Stupratore seriale di escort arrestato a Pisa

Stupratore seriale di escort arrestato a Pisa

Pisa, un uomo di 51 anni, è stato arrestato a Pisa, dove è stato rintracciato in un albergo nella zona della stazione ferroviaria, da dove sembrerebbe che sarebbe dovuto ripartire giovedì in aereo per raggiungere Mosca.

L’uomo, un italiano, è accusato di aver violentato e rapinato numerose escort in varie città italiane,  ed è stato arrestato dagli agenti del Commissariato Centro della Questura di Milano, in base a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del capoluogo lombardo.

L’uomo, secondo gli investigatori, aveva un comportamento ‘seriale’  ed è accusato di violenza sessuale aggravata e rapina.

Da quanto appreso sarebbero almeno quattro le aggressioni contestate. L’uomo avrebbe contattato le escort telefonicamente e dopo aver concordato l’appuntamento si recava presso il domicilio delle donne, per lo più di origine brasiliana, con alcolici e sonniferi per stordire le vittime, abusare di loro e svaligiare gli appartamenti: complessivamente la refurtiva ammonterebbe a circa 10 mila euro in contanti.

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Morta la nipote di Giacomo Puccini

Morta la nipote di Giacomo Puccini

Milano, Simonetta Puccini, nipote del maestro Giacomo, è deceduta nel tardo pomeriggio di ieri al Policlinico di Milano.

La donna si occupava del museo e della casa a Torre del Lago di Puccini. Il funerale è fissato per mercoledì 20 dicembre nella chiesa di Don Bosco a Viareggio (Lucca).

La Camera ardente è stata allestita nel Policlinico di Milano, via Pace 9. “Simonetta – si legge in una nota della Fondazione – ha dedicato la sua vita con passione e devozione al ricordo, alla tutela e alla valorizzazione dell’immagine del nonno e dei luoghi da lui amati”.

La donna nel 1996 è diventata proprietaria dell’attuale Villa Museo Puccini, situata a Torre del Lago, una frazione di Viareggio in provincia di Lucca, sulle rive del Lago di Massaciuccoli.

“Nel gennaio 2005 – riprende la nota – ha istituito la Fondazione che prende il suo nome per perseguire al meglio gli obiettivi prefissati come ad esempio i diversi restauri che hanno ridato alla villa l’aspetto di una casa ancora abitata. Il 2012 ha visto il compimento di importanti restauri come il rifacimento del tetto e il ripristino della facciata riportata all’antico colore e nel 2016 è stata inaugurata la camera del maestro aperta al pubblico. Un percorso faticoso e difficile voluto con anima e cuore da Simonetta che trova continuamente un positivo riscontro da parte delle migliaia di visitatori, entusiasti e partecipi, che ogni anno visitano la villa”.

Il Sindaco di Viareggio Giorgio Del Ghingaro: “Donna appassionata, di immensa cultura, instancabile testimone della grandezza del maestro, con lei se ne va un pezzo di storia della nostra città. A nome mio e di tutta l’amministrazione comunale, porgo le più sentite condoglianze”.

Cordoglio anche da parte delle forze politiche della città di Viareggio. “La morte di Simonetta Puccini, nipote del maestro Giacomo Puccini, colpisce profondamente tutta la nostra comunità ed in particolare quella di Torre del Lago (Viareggio) dove ha sempre rappresentato un punto di riferimento e lavorato quotidianamente alla conservazione della memoria del grande compositore anche attraverso la cura della Villa sul Lago cara a noi tutti”, l’ha ricordata l’avvocato Massimiliano Baldini, capogruppo del Movimento dei cittadini per Viareggio e Torre del Lago Puccini.

Anche il comitato comunale di Viareggio di Forza Italia si unisce al dolore della comunità di Torre del Lago per la scomparsa di Simonetta Puccini, infaticabile custode della Casa Museo sul piazzale Belvedere: “Ringraziamo di cuore Simonetta per la sua forza, l’impegno e la passione con cui ogni giorno ha custodito e tenuto viva la memoria del grande Giacomo Puccini – si legge in una nota – ma soprattutto, per averla condivisa senza indugio con un Paese intero, nelle piccole e grandi occasioni, con amore e semplicità. Di questo le saremo eternamente grati”.

La segretaria del Partito Democratico di Viareggio, in una nota, si unisce “al cordoglio unanime della città per la scomparsa di Simonetta Puccini, nipote del maestro illustre che ancora fa risuonare le sue arie liriche nel mondo intero. La signora Simonetta, divenuta proprietaria della casa-mausoleo del nonno Giacomo nel 1996, ha svolto un’attività instancabile per il restauro e la valorizzazione della villa, fino nel promuovere nel 2005 una fondazione stessa per meglio mettere in atto i suoi propositi. Si è giunti così ad importanti restauri dell’esterno e dell’interno della casa, fino all’apertura al pubblico nel 2016 anche della camera del maestro al primo piano. Ha vissuto veramente nella memoria del nonno e si è trasferita di fatto da Milano a Viareggio dove si terranno anche i suoi funerali, proprio per assolvere al suo compito di coltivare la memoria. Il Partito democratico di Viareggio porge dunque le sue condoglianze alla famiglia e si auspica che le istituzioni pubbliche, insieme alle fondazioni che si onorano del nome di Giacomo Puccini, proseguano nel solco della signora Simonetta, nella valorizzazione dell’arte e della memoria del grande compositore che riposa proprio sulle sponde del lago di Massaciuccoli”.

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‘Memoria’ di James Nachtwey a Milano

‘Memoria’ di James Nachtwey a Milano

James Nachtwey, classe 1948, è un fotografo di guerra. Anzi è IL fotografo di guerra par excellence. E’ americano, e quindi forse la migliore descrizione del lavoro che fa la da il suo titolo in inglese: war reporter.

Da quarant’anni. Una professione che logora mentalmente e fisicamente (e infatti Nachtwey è rimasto ferito in vario modo varie volte in vari teatri di guerra), e che suscita interrogativi problematici: serve a qualcosa fotografare le guerre? E documentare l’orrore di cui sono capaci gli uomini è mai servito a fermarne o a evitarne una? No, purtroppo.

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Ma lui non mostra segni di usura. E una mostra a Palazzo Reale a Milano racconta con forza la passione che lo ha spinto a seguire combattimenti e atrocità ovunque nel mondo, e che tuttora lo anima. Passione e convincimento che lui riassume in una frase: “Volevo fare il fotografo per fare il fotografo di guerra. Ero spinto dalla consapevolezza che una immagine che rivelasse la vera faccia della guerra fosse quasi per definizione stessa una fotografia contro la guerra.

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D’altra parte è necessario che l’orrore venga raccontato e documentato. Perchè il tempo passa, la gente dimentica, e se è vero che la vita deve andare avanti, sarebbe anche meglio che revisionismi convenienti non avessero la strada spianata dall’indifferenza e dall’infingardaggine generale. Il punto centrale è proprio questo: che valore ha la memoria? E’ probabilmente la madre di tutte le domande del nostro tempo, ed è esattamente l’alveo nel quale si inserisce il suo lavoro, già ben esplorato da un documentario agghiacciante del 2001, War Photographer di Christian Frei.

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Nachtwey anzi sembra un predestinato a vivere tra gli incubi: per puro caso si trovò a essere testimone anche degli attacchi dell’11 settembre al World Trade Center.

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Oggi è considerato il più grande fotografo di guerra vivente, e anzi viene definito l’erede di Robert Capa, l’intrepido fotografo della guerra civile spagnola, del D Day nel 1944, e di altri momenti topici fino a quando non saltò su una mina nel 1952.  Nonostante abbia vinto i premi più importanti, fatto parte e addirittura fondato agenzie fotografiche mitiche e vissuto avventure che sarebbero bastate e avanzate a un comune mortale, Nachwey non demorde e continua a credere nel valore di documentare quello che succede, con la speranza di “creare immagini così potenti da vincere la diluizione e assuefazione creata dai mass media, per scuotere fuori dall’indifferrenza le persone , per protestare, e con la forza di quella protesta, convincere anche altri a farsi sentire“.

Margherita Abbozzo

La mostra rimane aperta dal 1 dicembre 2017 al 4 marzo 2018 presso il Palazzo Reale di Milano, prima di altre sedi internazionali.

Credits: Tutte le immagini  James Nachtwey Works: © Trustees of Dartmouth College.

1. Protesters throwing petrol bombs during clashes between the Israeli troops and the local Palestinian population. Occupied Territories, West Bank, 2000.

2. A mother standing by her child. Sudan, Darfur, 2003.

3. A man carries his child across a river attempting to cross into Macedonia. Scores of refugees, including elderly, disabled, and families with children set out to make the dangerous trek. Macedonia, 2016

4. A bedroom became a battlefield as a Croatian militiaman shot at his Muslim neighbours. Bosnia-Herzegovina, Mostar, 1993

5. The south tower of the World Trade Center collapsing following the attacks. For months after the September 11 attacks, rescue workers continued to work in thick dust, clearing the site, which came to be known as Ground Zero. USA, New York, 2001.

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