, strumento fondamentale per l’integrazione.”

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Corsica, collisione navi: Santuario Pelagos a rischio

Corsica, collisione navi: Santuario Pelagos a rischio

L’incidente tra le due navi avvenuto ieri a largo della Corsica mette a rischio l’area del Santuario dei cetacei Pelagos, un ecosistema di enorme interesse scientifico grazie alle sue caratteristiche naturali e al patrimonio di biodiversità che custodisce.

In territorio italiano, il Santuario Pelagos (chiamato anche Santuario per i mammiferi marini) è stato istituito nel 1991 come area naturale marina protetta di interesse internazionale, e occupa una superficie a mare di 2.557.258 ha (circa 25.573 km2) nelle regioni Liguria, Sardegna e Toscana

Legambiente e Expédition MED, impegnate nel progetto Pelagos Plastic Free per difendere la biodiversità del Santuario dei cetacei dall’inquinamento da plastiche, lanciano un appello ai governi di Italia, Francia e Monaco affinché si mettano in campo tutte le opzioni per limitare i danni provocati dallo sversamento di olio combustibile in mare e si intervenga in tempi rapidi con una normativa ad hoc per il traffico delle merci in quest’Area Specialmente Protetta d’Importanza Mediterranea (ASPIM).
“La collisione fra le due navi avvenuta al largo della Corsica ha dell’incredibile per le dinamiche dell’incidente e perché ancora una volta assistiamo impotenti a uno sversamento importante di sostanze inquinanti in una zona protetta” ha dichiarato Sebastiano Venneri, responsabile mare di Legambiente .
“E’ evidente che, come chiediamo da tempo, sia necessario normare in maniera più stringente i traffici marittimi in una porzione di mare così preziosa come il Santuario Pelagos. Ci ritroviamo invece a sperare nella buona sorte e nelle condizioni meteomarine che consentano di recuperare la maggior parte delle sostanze oleose che stanno fuoriuscendo dai serbatoi delle navi”.
Sull’argomento sono intervenute anche Cgil Toscana e Livorno attraverso un comunicato stampa:
“Circa alle 7 di domenica 7 ottobre, è avvenuto un inspiegabile incidente a nord di Capo Corso. Oggi le navi hanno strumenti in grado di prevenire eventi pericolosi sia per l’ambiente che per le persone eppure è accaduto. La prima domanda che ci poniamo è quali siano le misure di sicurezza dedicate agli equipaggi in casi anche come questi e se siano stati fatti rilievi a bordo per verificare lo stato fisico ma anche psicologico (dato lo shock evidente) dei marittimi a bordo. Dalla stampa si rileva che siano state le navi stesse a garantire che nessuno si sia fatto male.
Come CGIL Toscana e Livorno chiediamo quali garanzie esistono sul contenimento dello sversamento in mare che ieri era di 10 KMQ ed oggi è già di 20 con 600 m cubi di olio carburante.
Le operazioni di separazione delle due navi desta grande preoccupazione. Anche le isole dell’arcipelago Toscano sono a poche miglia da Capo Corso e tutta la costa Toscana come la Liguria sono a rischio. Un salto di vento è sempre possibile in mare. Il consorzio Lamma è presente e speriamo che possa prevedere e monitorare con estrema precisione, resta la preoccupazione dell’azione conseguente che si dovrebbe fare. La tempistica è essenziale in quanto una mareggiata anche minima potrebbe provocare l’affondamento del materiale con grave danno della flora dei fondali e in conseguenza anche della fauna.
Preoccupa inoltre che non si sia fatto cenno dei contenuti dei Ro Ro della nave Cipriota. Da Legambiente perviene preoccupazione e si paventa che possano contenere sostanze altamente tossiche e cancerogene. L’alta intensità di traffico nelle zone determinate dalla presenza di più porti nello spazio marino interessato, obbliga a interventi di sicurezza assolutamente trasparenti, conosciuti da lavoratori e cittadini e certo, questo caso, non suggerisce che le cose stiano esattamente in questo modo. ”
Maurizio Brotini segretario CGIL Toscana
Patrizia Villa segretaria CGIL LIvorno

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Ferrovie in Toscana: sindacati,  400 posti lavoro a rischio

Ferrovie in Toscana: sindacati,  400 posti lavoro a rischio

“La Toscana rischia di perdere oltre 400 posti di lavoro nel settore della manutenzione ferroviaria”. Lo affermano le segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil, preoccupate dai piani presentati da Trenitalia che “mettono in discussione l’attuale livello di produzione delle officine di Firenze Osmannoro, Pisa e Siena, nonché della Direzione tecnica nazionale dell”ingegneria della manutenzione rotabili di viale Spartaco Lavagnini, a Firenze”.

“A fronte del venir meno della manutenzione sulle carrozze ”media distanza” infatti – spiegano in una nota Maurizio Brotini (Cgil), Ciro Recce (Cisl) e Arturo Papini (Uil) – per le officine toscane non si prevede l’assegnazione di nuovi materiali. Inoltre preoccupano le dichiarazioni del responsabile della Direzione tecnica di viale Lavagnini, secondo il quale prima dell’estate le officine nazionali di manutenzione ciclica, a seguito di una riorganizzazione, lasceranno la Direzione senza il suo braccio operativo, con l”obiettivo, in seguito, di chiudere definitivamente la struttura”. Per i sindacati “ciò significherebbe tagliare fuori la Toscana dallo sviluppo e dalla crescita professionale, con la perdita di attività pregiate e di oltre 400 posti di lavoro.”

All’Osmannoro convivono due impianti, uno di manutenzione ciclica lungo circa 350 metri, con circa 230 ferrovieri, l’altro di manutenzione corrente lungo circa 80 metri, con circa 200 lavoratori. I sindacati temono poi la futura chiusura anche degli impianti manutentivi di Siena e di Pisa, che complessivamente occupano circa 80 persone.

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