Piombino, sfida tra i robot usati in caso di catastrofi

Piombino, sfida tra i robot usati in caso di catastrofi

Dal 15 al 23 settembre a Piombino, novanta ore di gara in nove giorni, tutte aperte al pubblico, finanziate dalla Commissione europea e organizzata dal Centro nato per la ricerca marittima e la sperimentazione (Cmre) della Spezia, che vedranno impegnate squadre di robot chiamati ad intervenire in caso di disastri e calamità.

L’iniziativa, considerata una sorta di “Champions League” della robotica e presentata oggi nella sede della Regione Toscana a Firenze, si svolgerà sul litorale vicino alla centrale Enel di Torre del Sale, scelta come scenario di una catastrofe simulata ma che è realmente accaduta: l’incidente alla centrale nucleare del 2011 a Fukushima in Giappone. Attese quattordici squadre e più di quaranta robot di sedici tra università, aziende e consorzi di otto diversi paesi, di fatto i maggiori centri di ricerca a livello mondiale.
Nell’occasione l’Università di Firenze metterà in campo FeelHippo, un robot subacqueo, e GrifOne, un drone aereo, mentre la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa parteciperà con Husky, un veicolo terrestre. Nei nove giorni saranno illustrati anche tre importanti progetti europei nei quali sono impegnati centri di ricerca e università italiane: Walk-Man, robot antropomorfo dell’Istituto italiano di tecnologia di Genova; Sherpa, che sta sviluppando un sistema di salvataggio in montagna con l’uso di robot aerei e terrestri e Tradr, un progetto per la ricerca e il salvataggio in zone colpite da disastro, utilizzato anche ad Amatrice dopo il sisma.
Secondo Gabriele Ferri del Cmre, direttore della manifestazione, “I robot di mare, terra e cielo saranno chiamati a collaborare tra loro, a volte con il controllo intermedio umano e a volte da soli: qualcosa che a Fukushima in parte è mancato e su cui vogliamo sensibilizzare la ricerca scientifica”.
Per il vicepresidente della Regione, ed assessore alla ricerca e università, Monica Barni, ‘la Toscana è da anni all’avanguardia negli studi di robotica e siamo orgogliosi che l’unica squadra italiana che parteciperà sia proprio della nostra regione: un ulteriore riconoscimento del lavoro di ricerca che qui si fa, anche al servizio della comunità civile”.

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Foibe: “Noi docenti della Summer School professionisti. No a strumentalizzazioni”

Foibe: “Noi docenti della Summer School professionisti. No a strumentalizzazioni”

Una delle 25 docenti che hanno partecipato alla Summer School sul Confine Orientale, promossa dalla Regione Toscana, replica alla polemica del consigliere FdI Giovanni Donzelli sulla mancanza del coinvolgimento di associazioni “contigue o vicine al mondo dell’Esodo”.

Si avvia a conclusione oggi il progetto sperimentale, frutto della collaborazione tra la Regione Toscana, la rete degli Istituti storici della Resistenza e l’Ufficio scolastico regionale. La Summer school “Per la storia di un confine difficile. L’alto Adriatico nel Novecento” ha formato 25 insegnanti provenienti dalle scuole superiori di tutte e 10 le province toscane. Saranno loro, insieme a storici ed esperti, ad accompagnare il prossimo anno 60 studenti in un viaggio nei luoghi della della memoria dell’area giuliana e istriana, in attuazione della legge che istituisce ogni 10 febbraio il Giorno del ricordo, dedicato ai martiri delle foibe e agli esuli istriani, fiumani e dalmati.

Il viaggio, interamente finanziato con 90.000 euro dalla Regione, “consolida la cooperazione attiva da anni sui temi della memoria con gli Istituti storici della Resistenza, in particolare con quello di Grosseto – spiega una nota della Regione – città nella quale si terrà la Summer school”.

“Il nuovo progetto pilota di Rispescia rappresenta una scommessa culturale importante rivolta al mondo della scuola e che siamo in grado di affrontare, perché forti dell’esperienza culturale maturata in questi decenni di politiche della Memoria nella nostra regione – ha spiegato la vicepresidente della Regione Toscana, Monica Barni, che gestisce anche la delega ai progetti per la cultura della memoria. Pensiamo che sia il momento di affrontare anche i temi legati al Giorno del ricordo per farne un’occasione di formazione didattica che esca finalmente dalla contesa ideologica, per costruire strumenti didattici e riflessione critica. Nessuna equiparazione tra Shoah e foibe, ma soltanto il basilare obiettivo di colmare il vuoto di conoscenza. Per questo ci interessa la contestualizzazione degli eventi specifici richiamati dalla legge istitutiva del Giorno del ricordo, ma tali fatti, per essere compresi, necessitano di chiari riferimenti a tutta la storia del Novecento e non soltanto a tasselli isolati di essa: il tempo lungo del confine, i rapporti fra Italia, Impero austro-ungarico, galassia del mondo slavo, il tema dei confini, dei profughi e degli esuli dopo la seconda guerra mondiale”.

“La Regione Toscana fa raccontare il dramma delle foibe ai partigiani, anziche’ alle associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati. Ecco come Enrico Rossi e la sinistra usano il giorno del ricordo per fomentare l’odio”. E’ il contenuto di una nota del capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, Giovanni Donzelli a cui replica ai nostri microfoni la prof.ssa Maria Pia Suma, dell’Istituto Chino Chini di Borgo San Lorenzo, una delle corsiste della Summer School.

Polemiche sterili che mirano a strumentalizzarci. Noi siamo dei professionisti, studiosi di storia da decenni, gli aspetti studiati in questi giorni sono stati affrontati da docenti eterogenei e qualificati con un approccio critico“.

Ascolta l’intervista a cura di Chiara Brilli

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Resistenza: morto Meoni, il cordoglio di Rossi e Barni

Resistenza: morto Meoni, il cordoglio di Rossi e Barni

Cordoglio per la scomparsa di uno degli ultimi protagonisti della lotta di Liberazione in Toscana, ma anche gratitudine per ciò che ha saputo trasmettere nel suo impegno di memoria e di educazione delle nuove generazioni.

È con questi sentimenti che il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e la vicepresidente Monica Barni vogliono ricordare Vittorio Meoni, sopravvissuto all’eccidio di Montemaggio e alle
torture a Villa Triste, ma nel dopoguerra e fino a oggi ancheuomo che si è saputo distinguere per le sue qualità di storico ed educatore. “Con lui se ne va una delle ultime voci di quella  Toscana che ha saputo combattere il nazifascismo ma anche proporre un’idea di Italia diversa, capace di riunire le grandi culture politiche nel riconoscimento dei valori comuni della democrazia – sottolinea il presidente Rossi – La tristezza di
questa scomparsa non può che stimolarci a rafforzare il nostro impegno per salvaguardare e trasmettere la memoria di ciò che è stato”. “Uno spirito libero, che non si è mai risparmiato nell’impegno nell’Istituto Storico della Resistenza o negli
incontri nelle scuole con gli studenti – sottolinea la vicepresidente Barni, che nel governo regionale si occupa anche delle iniziative legate alla memoria – Sia come studioso che come educatore ha insegnato a tanti a ragionare con la propria
testa e a coltivare i valori della libertà e dell’intelligenza.
Ci mancherà, ma nel nostro impegno sul terreno della memoria e dell’educazione sapremo portare avanti la sua lezione”.
Anche i sindaci del centrosinistra dei comuni di Abbadia San Salvatore, Asciano, Buonconvento, Castellina, Castelnuovo Berardenga, Castiglione d’Orcia, Cetona, Chiusdino, Chiusi, Gaiole, Montalcino, Montepulciano, Monteriggioni, Monteroni,
Murlo, Poggibonsi, Radda in Chianti, Radicofani, Radicondoli, Rapolano, San Casciano Bagni, San Gimignano, San Quirico, Sarteano, Siena, Sinalunga, Sovicille, Torrita, Trequanda ricordano la scomparsa di Vittorio Meoni: “Vittorio ha rappresentato tutto il periodo Repubblicano: partigiano combattente, figura centrale della ricostruzione post-fascista, politico misurato e dal grande intuito”. “Tutto il territorio senese, e non solo, deve molto alle sue capacità di amministratore pubblico ed al suo intuito politico: l’amore per le istituzioni e la volontà di lavorare per il bene pubblico e
per la collettività ne hanno fatto un punto di riferimento per chi, a sinistra, si avvicinava alla politica”.
“Con Vittorio Meoni scompare uno dei maggiori protagonisti della storia partigiana senese, un uomo che ha dedicato tutta la sua vita, dopo essere scampato all’eccidio di Montemaggio, a difendere i valori della Costituzione e a fare della memoria una
pratica quotidiana, utilizzando la politica nel significato più alto e nobile del termine”, ha detto infine Serenella Pallecchi, presidente dell’Arci provinciale di Siena.

COM-FBB/SPO
17-AGO-17 13:28 NNNN

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Etruschi: un museo diffuso tra Volterra, Cortona e Populonia

Etruschi:  un museo diffuso tra Volterra, Cortona e Populonia

Il primo stanziamento vale 869 mila euro ma il progetto complessivo è molto più ampio: cinque milioni e un obiettivo preciso, valorizzare in modo integrato musei, aree archeologiche e territori dell’immaginario triangolo etrusco di Volterra, Cortona e Populonia.

La giunta regionale ha appena dato il via libera alla firma di un accordo a quattro tra Regione Toscana e le tre amministrazioni comunali coinvolte: biglietti per favorire visite multiple, eventi coordinati, percorsi che si intersecano e poi mappe cartacee e digitali e un sito web unico, con uno storytelling complementare sulla grande cultura etrusca e un’app da smartphone per proporre strade poco conosciute ma ricche di storia.

L’idea in sintesi è questa ma il progetto, di cui è stato approvato lo studio di fattibilità, è a sua volta parte di un disegno ancora più ampio. “La cornice – spiega la vice presidente della Toscana ed assessore alla cultura, Monica Barni – è quella della valorizzazione e messa in rete del patrimonio culturale, materiale e immateriale, nelle aree di attrazione di rilevanza strategica in modo da consolidare e promuovere processi di sviluppo. E per questo scopo, appunto, intendiamo valorizzare la rete dei grandi attrattori culturali museali, dando vita ad un sistema museale regionale articolato in aree tematiche”.

Nel caso dell’accordo tra Cortona, Volterra e Piombino, che prevede la creazione di un museo diffuso dedicato agli Etruschi, i 5 milioni saranno alla fine equamente ripartiti tra i tre territori.

Al momento si parte però con tre interventi da 869 mila euro, preliminari e strutturali, che riguardano la realizzazione nel museo archeologico di Cortona di un nuovo impianto di condizionamento, la sostituzione dell’illuminazione per ottimizzare i consumi e l’estensione del wi-fi a tutte le sale (costo 462 mila euro), la realizzazione sempre a Cortona della copertura della tomba 1 del tumulo II del Sodo (300 mila euro) che per quindici anni saranno in uso al Comune e la riqualificazione, al Museo archeologico del territorio di Populonia, dell’impianto di illuminazione in modo da rendere il percorso museale fruibile anche agli ipovedenti (107 mila euro). I primi due interventi saranno conclusi entro l’ottobre del 2019, il terzo a febbraio del 2018. La Regione partecipa, con risorse europee del Por Fesr, con poco meno di 609 mila euro: il 30 per cento che rimane sarà a carico delle amministrazioni comunali. Le altre operazioni previste dal progetto sono rinviate a successivi atti e impegni di spesa.

“La Toscana – conclude la vice presidente ed assessore alla cultura, Monica Barni – ha una grande eredità di cultura che le arriva dal passato. La sfida è quella di creare un sistema che unisca e meglio valorizzi i tanti musei e gioielli diffusi sul territori: una sfida nel mettere in connessione mondi e linguaggi diversi che non riguarda solo i tesori che ci hanno lasciato gli Etruschi ma che, in Toscana, non può non considerare le vestigia di questo antico popolo. Si tratta di un intervento al centro dell’agenda regionale di questo assessorato”.

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Giovanisì, master e dottorati all’estero: via ai nuovi bandi da settembre

Giovanisì, master e dottorati all’estero: via ai nuovi bandi da settembre

Perfezionare all’estero il proprio corso di studi come opportunità di crescita culturale e apertura al mondo, ma anche come strumento per accedere ad un mercato del lavoro di qualità. E’ questa la finalità dei voucher per l’alta formazione all’estero che la Regione ha deciso di finanziare anche per l’anno accademico 2017-2018.

L’azione diventa operativa dal 29 settembre con il via alle domande. Finanziata sul Programma operativo regionale del Fondo sociale europeo 2014-2020 nell’ambito del progetto regionale Giovanisì, è destinata a giovani laureati under 35 che abbiano ottenuto la preammissione ad un master o ad un dottorato di ricerca presso università straniere. I due avvisi per l’alta formazione all’estero (Decreto n. 11147 del 21/7/2017) hanno come finalità la copertura parziale o totale delle spese di iscrizione e di soggiorno per l’accesso a master o a dottorati di ricerca, attraverso la concessione di assegni da un minimo di 12 mila (per il master annuale) ad un massimo di 17 mila euro (per i master biennali) e 20 mila euro per i dottorati.

I giovani laureati destinatari dei voucher dovranno essere residenti in Toscana, avere meno di 35 anni e non aver fruito di voucher regionali con i precedenti bandi.

I costi rimborsati saranno quelli dell’iscrizione, le spese accessorie di soggiorno come viaggio e alloggio.
La valutazione delle domande avverrà in base ai criteri Fse (voto laurea, tempi di conseguimento, Isee), qualità e coerenza del progetto formativo e dell’ente erogante, coerenza del percorso prescelto con gli studi pregressi.

“Anche quest’anno abbiamo finanziato i voucher per l’alta formazione all’estero – spiega la vicepresidente e assessore all’università e ricerca Monica Barni – perché siamo convinti che puntare sull’apertura internazionale, lo scambio e il confronto di competenze è un fattore indispensabile di arricchimento del nostro capitale umano. Mai come in questa fase è importante mantenere la barra ferma in questa direzione, perché il futuro dei giovani e lo sviluppo del nostro paese non possono fare a meno di una dimensione europea e sovranazionale della formazione, in particolare della formazione qualificata e della ricerca. Anche dallo scambio di esperienze e conoscenze e dall’intreccio fra culture diverse possono venire stimoli per aumentare la qualita’ del lavoro e la competitivita’ del sistema economico”.

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