Firenze, convegno su Femminicidio, prefetto Lega: “Necessaria un’azione forte dello Stato”

Firenze, convegno su Femminicidio, prefetto Lega: “Necessaria un’azione forte dello Stato”

Si è tenuto oggi, presso la prefettura in Palazzo Medici Riccardi a Firenze, il Convegno ‘Femminicidio e orfani per crimini domestici: la tutela delle vittime’ organizzato dal prefetto di Firenze Laura Lega. Un’occasione per discutere e fare il punto su un tema molto sentito anche a livello nazionale e sempre di stretta attualità.

Il convegno, o tavolo di lavoro, come ha precisato lo stesso prefetto Lega, incontrando la stampa, è un modo per accendere i riflettori assieme alla regione Toscana, l’autorità giudiziaria e il mondo del terzo settore, sul tema del femminicidio e sulla violenza ai minori che resta di massima gravità, anche guardando ai dati dell’ultimo periodo.

“Bisogna fare molto di più – ha detto il prefetto Laura Lega -. È necessario provvedere non solo in termini di prevenzione e repressione, ma anche di accompagnamento delle vittime. In parallelo anche sul tema della violenza ai minori abbiamo aperto un tavolo di lavoro concreto, abbiamo stipulato peraltro, nei giorni scorsi, un protocollo di intesa che punta a coordinare meglio quello che si fa, perché spesso e volentieri c’è bisogno anche di riuscire a fluidificare il meccanismo, di rendere la risposta complessiva più efficace.”

“Questa è l’azione che vogliamo fare – ha concluso Lega -. Azioni di coordinamento saranno sempre più necessarie. Occorre però qualcosa di più. Occorre immaginare che anche la società civile, tutti noi come cittadini si riesca a intercettare, essere accanto alle persone che sono in difficoltà”.

Come sostiene Cristina Giachi: “I dati sono quelli che preoccupano un po’ tutto il paese. la situazione non accenna a flettere. Adesso siamo in una fase in cui vorremmo constatare una decrescita di questi fenomeni, ma il dato resta lo stesso. C’è ancora molto da fare, perchè teniamo sempre troppo scollegato il tema delle tutele legali e dell’accoglienza con il tema di costruire una clutura nel paese che ripudi questo genere di violenze.”

“Oggi avremo in audizione in Commissione di inchiesta sul femminicidio e violenza di genere il sottosegretario Spadafora. È un peccato che abbia annullato la scorsa settimana la conferenza stampa, dove doveva presentare qualche dato. Siamo preoccupati per lo stop sostanziale al piano antiviolenza varato dal precedente governo, i cui soldi sono ancora bloccati, non sono ancora stati distribuiti alle Regioni, e dalle Regioni potranno essere spesi, quindi, sostanzialmente nel 2020. Sono soldi stanziati nel 2018”. Ha detto il senatore e presidente della Commissione d’inchiesta sul femminicidio Valeria Valente.

“Su questo – ha continuato – esprimo preoccupazione, continueremo a sollecitare affinché la risposta arrivi quanto prima, mentre sugli orfani di femminicidio il problema non sono le risorse, quelle sono state stanziate dal precedente governo, manca purtroppo il regolamento di attuazione. Rispetto a emergenze di questo tipo credo che forse dovremmo abbandonare un po’ la speculazione interna alla maggioranza e provare a fare tutti quanti la nostra parte, al di là di schieramenti e appartenenze. Questo ci chiedono le donne rimaste ogni giorno vittime e questo ci chiedono in particolare i tanti bambini rimasti soli”.

Raffaele Cannizzaro, commissario per il coordinamento delle iniziative di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso e dei reati intenzionali violenti ha sottolineato l’importanza degli interventi riguardanti “la formazione, l’avviamento al lavoro e a sostegno delle famiglie affidatarie”. Marilena Rizzo, presidente del tribunale di Firenze, ha affermato che si tratta “di un problema complesso che ha bisogno di soluzioni complesse”.

Il vicepresidente della Regione Toscana Monica Barni ha parlato del problema fondi, ancora bloccati: “Stiamo chiedendo a gran voce – ha detto – questi fondi. Purtroppo sono risorse che vengono erogate sempre con grande ritardo”. In Toscana i fondi “ammontano intorno al milione di euro”.

L’assessore regionale alla Sanità Stefania Saccardi ha sottolineato gli sforzi della Regione sul tema della violenza contro le donne: “Quello sulla violenza sulle donne – ha spiegato – è un tema rispetto al quale non dobbiamo mai abbassare la guardia. Credo che in questa regione si siano fatti molti passi avanti, a partire dal codice rosa”.

Il vicesindaco del Comune di Firenze Cristina Giachi ha precisato che “in questi anni le istituzioni si sono molto attivate ma c’è ancora molto lavoro da fare perché purtroppo teniamo sempre scollegato il tema delle tutele legali e dell’accoglienza di chi è in difficoltà con il tema del costruire una cultura nel paese che ripudi questi fenomeni”

Sentiamo il prefetto di Firenze Laura Lega e la vicesindaca Cristina Giachi nell’interviste di Lorenzo Braccini.

 

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Sanità: Regione Toscana finanzierà 132 nuovi contratti formazione specialistica

Sanità: Regione Toscana finanzierà 132 nuovi contratti formazione specialistica

Nuove borse per specializzandi in medicina e chirurgia a favore delle Università di Firenze, Pisa e Siena, con un impegno economico complessivo di oltre 16 milioni di euro. Questi  132 nuovi posti, finanziati dalla Regione Toscana, si aggiungono a quelli assegnati ogni anno ad ogni scuola dal ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca .

Secondo quanto stabilito dalla delibera della Giunta regionale, l’accesso ai contratti è riservato agli iscritti agli Ordini dei medici della Toscana, e chi ne usufruirà dovrà prestare la propria attività lavorativa per almeno 5 anni nelle strutture e negli enti del Servizio sanitario regionale toscano. “Non facciamo passi indietro, scommettiamo sul servizio sanitario pubblico, sulla sua tenuta”, spiega il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, illustrando la delibera alla stampa col vicepresidente della Regione Monica Barni, l’assessore alla salute Stefania Saccardi, i rettori degli atenei Luigi Dei (Firenze) e Francesco Frati (Siena), il presidente della Scuola di Medicina di Pisa Mario Petrini, la presidente dell’Ordine dei medici di Firenze Teresita Mazzei.

“Dai tempi del governo Monti – ha lamentato Rossi – si è cominciato a tagliare le borse universitarie”, e in seguito “i tagli si sono susseguiti senza che si facesse la debita programmazione fra Miur e ministero della Sanità, mettendo in uno stato di prostrazione il Servizio sanitario nazionale. E’ doloroso il fatto che abbiamo molti giovani che sarebbero disponibili a entrare nelle scuole di specializzazione, e che l’offerta di borse di studio – conclude il gove3rnatore – sia assolutamente inadeguata”.

I contratti che quest’anno Miur ha assegnato alle Università toscane sono passati dai 486 a 672 in dodici mesi, con un incremento che sfiora il 40%. Con i 132 contratti finanziati dalla Regione, i posti complessivi messi a disposizione dagli atenei toscani sono 804.
L’anno scorso la Regione aveva finanziato 61 contratti. La Toscana risulta essere la Regione che ha finanziato il maggior numero di contratti: la Lombardia ne ha attivati 85, il Veneto 90, l’Emilia Romagna 100.

“La Regione e le Università toscane – si legge in una nota della Regione diffusa oggi – firmeranno a breve un accordo nell’ambito della rete formativa regionale, per sviluppare sinergie che valorizzino ulteriormente il processo formativo curriculare post-laurea in ambito medico e consentano di rispondere alle attuali criticità nel reclutamento di competenze mediche specialistiche”.

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Sanità: Regione Toscana finanzierà 132 nuovi contratti formazione specialistica

Sanità: Regione Toscana finanzierà 132 nuovi contratti formazione specialistica

Nuove borse per specializzandi in medicina e chirurgia a favore delle Università di Firenze, Pisa e Siena, con un impegno economico complessivo di oltre 16 milioni di euro. Questi  132 nuovi posti, finanziati dalla Regione Toscana, si aggiungono a quelli assegnati ogni anno ad ogni scuola dal ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca .

Secondo quanto stabilito dalla delibera della Giunta regionale, l’accesso ai contratti è riservato agli iscritti agli Ordini dei medici della Toscana, e chi ne usufruirà dovrà prestare la propria attività lavorativa per almeno 5 anni nelle strutture e negli enti del Servizio sanitario regionale toscano. “Non facciamo passi indietro, scommettiamo sul servizio sanitario pubblico, sulla sua tenuta”, spiega il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, illustrando la delibera alla stampa col vicepresidente della Regione Monica Barni, l’assessore alla salute Stefania Saccardi, i rettori degli atenei Luigi Dei (Firenze) e Francesco Frati (Siena), il presidente della Scuola di Medicina di Pisa Mario Petrini, la presidente dell’Ordine dei medici di Firenze Teresita Mazzei.

“Dai tempi del governo Monti – ha lamentato Rossi – si è cominciato a tagliare le borse universitarie”, e in seguito “i tagli si sono susseguiti senza che si facesse la debita programmazione fra Miur e ministero della Sanità, mettendo in uno stato di prostrazione il Servizio sanitario nazionale. E’ doloroso il fatto che abbiamo molti giovani che sarebbero disponibili a entrare nelle scuole di specializzazione, e che l’offerta di borse di studio – conclude il gove3rnatore – sia assolutamente inadeguata”.

I contratti che quest’anno Miur ha assegnato alle Università toscane sono passati dai 486 a 672 in dodici mesi, con un incremento che sfiora il 40%. Con i 132 contratti finanziati dalla Regione, i posti complessivi messi a disposizione dagli atenei toscani sono 804.
L’anno scorso la Regione aveva finanziato 61 contratti. La Toscana risulta essere la Regione che ha finanziato il maggior numero di contratti: la Lombardia ne ha attivati 85, il Veneto 90, l’Emilia Romagna 100.

“La Regione e le Università toscane – si legge in una nota della Regione diffusa oggi – firmeranno a breve un accordo nell’ambito della rete formativa regionale, per sviluppare sinergie che valorizzino ulteriormente il processo formativo curriculare post-laurea in ambito medico e consentano di rispondere alle attuali criticità nel reclutamento di competenze mediche specialistiche”.

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Toscana Pride, sfilano in Ventimila a Pisa

Toscana Pride, sfilano in Ventimila a Pisa

Pisa, è partito il Toscana Pride, il corteo per i diritti LGBTIQ al quale, secondo gli organizzatori e le forze dell’ordine, partecipano 15-20mila persone, la sfilata arriva a Pisa 40 anni dalla prima manifestazione di rivendicazione che si svolse proprio nella città della Torre pendente.

Alla testa del Pride, lo striscione con lo slogan della marcia ‘Favolose ribelli’ e il gonfalone della Regione Toscana, con la vicepresidente Monica Barni.

A seguire anche tanti altri gonfaloni e rappresentanti degli enti locali toscani che hanno dato la propria adesione: dal sindaco di Livorno Luca Salvetti, al presidente della Provincia di Pisa Massimiliano Angori e tanti altri Comuni grandi e piccoli della Toscana.

Non ci sono invece rappresentanti del Comune di Pisa che ha preferito sfilarsi, né dei partiti di centrodestra che governano la città.

In corteo invece ci molti esponenti delle opposizioni con in testa i consiglieri comunali Pd insieme all’ex ministro della Pubblica istruzione Valeria Fedeli e la deputata Monica Cirinnà.

https://www.toscanapride.eu/

Il Comunicato del Comitato Toscana Pride:
“Oggi a Pisa eravamo 20mila. Sapevamo già che saremmo volati molto oltre i numeri delle precedenti edizioni e molto vicini ai risultati del primo Toscana Pride nel capoluogo della Regione, ma non ci aspettavamo una partecipazione fuori regione così ampia. Abbiamo scritto una pagina di Storia di questa città e della nostra Toscana. Grazie a tutte le “Favolose Ribelli” che scendendo in piazza hanno occupato uno spazio pubblico e politico, dando una risposta colorata e pacifica a chi ci descrive come una minaccia all’ordine pubblico e al pubblico decoro, a chi ci vorrebbe silenti e conformi. Si viene al Pride per portare avanti il sogno di libertà di Sylvia, Marsha e di tutte le altre ragazze di Stonewall e per rivendicare diritti e tutele per tutte e tutti. Stonewall e Pisa ’79 ci hanno insegnato che la rivolta continua, che la resistenza è quotidiana e passa dalle nostre vite, che la favolosità è una pratica politica a cui non possiamo e non vogliamo rinunciare, perché è rifiuto del patriarcato, del conformismo e del binarismo. La marcia di oggi ha confermato che c’è una parte del mondo che non si arrende all’odio, che non si rassegna alle ingiustizie, che vuole restare umana e combatterà i fascismi, il razzismo, il sessismo e l’abilismo portando i propri corpi ovunque sarà necessario, in nome di una resistenza che ha radici solide ed antichissime”.
Coloratissima e festosa la Pisa Arcobaleno che ha ospitato il Toscana Pride, ha risposto in massa all’appello del Comitato organizzatore. Per le strade della città, tanti pisani, tantissimi studenti e anche tanti turisti. Alla testa del Corteo, a tenere lo striscione del Comitato organizzatore, c’erano anche Porpora Marcasciano attivista transfemminista e presidente onoraria del MIT-Movimento Identità Trans e Andrea Pini, attivista del Collettivo Orfeo che coordinò l’organizzazione del corteo del 24 novembre 1979 a Pisa. Con loro, i rappresentanti delle 90 istituzioni che hanno dato il patrocinio alla manifestazione, molti dei quali con fascia tricolore e gonfalone. Tra le personalità in parata c’era la senatrice Monica Cirinnà. Un’invasione gaia scandita dal ritmo della Zastava Orkestar. e caratterizzata dalla presenza di 12 carri musicali animati, insieme all’immancabile trenino delle famiglie arcobaleno e alla rappresentativa di AGEDO, l’associazione dei genitori e amici degli omosessuali che è salita sul palco. Genitori e figli mano nella mano, hanno lanciato un messaggio di visibilità ed amore, commuovendo tutte le persone presenti. Sono 235 le realtà che hanno aderito al Toscana Pride, tra loro, molte conferme come ARCI, CGIL, UISP e ANPAS. Più di 50 gli esercenti – tra albergatori e commercianti – hanno aderito al Toscana Pride, sostenendo la manifestazione con vetrine rainbow e convenzioni. 

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Toscana Pride: anche vicepresidente Barni in corteo domani a Pisa

Toscana Pride: anche vicepresidente Barni in corteo domani a Pisa

Dopo il patrocinio della manifestazione arriva la partecipazione diretta della Regione al Toscana Pride, con il vicepresidente della Giunta e assessore alla cultura Monica Barni che domani sfilerà a Pisa. Per Barni è “una presenza doverosa”.

“La Regione – siega l’assessora – è da sempre impegnata a tenere alta l’attenzione sui diritti delle persone a prescindere dal loro orientamento sessuale. Contrastiamo con politiche attive omofobia e discriminazioni di genere con interventi di educazione alla diversità e partecipando e animando Ready, la Rete nazionale delle pubbliche amministrazioni anti discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere. Domani – continua Monica Barni – sarò quindi a Pisa e sarò orgogliosa di sfilare in mezzo alle tante persone protagoniste di questa battaglia di civiltà”.

L’appuntamento a Pisa con il già citato Toscana Pride partirà alle 16 da via Benedetto Croce. Ma questo weekend dell’Onda Pride, la mobilitazione dell’orgoglio organizzata da Arcigay e dalle altre associazioni del movimento Lgbti, si svolgerà in altre 3 città italiane.  A Monza si terrà Brianza Pride, con appuntamento fissato alle 15 in piazza Castello; l’Asti Pride partirà invece alle 16 da piazza Campo del Palio; infine, il Sardegna Pride sfilerà quest’anno a Cagliari, con partenza fissata alle 17 in piazza Michelangelo.

“Di ritorno dalla mastodontica manifestazione del World Pride di New York – commenta Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay – ci immergiamo carichi di orgoglio in questa nuova tappa dell’Onda Pride. E il nostro orgoglio è l’antidoto migliore per superare gli ostacoli che queste manifestazioni hanno incontrato sul loro cammino, fatti di stigmatizzazioni da parte delle istituzioni o di stop burocratici, fortunatamente superati. A Pisa e a Monza i Pride sfileranno senza i patrocini delle amministrazioni comunali, ad Asti risponderemo con la nostra festosa rivoluzione agli strali di un assessore che ci dipinge come violenti. E a Cagliari, infine, il Tar ha bloccato la pretesa del Comune di tassare la manifestazione per migliaia di euro. Insomma, nonostante tutto e tutti, la nostra marea arcobaleno domani riempirà le strade di quattro città, dimostrandosi – afferma orgoglioso Gabriele Piazzoni in conclusione – una pratica di battaglia che da oltre 50 anni, da quella notte allo Stonewall Inn, riesce a ribaltare i rapporti di forza tra oppressori e oppressi”.

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