Foibe: Toscana organizza un viaggio per gli studenti

Foibe: Toscana organizza un viaggio per gli studenti

Il viaggio per gli studenti delle scuole superiori toscane organizzato in occasione del Giorno del ricordo da Regione Toscana, Istituti storici toscano e grossetano della Resistenza e dell’età contemporanea, e Miur-Ufficio regionale, è in programma da oggi al 16 febbraio.

Il viaggio, spiega una nota, toccherà luoghi come Redipuglia, Gonars, Trieste, Basovizza, Padriciano, Fiume, Albona, e Fossoli. La Regione ha voluto così costruire un percorso sperimentale di formazione e conoscenza storica rivolto in particolare al mondo della scuola, e farsi carico di tutta quella complessità espressa dalla legge, la 92 del 2004, che riconosce il 10 febbraio quale Giorno del ricordo, per tradurla soprattutto in didattica.
Il vicepresidente della Regione, con delega alla cultura e alla memoria, Monica Barni, che ha organizzato il viaggio e che vi partecipa insieme ad una delegazione del Consiglio regionale, sottolinea che nel pensare l’iniziativa, “è stato necessario il contributo di studiosi, esperti, testimoni, associazioni che hanno permesso ai docenti e agli studenti toscani di prendere coscienza di un tassello importante della memoria italiana. La storia e la memoria sono gli strumenti per costruire un contesto di riconoscimento reciproco e di ascolto”, perché “investire sulla formazione e sulla conoscenza è il vaccino più forte contro l’odio, l’indifferenza e la xenofobia”.

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Miur: premiate le eccellenze toscane dell’Università

Miur: premiate le eccellenze toscane dell’Università

Sono 20 i dipartimenti degli atenei della regione selezionati dall’Anvur (l’agenzia nazionale di valutazione dell’università e della ricerca) e premiati con l’assegnazione del Fondo del Miur per un totale di risorse nei 5 anni pari a 150 milioni di euro.

Il Miur ha annunciato quali sono le 180 strutture di ricerca d’eccellenza del nostro Paese che dal 2018 al 2022 riceveranno risorse aggiuntive. Hanno presentato domanda per i finanziamenti, inviando i loro progetti di ricerca, 350 dipartimenti inseriti in un elenco stilato dall’Anvur. A raggiungere il maggior numero di dipartimenti in Toscana è stata l’Università di Firenze, con ben nove strutture selezionate in particolare per le materie scientifiche e mediche che riceveranno 14 milioni di euro ogni anno un quinquennio.  L’Università di Firenze si attesta quindi al 5% rispetto al complesso delle assegnazioni con un incremento rispetto al suo standard di qualità, pari al 3,53% del Fondo di finanziamento ordinario basata sulla Valutazione della qualità della ricerca (Vqr).

“Un risultato che ci dà ulteriore consapevolezza della qualità della ricerca svolta nelle nostre strutture” commenta con soddisfazione il rettore Luigi Dei sottolineando come i finanziamenti saranno investiti “in capitale umano, infrastrutture e attività didattiche di alta qualificazione”. Sono quattro invece i dipartimenti di eccellenza dell’Università di Siena: biotecnologie chimica e farmacia, biotecnologie mediche, filologia e critica delle letterature antiche e moderne, scienze sociali, politiche e cognitive. A loro andranno complessivamente 5 milioni di euro annui. All’Ateneo di Pisa vengono premiate ingegneria dell’informazione e civiltà e forme del sapere, mentre la Scuola Normale Superiore si afferma «dipartimento di eccellenza» per scienze matematiche e naturali e per scienze umane e la Scuola Superiore Sant’Anna primeggia invece con scienze sperimentali e applicate e scienze sociali.  “Con questi fondi aggiuntivi- commentano Vincenzo Barone e Pierdomenico Perata, rispettivamente direttore della Normale e rettore del Sant’Anna – potremo valorizzare le professionalità, reclutando giovani ricercatori e con ulteriori benefici per i nostri allievi e, in prospettiva, per l’Italia: formazione e ricerca sono asset strategici che adesso trovano un ulteriore e importante sostegno finanziario”.

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Miur: premiate le eccellenze toscane dell’Università

Miur: premiate le eccellenze toscane dell’Università

Sono 20 i dipartimenti degli atenei della regione selezionati dall’Anvur (l’agenzia nazionale di valutazione dell’università e della ricerca) e premiati con l’assegnazione del Fondo del Miur per un totale di risorse nei 5 anni pari a 150 milioni di euro.

Il Miur ha annunciato quali sono le 180 strutture di ricerca d’eccellenza del nostro Paese che dal 2018 al 2022 riceveranno risorse aggiuntive. Hanno presentato domanda per i finanziamenti, inviando i loro progetti di ricerca, 350 dipartimenti inseriti in un elenco stilato dall’Anvur. A raggiungere il maggior numero di dipartimenti in Toscana è stata l’Università di Firenze, con ben nove strutture selezionate in particolare per le materie scientifiche e mediche che riceveranno 14 milioni di euro ogni anno un quinquennio.  L’Università di Firenze si attesta quindi al 5% rispetto al complesso delle assegnazioni con un incremento rispetto al suo standard di qualità, pari al 3,53% del Fondo di finanziamento ordinario basata sulla Valutazione della qualità della ricerca (Vqr).

“Un risultato che ci dà ulteriore consapevolezza della qualità della ricerca svolta nelle nostre strutture” commenta con soddisfazione il rettore Luigi Dei sottolineando come i finanziamenti saranno investiti “in capitale umano, infrastrutture e attività didattiche di alta qualificazione”. Sono quattro invece i dipartimenti di eccellenza dell’Università di Siena: biotecnologie chimica e farmacia, biotecnologie mediche, filologia e critica delle letterature antiche e moderne, scienze sociali, politiche e cognitive. A loro andranno complessivamente 5 milioni di euro annui. All’Ateneo di Pisa vengono premiate ingegneria dell’informazione e civiltà e forme del sapere, mentre la Scuola Normale Superiore si afferma «dipartimento di eccellenza» per scienze matematiche e naturali e per scienze umane e la Scuola Superiore Sant’Anna primeggia invece con scienze sperimentali e applicate e scienze sociali.  “Con questi fondi aggiuntivi- commentano Vincenzo Barone e Pierdomenico Perata, rispettivamente direttore della Normale e rettore del Sant’Anna – potremo valorizzare le professionalità, reclutando giovani ricercatori e con ulteriori benefici per i nostri allievi e, in prospettiva, per l’Italia: formazione e ricerca sono asset strategici che adesso trovano un ulteriore e importante sostegno finanziario”.

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Scuola dell’infanzia: rientro a scuola con il primo sciopero del 2018

Scuola dell’infanzia: rientro a scuola con il primo sciopero del 2018

Aule chiuse nel primo giorno di scuola del nuovo anno, almeno per quelle dedicate ai più piccoli, vale a dire la Primaria e l’Infanzia. Domani, lunedì 8 gennaio, è prevista una manifestazione di protesta davanti al Ministero dell’Istruzione a Roma.

E le altre città non staranno a guardare: il cronoprogramma dei manifestanti prevede infatti sit in davanti agli Uffici Scolastici Regionali di Torino, Milano, Bologna, Palermo, Cagliari, Catanzaro e Bari. Tutta colpa, hanno fatto sapere i Cobas a fine anno quando hanno annunciato il calendario delle proteste, della “vergognosa” sentenza del Consiglio di Stato sui diplomati magistrali.
La vicenda è complessa e riguarda nello specifico il diritto dei diplomati magistrali prima del 2001-2002 ad essere inseriti nelle graduatorie a esaurimento (Gae). Da parte delle principali organizzazioni sindacali (Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Snals Confsal e Gilda Unams) è stata chiesta “una soluzione politica in grado di ricomporre i diritti di tutti”, consentendo tra l’altro di “riaprire le graduatorie d’istituto per permettere l’inserimento dei docenti che, collocati in Gae e quindi in prima fascia d’istituto, erano stati esclusi dalla
seconda fascia”.

Il Miur nel frattempo ha ritenuto necessario sollecitare il parere dell’Avvocatura dello Stato e, una volta acquisito, si è detto pronto a riconvocare le organizzazioni sindacali. Ma Viale Trastevere ha anche tenuto a chiarire che la decisione presa nell”Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato (11/2017) “non ha effetti immediati su tutte le situazioni giuridiche soggettive dei diplomati magistrali o dei controinteressati” e che la sentenza “riguarda i diplomati magistrali che hanno conseguito il titolo entro il 2001/2002, che non risultavano inseriti nelle Graduatorie permanenti all’atto della loro trasformazione in Graduatorie ad esaurimento nel 2007 e che recentemente hanno proposto ricorsi per ottenere comunque l’inserimento nelle citate Gae”. Quindi, ha precisato ancora il Ministero, “la sentenza non ha alcun impatto, né immediato né futuro sui diplomati magistrali, già di ruolo o ancora oggi iscritti nelle Gae, che risultavano già iscritti nelle Graduatorie permanenti nel momento in cui la legge 296 del 2006 le ha trasformate in Graduatorie ad esaurimento.

Per essere inclusi nelle Gae avevano dovuto infatti conseguire o l’idoneità in un concorso pubblico per titoli e esami, o frequentare e superare un corso straordinario organizzato dal Miur finalizzato al conseguimento dell”idoneità per la scuola elementare o dell’abilitazione per la scuola materna, corso destinato esclusivamente a coloro che erano in possesso del diploma magistrale o di scuola magistrale e di determinati requisiti di servizio”.

Ma l’Anief non ci sta e fa sapere che “già in due occasioni le Gae sono state riaperte dal Parlamento, nel 2008 e nel 2012, senza attendere il parere dell”Avvocatura dello Stato, peraltro ancora in ingiustificato silenzio”.

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Concorso specializzazione medico di famiglia: 813 partecipanti in Toscana

Concorso specializzazione medico di famiglia: 813 partecipanti in Toscana

L’alta affluenza è dovuta allo slittamento del concorso per l’accesso alle scuole di specializzazione mediche universitarie. Il corso triennale di formazione prevede 80 posti

Ieri mattina si è svolto il concorso per l’accesso al corso di formazione specifica in medicina generale – triennio 2017/2020. Il concorso, rivolto a medici laureati, permette ai vincitori di accedere alla specializzazione per poter diventare medico di famiglia. Il concorso si svolge in un’unica giornata e alla stessa ora su tutto il territorio nazionale ed è organizzato dagli uffici regionali. Per la Toscana quest’anno hanno presentato domanda di partecipazione 928 medici, a fronte di 813 presenze reali. L’alta affluenza è dovuta allo slittamento del concorso per l’accesso alle scuole di specializzazione mediche universitarie, organizzato dal Miur.

Rispetto agli anni precedenti i medici che si sono presentati a svolgere la prova sono quasi raddoppiati. Lo sforzo organizzativo di Regione Toscana ha permesso uno svolgimento assolutamente regolare e senza intoppi. Il concorso si è svolto nei locali della Fortezza da Basso. I candidati, accolti all’ingresso da un efficiente servizio di accoglienza e di riconoscimento, hanno avuto accesso alla sala nei tempi programmati, così che è stato possibile, grazie anche all’uso di nuovi strumenti tecnici, dare avvio alla prova alle ore 10.00, come previsto dalla normativa a livello nazionale.

“Anche quest’anno Regione Toscana si è fatta carico di organizzare al meglio il concorso di accesso al corso per diventare medici di famiglia – è il commento dell’assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi -, pur nella difficoltà dell’aumento dei partecipanti, ma assicurando comunque uno svolgimento regolare e in una atmosfera positiva per tutti. Presto ci sarà un cambiamento generazionale nella medicina di famiglia e quindi auguro a tutti i candidati di scegliere la specializzazione in base ad una forte spinta professionale, per divenire presto ulteriori elementi di qualità del nostro Servizio Sanitario Regionale”.

Il corso triennale di formazione specifica in medicina generale, organizzato da Regione Toscana, prevede 80 posti, suddivisi tra le sedi di Firenze, Pisa e Siena ed inizierà entro il mese di dicembre 2017.

La figura del medico di famiglia è centrale per il SSR, anello di congiunzione tra l’assistenza ospedaliera e territoriale, ancora di più alla luce dei trend di invecchiamento della popolazione e delle nuove politiche organizzative.

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