Migranti: diocesi Pistoia apre la “Tenda di Abramo”

Migranti: diocesi Pistoia apre la “Tenda di Abramo”

Si chiama la “Tenda di Abramo”, la struttura d’accoglienza inaugurata oggi a Pistoia, realizzata e finanziata dalla Diocesi per ospitare immigrati che escono dai programmi di prima accoglienza e che hanno ottenuto lo status di rifugiato.

I primi tre ospiti  vengono dalla Nigeria, Gambia e Mali ed hanno tra i 20 e i 25 anni. Un progetto che parte alla vigilia della giornata mondiale dei poveri, voluta da Papa Francesco e fissata per il 19 novembre. La struttura, che si trova in una palazzina di proprietà della Diocesi in nel centro di Pistoia, potrà ospitare fino ad un massimo di otto persone che abbiano già un minimo di sostentamento economico.
“L’auspicio – sottolinea il vescovo Fausto Tardelli – è che la permanenza nella struttura rappresenti solo un punto di partenza per questi giovani. Nei pensieri della Diocesi però – ha aggiunto monsignor Tardelli -, non ci sono solo gli immigrati, ma anche le tante famiglie italiane che si trovano in difficoltà. È per questo che a breve sarà inaugurata la struttura del Tempio, destinata ad ospitare fino a dodici persone in difficoltà economica. In questo solco solco si inseriscono altre strutture destinate a chi è senza un tetto”.
All’inaugurazione hanno partecipato anche il direttore della Caritas diocesana, Marcello Suppressa, e il sindaco di Pistoia, Alessandro Tomasi.

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Contraffazione: a Pisa migranti lanciano marchio ‘Abusif’

Contraffazione: a Pisa migranti lanciano marchio ‘Abusif’

Iniziativa venditori abusivi per uscire dall’illegalità.

Chiedono aiuto per uscire dall’illegalità e lo fanno apponendo sulla loro merce in vendita per le strade e le piazze della città un brand significativo, ‘Abusif’ da usare al posto di quello di griffe ‘contraffatte’. Sono i venditori ambulanti extracomunitari di Pisa. L’idea è
dell’associazione pisana Mbollo, che raggruppa decine di venditori senegalesi, per intraprendere un percorso per uscire dalla situazione di illegalità in cui vivono vendendo merce contraffatta.

“Con l’applicazione della legge Minniti – è scritto in una nota – saremo multati e intimati ad allontanarci dalla possibilità di guadagnare quei pochi spiccioli utili a pagare l’affitto di casa, le bollette, i generi necessari a una vita dignitosa e a inviare qualche soldo a quella famiglia che tanto ha investito nella nostra presenza in Italia, in termini anche di lontananza e sofferenza. Non possiamo scomparire. Ci risulta che nella legge che si vuole applicare si parli anche di interventi sociali atti a risolvere situazioni di esclusione e marginalità. Chiediamo quindi all’amministrazione un atto di realismo e di avviare un percorso che porti alla fuoriuscita dall’illegalità”.

Per questo l’associazione chiede al Comune nuove licenze per ambulanti e nuove postazioni nei mercati cittadini e la modifica delle strade in cui sarà possibile svolgere la vendita ambulante, ovvero che siano luoghi ‘di passaggio in cui si possano incontrare i reali compratori, sia turisti che residenti’.

In cambio offrono il nuovo brand ‘Abusif’: “Invece di commercializzare borse, occhiali e vestiti ‘di marca’ – conclude l’associazione – venderemo borse, occhiali e vestiti caratterizzati dal nostro marchio. Chiunque voglia far parte del progetto, migrante o italiano che sia, potrà vendere prodotti originali utilizzando il nostro brand, evitando così l’abusivismo. Sarà l’unico marchio che nasce dalle strade e dalle piazze di Pisa: un vanto per l’intera città, un suo prodotto tipico e originale”.

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Garfagnana: richiedenti asilo politico contro violenza sulle donne

Garfagnana: richiedenti asilo politico contro violenza sulle donne

La cooperativa lavora per assolvere alle basilari responsabilità per la richiesta d’asilo e per l’integrazione.

Dal giorno 2 Novembre i richiedenti asilo politico ospitati dalla Cooperativa Odissea si sono adoperati volontariamente nei lavori di ristrutturazione del villaggio Unrra a Castelnuovo di Garfagnana. Nella suddetta struttura il prossimo 25 Novembre, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, verrà inaugurato il nuovo sportello d’ascolto per vittime di violenza “Non ti scordar di Te” .

“Gli utenti dei nostri centri di Castelnuovo Garfagnana sono consci di cosa stanno ristrutturando – commenta Silvia Botti coordinatrice – queste attività rientrano nei percorsi educativi e di integrazione che coinvolgono i nostri ospiti, fatti attraverso i lavori socialmente utili”. Le strutture della cooperativa Odissea sono costantemente monitorate e la cooperativa lavora non solo per assolvere alle basilari responsabilità per la richiesta d’asilo, ma anche all’integrazione, lavorando fianco a fianco con gli ospiti affinché acquisiscano le conoscenze e gli strumenti necessari per condurre una vita indipendente nel pieno rispetto delle nostre leggi e regole.

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Firenze: l’accoglienza diventa un master

Firenze: l’accoglienza diventa un master

Bugli a studenti: “Analizzate il nostro libro bianco e confrontiamoci”.

All’Università degli studi di Firenze si è aperto stamani il master sull’accoglienza dei richiedenti asilo: un progetto condiviso con le Misericordie, con trenta studenti altamente qualificati, provenienti da tutta Italia, pronti a vivere un anno intenso di formazione, confronto e riflessione. E l’assessore alla presidenza della Toscana, Vittorio Bugli, presente alla prima giornata che era aperta a tutta la città, lancia la proposta di una sorta di esercitazione sul libro bianco, sull’accoglienza in Toscana, scaturito dal confronto avviato a maggio con gli operatori e che ha passato in esame centoventi diversi progetti per approfondirne le caratteristiche, analizzare cosa ha funzionato e cosa no, con l’obiettivo di passare dalle buone pratiche ai buoni modelli. Con un obiettivo sopra tutti: facilitare le relazioni tra chi è arrivato, scappato dalla guerra o dalle persecuzioni e alla ricerca di un futuro migliore, e i toscani che abitano i paesi e le città che li hanno accolti. Anzi, con due obiettivi: perché c’è anche quello di rendere i profughi, la maggior parte giovani o giovanissimi, progressivamente autonomi.

“Leggete il libro bianco, analizzatelo (il libro bianco è scaricabile on line) e poi confrontiamoci: il vostro consiglio da addetti ai lavori sarebbe molto utile” sottolinea Bugli, rivolto a studenti e professori.

“Dal nostro punto di vista – spiega – non è in discussione “se” si debba accogliere. La risposta non può che essere positiva. Ma sul “come” il confronto è aperto”. Alcuni concetti per l’assessore sono comunque già chiari: l’accoglienza “deve essere strutturale e non vissuta come emergenza”, può essere anche “un’occasione di rigenerazione delle comunità”; e poiché gli Sprar, che è l’accoglienza di secondo livello, hanno dimostrato di funzionare meglio dei Cas, “quelli – dice – dovrebbero essere il modello di riferimento”.

Il master, di primo livello, sull’accoglienza per migranti, profughi e richiedenti protezione, avrà un taglio marcatamente multidisciplinare che integra elementi di scienza politica e sociologia, diritto, management, anche in una dimensione europea e comparata. Il profilo professionale che emerge avrà anche una particolare capacità nella gestione dei rapporti e delle collaborazioni con i servizi e gli altri soggetti che si occupano dell’accompagnamento dei migranti dei richiedenti asilo e dei profughi sui territori, con le istituzioni e con le comunità interessate.

Si parlerà, come è stato sottolineato stamani, della valorizzazione delle risorse umane, dei percorsi di asilo ma anche delle altre opportunità – dall’apolodia alle vittime di tratta o di sfruttamento, imparandone a riconoscere i casi – che consentano il riconoscimento di uno status giuridico e dunque di mettere in campo strumenti di protezione.

Stamani sono intervenuti alla giornata inaugurale anche il sindaco di Prato e delegato nazionale Anci per le politiche di accoglienza, Matteo Biffoni, e il sottosegretario al ministero dell’interno Domenico Manzione.

Il modello di accoglienza diffuso toscano

“Le Regioni – ha ricordato l’assessore Bugli stamani – non hanno competenze proprie sull’accoglienza dei richiedenti asilo. Non le avevano prima e non le hanno adesso con la nuova normativa. Con un’azione tutta politica , fin dal 2011 (con gli sbarchi dopo le primavere arabe ndr), abbiamo però fatto sì che l’accoglienza in Toscana fosse diffusa”. Una scelta di buon senso in fondo – la migliore “per chi è accolto e per il rapporto con la popolazione che ospita” – ma che all’inizio vedeva la Regione minoritaria.

Allora, nel 2011, si voleva infatti realizzare una grande tendopoli a Coltano in provincia di Pisa. La Regione di oppose e scelse l’accoglienza distribuita sul territorio e fatta di piccoli numeri. Oggi, dopo che dal 2013 gli sbarchi si sono fatti più fitti, migranti e rifugiati ospiti sfiorano le 13mila presenze in più di ottocento strutture sparse in tutta la Toscana. E grazie all’aiuto del volontariato e dei Comuni sono fioriti numerosi progetti, anche di integrazione.

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Pistoia vista “Con altri occhi”, i migranti raccontano l’arte

Pistoia vista “Con altri occhi”, i migranti raccontano l’arte

Una “guida turistica” realizzata dai richiedenti asilo.

Il fregio dell’Ospedale del Ceppo di Pistoia visto da occhi che vengono da lontano.  Da una parte un gruppo di migranti richiedenti asilo ospitati nei centri di accoglienza, dall’altra operatori culturali delle cooperative. Al centro c’è Pistoia, capitale della Cultura 2017. Le opere di Misericordia – accogliere, aiutare, sfamare e nutrire – raffigurate splendidamente nel fregio diventano, attraverso il racconto, punto di incontro fra mondi culturalmente lontani, ma che la cultura ora unisce. 

Si chiama “Con altri occhi” ed è un progetto realizzato dalla collaborazione di numerosi soggetti: le cooperative culturali e turistiche Scripta Manent, Keras, Itinera Certa, Laboratori Archeologici San Gallo, cooperativa A.R.A, le cooperative sociali di Pistoia, Gruppo Incontro, Arkè, Pantagruel, Gli Altri, Co&so, CAT, il Comune di Pistoia, il Comune di Marliana, Confcooperative Toscana-Federcultura Turismo e Sport e Legacoop. Hanno collaborato alla progettazione EDA Servizi, Linketto, Siena Viva e ARTARTE.

Sabato 5 novembre, dalle 15,30, al Piccolo Teatro Bolognini di Pistoia (via del Presto 5), verrà presentato il lavoro svolto alla presenza del ViceSindaco di Pistoia Annamaria Celesti, della responsabile dei servizi sociali della SdS Valdinievole Lorena Paganelli e del sindaco di Marliana Marco Traversari. Un racconto che svela una Pistoia accogliente e aperta, con un nuovo itinerario turistico che darà l’opportunità di conoscere la città e le sue opere anche con gli occhi delle comunità immigrate presenti sul territorio.

Il progetto è partito lo scorso aprile, e dopo incontri conoscitivi sulle rispettive culture, i migranti e gli operatori hanno lavorato su una sorta di diario di bordo che ha raccolto informazioni ma soprattutto sensazioni. Sono nate delle “didascalie” alle opere, frutto di una vera e propria mediazione culturaleche verranno raccontate in una speciale “guida turistica” e anche in una brochure, da distribuire nelle APT, che aiuterà cittadini e turisti a riscoprire la città e la sua storia da un altro punto di vista.

Gli scatti raccolti dai migranti in questi mesi sono diventati una mostra fotografica, “La Cieca Attesa”curata da Paolo Torri, che verrà inaugurata sabato sera negli spazi del teatro. Il progetto si è poi  sviluppato anche in una rappresentazione teatrale dal titolo “Connessioni Umane” curata da Connexions Band&Theatre che andrà in scena sempre sabato dalle 17.30.

Un progetto in cui tutti i soggetti coinvolti hanno messo passione e impegno – spiega Mariapia Cattolico, presidente di Federcultura-Confcooperative Toscana – per realizzare qualcosa di grande in nome della cultura e dell’accoglienza. Abbiamo ascoltato e raccolto esperienze, fatto nostre le storie degli altri per restituire alla città una nuova prospettiva, un nuovo punto di vista. Pistoia, Capitale della Cultura 2017, diventa esempio positivo di integrazione”.

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