Toscana: c’è manuale per mettere al bando parole ‘sessiste’

Toscana: c’è manuale per mettere al bando parole ‘sessiste’

Un manuale per informare e sensibilizzare il personale della Regione Toscana sull’uso di un linguaggio amministrativo ‘non sessista’ nella redazione di atti e documenti. Sono le ‘Linee guida operative’ approvate dalla Giunta toscana su proposta della vicepresidente e assessore alla cultura universita’ e ricerca Monica Barni e dell’assessore alla presidenza Vittorio Bugli.

Un documento di una decina di pagine, spiega una nota, dove, senza prefigurare schemi rigidi o coniare neologismi, si suggerisce l’uso di espressioni e termini compatibili per evitare frasi o parole  sessiste e dare visibilita’ concreta al genere femminile.
Nel manuale proposto al personale si consiglia l’utilizzo, laddove possibile, di espressioni non discriminatorie tra i sessi e si indicano strategie redazionali volte alla declinazione al femminile di alcuni termini riferiti a professioni e ruoli fino ad oggi riservati al genere maschile.

Di qui, anche l’invito all’uso di ‘termini collettivi’, tipo ‘la cittadinanza’ al posto de ‘i cittadini’ o ‘l’utenza’ al posto de ‘gli utenti’. Da usare il piu’ possibile, poi, anche la forma impersonale che ‘puo’ servire ad aggirare l’uso del maschile generico’. Altra tecnica raccomandata e’ l’uso di sostantivi promiscui, accompagnati dall’articolo determinativo nel caso sia nota l’identita’ del soggetto: il responsabile, la responsabile, il manager, la manager ecc. ‘Il linguaggio e’ l’espressione di una cultura – afferma Barni – ma quando quest’ultima tarda ad evolversi il linguaggio puo’ fare da traino per il cambiamento.
Perche’ anche da piccole cose, apparentemente poco importanti, passa la battaglia contro gli stereotipi di genere’. Per Bugli, ‘le politiche non sono neutrali, hanno spesso ricadute diverse su uomini e donne e l’utilizzo del linguaggio aiuta ad evidenziarlo’.

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Bio2energy, presentato a Firenze il progetto su rifiuti ed energia rinnovabile

Bio2energy, presentato a Firenze il progetto su rifiuti ed energia rinnovabile

Dai rifiuti organici è possibile produrre energia rinnovabile: un perfetto esempio di economia circolare. Lo sostengono i ricercatori del progetto ‘Bio2energy’, realizzato dal dipartimento di ingegneria industriale dell’Università di Firenze, dal Pin di Prato e dal Cnr Iccom e finanziato dalla Regione Toscana con tre milioni. ‘Bio2energy’, coordinato da Sea Risorse (in collaborazione Alia e Cavalzani Inox), è stato presentato oggi a Firenze.

Un’idea che è partita da Viareggio ma che può essere estesa in tutta la Toscana: nel dettaglio si tratta di un modello per il trattamento dei rifiuti in grado di produrre biometano e bioidrogeno dalla sinergia tra materiale organico (proveniente dalla raccolta differenziata) e fanghi di depurazione (provenienti da impianti di depurazione dell’acqua), attraverso un processo che si definisce di codigestione anaerobica: in assenza di ossigeno si ottiene la degradazione del materiale organico e la produzione di biogas. I residui di questo processo, hanno spiegato i ricercatori, possono essere utilizzati come fertilizzanti naturali per l’agricoltura.

Tra i risultati di ‘Bio2energy’ la riduzione dei costi sia in termini economici che ambientali, l’inserimento del digestato sul mercato dei fertilizzanti quale fonte di nutriente, l’ottimizzazione del recupero energetico e efficientamento energetico dell’impianto di codigestione e depurazione.

Il vicepresidente della Regione Monica Barni ha sottolineato il valore di unire “ricerca pubblica con quella privata” con l’obiettivo di “rispondere a problematiche che sono fondamentali per la nostra società. ‘Bio2energy’ è stato il frutto di un accordo importante e complesso tra Regione, Mise e Miur”.

Soddisfatta l’assessore all’Ambiente della Regione Federica Fratoni secondo cui “il progetto costituisce una svolta non solo per le esigenze del mondo dei rifiuti ma anche per quelle dei gestori del servizio idrico integrato. ‘Bio2energy’ ha tanti aspetti di valore, la Regione con gioia ha offerto il proprio contributo”.

Secondo l’assessore all’Ambiente del Comune di Firenze Alessia Bettini “oggi diamo concretezza all’economia circolare”, il sindaco di Viareggio Giorgio Del Ghingaro si è augurato che il progetto faccia “da esempio per tanti altri territori”.

Il prorettore alle relazioni internazionali dell’Università di Firenze Giorgia Giovannetti si è concentrata sul valore dell’economia circolare, “un modo diverso di pensare al mondo, un uso molto più efficiente delle risorse. E’ il futuro”.

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Università, Barni: “Abolire numero chiuso non serve a rilanciarla”

Università, Barni: “Abolire numero chiuso non serve a rilanciarla”

“Rimuovere il numero chiuso non risolverebbe i problemi strutturali dell’università italiana, ma peggiorerebbe ulteriormente una situazione già in sofferenza.”

Le ipotesi di revisione dell’accesso ai corsi universitari e il rilancio dell’Università italiana sono stati al centro dell’audizione presso la Commissione cultura della Camera alla quale ha partecipato, questa mattina a Roma, la vice presidente della Regione Toscana Monica Barni nella sua veste di coordinatrice degli assessori all’Università nella Commissione istruzione e lavoro della Conferenza delle Regioni. Insieme a lei anche l’assessore alla Cultura della Regione Calabria Maria Francesca Corigliano.

“Più che concentrarci sulla cancellazione del numero chiuso, ha spiegato Barni , sarebbe invece fondamentale rendere i test di accesso validi e affidabili e davvero idonei a mettere in luce conoscenze e attitudini degli studenti”. Nel corso del suo intervento Barni ha riassunto dati e studi che testimoniano la situazione di difficoltà che vive l’università italiana.

“In questo quadro – ha spiegato ancora la vice Presidente – occorre quindi interrogarsi sull’impatto negativo che le proposte di legge in materia di accesso ai corsi universitari potrebbero avere sul sistema. Attualmente ci troviamo di fronte ad una riduzione progressiva del fondo di finanziamento ordinario delle università ed anche l’ultima manovra ne congela quote rilevanti. Sono pochissime le risorse dedicate all’edilizia, molte strutture vivono situazioni di obsolescenza e carenza strutturali. Basti ricordare che abbiamo pochi laboratori, spesso vecchi e inadeguati. C’è poi la situazione del corpo docente che si è ridotto e che non vive un adeguato processo di turnover.”

“C’è un problema di approccio culturale che va cambiato. Attualmente i docenti sono valutati soprattutto sui risultati delle attività di ricerca, dimenticando o ponendo in secondo piano le altre due missioni dell’università: didattica e applicazione, per valorizzare la conoscenza contribuendo allo sviluppo sociale, culturale ed economico della società.”

Tornando al tema del finanziamento, la vice presidente ha ricordato che sarebbe fondamentale arrivare anche per l’università alla definizione di livelli essenziali delle prestazioni (Lep). C’è un tavolo di lavoro presso il ministero, le Regioni hanno già indicato i propri componenti già da un anno, ma questo tavolo non ha ancora avviato i propri lavori in attesa dell’indicazione degli altri componenti. “Mi auguro – ha concluso Barni – che i deputati di questa Commissione possano svolgere sotto questo profilo un’azione di sollecitazione nei confronti del Governo”.
La vice presidente Barni ha poi consegnato alla commissione un documento approvato dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.

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Network Sonoro: 100 concerti in tutta Toscana per la nuova stagione

Network Sonoro: 100 concerti in tutta Toscana per la nuova stagione

Torna Network Sonoro con 100 concerti in Toscana. Sono dodici i progetti musicali associati, 43 enti e 21 Comuni coinvolti. “Il programma è ottimo, pieno di diversità con elementi di innovazione e sperimentazione” dice il capo segreteria dell’assessorato fiorentino alla Cultura, Tommaso Sacchi.

Canzone d’autore, jazz, musica elettronica, art rock, neo folk: è questo il mix proposto dalla nuova stagione di Network Sonoro, cartellone di 100 concerti che include dodici progetti musicali associati, coinvolge 43 enti e 21 comuni. L’iniziativa è realizzata da Musicus Concentus e Music Pool e sostenuta dalla Regione Toscana.

Si parte il 9 febbraio con il concerto a Firenze di Brandon Ross nell’ambito del Black History Month. Poi il festival si sposta a Prato con la nuova edizione di Metastasio Jazz che, tra i vari appuntamenti, porta in scena Maria Pia De Vito (25 febbraio). A marzo si torna a Firenze con sei concerti nella sala Vanni in piazza del Carmine. Tra le altre città toscane coinvolte c’è anche Livorno che porterà al The Cage Nada (6 aprile) e Clavdio (27 aprile). Network Sonoro propone inoltre grandi ritorni: il jazz Prime con eventi pomeridiani, la nuova edizione di Giotto Jazz a Vicchio, del Sesto Jazz, la stagione 2019 di Pisa Jazz, di Empoli Jazz, del Valdarno Jazz Winter e la rassegna Jazz Cocktail al Teatro Politeama di Poggibonsi.

“E’ un programma davvero ricchissimo – ha detto il presidente di Music Pool Gianni Pini – sono tantissimi i nomi, ci sono concerti, ma anche lezioni, incontri, e presentazioni, abbiamo cercato di lavorare a 360 gradi per rappresentare tutto il caleidoscopio di colori musicali”.

La vicepresidente della Regione Toscana, Monica Barni, ha parlato di un “progetto in crescita che, grazie alla collaborazione con soggetti istituzionali e del territorio, permette di diffondere l’offerta, allargare le proposte e raggiungere un audience ampia e diversificata”. Per il capo segreteria dell’assessorato fiorentino alla Cultura, Tommaso Sacchi, l’idea di creare sinergie tra luoghi e artisti nella sintesi di un programma unico convince molto. Il programma è ottimo, pieno di diversità con elementi di innovazione e sperimentazione”.

Chiara Brilli ha intervistato il presidente di Music Pool Gianni Pini:

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Pisa, consigliere Laurora: “Mein Kampf da leggere a scuola!”

Pisa, consigliere Laurora: “Mein Kampf da leggere a scuola!”

Manuel Laurora era rimasto seduto due giorni fa durante il minuto di silenzio per le vittime della Shoah, in una chat su facebook con un altro utente afferma che il libro Mein Kampf di Hitler è interessante ” da studiare e approfondire nella scuola e fuori dalla scuola”

Laurora è stato aspramente criticato, per il suo gesto in Consiglio, dal sindaco leghista Michele Conti e ha ammesso di avere “commesso un grave errore” ma di averlo fatto perché “non si era accorto di quanto stava accadendo in aula e quando ho capito ho preferito restare seduto in silenzio, piuttosto che alzarmi in ritardo”. Ha poi concluso che “tra oggi e domani”, come riportato sulle cronache locali, comunicherà ai vertici della Lega e al presidente del Consiglio comunale la sua decisione “di lasciare il gruppo del carroccio per entrare nel gruppo misto, per non arrecare ulteriori danni alla formazione politica con la quale sono stato eletto ma resterò in consiglio per portare avanti le mie battaglie contro la moschea che, pur se da indipendente della Lega, hanno contribuito a far vincere le elezioni al centrodestra”.

“E’ indegno che un membro di un organo democratico quale è un consiglio comunale esalti un libro che è alle radici della II Guerra mondiale e dell’Olocausto. Così come è intollerabile che quel consigliere non si sia alzato per il minuto di silenzio in memoria della Shoah: a Pisa, in Toscana, dove enormi sono i lutti e le perdite causate della furia nazifascita”. Lo afferma la vicepresidente della Regione Toscana, e assessore alla cultura, Monica Barni,

“Certo che spiega molte cose quel libro – prosegue Barni in una nota -: come si possono uccidere la libertà e la democrazia, fondando uno stato sull’inesistente concetto di razza, e aiuta a capire, se mai si potrà capire, come si possa giungere a fare dello sterminio pianificato una strategia politica”. Il vicepresidente della Regione ricorda che “c’è un senatore che nei giorni della Memoria ha ritirato fuori l’osceno ciarpame antisemita dei protocolli di Sion, una studiosa di storia ebraica ha ricevuto sputi per strada da un uomo con una svastica tatuata sul braccio: sta montando un clima pericoloso nel nostro Paese, e nessuna sottovalutazione può essere ammessa”. “La Regione Toscana è impegnata a coltivare la memoria attraverso la conoscenza soprattutto da parte giovani e smascherare ogni nuova forma di fascismo – conclude Barni -. Abbiamo istituito un Osservatorio per monitorare l’uso di linguaggi e simboli che inneggiano al nazifascismo e al razzismo” ed è “scandaloso che ancora oggi certe dichiarazioni pericolose vengano fatte da persone che rappresentano le istituzioni: chi oltraggia i valori della nostra Costituzione deve essere chiamato fino in fondo alle proprie responsabilità”.

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