Mps: chiesti 8 anni e 4 mln multa per Mussari e Vigni

Mps: chiesti 8 anni e 4 mln multa per Mussari e Vigni

Chiesta anche  la confisca di 444,8 milioni per Nomura e di 440,9 milioni per Deutsche Bank AG, i due istituti di credito imputati in qualità di enti.

La condanna degli ex vertici di Mps Giuseppe Mussari, Antonio Vigni e Gianluca Baldassarri rispettivamente a 8 anni e 4 milioni di multa per i primi due e e a 6 anni e 1.5 milioni di multa per il terzo è stata chiesta oggi dai pm di Milano nel processo a 16 imputati con al centro le operazioni Santorini e Alexandria, Fresh e Chianti Classico.
Chiesta anche la condanna di Nomura e di Deutsche Bank AG.
Chiesta l’assoluzione di due manager della banca tedesca e della sua filiale londinese.

La Procura di Milano nell’ambito del processo sul caso Mps a carico degli ex vertici della banca ha chiesto anche  la confisca di 444,8 milioni per Nomura e di 440,9 milioni per Deutsche Bank AG, i due istituti di credito imputati in qualità di enti. Il pm Giordano Baggio ha chiesto anche al tribunale la condanna a 1,8 milioni di multa per ciascuna delle due banche.

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Mps, Tesoro respinge causa ad ex e nuovi vertici

Mps, Tesoro respinge causa ad ex e nuovi vertici

In Piazza Affari risale dai minimi: +8,5%.

L’assemblea di Mps, con il voto decisivo del Tesoro, ha bocciato l’azione di responsabilità proposta contro gli ex vertici, Alessandro Profumo e Fabrizio Viola. Contro la proposta di Bluebell ha votato il 99,96% dei voti in assemblea, dove era presente il 70,5435% del capitale.

L’assemblea di Mps ha bocciato anche la seconda azione di responsabilità proposta da Bluebell, questa volta nei confronti dell’ad Marco Morelli, della presidente Stefania Bariatti e di altri tre consiglieri in carica. Contrario il 99,69% del capitale presente. Decisivo, anche in questo caso, l’orientamento del Tesoro, in assemblea con il 68,2% del capitale.

Tentativo di ripartenza in Borsa per Mps: il gruppo bancario senese ha chiuso la seduta di Borsa in aumento dell’8,5% a 1,35 euro, dopo essere anche passato in asta di volatilità. Il titolo durante la giornata dell’assemblea ha cercato così di rialzarsi dai minimi recenti, con il livello storico più basso che è stato toccato il 4 febbraio scorso a quota 1,19 euro.

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Mps, pm Milano: ‘Frode dietro ogni operazione finanziaria che ha portato al crac’

Mps, pm Milano: ‘Frode dietro ogni operazione finanziaria che ha portato al crac’

‘Fu data falsa rappresentazione realtà economica e patrimoniale’.

E’ la “frode”, la “falsa rappresentazione della realtà economica e patrimoniale” di Mps il filo conduttore che accomuna le quattro “complesse” operazioni di finanza strutturata note con i nomi Fresh, Chianti Classico, Santorini e Alexandria al centro della vicenda che ha portato al tracollo dell’istituto di credito di Siena dopo l’acquisizione di Antonveneta.

Sono le battute iniziali della requisitoria del pm di Milano Stefano Civardi che, con i colleghi Mauro Clerici e Giordano Baggio, rappresenta l’accusa nel processo in corso a Milano nel quale tra gli imputati figurano Giuseppe Mussari, Antonio Vigni e Gian Luca Baldassarri, rispettivamente ex presidente, ex dg ed ex responsabile Area Finanza di Rocca Salimbeni, alcuni ex manager e manager di Deutsche Bank e di Nomura e infine le stesse tre banche.

Il pm, prima di passare ad analizzare l’operazione Fresh, ha spiegato alla seconda sezione penale del Tribunale, davanti alla quale dal dicembre 2016 si sta celebrando il dibattimento, che le quattro operazioni “hanno tutte le stesse caratteristiche e punti in comune” e “derivano da una situazione di difficoltà per l’acquisizione di Antonveneta” a cui si aggiunge la “difficoltà strutturale del sistema bancario”.

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Siena, sindaco: ‘Azione contro ex vertici Mps, nessuna contro i nuovi’

Siena, sindaco: ‘Azione contro ex vertici Mps, nessuna contro i nuovi’

Il sindaco di Siena, Luigi De Mossi: “Distinguere responsabilità, apertura di credito a nuovo cda”.

Il sindaco di Siena, Luigi De Mossi, è favorevole all’azione di responsabilità nei confronti degli ex vertici, Fabrizio Viola e Alessandro Profumo, mentre è contrario ad un’analoga iniziativa nei confronti dell’attuale vertice. “Sono a favore di un’azione di responsabilità nei confronti della vecchia governance perché non è difficile gestire una banca facendo aumenti di capitale a ripetizione che non si capisce bene a cosa siano serviti”. Ma la “nuova governance” dell’attuale cda “va guardata per quello che sta facendo” ed è necessario che “ognuno si assuma le responsabilità che gli competono”.

“Questi signori , ha detto intervenendo per la prima volta all’assemblea di Mps – li valuteremo alla fine del loro mandato, valutando i bilanci, ma non con uno sguardo rivolto al passato. Non possiamo legare due gestioni diverse, ogni governance risponde del proprio operato”. “Bisogna iniziare a distinguere le responsabilità dei cda precedenti da quelli attuali e questo non significa né indulgenza né connivenza con l’attuale cda”. “Non dico che si veda la luce in fondo al tunnel ma una piccola fiammella c’è. Ecco, allora un’apertura di credito la dobbiamo fare, moderata, da senesi, sempre molti critici e sempre molto attenti”.

“Il 2018 ha dato un bilancio in un certo modo, valuterete voi se buono o cattivo, io ho visto un segno più” ha detto De Mossi, riconoscendo che “il 2019 non sarà così”. A questo cda “se davvero vuole segnare un segno di discontinuità” il sindaco “chiede la permanenza della direzione generale a Siena, il mantenimento degli attuali livelli occupazionali, perché un conto è ristrutturare la banca per il futuro sapendo già quanti posti perderemo, un conto è tutelare quelli che già ci lavorano, che è un altro profilo necessario”. “Ancora” occorre preservare “il legame con il territorio che è fondamentale con la banca”. “Il legame con il territorio non potrà essere più solo un legame di sportello ma sulla sostenibilità, la solidarietà, l’arte e la cultura. In questo chiedo al cda di aprirsi con la città, di essere presente, di vivere la città anche in un altro modo”.

“Bisogna riconvertire questa città ma la banca deve fare il suo ruolo, utilizzare la sostenibilità, le proprie risorse per accompagnare questa città in altre professionalità senza rinunciare a quelle necessarie per il settore bancario”.

Intanto Mps corre a Piazza Affari. Il titolo è ‘congelato’ per eccesso di rialzo in asta di volatilità con un rialzo teorico del 5%.

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Mps, morte Rossi. Un ‘madonnaro’ lo ritrae davanti a banca

Mps, morte Rossi. Un ‘madonnaro’ lo ritrae davanti a banca

A sei anni dalla morte famiglia chiede ‘verità per David’.

Una tela realizzata da un ‘madonnaro’ raffigurante David Rossi, l’ex capo comunicazione di Banca Mps morto il 6 marzo 2013, è stata realizzata oggi a Siena a pochi metri di distanza da Rocca Salimbeni, la sede storica dell’ istituto senese dove Rossi lavorava e dalla quale precipitò la sera di 6 anni fa. L’anniversario della morte ha indotto la madre dell’ex capo comunicazione di Mps a commissionare l’opera all’artista di strada. Nella tela, oltre alla riproduzione di una fotografia di Rossi, è riportata la frase ‘Verità per David’ e la data del decesso, mentre il fratello Ranieri Rossi annuncia in un’intervista al Corriere di Siena, che i suoi legali hanno nuovi elementi che potrebbero far riaprire un’altra inchiesta.

La madre (che oggi ha acquistato una pagina pubblicitaria sul quotidiano dove è stata pubblicata la stessa foto data al ‘madonnaro’) e i familiari di Rossi, infatti, proseguono nella loro battaglia legale contro le due archiviazioni per suicidio disposte dal tribunale di Siena sui fascicoli d’indagine aperti in questi anni sul decesso dell’ex capo comunicazione di Mps. Nello speciale pubblicato su il Corriere di Siena, il fratello Ranieri spiega che i suoi legali stanno lavorando “sugli hard disk del suo computer”. Nelle stesse colonne il procuratore capo del tribunale di Siena Salvatore Vitello conferma che c’è un fascicolo d’indagine aperto, modello 45, cioè registro degli atti che non costituiscono notizie di reato “ma che possono portare, dopo la verifica – sottolinea Vitello -, a configurare atti nuovi o anche reati e quindi dare spazio a nuovi procedimenti”.

Il procuratore, spiega poi, che la procura ha ricevuto dichiarazioni “da parte di una persona riguardanti fatti ad ampio spettro che possono incrociarsi con la vicenda di David Rossi”, conclude Vitello.

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