Pisa, azienda premiata da Agenzia Onu Rifugiati

Pisa, azienda premiata da Agenzia Onu Rifugiati

‘Per lavoro e inserimento di richiedenti asilo’, l’azienda ha guadagnato il logo Unhcr.

L’Agenzia Onu per i rifugiati (Unhcr) ha conferito all’azienda agricola Biocolombini di Crespina (Pisa) il logo Welcome – Working for refugee integration per l’anno 2018, assegnato alle aziende che si sono distinte per aver effettuato nuove assunzioni di beneficiari di protezione internazionale o comunque avranno favorito il loro concreto inserimento lavorativo e sociale, ed imprese che ne avranno incoraggiato la nascita di attività di autoimpiego. Lo rende noto la Coldiretti di Pisa insieme all’azienda. La cerimonia di conferimento si svolgerà domani a Milano, presso la sede di Assolombarda.

Il progetto con cui la Biocolombini ha partecipato alla selezione, spiega una nota, ha riguardato l’attivazione di una serie di tirocini formativi con persone richiedenti asilo e, per alcuni di essi, la successiva assunzione. L’azienda conta circa 40 ettari di terreno, tutti certificati biologici, e nel 2018 ha dato lavoro a 25 dipendenti, di cui due richiedenti o beneficiari di protezione internazionale. Nello stesso anno ha inoltre registrato nove nuovi inserimenti lavorativi, di cui quattro hanno riguardato beneficiari di protezione o richiedenti asilo per i quali è stato attivato un tirocinio formativo non curriculare per soggetti svantaggiati.

“Come azienda vogliamo continuare a investire sul lavoro con e per i richiedenti asilo – dichiara Alessandro Colombini, amministratore di BioColombini -. Ma non è stato facile ottenere questi risultati. Per questo il riconoscimento dell’Unhcr è per noi fonte di grande orgoglio ma anche di consapevolezza e responsabilità. Crediamo infatti che il logo debba essere uno strumento utile anche per le altre aziende del territorio e per le istituzioni”. La burocrazia rende però i percorsi molto più lenti e complessi”.

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Carvisiglia su migranti, “per anagrafe basta richiesta asilo”

Carvisiglia su migranti, “per anagrafe basta richiesta asilo”

“Ogni richiedente asilo, una volta che abbia presentato la domanda di protezione internazionale, deve intendersi comunque regolarmente soggiornante, in quanto ha il diritto di soggiornare nel territorio dello Stato durante l’esame della domanda di asilo” e, quindi, è autorizzato a presentare domanda di iscrizione all’anagrafe. Iscrizione che i comuni non possono rifiutare perchè il diniego “sarebbe discriminatorio”, come sancito dalla Costituzione, per i cittadini stranieri.

E’ quanto scrive il giudice Carlo Carvisiglia del tribunale di Firenze che ha accolto il ricorso di un cittadino somalo a cui il comune di Scandicci aveva rifiutato l’iscrizione all’anagrafe basandosi sul Decreto sicurezza.
La notizia, anticipata oggi sulle pagine del Corriere Fiorentino, è confermata dall’avvocato Noris Morandi dell’Asgi (Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione): “Credo sia la prima in Italia”, spiega il legale.

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Elba: Consiglio dei Ragazzi, “aprite porto alla Mare Jonio”

Elba: Consiglio dei Ragazzi, “aprite porto alla Mare Jonio”

Marciana Marina, all’Isola d’Elba, con il suoi 5 Km2 di superficie è il più piccolo Comune della Toscana – e uno dei più piccoli d’Italia – ma non manca  certamente di iniziative. Recentemente è stato istituito, dopo regolari votazioni, il Consiglio dei Ragazzi  – che vede come Sindaco Pietro Gentili e che è composto dai consiglieri  Lorenzo Mazzei, Lavinia Lucchesi, Rose Gwen Del Mundo, Francesco Bondi, Chiara Vai, Lara Anselmi, Luca Marzocchini e Marco Martini – e che ha già annunciato iniziative in favore dell’ambiente e dei diritti umani e partecipato allo Sciopero Mondiale per il Clima del 15 marzo.

Una bella squadra di ragazzi in gamba che ora fanno una proposta clamorosa e che forse sarà imbarazzante per la Sindaca Gabriella Allori, a capo di una giunta civica della quale fanno parte sia esponenti di centro-destra che di sinistra.

La Giunta allori nel 2017 ha vinto le elezioni Comunali grazie a una sollevazione popolare contro un progetto di stravolgimento dell’area portuale e del lungomare di Marciana Marina, approvato dalla precedente giunta di centro destra, ora il Consiglio Comunale dei ragazzi chiede di aprire quello stesso porto alla Mare Jonio, il tutto in un’isola dove un altro Comune, Capoliveri, fece le barricate mediatiche contro un operatore turistico che aveva dato la disponibilità ad ospitare temporaneamente delle mamme profughe con i loro figli e dove si discute periodicamente se trasformare l’isola di Pianosa in un campo profughi/prigione per i migranti.

Un’isola che vive di accoglienza dei turisti (in gran parte stranieri) ma le cui amministrazioni comunali – di qualsiasi colore – non hanno mai voluto aprire nemmeno uno spiraglio per far entrare un profugo o un richiedente asilo.

Ma i ragazzi marinesi si fanno interpreti dell’altra Isola, quella che è scesa in piazza il 2 febbraio per i porti aperti, e sottolineano: «La Mare Jonio con 49 esseri umani (di cui 12 bambini) intrappolati a bordo è da ore bloccata fuori dalle coste siciliane per ordine del governo. Noi non vogliamo che quella nave diventi l’ennesima vergogna umanitaria del nostro paese e per questo chiediamo al sindaco di Marciana Marina di aprire i Porti del nostro comune per dare a questi uomini, a queste donne a questi ragazzi, la possibilità di fuggire veramente da guerra e morte certe. Marciana Marina non tradirà se stessa, l’Italia non tradirà se stessa. L’umanità va sopra ogni capriccio e ogni razzismo, l’umanità è più forte, il futuro è più forte».

E spiegano, con radicale innocenza e determinazione, il perché di questo atto in una più lunga nota:

Aprite i porti!

In queste ore, una nave umanitaria battente bandiera italiana (la Mare Jonio) si trova bloccata, insieme a decine di innocenti, a largo delle coste siciliane. La colpa che le verrebbe imputata? aver salvato delle vite umane. averlo fatto disobbediendo agli ordini di una inesistente “Guardia Costiera Libica”. Quella stessa Guardia Costiera che poco dopo avrebbe riportato quei disperati DONNE e BAMBINI in un campo di sterminio sulla punta estrema dell’Africa. Facendo finta di non sapere ciò, l’autorità competente ha emanato (o sta emanando?) una direttiva per chiudere i porti italiani alla Mare Jonio e a ogni altra eventuale O.N.G. futura.

Nel Mar Mediterraneo, casa ospitale del nostro piccolo comune, è legge antica quanto la civiltà l’accoglienza dello straniero. Già i Greci e i Latini consideravano l’Ospitalità un principio essenziale e provavano sdegno per quei regnanti che la negavano. Da quegli anni sono passati venti secoli ma la Legge del Mare non è cambiata. L’accoglienza è e resta imperativo morale. Se l’Etica non bastasse, esistono trattati e norme Internazionali, Europee e Costituzionali che sanciscono l’impegno dello stato a salvare vite umane e ad accogliere, sempre e comunque, chi scappa dalla guerra. Il nostro Consiglio si sente quindi in dovere di chiedere all’amministrazione comunale marinese di aprire i nostri porti e accogliere nel nostro bel borgo quella nave e le persone che vi sono trattenute. Il nostro, non vuole in nessun modo essere un atto di disobbedienza ma, piuttosto, un atto di adesione ai principi costituzionali e all’umanità.

Allora noi giovani, noi studenti, noi cittadini, non possiamo stare fermi.

La nostra generazione è la generazione dell’Europa Unita, del sogno della pace, dell’uguaglianza che abbatte le frontiere. Star fermi a guardare mentre degli incolpevoli restano in balia delle onde nel Mediterraneo, significherebbe tradire noi stessi. Questo non possiamo farlo. Quindi chiediamo ufficialmente, a nome dei ragazzi di Marciana Marina, ma crediamo non solo, di aprire il nostro porto, che, per quanto piccolo sia, non ha mai rifiutato l’ingresso di nessuno. Ci rivolgiamo direttamente al capitano della Mare Jonio, a cui verrà inoltrata copia di questa nota, perché, se lo vuole, faccia rotta verso questa ospitale isola, per far scendere e sentire di nuovo a casa gli eroi dell’equipaggio e i poveri migranti.

Il nostro consiglio si sente particolarmente coinvolto in questa vicenda perché, a quanto riportano fonti di stampa, sulla Mare Jonio, ci sono 12 minori, con ogni probabilità non accompagnati. Minori, che hanno proprio la nostra stessa età e che per questo sentiamo particolarmente vicini e in dovere di aiutare. Nella speranza che l’amministrazione voglia accettare queste nostre richieste, ringraziamo quanti ogni giorno si imbarcano per salvare vite umane, sfidando il mare ma soprattutto le accuse e il fango che contro di loro viene gettato, ogni ora di più. Teniamo a precisare che il nostro non è un atto di colore politico ma di semplice e disinteressata umanità e responsabilità etica e umana.

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Pisa, in centinaia per il Carnevale Antirazzista

Pisa, in centinaia per il Carnevale Antirazzista

Il folto corteo ha raggiunto il municipio di Pisa dove ha disposto 47 barchette di carta colorate per ricordare il caso della Sea Watch.

Centinaia di persone hanno partecipato al Carnevale Antirazzista organizzato da molte associazioni pisane (Progetto Rebeldia, Arciragazzi, Arte Migrante Pisa, Africa Insieme, Un Ponte per…, Fratelli dell’uomo Toscana, Chicco di Senape, Sinistra per…, Scuola Mondo San Giuliano, Unità Migranti Pisa, Mondostazione), e tra queste molte rappresentanze delle diverse comunità migranti cittadine. Lo hanno reso noto oggi i promotori dell’evento.

“I bambini – è spiegato in una nota – hanno indossato le ali indomabili fatte durante i Laboratori Uccelli Migratori di Arciragazzi che hanno preceduto l’evento, mostrando una netta determinazione a voler mettere il “becco” in questo loro presente”. Un corteo gioioso e colorato ha attraversato l’asse pedonale fino a raggiungere il municipio dove davanti all’ingresso sono state disposte 47 barchette di carta colorate, per ricordare il caso della Sea Watch “uno degli sbarchi più osteggiati da un Governo messo in ginocchio dalla potenza vitale di quelle 47 persone approdate poi nel porto di Catania: senza dimenticare gli altri sbarchi strumentalizzati dalla propaganda leghista, né le morti nel mar Mediterraneo, né la legge Salvini, incostituzionale e discriminatoria, quelle barchette chiedono di tornare nel Mediterraneo per attività di search and rescue, chiedono l’apertura dei porti e un’accoglienza dignitosa per i migranti”.

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Prato: rinviato Comitato sicurezza su corteo Forza Nuova

Prato: rinviato Comitato sicurezza su corteo Forza Nuova

Non si svolgerà oggi, come inizialmente previsto, il Comitato per l’ordine e la sicurezza convocato a Prato per prendere – tra le altre cose – una decisione sull’autorizzazione allo svolgimento della manifestazione pubblica indetta in città “contro l’immigrazione” da Forza Nuova.

Il prefetto ha comunicato ai partecipanti del tavolo che la riunione è rinviata a data da destinarsi. Il corteo è stato organizzato per il pomeriggio di sabato 23 marzo, il giorno del centenario della creazione dei Fasci d’azione: alla manifestazione ha annunciato la sua partecipazione anche il leader del partito Roberto Fiore.

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