Accoglienza Toscana: in arrivo 200 richiedenti asilo

Accoglienza Toscana: in arrivo 200 richiedenti asilo

Lo segnala in un comunicato il Comune di Prato a cui saranno affidati 27 richiedenti asilo ospitati nei Centri di accoglienza straordinaria della città, gestiti dalla prefettura. Si tratta della redistribuzione di 2000 persone attualmente accolte nei Cas di Trieste in parte del territorio nazionale: 200 solo in Toscana, 34 dei quali a Firenze.

“Un’informazione che – spiega il comunicato del Comune di Prato – è arrivata in maniera indiretta e non formalmente, come tra l’altro sarebbe auspicabile in un’ottica di collaborazione istituzionale”. Gli arrivi di richiedenti asilo in Italia via terra continua ad essere un flusso continuo e con questa redistribuzione il ministero dell’Interno può dare respiro al sistema di accoglienza triestino.

“Prato non ha alcun problema ad accogliere 27 richiedenti asilo, ma è bene che i cittadini sappiano come stanno le cose – sottolinea il sindaco Matteo Biffoni -. Il ministro Salvini è venuto ben due volte a Prato in prossimità del voto, con tanti slogan e nessun impegno concreto per la nostra città. Abbiamo chiesto al Governo un aumento delle forze dell’ordine, più personale per Agenzie delle Entrate, Inail, Inps e ispettorato del lavoro, un’attenzione forte sul rispetto dei diritti dei lavoratori e non è arrivato niente. Arrivano però 27 richiedenti asilo, nonostante i tanti proclami di Salvini. La nostra città – conclude il sindaco di Prato – non ha problemi e li accoglierà come è doveroso, ma non permettiamo a nessuno di nascondere la polvere sotto il tappeto, neppure a Salvini”.

Nel frattempo a Firenze il sindaco Dario Nardella ha commentato la notizia dell’arrivo dei rifugiati: “Dal Friuli Venezia Giulia arriveranno in Toscana 200 migranti, cinque volte di più di quelli che erano a bordo della Sea Watch. In quel caso Salvini e la Lega hanno monopolizzato l’agenda politica per giorni e giorni, ‘coprendo’ mediaticamente una manovra correttiva da 8 mld. Ora sono curioso di vedere le facce dei consiglieri regionali della Lega”.

“Orrori di sillabazione a parte – prosegue il sindaco Nardella -, hanno passato il martedì a fare sceneggiate ed emendamenti in Consiglio regionale al grido di ‘Prima i toscani’. Due giorni dopo il loro Capitano, nonché ministro degli Interni, decide di inviare in Toscana 200 migranti. Noi siamo per l’accoglienza nella legalità e come sempre siamo pronti a fare il nostro dovere. Loro da che parte stanno? Faranno manifestazioni con le magliette sgrammaticate e ordini del giorno contro il loro ministro insieme ai colleghi parlamentari? Credo che questo governo – afferma in conclusione il sindaco di Firenze – farebbe un servizio al Paese se smettesse di fare propaganda e iniziasse ad occuparsi dei problemi reali. Non è mai troppo tardi, anche se un anno e mezzo l’hanno già perso”.

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Accoglienza: Scaramelli, nuova legge bisogni essenziali per chi dimora in Toscana

Accoglienza: Scaramelli, nuova legge bisogni essenziali per chi dimora in Toscana

“Un atto che riguarda la persona e la sua dignità e che rimarca i diritti inviolabili dell’essere umano, soprattutto di chi ha estremo bisogno”. Così il presidente della commissione regionale Sanità, Stefano Scaramelli (Pd) ha sintetizzato in Aula il cuore della proposta di legge regionale “Disposizioni per la tutela dei bisogni essenziali della persona umana”. In aula Lega con magliette ‘prima i toscani’.

La proposta di legge illustrata che modifica la normativa regionale già in vigore per l’accoglienza, l’integrazione e la cura dei cittadini stranieri in Toscana riguarda, come riporta Scaramelli: “6mila 700 persone presenti nei centri di accoglienza straordinaria (Cas) e 3mila che potrebbero essere coinvolte dall’impossibilità di concedere permessi di carattere umanitario”.

L’atto, presentato dalla Giunta regionale nei mesi scorsi a seguito del decreto sicurezza dell’ottobre 2018, ha l’obiettivo di garantire i bisogni essenziali delle persone, fornendo a tutti tutela sanitaria, alimentazione e ricovero. Anche nel caso di coloro che, a seguito dell’entrata in vigore del decreto del governo nazionale, rischiano di rimanere senza assistenza, cercando di colmare il vuoto tra la perdita di status di cittadini stranieri e l’effettivo rimpatrio.

“Un lavoro attento e puntuale” – ha detto Scaramelli – ringraziando la Giunta regionale “per il percorso di condivisione e di ascolto con i soggetti del terzo settore, del mondo no-profit” che ci “ha visto fare un ragionamento preciso sullo stato dell’immigrazione anche rispetto al bisogno delle persone in quanto tali”.

L’obiettivo è rendere possibile quella rete di interventi, già attivi in Toscana, che a seguito dell’approvazione del decreto sicurezza andrebbe incontro al rischio di violazione di norme. In particolare, si vuole garantire alle persone prive del permesso di soggiorno, ma che dimorano nella nostra regione, l’accesso alle cure ambulatoriali e ospedaliere urgenti o comunque essenziali, anche di carattere continuativo; le prestazioni socio-assistenziali, compreso l’accesso a sistemazioni temporanee di accoglienza; per i minori, l’accesso all’istruzione obbligatoria e ai servizi per l’infanzia.

“Con questo provvedimento la Toscana vuole garantire a tutti – ha commentato Scaramelli – i diritti fondamentali, senza strumentalizzazioni, e vuole mettere in grado i Comuni e il terzo settore di agire in questo senso”. Scaramelli ha poi ricordato alcuni numeri “sono 6mila 700 le persone presenti nei centri di accoglienza straordinaria (Cas) e l’impossibilità di concedere permessi di carattere umanitario ne coinvolgerà circa 3mila che potrebbero trovarsi da un giorno all’altro fuori regola rispetto alle norme nazionali. È per tutelare tutti i cittadini toscani che dobbiamo assistere anche quelle 3mila persone presenti sul nostro territorio, generando sicurezza sanitaria, sociale, assistenziale”.

“Con questa norma – conclude Scaramelli – la Toscana non vuole sfidare il Governo, ma lavorarci insieme e ribadisce la sua tradizione di terra di inclusione e di aiuto verso l’altro con la consapevolezza che l’altro non è mai un’insidia o un problema ma una persona che va aiutata e questo è un dovere istituzionale”.

Sei consiglieri regionali toscani della Lega si sono presentati stamani nell’aula dell’Assemblea regionale indossando magliette con la scritta ‘prima i Toscani’. Sono Roberto Salvini, Jacopo Alberti, Luciana Bartolini, Roberto Biasci, Marco Casucci e Elisa Montemagni.
L’atto, contestato dai consiglieri della Lega e discusso in Aula oggi, è stato presentato dalla Giunta regionale nei mesi scorsi a seguito del decreto Sicurezza voluto del ministro Matteo Salvini.

consiglieri lega
Foto tratta da Facebook

I consiglieri della Lega che protestano oggi, già in commissione avevano espresso voto contrario. Con riferimento alla stessa pdl, ieri i consiglieri di Fi Maurizio Marchetti e Marco Stella hanno presentato un ordine del giorno collegato per chiedere alla Giunta di ‘predisporre e sottoporre al Consiglio regionale entro il termine di 30 giorni una proposta di legge che attribuisca ai cittadini toscani pari garanzie di accesso a servizi e prestazioni rispetto a quelle assicurate alla platea di stranieri presenti nel territorio toscano’

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Rossi: “Salvini o è un buffone o è un fallito”

Rossi: “Salvini o è un buffone o è un fallito”

Così su Facebook Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, commenta gli ultimi esiti delle politiche di accoglienza del Viminale: “Salvini si arrabbia, sgrana gli occhi e con un rivolo di bava agli angoli della bocca, urla che i porti sono chiusi e che lui non farà mai scendere nessuno. Poi puntualmente le imbarcazioni attraccano alle banchine e i rifugiati alla fine scendono. Al di là del merito inaccettabile delle sue politiche in tema di immigrazione e accoglienza – conclude il governatore sul suo post Fb – quel che è certo è che il ministro degli interni o è un buffone o è un fallito”.

Intanto oggi la Regione ha deciso di finanziare 132 borse di studio per specializzandi, e Enrico Rossi, illustrando la delibera di Giunta con cui si investono oltre 16mMln di euro, spiega la sua opinione in merito:  “propongo che un giorno si discuta una volta in meno di un ‘barchino’, e si discuta di 11.000 giovani che hanno bisogno di fare la scuola di specializzazione per dare al servizio sanitario nazionale la possibilità di avere medici specializzati in corsia. Pur facendo tutto il possibile la Regione – ha proseguito Rossi – finanziando tutto il possibile, il tema non è risolvibile se non in una dimensione nazionale” e dunque “si discuta di questo una volta nel merito, con pacatezza, con serenità, si veda come rimediare a una mancanza di programmazione colpevole che mette il servizio sanitario in ginocchio”.

Per il governatore toscano in conclusione “se vogliamo che la sanità curi tutti bisogna avere medici formati per poter curare la gente, altrimenti, e non lo so se si fa intenzionalmente o inconsapevolmente, comunque è sempre un delitto, si mina la più grande infrastruttura civile a servizio dei cittadini che è il servizio sanitario pubblico universale e disponibile per tutti”.

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‘Make Art, Not War’: dal 9 luglio al 20 ottobre arriva la street art di OBEY

‘Make Art, Not War’: dal 9 luglio al 20 ottobre arriva la street art di OBEY

Da lunedì 8 luglio fino al 20 ottobre, con il sostegno della Regione Toscana e il patrocinio della Città Metropolitana di firenze, sbarca a Palazzo Medici Riccardi la mostra dell’artista americano OBEY (Shepard Fairey): “Make Art, No War”.

“Make Art, No War” è un viaggio visivo che incrocia quattro temi rilevanti della società contemporanea: la Donna, l’Ambiente, la Pace e la Cultura. Ospitata a Palazzo Medixi Riccardi, la mostra ricrea nel museo un’ideale passeggiata nella notte metropolitana attraverso grandi opere e piccole serigrafie di OBEY. Grazie al suo messaggio pacifista ed ecologista, le opere, stimoleranno riflessioni su temi umanitari, su passaggi esistenziali, su utopie sociali, su valori al di sopra delle leggi.

Un excursus a tutto tondo dedicato ad un artista che, con il suo apporto di creatività, lanciò la prima campagna politica-elettorale di barack Obama trasformando l’immagine del futuro Presoidente degli Stati Uniti in un’icona tra le più riconoscibili al mondo. Il manifesto “Hope” che riproduce il volto stilizzato di Obama in quadricromia, diventato celebre in tutto il pianeta.

“OBEY – afferma Gianluca Marziani, curatore della mostra asseime a Stefano Antonelli – è il prototipo fluido del nuovo artista politico, perchè ha capito che i temi scottanti si affrontano con simboli e intelligenza visiva, con l’impatto rapido di un messaggio in cui riconoscersi senza confondersi. Nel caso di OBEY, ogni lavoro si completa con la fotografia rapida da smartphone, raggiungendo così lo stadio liquido del processo creativo, andando oltre il semplice documentare. 2

La mostra, prodotta e organizzata da MetaMorfosi, in collaborazione con Spirale d’Idee, è dedicata a Pina Ragionieri, la storica direttrice di Casa Buonarroti a Firenze, profonda conoscitrice e raffinata studiosa di Michelangelo ma, al contempo, affascinata anche dalle forme dell’arte contemporanea. A lei, scomparsa pochi mesi fa, la mostra è deidcata come un omaggio e un grazie riconoscente.

“Ricordiamo la nostra amica Pina – afferma il presidente di MetaMorfosi Pietro Folena – con cui abbiamo condiviso anni ed esperienze straordinarie. Ci piace raccontare la sua passione per l’arte e per il bello di ogni epoca, senza pregiudizi, alla ricerca della comprensione delle nuove forme di creatività e di espressione culturale.

Sentiamo il sindaco di Firenze, Dario Nardella, intervistato da Lorenzo Braccini.

 

make Art No War

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‘Make Art, Not War’: dal 9 luglio al 20 ottobre arriva la street art di OBEY

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Da lunedì 8 luglio fino al 20 ottobre, con il sostegno della Regione Toscana e il patrocinio della Città Metropolitana di firenze, sbarca a Palazzo Medici Riccardi la mostra dell’artista americano OBEY (Shepard Fairey): “Make Art, No War”.

“Make Art, No War” è un viaggio visivo che incrocia quattro temi rilevanti della società contemporanea: la Donna, l’Ambiente, la Pace e la Cultura. Ospitata a Palazzo Medixi Riccardi, la mostra ricrea nel museo un’ideale passeggiata nella notte metropolitana attraverso grandi opere e piccole serigrafie di OBEY. Grazie al suo messaggio pacifista ed ecologista, le opere, stimoleranno riflessioni su temi umanitari, su passaggi esistenziali, su utopie sociali, su valori al di sopra delle leggi.

Un excursus a tutto tondo dedicato ad un artista che, con il suo apporto di creatività, lanciò la prima campagna politica-elettorale di barack Obama trasformando l’immagine del futuro Presoidente degli Stati Uniti in un’icona tra le più riconoscibili al mondo. Il manifesto “Hope” che riproduce il volto stilizzato di Obama in quadricromia, diventato celebre in tutto il pianeta.

“OBEY – afferma Gianluca Marziani, curatore della mostra asseime a Stefano Antonelli – è il prototipo fluido del nuovo artista politico, perchè ha capito che i temi scottanti si affrontano con simboli e intelligenza visiva, con l’impatto rapido di un messaggio in cui riconoscersi senza confondersi. Nel caso di OBEY, ogni lavoro si completa con la fotografia rapida da smartphone, raggiungendo così lo stadio liquido del processo creativo, andando oltre il semplice documentare. 2

La mostra, prodotta e organizzata da MetaMorfosi, in collaborazione con Spirale d’Idee, è dedicata a Pina Ragionieri, la storica direttrice di Casa Buonarroti a Firenze, profonda conoscitrice e raffinata studiosa di Michelangelo ma, al contempo, affascinata anche dalle forme dell’arte contemporanea. A lei, scomparsa pochi mesi fa, la mostra è deidcata come un omaggio e un grazie riconoscente.

“Ricordiamo la nostra amica Pina – afferma il presidente di MetaMorfosi Pietro Folena – con cui abbiamo condiviso anni ed esperienze straordinarie. Ci piace raccontare la sua passione per l’arte e per il bello di ogni epoca, senza pregiudizi, alla ricerca della comprensione delle nuove forme di creatività e di espressione culturale.

Sentiamo il sindaco di Firenze, Dario Nardella, intervistato da Lorenzo Braccini.

 

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