Stop all’inquinamento marino da rifiuti, evento allo spazio Alfieri con Unicoop

Stop all’inquinamento marino da rifiuti, evento allo spazio Alfieri con Unicoop

La lotta all’inquinamento marino inizia dalle nostre case. Sarà questo il tema dell’evento nazionale organizzato da Unicoop Firenze, Legambiente e Novamont, che si svolgerà oggi giovedì 14 settembre (ore 15.30/18.30) presso lo spazio Alfieri Cinema Teatro Bistrò di Firenze.

Secondo il rapporto “Marine litter vitalgraphics” messo a punto da UNEP () e Grid-Arendal nel 2016, l’impatto economico mondiale dell’inquinamento marino da rifiuti è di otto miliardi di euro l’anno, con il 96% di questi rifiuti rappresentato da plastiche e microplastiche. Per la sola pulizia delle spiagge dei paesi membri l’Unione Europea spende 411,75 milioni di euro all’anno mentre si stima che l’impatto del marine litter sul settore della pesca in Europa sia intorno ai 61,7 milioni di euro.

In media nei mari italiani, per ogni kmq, ci sono 58 rifiuti con punte di 62 come nel caso del Mar Tirreno. Il 96% di questi rifiuti è costituito da plastica: al primo posto le buste (16%), a seguire teli (10%), reti e lenze (4%), frammenti di polistirolo (3%), bottiglie (3%), tappi e coperchi (3%), stoviglie (2%), assorbenti igienici (2%) e cassette di polistirolo intere o in frammenti (2%).

Le principali cause dei rifiuti galleggianti sono la cattiva gestione dei rifiuti urbani e dei reflui civili, oltre che l’abbandono consapevole (29%) e le attività produttive, tra cui pesca, agricoltura e industria (20%). Il 46% dei rifiuti da attività produttive deriva dal settore della pesca (reti, lenze, cassette di polistirolo intere e/o frammentate). Sono i dati dello studio condotto l’estate scorsa da Legambiente ed ENEA, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo sostenibile. Al contempo, i dati evidenziano come buona parte dei rifiuti che troviamo negli ambienti costieri e marini potrebbero essere riciclati.
“Proprio per questo motivo durante la ventiduesima conferenza internazionale sul clima, – dichiaraFausto Ferruzza, Presidente Legambiente Toscana –la nostra associazione ha lanciato l’appello, cui hanno aderito Kyoto Club e Alleanza per un Mediterraneo sostenibile, con l’obiettivo di estendere la messa al bando delle buste di plastica non biodegradabili e compostabili con spessore inferiore ai 100 micron già in vigore in Italia, anche ai paesi dove il bando si limita ai 50 micron come Francia e Marocco”.

“L’impegno a limitare l’inquinamento marino dalle plastiche nasce anche dalla nostra cultura di rispetto dell’ambiente in cui viviamo. Unicoop Firenze ha lanciato, dal 2009, una campagna per la riduzione delle buste della spesa in plastica, invitando i propri soci e clienti al riuso. In questi 9 anni i risultati sono stati molto importanti: oltre il 70% dei nostri soci e clienti fa la spesa portando la borsa da casa. Ma non ci siamo limitati a questo, per primi in Italia abbiamo sostituito gli shopper di plastica con quelli in bio/plastica di mater bi e recentemente abbiamo ripetuto la scelta anche sui sacchetti ed i guanti del reparto ortofrutta. Queste due operazioni: riuso e bio/plastiche hanno consentito un risparmio di 4.990 tonnellate di plastica emettendo nell’ambiente 3.000 tonnellate in meno di CO2. Il rispetto dei nostri mari e dell’ambiente ha sempre più bisogno di comportamenti virtuosi, sia da parte delle imprese sia da parte dei cittadini”. –dichiaraClaudio Vanni, responsabile relazioni esterne di Unicoop Firenze.

“Unicoop Firenze è stata la prima cooperativa ad interpretare al meglio gli obiettivi della legislazione italiana sull’uso dei sacchetti monouso per trasporto merci e per l’imballaggio di alimenti sfusi, anticipando la sostituzione integrale con shopper compostabili anche nel reparto ortofrutta – spiegaAndrea Di Stefano, responsabile progetti speciali e comunicazione di business di Novamont. –Si tratta di scelte innovative che insieme alla costante azione di comunicazione ed educazione ambientale permettono d’ingaggiare i cittadini in stili di vita virtuosi. La lotta all’inquinamento marino parte da questi protagonisti e dall’azione conseguente sul territorio di filiere in grado di mettere a punto soluzioni innovative e a basso impatto che, grazie anche agli attori come Unicoop, possono poi essere proposte ai consumatori”.

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