Omicidio Niccolò: famiglia Ciatti da ministro, “pieno sostegno”

Omicidio Niccolò: famiglia Ciatti da ministro, “pieno sostegno”

“Dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede abbiamo ricevuto pieno sostegno per tutte le iniziative che abbiamo intrapreso e che andremo a intraprendere, ci ha dato piena solidarietà, vicinanza e disponibilità per tutto quello che il Governo potrà fare a livello politico nella nostra vicenda”. Così Luigi Ciatti, padre di Niccolò, il 22enne fiorentino ucciso dopo un pestaggio in una discoteca di Lloret de Mar (Spagna) il 12 agosto 2017 mentre era in vacanza con gli amici, riguardo all’incontro avuto ieri col ministro Bonafede, che aveva invitato la famiglia in via Arenula.

“Il ministro – prosegue Luigi Ciatti – ci ha detto che in ogni occasione di confronto che ci potranno essere con lo Stato spagnolo porterà all’attenzione delle autorità iberiche il caso di Niccolò e la vicenda che ci ha drammaticamente colpito. Inoltre si è detto d’accordo con le iniziative legali che abbiamo in corso, anche sul ricorso che faremo al tribunale di Girona contro le motivazioni della giudice di Blanes che ha rinviato a giudizio per omicidio un solo ceceno, archiviando gli altri due amici che lo spalleggiavano nell’uccisione di Niccolò”.
Nove pagine in cui il magistrato, dopo aver ricordato come si svolsero i fatti all’interno della discoteca  spiega il motivo per cui andrà a processo soltanto Rassoul Bissoultanov: perché, scrive Chova Martì, “non esistono indizi di colpevolezza che permettano di attribuire la partecipazione alla rissa anche di Khabiboul Koabatov e Movsar Magomadov, che, quindi, non possono essere processati per omicidio”. Anzi, per il Tribunale di Blanes,  i due ceceni assolti “non hanno mai aggredito, né prima né dopo, Ciatti e i suoi amici. Né tantomeno hanno contribuito a causare la morte del ragazzo ». Non solo. I due, sempre secondo il giudice istruttore, avrebbero perfino «evitato che Bissoultanov potesse riavvicinarsi a Niccolò, al suolo e incosciente, per colpirlo ancora”.
Il giudice – che afferma di aver accolto le richieste dell’accusa e di aver rigettato quelle della parte civile e dell’assicurazione, che invece volevano tutti e tre i ceceni a giudizio -, per arrivare alle sue determinazioni si sarebbe basata esclusivamente su due video: quello registrato dalle telecamere interne del locale e quello girato da un testimone nel momento in cui scoppia la rissa. Insomma, “partendo dalla rissa che è stata fortuita e inaspettata”, per Khabiboul Koabatov e Movsar Magomadov “non risulta neanche una partecipazione secondaria al delitto, come non risulta che si siano messi d’accordo preventivamente con l’autore materiale dell’omicidio”. Il giudice Mercé Chova Martì nel dispositivo scrive anche che “gli amici (di Niccolò, ndr) in nessun momento provano a evitare l’aggressione mortale mentre questa si sta producendo “, anche se dalle immagini del video della discoteca si vede chiaramente come il gruppo che accompagna Niccolò provi ad allontanare i tre ceceni senza riuscirci e facendo arrabbiare ancora di più Rassoul che, a un certo punto, gira attorno alla sua vittima, barcollando, per arrivare proprio dove ci sono Alessandro e Andrea. Mentre a terrà c’è il giovane di Scandicci con la testa poggiata sulle gambe di Filippo. “Su Bossoultanov gli indizi sono sufficienti—scrive ancora il giudice di Blanes — e poi è stato riconosciuto dagli amici di Ciatti, che lo indicano come autore materiale dell’omicidio, e anche da alcuni testimoni diretti. Come ci sono le dichiarazioni dei 3 Mossos d’Esquadra che lo identificheranno più tardi”.
Luigi Ciatti, venuto a conoscenza delle motivazioni della giudice di Blanes, le ha definite “molto, molto lacunose”, “non tengono conto dell’intero video, che va esaminato dall’inizio alla fine” e inoltre “non considerano la responsabilità della discoteca” che “assurdamente compare nel procedimento come parte civile quando invece dovrebbe essere, coi suoi rappresentanti, tra gli imputati”.
“Non avrò più pace e continuerò a sopravvivere a Niccolò con l’obiettivo di avere giustizia per mio figlio — si sfoga Luigi — Finché avrò vita farò di tutto per averla e per spedire quegli assassini in galera. Non sarà facile, basta leggere la sentenza di rinvio a giudizio del giudice di Blanes. Noi dobbiamo combattere per far punire quelle bestie perché in Spagna il senso di giustizia non è molto comprensibile. Perché ci hanno fatto aspettare due anni? Ma noi non ci arrenderemo mai”.

L'articolo Omicidio Niccolò: famiglia Ciatti da ministro, “pieno sostegno” proviene da www.controradio.it.

Di Giorgi: “Governo faccia tutto il possibile per dare giustizia a Niccolò Ciatti”

Di Giorgi: “Governo faccia tutto il possibile per dare giustizia a Niccolò Ciatti”

La Parlamentare e membro della Direzione nazionale PD, Rosa Maria Di Giorgi, ha commentato l’esito dell’udienza emessa ieri dalla giudice del tribunale di Blanes.

“La decisione di mandare a processo solo uno degli aggressori di Niccolò Ciatti – afferma Rosa Maria Di Giorgi – lascia sgomenti. Le immagini delle telecamere hanno mostrato a tutto il mondo che in quella tragica notte di due anni fa a Lloret de Mar gli autori del pestaggio furono tre, e ciascuno di loro ha una parte di responsabilità nell’omicidio. Così come vanno indagate fino in fondo le responsabilità dei gestori del locale.”

“All’epoca dei fatti – prosegue la parlamentare -, quando ero vicepresidente del Senato, con il presidente Grasso ed il ministro Orlando ci adoperammo sin da subito per dialogare con la giustizia spagnola al fine di garantire indagini scrupolose e determinate.”

“Non possiamo dunque rimanere inermi di fronte a quella che si sta profilando come una vera e propria beffa per la famiglia di Niccolò, cui va tutta la nostra vicinanza. Li avevo incontrati giusto qualche settimana fa ed erano preoccupati ma fiduciosi. Non meritavano questa doccia fredda. Noi siamo con loro – conclude Di Giorgi – e ci aspettiamo che il Governo ed il ministro Bonafede facciano dunque tutto il possibile per garantire verità e giustizia alla famiglia Ciatti.”

L'articolo Di Giorgi: “Governo faccia tutto il possibile per dare giustizia a Niccolò Ciatti” proviene da www.controradio.it.

Ciatti: un solo aggressore a processo, archiviati gli altri 2

Ciatti: un solo aggressore a processo, archiviati gli altri 2

Ieri sera il giudice istruttore del tribunale di Blanes ha sciolto la riserva sull’udienza istruttoria del 17 luglio. A processo andrà soltanto uno dei tre giovani ceceni che il 12 agosto 2017 aggredirono e causarono la morte del fiorentino Niccolò Ciatti, 22 anni, in una discoteca di Lloret de Mar (Spagna). Rassoul Bissultanov, 26 anni, sarà processato per omicidio volontario aggravato. 

Al momento il 26enne si trova in carcere. Archiviate invece le posizioni degli altri due ceceni che parteciparono al pestaggio con Bissultanov: Khabibul Kabatov, 22, e Movsar Magomedov, 24.

Nel frattempo il Guardasigilli Alfonso Bonafede riceverà al ministero, il prossimo 31 luglio, i familiari di Niccolò Ciatti, il fiorentino che morì in vacanza in Spagna dopo aver subito un pestaggio in una discoteca di Lloret de Mar. E’ quanto si apprende da fonti vicine alle famiglia Ciatti, che per fissare l’incontro è stata appositamente contattata dalla segreteria del ministro. Secondo la comunicazione formale inviata dal Ministero della Giustizia andranno all’incontro i genitori Luigi e Laura Ciatti accompagnati dall’avvocata Agnese Usai.

Sempre l’avvocata Usai ha annunciato di voler impugnare l’archiviazione. “Chiederemo un chiarimento sulla motivazione del giudice e impugneremo  la decisione, che è contraria alle prove evidenti che ci danno le immagini. Per noi – ha concluso il legale della famiglia – c’è un concorso degli altri due ceceni con Bissultanov nell’omicidio”

La famiglia Ciatti si è detta sconcertata per la decisione del giudice spagnolo e ha espresso il suo sfogo sulla pagina Facebook dedicata a Niccolò: “Non sappiamo ancora le motivazioni della sentenza emessa dal giudice spagnolo – spiegano i famialiari sul social – ma ci sembra assurdo non portare a processo nessuno dei due ceceni liberi”. “Speriamo veramente che un altro giudice con più esperienza legga gli atti e veda i filmati. Purtroppo le lacune da parte di questo giudice sono molto gravi ….”. “Non ci fermeremo mai Niccolò deve avere giustizia e verità – si legge ancora – e fino ad ora in Spagna non c’è tutta la verità e c’è poca giustizia… Noi pretendiamo e vogliamo giustizia, non ci fermiamo davanti all’incompetenza di un giudice…”. Nello stesso spazio Fb viene anche ricordato che ieri Niccolò Ciatti avrebbe compiuto 24 anni.

L'articolo Ciatti: un solo aggressore a processo, archiviati gli altri 2 proviene da www.controradio.it.

Ciatti: un solo aggressore a processo, archiviati gli altri 2

Ciatti: un solo aggressore a processo, archiviati gli altri 2

Ieri sera il giudice istruttore del tribunale di Blanes ha sciolto la riserva sull’udienza istruttoria del 17 luglio. A processo andrà soltanto uno dei tre giovani ceceni che il 12 agosto 2017 aggredirono e causarono la morte del fiorentino Niccolò Ciatti, 22 anni, in una discoteca di Lloret de Mar (Spagna). Rassoul Bissultanov, 26 anni, sarà processato per omicidio volontario aggravato. 

Al momento il 26enne si trova in carcere. Archiviate invece le posizioni degli altri due ceceni che parteciparono al pestaggio con Bissultanov: Khabibul Kabatov, 22, e Movsar Magomedov, 24.

Nel frattempo il Guardasigilli Alfonso Bonafede riceverà al ministero, il prossimo 31 luglio, i familiari di Niccolò Ciatti, il fiorentino che morì in vacanza in Spagna dopo aver subito un pestaggio in una discoteca di Lloret de Mar. E’ quanto si apprende da fonti vicine alle famiglia Ciatti, che per fissare l’incontro è stata appositamente contattata dalla segreteria del ministro. Secondo la comunicazione formale inviata dal Ministero della Giustizia andranno all’incontro i genitori Luigi e Laura Ciatti accompagnati dall’avvocata Agnese Usai.

Sempre l’avvocata Usai ha annunciato di voler impugnare l’archiviazione. “Chiederemo un chiarimento sulla motivazione del giudice e impugneremo  la decisione, che è contraria alle prove evidenti che ci danno le immagini. Per noi – ha concluso il legale della famiglia – c’è un concorso degli altri due ceceni con Bissultanov nell’omicidio”

La famiglia Ciatti si è detta sconcertata per la decisione del giudice spagnolo e ha espresso il suo sfogo sulla pagina Facebook dedicata a Niccolò: “Non sappiamo ancora le motivazioni della sentenza emessa dal giudice spagnolo – spiegano i famialiari sul social – ma ci sembra assurdo non portare a processo nessuno dei due ceceni liberi”. “Speriamo veramente che un altro giudice con più esperienza legga gli atti e veda i filmati. Purtroppo le lacune da parte di questo giudice sono molto gravi ….”. “Non ci fermeremo mai Niccolò deve avere giustizia e verità – si legge ancora – e fino ad ora in Spagna non c’è tutta la verità e c’è poca giustizia… Noi pretendiamo e vogliamo giustizia, non ci fermiamo davanti all’incompetenza di un giudice…”. Nello stesso spazio Fb viene anche ricordato che ieri Niccolò Ciatti avrebbe compiuto 24 anni.

L'articolo Ciatti: un solo aggressore a processo, archiviati gli altri 2 proviene da www.controradio.it.

Omicidio Ciatti, pm spagnolo: a processo solo uno dei 3 ceceni

Omicidio Ciatti, pm spagnolo: a processo solo uno dei 3 ceceni

Il pm spagnolo di Blanes ha chiesto il rinvio a giudizio per omicidio volontario per uno solo dei tre ceceni coinvolti nel pestaggio che causò la morte del fiorentino Niccolò Ciatti, a soli 22 anni, nell’agosto 2017 in una discoteca di Llores de Mar.

Per gli altri due il pubblico ministero ha chiesto l’archiviazione provvisoria, istituto di diritto spagnolo che consente di rinnovare l’imputazione qualora emergano elementi nuovi durante il processo. Le richieste sono state fatte stamani nell’udienza tenuta davanti al giudice istruttore del tribunale di Blanes. Erano presenti due dei tre ceceni e la famiglia di Niccolò Ciatti oltre agli avvocati difensori.

L’udienza si è tenuta in camera di consiglio ed è durate circa 3 ore. Il giudice si è riservato la decisione sul rinvio a giudizio e dovrebbe emettere sentenza entro la fine di luglio.

Il pm ha chiesto che sia processato per omicidio volontario aggravato per la maggiore forza fisica e perché Niccolò Ciatti era ormai a terra indifeso quando gli è stato sferrato l’ultimo calcio mortale, a carico del ceceno Rassoul Bissultanov, 26 anni, che non era presente in aula per motivi di sicurezza e ha seguito dal carcere l’udienza. Invece per gli altri due ceceni, Movsar Magomedov e Khabibul Kabatov, il pm non ha ritenuto che ci siano elementi probatori sufficienti per sostenere anche contro di loro l’accusa di omicidio volontario.

L’avvocato difensore di Bissultanov ha difeso il suo assistito dicendo che non ebbe la volontà di uccidere anche perché non conosceva Niccolò Ciatti e quindi non aveva motivo di colpirlo. Secondo il legale della famiglia Ciatti, avvocato Agnese Usai, “è positivo che il pubblico ministero abbia chiesto il processo per omicidio volontario aggravato a carico di Bissultanov”, mentre “per le altre due posizioni evidentemente il pm ha ritenuto che sia necessario esaminare più esattamente la loro responsabilità penale nel processo”.

“Secondo noi comunque – prosegue l’avvocato Usai -, gli altri due ceceni, soprattutto Magomedov, hanno avuto un comportamento più che attivo nell’aggressione mortale che ha causato il decesso di Niccolò.”

“Avevamo due dei ceceni che hanno partecipato all’omicidio di mio figlio a soli 2 metri da noi, d’impeto avrei voluto alzarmi e andare davanti e urlargli ‘siete degli assassini’. Ma mi sono trattenuto nonostante il nostro dolore devastante”.

Così racconta Luigi Ciatti, padre di Niccolò, il fiorentino ucciso in discoteca in Spagna, all’udienza istruttoria di stamani tenuta al tribunale di Blanes. Luigi Ciatti, presente con i familiari, ha osservato molto due dei tre ceceni imputati (il terzo è in carcere). “Sono degli assassini, non sono dei ragazzi – racconta dalla Spagna – non avevano nessuna espressione nello sguardo, hanno avuto un comportamento freddo e indifferente. Ho avuto l’impressione di vedere due giovani con soltanto una massa di muscoli e niente altro. Questi sono coloro che hanno ucciso mio figlio”.

Sulle richieste del pm Luigi Ciatti si dice “un po’ deluso, la sensazione della mia famiglia non è buona per il prosieguo del processo, per noi sono tutte e tre colpevoli, però comunque l’ultima parola è del giudice istruttore che può decidere di processarli tutti.

L'articolo Omicidio Ciatti, pm spagnolo: a processo solo uno dei 3 ceceni proviene da www.controradio.it.