Veglia in San Lorenzo per ricordare Niccolò

Veglia in San Lorenzo per ricordare Niccolò

Firenze (Basilica di San Lorenzo) – Serata di preghiera per Niccolò Ciatti, il giovane di Scandicci aggredito e ucciso in una discoteca di Lloret del Mar in Spagna.

La serata di raccoglimento è stata promossa dagli operatori del mercato dove il giovane lavorava in un banco di frutta dello zio.

Intanto sul fronte dell’iter processuale arriva per la famiglia della vittima una vera e propria doccia fredda. Si apprende infatti la notizia di un ricorso presentato dall’avvocato dell’imputato, Rassoul Bissoultanov, per decidere sulla sussistenza delle esigenze cautelari a carico del ceceno residente a Strasburgo, autore del calcio considerato fatale per il 22enne fiorentino. L’udienza dovrebbe tenersi nei prossimi giorni a Girona.

Anche la magistratura italiana sta svolgendo una propria indagine “parallela” rispetto a quella dei colleghi catalani.

Nel frattempo, prosegue anche la raccolta firme per sensibilizzare il governo italiano  a “non dimenticarsi” di Niccolò, anche con una presenza istituzionale ai processi in Spagna.

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Omicidio Niccolò: sindaco Lloret scrive a collega Scandicci, ‘ci costituiremo parte civile’

Omicidio Niccolò: sindaco Lloret scrive a collega Scandicci, ‘ci costituiremo parte civile’

La cittadina catalana sarà parte civile contro i responsabili dell’omicidio di Niccolò Ciatti, il giovane toscano pestato a morte in una discoteca a Llioret de Mar.

Scambio di lettere tra il sindaco di Lloret de Mare, Jaume Dulsat i Rodriguez, la località
balneare nella quale il 22enne Niccolò Ciatti è stato ucciso a pugni e calci in una discoteca, ed il sindaco di Scandicci (Firenze) Sandro Fallani, la cittadina alle porte di Firenze dove viveva il giovane ucciso, e che aveva proposto al suo collega catalano un legame di vicinanza tra le due comunità nel sostenere la famiglia di Niccolò, e di rappresentare anche simbolicamente il Comune di Scandicci nella costituzione come
parte civile al processo per omicidio.

Nella sua risposta il Sindaco di Lloret ha espresso cordoglio alla città di Scandicci e stima e sostegno in modo particolare alla famiglia e agli amici di Niccolò, confermando che il comune di Lloret de Mar si è costituito parte civile.

La consegna alla famiglia Ciatti di copia della lettera dell’alcalde de Lloret, da parte del Sindaco di Scandicci, nella giornata di oggi, nel corso di una visita ai genitori per recapitare i messaggi di cordoglio, solidarietà e vicinanza espressi dalla comunità e
raccolti in queste tre settimane.

Nella sua lettera il primo cittadino catalano afferma che il comune di Lloret de Mar “si è costituito parte civile contro l’omicida e che chiederemo la pena massima stabilita dalla Legge. Inoltre, la settimana scorsa abbiamo richiesto formalmente a tutti i locali notturni di applicare le misure di sicurezza stabilite e di rivedere i protocolli di sicurezza necessari. Fallani nel suo messaggio aveva sottolineato l’impossibilità tecnica di costituzione come parte civile del Comune di Scandicci: “Vogliamo però non lasciare sola la famiglia quando le telecamere si spegneranno e vogliamo aiutarli nell’avere giustizia, chiedo quindi una mano al comune di LLoret de Mar di voler rappresentare anche simbolicamente il nostro comune, partendo dal costruire un legame fra le due città e fra i due popoli”.

“Qualsiasi atto di violenza è inammissibile in una società moderna. Ma quando questa violenza stronca in modo assolutamente ingiustificato una giovane vita è ancora più duro da accettare e ci lascia una sensazione di impotenza, rabbia contenuta, rifiuto, costernazione, tristezza e un profondo vuoto”: così nella lettera aperta Jaume Dulsat i
Rodriguez,  chiede “la pena massima” per i responsabili e annuncia “”più rigore e intransigenza” sul fronte della sicurezza della cittadina, che è una delle mete turistiche più gettonate ogni estate.

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Incontro polizia-gestori:Firenze, ”buttafuori con cervello non palestrati”

Incontro polizia-gestori:Firenze, ”buttafuori con cervello non palestrati”

“Non ci serve il palestrato tutto muscoli che picchia i ragazzetti, abbiamo bisogno di persone col cervello, che sappiano gestire le situazioni e nel caso di risse separare i partecipanti”. E’ quanto il dirigente della polizia amministrativa di Firenze, Eugenio Ferraro, ha detto, sul ruolo dei buttafuori, dopo un incontro con i gestori delle discoteche fiorentine e i titolari delle agenzie fornitrici degli addetti ai servizi di controlli per fare il punto sulla sicurezza nei locali.

La riunione è stata convocata dalla polizia amministrativa dopo i gravi fatti avvenuti a Lloret de Mar, dove il 22enne Niccolò Ciatti è stato pestato a morte su una pista da ballo, e a Jesolo, dove un giovane ha quasi perso la vita dopo essere stato aggredito.

“L’iniziativa nasce sulla scorsa di quanto avvenuto a Lloret de Mar e Jesolo – spiega Ferraro -, per sensibilizzare i gestori e far fare loro un salto in avanti dal punto di vita della responsabilità”.

“Quello che è accaduto a Lloret de Mar è vergognoso, è gravissimo che gli addetti alla sicurezza non siano intervenuti”, afferma sempre Ferraro.

Durante l’incontro, i gestori sono stati invitati al rispetto delle norme di sicurezza e a una maggiore collaborazione con le forze dell’ordine.

Particolare attenzione è stata data al tema degli addetti alla sicurezza, figure che, è stato raccomandato durante l’incontro, non devono limitarsi al ruolo di buttafuori ma intervenire rapidamente per sedare ogni lite tra gli avventori, evitando il verificarsi di fatti violenti e a avvisando le forze dell’ordine nei casi più a rischio.

I gestori dei locali sono stati poi sensibilizzati affinché, come previsto dalla legge, prestino la massima attenzione a non servire alcolici a persone già in stato di ebbrezza.

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Omicidio Niccolò: famiglia contro pagina Fb che vuole taglia

Omicidio Niccolò: famiglia contro pagina Fb che vuole taglia

La famiglia di Niccolò Ciatti, il ragazzo ucciso in una discoteca in Spagna, ha segnalato di “non aver mai autorizzato” una pagina facebook “Giustizia per Niccolò Ciatti: morte agli assassini” con le quale il o i promotori, che risultano ignoti, chiedono genericamente “donazioni” per “mettere taglie sulle teste dei tre assassini”.

Lo riferiscono stamani sulle pagine locali i quotidiani Nazione e Repubblica. Il padre del giovane ha reso noto “di non aver mai autorizzato nessuno a raccogliere fondi per questa iniziativa. Non devono essere fatte donazioni. Chi le avesse fatte – dice – me lo comunichi perché sono in contatto con la polizia postale per risalire alla persona”.

La famiglia invece ha annunciato il sostegno a un’iniziativa completamente diversa, ossia una raccolta di firme su una petizione online per chiedere giustizia per Niccolò, che poi sarà consegnata al ministro Orlando e al ministro Alfano.

Ecco il testo della petizione sottoscritta al momento da oltre 200 mila persone.

Un ragazzo di vent’anni non può morire in discoteca.

Quello che chiedo, e chiediamo in sempre di più, è che chi ha sbagliato paghi, e purtroppo non sta accadendo. Niccolò era nel posto sbagliato nel momento sbagliato, ma è una cosa che poteva capitare a ogni ragazzo che frequenta una discoteca, e ora non c’è più, è rimasto il dolore di una famiglia e di tutti quelli che gli volevano bene. Il governo italiano deve supportare i Ciatti, perché oltre al dolore adesso c’è uno strascico burocratico e di giustizia molto pesante, e loro non devono rimanere soli.

Chiediamo che le spese per avere giustizia siano a carico dello Stato italiano e che al processo ci sia la volontà ferrea per arrivare ad avere giustizia per un suo cittadino.

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Omicidio Niccolò: famiglia contro pagina Fb che vuole taglia

Omicidio Niccolò: famiglia contro pagina Fb che vuole taglia

La famiglia di Niccolò Ciatti, il ragazzo ucciso in una discoteca in Spagna, ha segnalato di “non aver mai autorizzato” una pagina facebook “Giustizia per Niccolò Ciatti: morte agli assassini” con le quale il o i promotori, che risultano ignoti, chiedono genericamente “donazioni” per “mettere taglie sulle teste dei tre assassini”.

Lo riferiscono stamani sulle pagine locali i quotidiani Nazione e Repubblica. Il padre del giovane ha reso noto “di non aver mai autorizzato nessuno a raccogliere fondi per questa iniziativa. Non devono essere fatte donazioni. Chi le avesse fatte – dice – me lo comunichi perché sono in contatto con la polizia postale per risalire alla persona”.

La famiglia invece ha annunciato il sostegno a un’iniziativa completamente diversa, ossia una raccolta di firme su una petizione online per chiedere giustizia per Niccolò, che poi sarà consegnata al ministro Orlando e al ministro Alfano.

Ecco il testo della petizione sottoscritta al momento da oltre 200 mila persone.

Un ragazzo di vent’anni non può morire in discoteca.

Quello che chiedo, e chiediamo in sempre di più, è che chi ha sbagliato paghi, e purtroppo non sta accadendo. Niccolò era nel posto sbagliato nel momento sbagliato, ma è una cosa che poteva capitare a ogni ragazzo che frequenta una discoteca, e ora non c’è più, è rimasto il dolore di una famiglia e di tutti quelli che gli volevano bene. Il governo italiano deve supportare i Ciatti, perché oltre al dolore adesso c’è uno strascico burocratico e di giustizia molto pesante, e loro non devono rimanere soli.

Chiediamo che le spese per avere giustizia siano a carico dello Stato italiano e che al processo ci sia la volontà ferrea per arrivare ad avere giustizia per un suo cittadino.

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