Piano Lupo verso l’approvazione, abbattimento rinviato di due anni

Piano Lupo verso l’approvazione, abbattimento rinviato di due anni

Il Piano lupo  prevede monitoraggio della popolazione, campagne di informazione, gestione dei pascoli, lotta agli incroci con i cani, rimborsi più rapidi

Il Piano Lupo del Ministero dell’Ambiente va questo pomeriggio in Conferenza Stato-Regioni per la definitiva approvazione. L’ultima versione prevede che la decisione sulla possibilità di abbattimento selettivo dei lupi sia rinviata di due anni. La possibilità di abbattere i lupi giudicati pericolosi per gli allevamenti e le persone è il punto controverso del Piano: ha provocato forti polemiche da parte degli ambientalisti e l’opposizione della maggior parte delle Regioni, bloccando finora l’approvazione. Il rinvio di questo punto dovrebbe permettere l’approvazione del Piano, che per il resto non trova opposizione.

Le associazioni ambientaliste, il Movimento 5 Stelle e i Verdi hanno ribadito di essere contrari anche al rinvio della decisione sugli abbattimenti selettivi, e chiedono che questi vengano esclusi definitivamente. Il Piano lupo del Ministero dell’Ambiente, elaborato da Ispra e una settantina di esperti, prevede monitoraggio della popolazione, campagne di informazione sui sistemi di prevenzione naturali (cani pastori, rifugi, recinti elettrificati), gestione dei pascoli, lotta agli incroci con i cani, rimborsi più rapidi. Come misura estrema, la bozza originaria prevedeva anche un abbattimento controllato (ovvero la riapertura della caccia, proibita dal 1971) fino al 5% della popolazione complessiva in Italia (stimata in 1.000-1.200 esemplari sugli Appennini e un centinaio sulle Alpi).

La nuova stesura prevede invece un monitoraggio nei prossimi due anni della popolazione, con uno stanziamento di 1,5 milioni di euro fino al 2020.

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Alberature Firenze, Amato (AL): “Esposto alla magistratura sul taglio dei pini della Stazione”

Alberature Firenze, Amato (AL): “Esposto alla magistratura sul taglio dei pini della Stazione”

“Nei prossimi giorni depositerò un esposto alla Procura e alla Corte dei Conti sul taglio dei 19 pini della Stazione della scorsa estate, perchè sia accertato se gli alberi erano davvero malati e pericolosi e quindi da abbattere, come hanno sostenuto più volte il sindaco Nardella e l’assessore all’ambiente Bettini, e se potevano essere tutelati dal cantiere della tramvia, che adesso sta mettendo a rischio cinque dei dieci pini ripiantati in fretta dalll’amministrazione in vista della Festa dell’Albero”. Lo ha affermato Miriam Amato, consigliera di Alternativa Libera, durante il convegno di eri sulla difesa degli alberi della città e promosso da Italia Nostra.

“Probabilmente i 19 pini della Stazione potevano essere salvati, tutti o in parte – sottolinea Amato – visto che la loro salute e stabilità non era a rischio, come documentato dalle schede VTA dell’ufficio Ambiente del Comune: quasi tutti i pini erano in classe C e quindi avevano bisogno di controlli periodici, di interventi di manutenzione, ma senza alcun obbligo di abbattimento, mentre alcuni erano di classe B, sanissimi”.

La consigliera accusa anche l’amministrazione di comportamento schizofrenico. “E’ singolare che l’assessore all’ambiente Bettini faccia un convegno sulle alberature insieme al Ministero dell’Ambiente – sottolinea Amato – mentre lunedì scorso in Consiglio Comunale la maggioranza del PD boccia la mia mozione che chiedeva fra l’altro il recepimento delle “linee guida per la gestione del verde urbano” del Ministero dell’Ambiente, riguardanti la comunicazione corretta e costantemente aggiornata, per evitare il dissenso della cittadinanza e renderla partecipe della gestione del verde pubblico, ed è curioso che alle linee ministeriali abbia collaborato fra gli altri anche l’ex dirigente del Verde del Comune, ora direttore dell’Ambiente“.
Con la mozione la consigliera chiedeva anche “un tavolo di confronto con le associazioni ambientaliste e la trasparenza sugli atti, con la pubblicazione costante degli avvisi per abbattimento alberi all’Albo Pretorio, che non c’è stata per gli alberi tagliati la scorsa estate”.  “E poi si stupiscono che ambientalisti e cittadini critichino le scelte sulla gestione del verde pubblico, adottate dall’amministrazione, e che protestino contro i tagli indiscriminati degli alberi” conclude Amato.

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