Accoglienza migranti: indagato il presidente del consorzio Multicons di Montelupo

Accoglienza migranti: indagato il presidente del consorzio Multicons di Montelupo

Chiusa una parte dell’inchiesta del pm Leopoldo de Gregorio. Secondo quanto riportato oggi dalla stampa locale Stefano Mugnaini sarebbe accusato anche di avere tolto il cellulare ad un giovane che stava fotografando una scena di violenza.

Due le inchieste della magistratura fiorentina: la prima nell’agosto del 2016 sulle condizioni delle strutture di accoglienza e sul trattamento degli ospiti. L’altra  per un presunto pestaggio di un profugo. Dopo una protesta di un gruppo di migranti in un centro di Vinci, è stata aperta la prima inchiesta dell’agosto 2016 sulle condizioni in cui vivevano 40 profughi residenti rispetto alla qualità del cibo e delle strutture che li ospitavano. L’altra  per un presunto pestaggio di un ospite avvenuto lo scorso anno. 

Secondo le accuse, Mugnaini avrebbe colpito con un manico di scopa un ragazzo che protestava nel centro di Castelfiorentino ed avrebbe impedito ad un altro ospite di fotografare la scena, sottraendogli il telefono assieme a due suoi collaboratori che lo avrebbero immobilizzato e colpito. Una settimana dopo l’accaduto avrebbe sporto denuncia nei confronti dei due migranti accusandoli di avergli provocato un trauma distorsivo ed escoriazioni.

Mugnaini secondo quanto riportato oggi da la Repubblica sarebbe ora indagato per lesioni, rapina e calunnia. Il legale difensore al momento non avrebbe rilasciato dichiarazioni per conto del suo assistito.

Nel dicembre scorso la prefettura di Firenze aveva annunciato nuovi accertamenti «sulle presunte irregolarità nella gestione e negli assetti societari e proprietari sul consorzio Multicons» azienda – che attraverso la cooperativa sociale Servizi Toscani gestisce oltre 500 migranti per ciascuno dei quali lo Stato versa 30 euro al giorno e che ha chiuso il 2016 con un fatturato di 5,5 milioni di euro. In parallelo anche la guardia di finanza aveva effettuato delle verifiche nella sede di via del Lavoro a Montelupo, centro nevralgico gestito dal presidente Stefano Mugnaini, finito già nel mirino della procura della Repubblica per un presunto pestaggio di un profugo ospite di una struttura. McMulticons era già finita in passato, nel 2011 e nel 2015, nel mirino delle fiamme gialle di Empoli per reati fiscali.

Sul versante sindacale era stata poi aperta una vertenza da parte della Cgil a tutela di diciassette ex dipendenti che lamentavano violazione nei contratti di lavoro.

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Pistoia: ingresso illegale di stranieri, 24 misure cautelari

Pistoia: ingresso illegale di stranieri, 24 misure cautelari

La Polizia di Stato di Pistoia sta eseguendo nelle province di Pistoia, Prato, Lucca, Pisa, Firenze e Roma, 24 misure cautelari (una custodia cautelare in carcere, 18 arresti domiciliari e 5 misure interdittive). L’inchiesta ha condotto in manette due impiegati comunali di Pistoia attraverso un altro filone dell’indagine: i due acquistavano e consumavano droga in orario di lavoro.

Le misure emesse dal Gip presso il Tribunale di Pistoia sono a carico di altrettante persone gravemente indiziate, a vario titolo, di reati quali il procurato ingresso illegale e l’agevolazione della permanenza nel territorio dello Stato di più di 200 cittadini stranieri, in prevalenza provenienti dal Pakistan, corruzione, violazione del segreto d’ufficio, traffico di influenze illecite, riciclaggio, truffa ai danni dello Stato, falso ideologico e materiale, furto, omissione di atti d’ufficio e cessioni di sostanze stupefacenti.

C’è anche un’ex poliziotta, oggi in pensione, tra le 18 persone finite agli arresti domiciliari per l’inchiesta sull’immigrazione irregolare. La donna aveva lavorato all’ufficio immigrazione della questura pistoiese; il questore di Pistoia Salvatore La Porta ha sottolineato come “l’ufficio ha avuto gli anticorpi per poter reagire e fare quello che andava fatto”. Speso invece dal servizio un impiegato della prefettura di Pistoia. Unico finito in carcere è un pachistano titolare di una ditta di imbiancatura di Pistoia, indicato come il “principale artefice” del giro di falsi per lo più per il rinnovo dei permessi di soggiorno.

L’inchiesta ha portato anche al divieto temporaneo dell’esercizio della professione per un commercialista di Montecatini e una ragioniera consulente del lavoro di Agliana. Coinvolto poi un revisore contabile con studio a Pistoia e Montecatini: quest’ultimo avrebbe anche gestito in proprio pratiche. Il pachistano arrestato si sarebbe avvalso dei tre professionisti per realizzare la falsa documentazione da allegare alle istanze. Altri italiani dichiaravano falsamente l’ospitalità o di avere alle loro dipendenze gli stranieri. Emerso anche che il pachistano avrebbe beneficiato dei favori di impiegati postali compiacenti addetti alla ricezione dei kit.

Altre 240 persone sono state denunciate in stato di libertà nell’ambito dello stesso procedimento. All’operazione, denominata ‘Whitewash’, coordinata dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, hanno collaborato anche la Squadra Mobile di Prato, il Reparto Prevenzione Crimine ”Toscana” e due unità cinofile con cani antidroga provenienti da Firenze e da Bologna.

Ci sono anche 2 impiegati del Comune di Pistoia tra i destinatari della misura della sospensione dal lavoro nell’ambito dell’inchiesta sull’immigrazione irregolare condotta dalla squadra mobile di Pistoia e coordinata dal pm Claudio Curreli che ha portato oggi a 19 arresti di pachistani, italiani, marocchini e albanesi.

I due impiegati comunali sono stati però coinvolti in un filone parallelo: l’accusa è truffa ai danni dello Stato, per assenze ingiustificate dal lavoro molte delle quali, spiega la polizia in una nota, sarebbero avvenute per andare a comprare cocaina che poi consumavano in ufficio. Questo filone parallelo ha fatto scattare 6 arresti domiciliari nei confronti di altrettante persone tutte dedite allo spaccio di droga.

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Epifania: messa multietnica a Prato

Epifania: messa multietnica a Prato

Prato e la sua realtà multietnica si è ritrovata in cattedrale per celebrare la ”Messa dei Popoli” nel giorno dell’Epifania insieme alle comunità cattoliche straniere che hanno risposto all’invito della Diocesi.

Il vescovo Franco Agostinelli ha presieduto una messa internazionale animata dai canti e dalle preghiere recitate in varie lingue: insieme ai rispettivi cappellani in Duomo c’erano
la comunità cinese e quelle nigeriana, rumena, filippina, pakistana, polacca e ucraina. “Ognuno qui è presente con la propria storia e la propria cultura, le nostre differenze sono
un patrimonio prezioso per tutta la comunità di Prato – ha detto Agostinelli -, oggi celebriamo l’Epifania ma le festività, come dice il proverbio, non terminano qui, anzi devono continuare. La festa siamo noi qui riuniti con la volontà di camminare insieme
nel nome del Signore”.
Dopo la messa, come tradizione, il vescovo e i sacerdoti concelebranti sono usciti sul sagrato con la statua di Gesù Bambino da far baciare alle persone in piazza. Il momento è stato accompagnato dal canto della comunità nigeriana e da un ballo proposto dai romeni.

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Incendiata casa che ospiterà richiedenti asilo in Lucchesia

Incendiata casa che ospiterà richiedenti asilo in Lucchesia

Hanno usato del liquido infiammabile gettandolo contro due porte dello stabile e poi hanno appiccato il fuoco provocando anche una piccola esplosione. E’ quanto successo martedì notte a Capriglia, sulle colline di Pietrasanta, in provincia di Lucca.

Persone ancora da identificare hanno preso di mira un immobile che dovrebbe ospitare alcuni richiedenti asilo. La scoperta di quanto accaduto è stata fatta solo ieri pomeriggio. Nelle scorse settimane sono state diverse le proteste dei residenti che hanno raccolto oltre 300 firme consegnate al Prefetto di Lucca e al Commissario Prefettizio del Comune di Pietrasanta.

Sul posto sono intervenuti carabinieri, polizia, oltre ai vigili del fuoco. Dopo alcune minacce ricevute nei giorni scorsi e questo atto intimidatorio, il proprietario della struttura ha deciso che sporgerà denuncia contro ignoti.

“Condanno fortemente l’episodio ma lo Stato rifletta sulle conseguenze di un modello di accoglienza che sta esasperando ed impaurendo le comunità”. E’ il commento di Massimo Mallegni, vice coordinatore vicario di Forza Italia, per tre volte sindaco di Pietrasanta (Lucca). L’amministrazione guidata da Mallegni, ricorda una nota, si era sempre opposta all’arrivo dei migranti a Pietrasanta anche attraverso una delibera del Consiglio comunale affermando che prima dovevano essere aiutate le famiglie della comunità senza una casa ed in difficoltà. “La protesta deve sempre avvenire nell’alveo della legalità e del rispetto del pensiero di tutti. In questo caso è stata superata e non va bene – prosegue l’ex sindaco -. Situazioni come quella di Capriglia, e di molte città italiane, sono purtroppo figlie dell’incapacità del nostro Stato di affrontare i problemi reali delle famiglie. Lo stato agisce da padrone e non come un padre di famiglia e non ha capito le grandi difficoltà con cui sono costrette a vivere le comunità ogni giorno”. “A Pietrasanta ci opporremo, con ogni mezzo, sempre nel rispetto delle regole, all’arrivo dei migranti”, conclude l’esponente di Forza Italia.

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ROM SESTO FIORENTINO, IL NOSTRO NATALE: UN FIORE PER MARIAN CIUNGO ED UNA CASA PER TUTTA LA COMUNITA’ DI QUARACCHI

ROM SESTO FIORENTINO, IL NOSTRO NATALE:  UN FIORE PER MARIAN CIUNGO  ED UNA CASA PER TUTTA LA COMUNITA’ DI QUARACCHI

 

Pubblichiamo la lettera dell’associazione Nazione Rom, a seguito della morte del giovane Marian Ciungo, deceduto nel rogo dell’immobile occupato in cui abitava

E’ un Natale molto triste quello che stiamo vivendo. La terribile morte del nostro “Angelo” Marian Ciungo ha segnato profondamente il nostro cuore. Il dolore non lenisce con il passare dei giorni. Tutta la comunità Rom di Quaracchi si prepara a ricordarlo con una celebrazione che si svolgerà martedi 26 dicembre, all’interno di un stabile, adibito ad uffici, occupato la notte del 20 dicembre, in Via Lucchese, a Sesto Fiorentino.

Stamani il Cardinale Giuseppe Betori ha ricordato Marian, rimanendo sorpreso per il rifiuto di tutta la comunità ad accettare le proposte portate dagli Assistenti Sociali, davanti all’oratorio della Chiesa di San Martino.

Vorremmo ricordare i fatti: il 19 dicembre, alle 11.00 del mattino, un incendio distrugge un edificio di proprietà Ikea situato in Via Ponte a Giogoli. Muore arso vivo Marian e la sua famiglia, tutta la comunità che lo abitava, 150 persone, rimane priva di un tetto sulla testa.

Alle 19.00, le famiglie, i bambini, le donne, gli uomini presenti, 103 persone in tutto, non ricevano nessun tipo di aiuto dalle istituzioni, nonostante sia intervenuto, sul posto, il Sindaco di Sesto Lorenzo Falchi. Le temperature diventano glaciali. Si decide di portarsi nel centro della città ed entrare nell’oratorio della Chiesa per non morire di freddo. Il Parroco Don Daniele Bani accende il riscaldamento.

La mattina successiva veniamo ricevuti dal Presidente del Consiglio della Regione Toscana Eugenio Giani: tra le lacrime chiediamo la proclamazione del lutto cittadino, un aiuto al rimpatrio della salma in Romania ed un piano di inclusione sociale per le persone che abitano nella piana da ben 8 anni.

La sera ci rechiamo nuovamente all’oratorio: le porte sono state sbarrate, presenti sul posto i Carabinieri, la Polizia di Stato, la Polizia Municipale di Sesto e gli Assistenti Sociali. Le uniche proposte ricevute dalle famiglie sono la separazione delle stesse e la collocazione di donne e bambini, senza mariti e padri nella strutture della Solidarietà Caritas Onlus.

Tutte le famiglie, tranne una donna con due bambini, rifiutano di essere divise. Molti anni fa, in Palestina, un altra famiglia rifiutò di essere divisa e scappò dalle proposte delle autorità locali. Sua madre Maria e suo padre Giuseppe trovarono rifugio in una grotta dove nacque loro figlio, un bambino di nome Gesù.

Le strutture della Caritas ricevono rette molto esose da parte delle pubbliche amministrazioni. Con i soldi pagati dai Comuni per accogliere una donna e due bambini si potrebbero affittare, sul mercato privato ben 5/6 abitazioni che potrebbero accogliere 5/6 famiglie. E’evidente la speculazione economica che viene fatta sulla pelle dei poveri.

E’ la richiesta che abbiamo protocollato al Comune di Sesto Fiorentino, alla Regione Toscana ed alla Prefettura di Firenze, la mattina del 20 dicembre 2017, subito dopo l’incendi, è stata richiesta di CONVOCAZIONE DI UN TAVOLO ROM SINTI CAMINANTI con partecipazione di Presidenza del Consiglio dei Ministri, Unar, Ministero dell’Interno, Ministero della Salute, Città Metropolitana di Firenze, Società della Salute Nord-Ovest, legittima rappresentanza del Consiglio Nazionale dei Rom, Sinti, Caminanti PER IMPLEMENTARE LA CORRETTA APPLICAZIONE DELLA STRATEGIA NAZIONALE CON PROGETTAZIONE DI UN PIANO DI INCLUSIONE SOCIALE CON ACCESSO ALLA CASA, AL LAVORO, ALLA SALUTE, ALLA SCUOLA

Abbiamo denunciato le minacce di morte ricevute dall’intera comunità di etnia Rom di Quaracchi nell’ultimo mese ed in particolare nei giorni immediatamente successivi alla manifestazione, organizzata nel centro di Firenze, in data 17 novembre 2017, quando lo stesso Marian Ciungo, insieme a donne, bambini ed uomini hanno sfilato in corteo sino alla Prefettura in Via Cavour.

Esplicite minacce di morte, con chiari riferimenti di attentati incendiari, sono state espresse pubblicamente sul sito facebook dell’organizzazione fiorentina denominata CASAGGI, al termine della manifestazione sopra menzionata. Lo stesso CONTACT CENTER UNAR è stato immediatamente contattato verificando i fatti.

Abbiamo ricordato come il 26 aprile 2011 con delibera n. 279 la Regione Toscana approvò lo stanziamento di 400.000 euro di finanziamenti pubblici, assegnati in parti uguali alle Amministrazioni Comunali di Firenze e Sesto per “interventi da sviluppare in favore di nuclei familiari che si trovano in condizioni di gravissima marginalità nell’area fiorentina con specifico riferimento per quanto riguarda le risorse assegnate alla Società della Salute Fiorentina Nord Ovest al contesto dell’insediamento Rom, sito in località Quaracchi; Considerato comunque che la totalità delle risorse indicate dovranno venire finalizzate a rispondere a esigenze attuali connesse ai processi di integrazione delle popolazioni straniere”.

Abbiamo ricordato come i Comuni di Firenze e Sesto hanno utilizzato impropriamente i fondi destinati ai processi di integrazione con evidentissime illegalità di carattere penale. La Società della Salute Nord Ovest con deliberazione della Giunta Esecutiva n. 29 del 31 maggio 2011 ed il Comune di Firenze, con Sindaco Matteo RENZI, con delibera n. 2011/DD/05263 del 16 giugno 2011 assegnarono questi finanziamenti alla Solidarietà Caritas Onlus per il “Progetto Area S. Pietro a Quaracchi”.

Il Progetto elaborato della Solidarietà Caritas Onlus, dal Comune di Firenze e dalla Società della Salute Nord Ovest, contrariamente a quanto stabilito dalla Regione Toscana, previse unicamente il rimpatrio assistito dei nuclei familiari in Romania, rimpatrio, tra l’altro mai avvenuto.

Il denaro pubblico, stanziato dalla Regione Toscana è sparito nelle mani degli Amministratori Pubblici e della Solidarietà Caritas Onlus. Nessuna rendicontazione pubblica è mai stata mostrata o pubblicata sull’uso reale di questi 400.000 euro.

Abbiamo ricordato come la comunità di etnia Rom di Quaracchi ha continuato, negli anni seguenti ha subire sistematici sgomberi dai Sindaci della Città Metropolitana di Firenze.

Abbiamo ricordato il fatto che l’Italia ha firmato degli Accordi Europei nell’aprile del 2011 varando una Strategia Nazionale di Inclusione dei RSC (Rom, Sinti, Caminantyi) da applicare in tutto il paese. Responsabile Politico Istituzionale di questa Strategia e’ il Sottosegretario di Stato Maria Elena Boschi e l’UNAR ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali da lei diretto insieme al Capo del Dipartimento delle Pari Opportunita’ Giovanna Boda.

La Strategia prevede la chiusura ed il superamento dei campi e l’avvio di politiche di accesso alla casa, al lavoro, alla scuola ed alla salute. La Strategia prevede la creazione i Tavoli Regionali e Locali dove Rom Sinti Caminanti decidano le politiche da adottare insieme alle istituzioni. Nella Regione Toscana il Tavolo e’ nato nel febbraio 2013, estromettendo politicamente ed istituzionalmente la rappresentanza RSC. Convocato per sole due volte è servito unicamente per pianificare sgomberi delle comunità e dei cittadini in tutta la regione. Una truffa ai danni di RSC e dell’Unione Europa.

Adesso abbiamo chiesto all’Autorita’ Nazionale Anticorruzione di Raffaele Cantone di acquisire gli atti relativi al finanziamento di 400.000 euro stanziato dalla Regione Toscana ed affidati al Comune di Firenze diretto dal Sindaco Matteo RENZI ed alla Società della Salute Nord Ovest, verificando la legittimità dell’uso e la sua rendicontazione.

Invitiamo i giornalisti, i media, le radio e le televisioni ha decrivere la realtà dei fatti non omettendo niente delle nostre denunce. Venite a portare un fiore per Marian Ciungo. Vi aspettiamo. Questo è il nostro Natale.

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