Mps, Morte Rossi; anche gip Malvasi querela Iene

Mps, Morte Rossi; anche gip Malvasi querela Iene

Roberta Malvasi ha denunciato la trasmissione “Le Iene” per i servizi sulla morte di David Rossi. Dopo la messa in onda del servizio, sia la procura di Genova, sia i pm di Siena avevano aperto dei fascicoli su Pierluigi Piccini, a causa delle sue dichiarazioni alla trasmissione.

Anche il gip di Siena Roberta Malvasi ha denunciato la trasmissione Le Iene per i servizi andati in onda sulla vicenda della morte dell’ex capo della comunicazione di Mps David Rossi, avvenuta a marzo 2013 dopo essere precipitato da una finestra di Rocca Salimbeni. La querela e’ stata trasmessa a Genova per competenza territoriale e se ne occupano il procuratore aggiunto Vittorio Ranieri Miniati e il sostituto Cristina Camaiori.

La procura di Genova aveva aperto un fascicolo per abuso d’ufficio a carico di ignoti dopo l’intervista rilasciata a Le Iene dall’ex sindaco senese Pierluigi Piccini che aveva detto di aver saputo di ‘festini’ ai quali avrebbero partecipato importanti personaggi della magistratura e della politica e che forse l’inchiesta sulla morte di Rossi era stata ‘affossata’ per questo.

Dopo la trasmissione di Mediaset, i pm senesi avevano presentato querela per diffamazione dopo le dichiarazioni di Piccini: per questo fascicolo a breve dovrebbe arrivare una svolta con l’iscrizione nel registro dei primi indagati. Sempre nel capoluogo ligure e’ aperta l’inchiesta sulla lettera di minacce, accompagnata da un proiettile, indirizzata al pm senese Aldo Natalini che si era occupato anche della vicenda Mps. L’ipotesi di reato è tentata minaccia grave.

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Mps, morte Rossi: consulente famiglia vuole essere sentito da pm

Mps, morte Rossi: consulente famiglia vuole essere sentito da pm

Luca Scarsella ha chiesto ai magistrati genovesi di essere interrogato per parlare di manomissioni ai video sulla morte dell’ex capo comunciazione della banca senese

Il consulente della famiglia di David Rossi, l’ex capo comunicazione di Mps morto a marzo 2013 dopo essere precipitato da una finestra di Rocca Salimbeni, ha chiesto di essere interrogato dai magistrati genovesi.

Luca Scarsella, ingegnere, ha presentato un esposto in cui illustra una serie di manomissioni e alterazioni al video delle telecamere di sorveglianza che riprendevano il momento della caduta e la successiva agonia di Rossi. Delle alterazioni, il consulente aveva parlato anche con la trasmissione televisiva Le Iene. Ma oggi, secondo il Secolo XIX, l’ingegnere chiede ai pm di Genova di rivedere quel video e le analisi da lui effettuate con le alterazioni.

Il procuratore aggiunto Vittorio Ranieri Miniati e il sostituto Cristina Camaiori seguono l’inchiesta aperta nel capoluogo ligure sule presunte omissioni dei colleghi senesi che indagarono sulla morte dell’allora capo comunicazione. La morte venne definita un suicidio, ma i familiari non hanno mai creduto a questa ipotesi. La procura di Genova aveva aperto un fascicolo per abuso d’ufficio a carico di ignoti dopo l’intervista rilasciata a Le Iene dall’ex sindaco senese Pierluigi Piccini che, nell’intervista, aveva detto di aver saputo di ‘festini’ ai quali avrebbero partecipato importanti personaggi della magistratura e della politica e che forse l’inchiesta sulla morte di Rossi era stata ‘affossata’ per questo.

A Siena, intanto, i magistrati hanno effettuato un sopralluogo nella zona della sede di Mps, nell’ambito del fascicolo di accertamenti preliminari relativo alla morte di Rossi, per cercare fori di proiettile. A parlare di colpi di pistola era stato Antonio Muto, un testimone sentito dal legale della famiglia Luca Goracci. Dopo la trasmissione di Mediaset, i pm senesi avevano presentato querela per diffamazione dopo le dichiarazioni di Piccini. Sempre nel capoluogo ligure e’ aperta l’inchiesta sulla lettera di minacce, accompagnata da un proiettile, indirizzata al pm senese Aldo Natalini che si era occupato anche della vicenda Mps. L’ipotesi di reato è tentata minaccia grave.

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Stefania Bariatti, un’esperta di diritto internazionale per presidenza Mps

Stefania Bariatti, un’esperta di diritto internazionale per presidenza Mps

Il ministero dell’Economia propone Stefania Bariatti alla presidenza di Mps e Antonino Turicchi alla vicepresidenza. Intanto i  piccoli azionisti di Mps e il Codacons chiedono allo Stato di valutare con la massima attenzione la designazione del nuovo presidente di Montepaschi: “se si dovessero profilare ipotesi di conflitti di interesse verranno impugnata dall’associazione dinanzi al Tar”.

L’assemblea di Mps ha eletto Stefania Bariatti alla presidenza di Mps. Ha votato sì il 75,43% del capitale. Un’esperta di diritto internazionale alla presidenza della nuova Mps, Stefania Bariatti, 61 anni, eletta oggi alla presidenza della banca più antica del mondo, si è laureata in giurisprudenza nel 1979 alla Statale di Milano. E da allora ha fatto del diritto il fulcro della sua vita professionale, fino ad arrivare a un passo dall’elezione a giudice costituzionale, nel 2014, quando la sua candidatura, proposta da Forza Italia e sostenuta anche dal Pd, non riuscì a raggiungere i 570 voti necessari all’elezione, a causa del veto dei Cinque Stelle.

Dopo la laurea Bariatti si dedica alla carriera accademica che la porta, nel 2002, a insegnare diritto internazionale alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Milano in qualità di professoressa ordinaria e a diventare prima senior associate, poi socio e infine consulente di uno degli studi di avvocati d’affari più noti in Italia. Dal 2013 diventa consigliere di amministrazione di Astm e presidente di Sias, le holding autostradali del gruppo di Beniamino Gavio.

Autrice di oltre 120 pubblicazioni su riviste giuridiche ha svolto incarichi consultivi a favore del Parlamento e della Commissione Europea, da ultimo in relazione alla riforma del regolamento europeo sulle procedure di insolvenza, oltre ad aver rappresentato il governo italiano in conferenze internazionali e nei lavori relativi ad alcune convenzioni internazionali.

Gli azionisti Mps hanno diffuso una nota tramite Codacons in cui hanno esortato il ministero dell’economia ad agire con consapevolezza: “”Prima di indicare il nome di un esponente di un mega studio legale privato – viene spiegato, riferendosi allo studio per cui lavora Bariatti – il Tesoro deve accertare se lo stesso studio legale abbia in essere vertenze contro banche concorrenti e loro clienti, o contro lo stesso Mps”.

Il ministero propone che il cda sia composto da 14 componenti (finora erano 13) e che ci sia un solo vicepresidente. Per quel che riguarda i compensi la proposta del Tesoro è: 65 mila euro per i componenti del cda e per i sindaci revisori, 80 mila euro per il presidente del collegio dei sindaci revisori e 90 mila euro per il presidente della banca. Fra le modifiche allo Statuto approvate oggi, anche quella che porta a 15 il numero massimo dei componenti del cda, contro i 17 previsti finora.

 

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Mps: Morelli, “recupero sarà lento come guerra ’15-’18”

Mps: Morelli, “recupero sarà lento come guerra ’15-’18”

“Oggi l’integrità della banca e i posti di lavoro sono stati mantenuti, chi esce lo fa con l’accesso ai fondi esuberi” ha rivendicato l’ad Marco Morelli a proposito del percorso di recupero della banca.

“Il percorso di recupero dei ricavi e della redditività durerà tantissimo tempo. E’ come la guerra 15-18, si sposta il sacco pochi metri in avanti e poi magari si torna indietro. Le cose non cambiano in due mesi  se qualcuno crede che il recupero della banca” sia veloce, che “nel giro di pochi mesi riesce ad arrivare alla posizione o a ripristinare la posizione di anni fa sbaglia” lo ha detto, stamattina in occasione dell’assemblea del cda di Mps  Marco Morelli.

Morelli è stato poi polemico per come il lavoro di ristabilizzazione della banca venga accolto: “Siamo in cordata per raggiungere gli 8 mila. Ogni tanto qualcuno ci spara un razzo, qualcuno ci dice di non usare il piccone, qualcuno ci dice di scalare a mani nude, altri ci chiedono dove andiamo, altri che ce la faremo. C’è la sensazione di questa gente che sta a guardare questa lunga cordata che, fra mille difficoltà, cerca di arrivare in vetta”.

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Mps: morte Rossi; sentito a Genova imprenditore Degortes

Mps: morte Rossi; sentito a Genova imprenditore Degortes

“La storia dei festini è falsa. Rossi si suicidò”.

“La storia dei festini e della cocaina è tutta una invenzione. Anzi, io sono stato danneggiato, perche’ adesso a Siena pensano tutti che sia stato io tra gli organizzatori di queste feste”. E’ quanto ha detto Antonio Degortes, imprenditore e figlio di Andrea, il fantino Aceto, interrogato oggi dal procuratore aggiunto Vittorio Ranieri Miniati e dal sostituto Cristina Camaiori nell’ambito dell’inchiesta sui colleghi di Siena che si occuparono della morte di David Rossi, l’allora capo della comunicazione di Mps.

“Rossi si è suicidato – ha detto Degortes davanti ai pm – perchè in quel periodo era davvero sotto pressione. Era molto agitato per tutta la vicenda giudiziaria sulla banca”.

La procura di Genova ha aperto un fascicolo per abuso d’ufficio, a carico di ignoti, dopo l’intervista rilasciata a Le Iene dall’ex sindaco senese Pierluigi Piccini. Rossi precipitò da una finestra di Rocca Salimbeni, sede dell’istituto bancario il 6 marzo 2013. La morte venne definita un suicidio, ma i familiari non hanno mai creduto a questa ipotesi.

Piccini, nell’intervista, aveva detto di aver saputo di ‘festini’ ai quali avrebbero partecipato importanti personaggi della magistratura e della politica e che forse l’inchiesta sulla morte di Rossi era stata ‘abbuiata’ per questo. All’indomani della trasmissione di Mediaset, i pm senesi avevano presentato una querela per diffamazione, dopo le dichiarazioni di Piccini. I magistrati genovesi hanno aperto un fascicolo, al momento a carico di ignoti, ma nei prossimi giorni potrebbero essere iscritti i primi indagati.

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