‘Bright 2018’, l’appuntamento con la ricerca in Toscana

‘Bright 2018’, l’appuntamento con la ricerca in Toscana

🔈Firenze, oltre 500 ricercatori coinvolti nel vasto e articolato  programma  di iniziative che porterà  la ricerca e la scienza nelle piazze delle città  della regione il prossimo 28 settembre, con ‘Bright  2018’ torna infatti l’appuntamento con la Notte delle ricercatrici e dei ricercatori in Toscana, in contemporanea con l’evento  dedicato alla ricerca che si svolge in tutta  Europa.

Bright è promosso dalla Regione Toscana, coordinato  all’Università di Siena, annovera eventi in tutta la Toscana, e si rivolge al pubblico di tutte le età, offrendo la possibilità di avvicinarsi al complesso mondo della scienza incontrando le donne e gli uomini che lavorano quotidianamente nella ricerca.

L’evento “Bright 2018” vede la partecipazione  delle  Università  di Firenze e Pisa, dell’Università  per Stranieri  di Siena, della Scuola Superiore Sant’Anna, della Scuola Normale Superiore e della Scuola IMT Alti Studi di Lucca, insieme  al CNR (area  della  ricerca  di  Pisa), l’Istituto Nazionale  di  Fisica Nucleare  e  l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Sezione di Pisa).

Grazie a un lavoro di squadra collaudato, che vede la collaborazione  attiva di tutti gli organizzatori, i ricercatori  mostreranno al pubblico  il loro lavoro e sveleranno i segreti dei laboratori, portando nel cuore delle città  la ricerca, con attività  dedicate alla scienza, alla letteratura, alla storia, alle materie   sociali  e  politologiche. Tutte  le  discipline,  nessuna  esclusa, parteciperanno  a questa grande festa, per la quale vi è già molta attesa.

Gli eventi si svolgeranno ad Arezzo, Cascina, Firenze, Grosseto, Isola d’Elba- Portoferraio, Livorno, Lucca, Pisa, Pontedera, Prato,Siena e Viareggio.

Gimmy Tranquillo ha intervistato, Luigi Dei, Rettore dell’Università di Firenze, e la Vicepresidente, nonché assessora a Cultura Università e Ricerca, Monica Barni:

INFO: http://www.bright-toscana.it/

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80 anni fa leggi razziali, Rossi e Barni: “Ascolto e dialogo con le comunità di immigrati”

80 anni fa leggi razziali, Rossi e Barni: “Ascolto e dialogo con le comunità di immigrati”

Un forum, un luogo di incontro e di ascolto, dove istituzioni e comunità di stranieri che vivono in Toscana possano parlarsi. Il presidente della Regione Enrico Rossi lancia l’idea non casualmente da San Rossore, nel confronto partecipato sulle diversità come valore e sulla formazione come garanzia di rispetto delle diversità organizzato nel pomeriggio nella tenuta in provincia di Pisa. Ad animare l’evento una cinquantina di giovani rappresentanti delle seconde generazioni di immigrati venuti a cercare in Toscana la speranza di un futuro migliore.

San Rossore è il luogo dove il 5 settembre 1938 furono firmate le leggi razziali e antisemite italiane, che codificavano in norma una tesi – anzi, un’invenzione – sostenuta da numerosi cattedratici italiani dell’epoca che al regime avevano prestato giuramento di fedeltà. Ma è anche la tenuta dove dieci anni fa, nel 2008 nel corso del meeting estivo internazionale organizzato per diversi anni dalla Regione Toscana, altri scienziati – Rita Levi Montalcini, Enrico Alleva e molti altri –  hanno firmato il Manifesto degli scienziati antirazzisti: dieci punti del tutto  opposti, a partire dall’affermazione che le razze non esistono.

Oggi da San Rossore è stato rilanciato il manifesto delle nuove generazioni italiane, scritto nel 2016 e che sogna una scuola capace di gestire la multiculturalità, di valorizzare la conservazione della cultura del paese di origine ma anche di rafforzare il legame con la cultura italiana e il sostegno di pari diritti civili e politici per tutti. Un progetto di Italia plurale, come sintetizza in modo semplice Simohamed, uno dei giovani che hanno partecipato all’incontro, presidente del Conngi, il coordinamento nazionale delle giovani generazioni: “perché l’Italia – rivendica – appartiene a chiunque la viva con rispetto, nel segno dei valori della Costituzione”.

“Qui a San Rossore – ricorda Rossi – si è svolto un momento infame della nostra storia e dalla condivisione di quello che è stato occorre partire per consolidare una comunità”. Ieri il razzismo e l’esclusione che si fondava su una legge, oggi le chiusure, i rigurgiti di odio razziale, la ricerca ancora una volta di capri espiatori e chiusure. Niente si ripete mai allo stesso modo, sottolinea Rossi, ma occorre stare attenti. “Ottanta anni non sono stati sufficienti per educare e costruire una cultura diversa” stigmatizza la presidente del’Unione delle comunità ebraiche italiane, Noemi Di Segni, a San Rossore ad accogliere le seconde generazioni di immigrati.

“Bisogna costruire una cultura contro il razzismo, quello di ieri e quello di oggi” sottolinea la vice presidente della Toscana, Monica Barni. “L’obiettivo è un futuro di dignità per tutti” ribadisce Rossi, che ricorda il suo sì allo ius soli e al riconoscimento dei diritti politici agli stranieri che vivono in Italia. “Sono cose – precisa – che non stanno nei poteri della Regione, ma in una Toscana che è già multietnica e multiculturale possiamo studiare insieme i modi in cui istituzioni e comunità possano confrontarsi sui problemi e provare insieme a risolverli: un luogo stabile di incontro, ascolto e consultazione per parlare della scuola, dell’accesso ai diritti, di sanità e tutela del lavoro”.

“C’è bisogno di ascolto e di dialogo – conclude Barni – Vogliamo parlare di come essere cittadini, partecipare, essere parte di una comunità. Con questo progetto facciamo un passo in avanti”.

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Summer school 2018, cinque giorni formativi sui razzismi di ieri e di oggi

Summer school 2018, cinque giorni formativi sui razzismi di ieri e di oggi

Cinque giorni dedicati allo studio dei ‘razzismi di ieri e di oggi’. E’ questo il percorso formativo che a partire da lunedì prossimo effettueranno circa 40 insegnanti toscani che, nel gennaio del 2019, accompagneranno gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado sul Treno della Memoria, diretto ad Auschwitz.

La Summer school si svolgerà all’Università di Siena, Santa Chiara Lab (via Valdimontone) a partire dalla mattina di lunedì 20 agosto sviluppandosi sino a venerdì 24 con lezioni frontali, seminari di approfondimento tematico e laboratori didattici.

Il corso, giunto alla sua quinta edizione, offrirà agli insegnanti la possibilità di approfondire il tema dei “razzismi di ieri e di oggi” attraverso la conoscenza della Shoah e delle persecuzioni che furono indirizzate verso alcune categorie di persone.

“Questo tema – ha evidenziato la vicepresidente della giunta regionale Monica Barni – è stato scelto in occasione dell’ottantesimo anniversario dall’emanazione delle ‘leggi antiebraiche’ in Italia. Quelle leggi avviarono un processo che, dalla discriminazione e negazione dei diritti, portò allo sterminio.
Lo studio della Shoah e delle deportazioni, se opportunamente guidato attraverso la conoscenza della storia, può rappresentare un’esperienza educativa e culturale che ci aiuta a comprendere il presente e la società contemporanee”.
La vicepresidente interverrà all’inizio dei lavori della Summer school, previsto per le 11.45 di lunedì.

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Crollo Genova: il Gonfalone della Toscana ai funerali di Stato

Crollo Genova: il Gonfalone della Toscana ai funerali di Stato

Ai funerali di Stato delle vittime del crollo del ponte Morandi di Genova, previsti per oggi, sabato 18 agosto, sarà presente anche il Gonfalone della Regione Toscana.

A portarlo sarà la vicepresidente della Giunta regionale ed assessora alla Cultura, Monica Barni, che con la sua presenza esprimerà la vicinanza della Toscana alla città di Genova così duramente colpita dalla tragedia.

I funerali si svolgeranno dalle 11 nel padiglione Nouvel della Fiera di Genova. La messa sarà celebrata dall’arcivescovo di Genova, cardinale Angelo Bagnasco, alla presenza di semplici cittadini e dei rappresentanti delle Istituzioni. Per oggi è stata anche proclamata una giornata di lutto nazionale.

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Tecnologia: Prato entra nel futuro con ‘Impresa 5G’

Tecnologia: Prato entra nel futuro con ‘Impresa 5G’

Regione Toscana, Comune di Prato e Fondazione Ugo Bordoni hanno proposto un progetto per la realizzazione di un centro di competenze ‘Impresa 5G’ in grado di mettere a disposizione delle PMI del settore manifatturiero competenze, soluzioni e servizi avanzati con la quinta generazione della tecnologia per le telecomunicazioni. Il 5G renderà tecnicamente possibile l’uso della realtà virtuale, ci sarà una mutazione genetica di tutti i servizi dei quali usufruiamo ogni giorno.

Il protocollo d’intesa per il progetto ‘Impresa 5G’ è stato firmato oggi dai proponenti nel Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze.

Il Comune di Prato è stato individuato dal Mise come luogo di sperimentazione pre-commerciale del 5G (insieme a Milano, L’Aquila, Bari e Matera) sul quale lavoreranno WindTre e OpenFiber.

Il progetto concorrerà al bando del Cipe che destina alle Regioni che ospitano le cinque città pilota 60 milioni di euro.

L’assessore alle attività produttive Stefano Ciuoffo ha affermato: ”Avere una città toscana tra le cinque che in Italia, e le poche in Europa, sperimenterà il 5G è un’occasione storica per la nostra regione e per il nostro sistema della ricerca e dell’impresa.

Quando siamo passati dai telefonini con i quali si poteva solo chiamare e mandare sms agli attuali smartphone abbiamo rivoluzionato la nostra vita, in termini sociali e anche di applicazione alla vita lavorativa. Con il passaggio al 5G il cambiamento sarà all’ennesima potenza. Non si tratterà solo di avere un telefonino con una connessione più veloce della attuale, ma avremo oggetti connessi tra loro con capacità adesso non immaginabili, il cosiddetto ‘internet delle cose’.”

Sottolinea il sindaco di Prato Matteo Biffoni: ”La possibilità di sperimentare sul nostro territorio la tecnologia 5G è importante soprattutto in termini di ricaduta economica, per lo sviluppo delle imprese e le nuove opportunità occupazionali.

In un distretto ricco di imprese manifatturiere il rapporto con le aziende è fondamentale per avviare una sperimentazione estesa a tutta la filiera.

Prato è l’unica città che avvierà la sperimentazione industriale del 5G collegandola a un sistema industriale fatto di piccole e piccolissime imprese: il risultato di questo lavoro sarà un valore aggiunto non soltanto per il distretto pratese, ma per tutto il sistema Paese che potrà replicare questo modello in altre realtà manifatturiere.”

La vicepresidente della Regione Monica Barni ha invece dichiarato: ””Il progetto del centro di competenze dovrà sviluppare attività di ricerca industriale per la individuazione di soluzioni sperimentali riferite ai servizi di nuova generazione per applicazioni di tecnologie riconducibili alle tecnologie Impresa 4.0 che operino utilizzando l’infrastruttura 5G.

Inoltre si occuperà di promuovere azioni di trasferimento tecnologico alle PMI manifatturiere, con attenzione particolare alle filiere produttive e alle catene di sub-fornitura dei settori del tessile, della moda e delle imprese della filiera audiovisiva e cinematografica. Per tutto questo collaborerà anche con organismi di ricerca regionali, nazionali ed europei”.

Ma cos’è esattamente il 5G? Non si tratterà solo dell’incremento delle prestazioni dei telefonini, un più basso consumo delle batterie, una migliore copertura, alte velocità di trasmissione, un più elevato numero di dispositivi supportati, costi più bassi per l’installazione delle infrastrutture.

Saranno possibili operazioni chirurgiche effettuate da robot che già esistono e che per lavorare in sicurezza avranno bisogno di tempi di comunicazione di pochi millisecondi: inferiori ai tempi umani.

Le auto saranno a guida autonoma reagendo in pochi millisecondi agli imprevisti che animano la nostra “umana” esperienza di guida.

Gli oggetti di casa, le macchine utensili della fabbrica o gli oggetti in inventario nel negozio e in ufficio saranno connessi, catalogati, localizzati e in grado di comunicarci il loro grado di usura o la necessità di revisione.

 

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