PRATO, SPARA ALLA MOGLIE E SI TOGLIE LA VITA

Prato carabinieri prato banda

E’ successo questa mattina: i due corpi, un uomo di 81 anni e una donna di 79, sono stati trovati in camera da letto. Il marito avrebbe usato un fucile da caccia al culmine di una crisi depressiva.

Un ottantunenne ha ucciso la moglie di 79 e poi si è suicidato. E’ accaduto a Prato, dove i due corpi sono stati trovati stamani nel loro appartamento. I due coniugi sono stati trovati in camera da letto. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri l’uomo avrebbe esploso contro la moglie un colpo dal suo fucile da caccia. Poi avrebbe rivolto l’arma verso di sé e avrebbe fatto fuoco ancora una volta. Per i militari il gesto sarebbe riconducibile ad una crisi depressiva.

(Notizia in aggiornamento.)

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FIRENZE, PICCHIA LA MOGLIE INCINTA: UOMO IN ARRESTO

Firenze moglie picchiava e abusava moglie

Il 32enne di Fucecchio (Fi), già noto alle forze dell’ordine, ha picchiato, strattonato e minacciato la moglie incinta di 7 mesi. Ora è stato arrestato e la donna ricoverata.

Sembrerebbe una questione di gelosia quella che ha spinto, questa notte, il 32enne a picchiare la moglie incinta di 7 mesi. L’uomo, un 32enne, già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato per maltrattamenti in famiglia dai carabinieri. La donna, soccorsa dai sanitari del 118, è stata portata al pronto soccorso per accertamenti, dai quali non sarebbe emerso nulla di grave né per lei né per il feto.

Per due volte i militari sono intervenuti nell’abitazione della coppia  per due volte nel giro di quattro ore. Una prima volta, intorno alle 2 la donna li aveva chiamati dicendo di essere stata minacciata dal marito, si sono poi allontanati dopo aver riportato il 32enne alla calma. Intorno alle 4 del mattino tuttavia l’uomo, che era uscito di casa, è tornato e ha aggredito la moglie, minacciandola di morte e picchiandola. Neppure due ore dopo, nuova chiamata – stavolta però a causa delle percosse – e secondo intervento delle forze dell’ordine.

Concluso con l’arresto del marito violento. L’uomo – ha in seguito spiegato ai carabinieri sua moglie, coetanea e anch’essa italiana – l’avrebbe già aggredita altre volte in passato. Verbalmente e non solo. Anche davanti a uno dei due figli minori della coppia, 10 anni. Fino a ieri sera, però, non l’aveva mai denunciato. Ogni anno sono centinaia le donne che subiscono violenze e abusi nella propria abitazione. Un indagine istat ha rilevato che il 31,5% delle 16-70enne ( 6 milioni) ha subito nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale.

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FIRENZE, PICCHIAVA E ABUSAVA LA MOGLIE: CONDANNATO A 6 ANNI

Firenze picchiava e abusava moglie

L’uomo di origine marocchina assumeva cocaina e costringeva la moglie a subire violenza anche davanti a figlia minore. Madre e figlia sono ora in un centro attrezzato.

Per anni ha picchiato la moglie, anche davanti alla figlia minore, l’ha minacciata e costretta ad avere rapporti sessuali contro la sua volontà, fino a minacciare anche alcune amiche e i genitori di lei. L’uomo, di origine marocchina, 44 anni, che era già stato arrestato su richiesta del pm Eligio Paolini titolare dell’inchiesta, ora è stato condannato a 6 anni e mezzo di carcere dal tribunale di Firenze.

Tutto sarebbe cominciato nel 2013, quando la donna, originaria dell’est Europa, aveva conosciuto l’uomo. Dopo una breve frequentazione i due decisero di andare a convivere e poi di sposarsi quando lei restò incinta. Mentre era in attesa della figlia, la donna aveva già dovuto far ricorso alle cure del pronto soccorso dopo essere stata picchiata dal marito, anche davanti ad altre persone. Più volte i vicini, la coppia abitava a Firenze prima di trasferirsi in un comune limitrofo, erano dovuti intervenire per calmare l’uomo che, secondo gli inquirenti, avrebbe fatto uso di stupefacenti.

Droga che, secondo quanto denunciato dalla donna, le avrebbe fatto assumere anche mentre lei era in attesa della figlia. I sanitari, dopo la nascita, trovarono nel suo piccolo organismo tracce di cocaina. Le lunghe indagini, anche con intercettazioni che dimostrarono senza dubbi le minacce anche di morte subite dalla donna che non voleva seguire il marito nel suo paese di origine, hanno fatto emergere una brutta storia di marginalità fino a quando madre e figlia non trovarono rifugio in un centro attrezzato. Due giorni fa il processo e la condanna per l’uomo.

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