Cariche della polizia alla Manifestazione contro Salvini

Cariche della polizia alla Manifestazione contro Salvini

🔈Firenze, circa 3000 persone in piazza della Repubblica per protestare contro la presenza del vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini, che ha tenuto un comizio in piazza Strozzi.

La manifestazione contro l’arrivo di Salvini, era stata organizzata in origine da alcune sigle dei collettivi di sinistra anche se poi si sono viste alcune bandiere di Potere al Popolo, di altre sigle della sinistra, tante bandiere della pace, ma alla quale sono intervenuti tanti cittadini che hanno voluto manifestare il profondo dissenso per la presenza del leader della Lega a Firenze.

Già molto prima che Salvini arrivasse sul palco in piazza Strozzi, dove c’erano non più di un paio di centinaia di persone, la testa del corteo cercava di sfondare il cordone della polizia, sotto l’arco che da piazza della Repubblica porta in via Strozzi, ad un centinaio di metri dal palco della Lega, decisa la reazione della polizia che non esitava a partire con una serie di cariche cosiddette di alleggerimento, almeno una mezza dozzina, al termine delle quali si registrava qualche poliziotto contuso così come restava qualche contuso anche tra i manifestanti.

La manifestazione in piazza Repubblica è durata alcune ore, dando il tempo ad esponenti politici e telegiornali nazionali di commentare mentre era ancora in corso, anche il sindaco Dario Nardella, sui social, mentre saliva la tensione, initava i manifestanti a mantenere la calma, ed a “un dissenso non violento”.

In realtĂ  per la stragrande maggioranza la manifestazione era pacifica e molti manifestanti, portavano cartelli e striscioni anche ironici con alcuni che sono arrivati in piazza con la maschera di Zorro sul volto.

Naturalmente i commenti sugli scontri sono arrivati anche da Salvini che in piazza Strozzi è rimasto a lungo per farsi i selfie: “Non è normale che ci siano contestatori di professione che fanno a botte con polizia e carabinieri – ha tuonato dal palco il vicepremier – sono figli di papà profumati col portafoglio pieno, non vivono la realtà”, ha aggiunto annunciando un inasprimento delle pene per chi aggredisce le forze dell’ordine.

Gimmy Tranquillo ha raccolto le voci della piazza:

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Canapisa senza Parade e presidio Lega, in contemporanea

Canapisa senza Parade e presidio Lega, in contemporanea

Pisa, sabato pomeriggio è rimasto letteralmente paralizzato gran parte del centro cittadino di Pisa, per la concomitanza di due manifestazioni contrapposte a poche centinaia di metri l’una dall’altra.

Da una parte gli antiproibizionisti di Canapisa, che per la prima volta in 19 edizioni hanno dovuto rinunciare alla street parade che è stata vietata dal sindaco leghista della città, dall’altra il presidio promosso da Lega e centrodestra per dire no alla manifestazione antiproibizionista.

La separazione tra le due antitetiche manifestazioni è stata garantita da un imponente servizio d’ordine, ed entrambi gli eventi si sono svolti in maniera pacifica.

I due presidi sono iniziati alle 16:00, a Canapisa avrebbero partecipato, secondo le agenzie di stampa, circa 800 persone che hanno animato il presidio antiproibizionista con musica, canti e interventi, mentre al presidio del centrodestra, le stesse agenzie, stimano una partecipazione di 200 persone.

Presente al presidio antiproibizionista anche la giornalista e blogger Selvaggia Lucarelli: “Sono qui a titolo personale perché ritengo sacrosanto e inviolabile il diritto a protestare e a manifestare. E se il sindaco non vuole è perché in realtà non è in grado di assicurare il decoro della città che amministra. Il corteo dove essere autorizzato e lui aveva il dovere di assicurare a tutti i pisani decoro e sicurezza. Perché se non è in grado di garantire la sicurezza di un corteo figuriamoci se è in grado di farlo per un’intera città”.

Mentre dal palco del centrodestra, il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, di Forza Italia, ha ribadito il suo “no a qualunque liberalizzazione di droghe leggere” e che oggi “a Pisa non è stato impedito di manifestare a nessuno, anzi è stata fatta una scelta di ordine pubblico legittima”. Ai manifestanti del centrodestra il sindaco di Pisa Michele Conti ha ricordato “l’impegno della Giunta di liberare la città da un corteo che l’ha violentata per 18 anni diffondendo solo degrado”.

La decisione di vietare la street parade, aveva destato non poche polemiche, anche perchè era stata formalizzata pochi giorni prima della manifestazione come si legge in un comunicato del ‘Osservatorio Antipribizionista-Canapisa: “In data 14 maggio 2019 ci è stato comunicato che non ci sarà permesso di svolgere l’annuale corteo antiproibizionista canapisa Street parade, e che l’unica forma che ci sarà consentita per manifestare le nostre idee sarà un presidio stanziale in piazza della stazione (e questo nonostante avessimo accettato il percorso che ci era stato proposto dalla questura lunedì 13 maggio, che prevedeva un corteo che partiva dalla Stazione e che sarebbe terminato prima del cavalcavia antistante il quartiere di Sant’Ermete”.

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Canapisa: prefettura vieta corteo, autorizzato solo un presidio

Canapisa: prefettura vieta corteo, autorizzato solo un presidio

Manifestazione a rischio: “a questo punto decideremo cosa fare”, dicono gli organizzatori.  Di fatto la prefettura dà ragione alla linea del comune e di Salvini.

Dopo 19 anni Canapisa, la manifestazione antiproibizionista che si tiene da 19 anni a questa parte, rischia di saltare. Di sicuro non sarà una non sarà una street parade: il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica di Pisa ha infatti deciso di  autorizzare solo un presidio fisso nella zona della stazione.

La manifestazione, sempre al centro di polemiche ma mai vietata, era finita nel mirino del sindaco Conti, dell’amministrazione di Centrodestra e dello stesso ministro degli interni Matteo Salvini. Che proprio durante il suo recente tour elettorale in Toscana, aveva attaccato duramente Canapisa. “Io sono assolutamente contrario alla festa della canna in programma a Pisa e anzi i pusher li voglio tutti in galera – aveva  affermato Salvini a margine dell’incontro in piazza a San Giuliano Terme – stiamo lavorando in vista di questa manifestazione e faremo tutto ciò che è legalmente possibile per evitare ai pisani lo scempio degli anni passati: mi fido di prefetto e questore”.

Il pressing ha dunque avuto l’effetto desiderato.

Contro Canapisa, due settimane fa, il centrodestra era sceso in piazza, dichiarandosi pronto anche ad una contromanifestazione. In prima fila il sindaco Michele Conti e ed il deputato Edoardo Ziello che aveva dichiarato: “Canapisa è il simbolo dello squallore e del degrado al quale dobbiamo opporci, e questo deve capirlo anche qualche funzionario del Ministero dell’Interno a livello locale”.

Al coro si era unita anche la luogotenente Salviniana e candidata in pectore alla carica di Governatrice in Toscana, la sindaca di Cascina Susanna Ceccardi. “Basta  con il Canapisa, che da anni raccoglie tutti gli spacciatori d’Italia e tutti i consumatori di droga a Pisa nel mese di maggio. È ora di chiudere con questo schifo a cielo aperto” aveva dichiarato

 

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“Meglio povera che fascista”: il messaggio di una fioraia di Empoli contro l’odio dilagante

“Meglio povera che fascista”: il messaggio di una fioraia di Empoli contro l’odio dilagante

Intervista con Linda che ha affisso il cartello alla porta del proprio negozio di Fiori.

“Meglio povera che fascista”: così recita il cartello che una fioraia di Empoli ha affisso fuori dal suo negozio. “Questo negozio non tollera il razzismo, il fascismo e chi soffre di xenofobia. qui si amano i colori, si amano i sogni. Si ama guardare lontano e oltre un mondo senza confini. Il bello della vita è la possibilità di scegliere. Empoli è antifascista e anche la fioraia, parecchio”. Prosegue la scritta

L’abbiamo intervistata

 

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Firenze, protesta ‘Non una di meno’ di fronte Consiglio Regionale

Firenze, protesta ‘Non una di meno’ di fronte Consiglio Regionale

Protesta contro l’attività delle associazioni ‘pro vita’ nei consultori, al centro di un’intesa tra la Regione e il Forum delle famiglie.

Manifestazione di protesta di alcune attiviste del movimento femminista “Non una di meno” sotto la sede del Consiglio regionale della Toscana, dove è in corso la seduta di aula, contro l’attività delle associazioni ‘pro vita’ nei consultori, al centro di un’intesa tra la Regione e il Forum delle famiglie.

Le manifestanti, con musica ad alto volume, hanno appeso uno striscione con scritto ‘Fuori pro vita dai nostri consultori. Sulle nostre vite decidiamo noi’. Alcune esponenti del gruppo hanno distribuito volantini all’interno del Consiglio regionale ma sono state invitate a uscire e volantinare all’esterno. Nella protesta inoltre l’associazione ‘Libere tutte’ ha annunciato di aver inviato una lettera, sottoscritta anche da altre realtà, al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi per chiedere il ritiro dell’accordo e le dimissioni dell’assessore regionale al diritto alla salute Stefania Saccardi.

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