Firenze, Nuovo Pignone: Stangarone nuovo presidente

Firenze, Nuovo Pignone: Stangarone nuovo presidente

Nuovo presidente per il Nuovo Pignone di Firenze, società del gruppo Baker Hughes, a Ge company: è Michele Stangarone. Succede a Massimo Messeri, in carica dal 2011, che, si spiega in una nota, ha deciso di ritirarsi dal 1 aprile 2018, dopo 43 anni al servizio della società.

Stangarone, attualmente vice presidente di Nuovo Pignone e vice presidente globale vendite per il business turbomachinery & process solutions di Bhge, è entrato in Nuovo Pignone nel 1985 come ingegnere di turbomacchine.
Ad annunciare la nomina è stato Lorenzo Simonelli, presidente e ad di Baker Hughes che ha ringraziato Messeri per il suo “importante contributo”. Sotto la sua presidenza (la più lunga nella storia dell’azienda fiorentina), “Nuovo Pignone – ha detto Simonelli – ha estremamente rafforzato i legami con interlocutori chiave del territorio come istituzioni, mondo della ricerca e tessuto industriale, giocando sempre un ruolo da protagonista prima nel gruppo Ge oil & gas e adesso in Bhge e nelle comunità in cui l’azienda ha le proprie sedi. Il valore generato dall’ottima integrazione con il territorio che si è creata durante la presidenza Messeri è indiscutibile. Proprio per questo, la nuova presidenza opererà in piena continuità con la precedente ed è Michele Stangarone la persona più adatta per ricoprire questo ruolo”: rappresenta “al meglio la sintesi tra l’eredità di eccellenza tecnologica dell’azienda metalmeccanica fiorentina e la multinazionale innovativa che siamo oggi”.
Massimo Messeri ha detto: “Lavorare in Nuovo Pignone è stato per me motivo di grandissimo orgoglio in tutti questi 43 anni di servizio. Ho avuto il privilegio di vedere l’azienda crescere, affrontare nuove sfide e allargare sempre di più i propri confini, portando avanti la grande eredità e competenza tecnologica che la contraddistingue da sempre”. Ha poi ringraziato Simonelli e chi è venuto prima di lui per la fiducia “e tutti i collaboratori e i dipendenti che in questi anni mi hanno affiancato e che ho cercato di rappresentare al meglio. La piena condivisione di valori e obiettivi tra me e Michele garantisce continuità al lavoro svolto in questi anni e a lui va il mio migliore augurio di buon lavoro”.

Stangarone – che nel corso della sua carriera nell’azienda fiorentina è stato 10 anni negli Usa come direttore delle vendite per il Nord America, tornando poi in Italia nel 2000 per ricoprire una serie di incarichi, venendo poi nominato presidente & ceo Europa nel gennaio 2016 e assumendo la sua attuale carica nel luglio 2017 – si è unito alle parole di ringraziamento nei confronti di Messeri: “Durante la sua presidenza – ha detto – ha contribuito a consolidare la posizione di Nuovo Pignone come azienda leader sia a livello tecnologico, che a livello di impegno per gli investimenti in Italia, contribuendo in modo decisivo a creare un clima di dialogo e collaborazione con le istituzioni locali e nazionali e con le parti sociali, che ha permesso di portare avanti obiettivi strategici per tutte le parti. Sono onorato di continuare a servire la società in questo incarico ed orgoglioso della competenza, dedizione e passione che differenziano il Nuovo Pignone. Attraverso il grande valore del suo capitale umano, l’azienda ha saputo esprimere nei decenni altissima tecnologia ed innovazione a tutti i livelli. È mia intenzione assicurare piena continuità con il lavoro portato avanti da Massimo”.

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Pignone: a Massa nuova linea pannelli tenuta gas da 12 mln

Pignone: a Massa nuova linea pannelli tenuta gas da 12 mln

Rossi, GE regge occupazione apuana,con 2000 addetti. 1500 apuani beneficeranno soldi accordo Inps.

Inaugurata questa mattina una nuova linea di produzione, la prima in Italia, all’interno dello stabilimento Nuovo Pignone di Massa. Si tratta di innovativi pannelli tenuta gas per compressori centrifughi,in grado di evitare perdite e dispersioni di gas dal compressore
verso l’atmosfera. Un investimento di circa 12 milioni di euro, che ha riguardato anche il rinnovamento del sito negli spazi e nelle strutture. All’inaugurazione erano presenti oltre al
presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, Massimo Messeri, presidente di Nuovo Pignone e Massimiliano Turci, direttore dello stabilimento di Massa.

“La produzione – spiega il presidente Messeri- permetterà di incrementare sicurezza, qualità e soprattutto produttività ed efficienza, con una riduzione dei tempi di realizzazione dei pannelli del 40%”.

“Questo nuovo tipo di produzione – aggiunge il direttore Turci – abbraccia i concetti e le metodologie dell’ industria 4.0, introducendo la prima linea mobile di montaggio negli stabilimenti BHGE Nuovo Pignone in Italia. E tuttavia non ci fermiamo qui: è confermato per il 2018 un altro investimento per circa 12 milioni di euro per la costruzione di un nuovo banco prova per le nuovissime turbine LM9000, investimento possibile anche grazie al programma Galileo che prevede finanziamenti di Regione Toscana e Ministero dello Sviluppo Economico”.

“Siete una realtà produttiva che fa la ricchezza di quest’area. In bocca al lupo per i vostri futuri obiettivi. Sono certo che li raggiungerete. E noi vi daremo una mano a farlo”. Cosi’ il
presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha partecipato al taglio del nastro della nuova linea di produzione dedicata alle centraline di gestione e controllo del gas per compressori, nello stabilimento di Massa della BHGE Nuovo Pignone.

Dopo aver ricordato che BHGE Nuovo Pignone rappresenta da sola il 5% del Pil toscano e che nella regione dà lavoro a 4.300 dipendenti diretti e a moltissimi indiretti, Rossi ha detto che senza la presenza di questa multinazionale la tenuta occupazionale dell’area apuana non sarebbe stata possibile.

“Dal 2012 ad oggi – ha precisato Enrico Rossi – l’occupazione in GE è quasi raddoppiata passando dalle 370 alle 720 unità con un lavoro indiretto che arriva oggi a 2.000 addetti”.

“Saranno circa 1500 i lavoratori della provincia di Massa Carrara che potranno beneficiare di una parte di quei 30 milioni di euro – ha continuato Rossi -, sbloccati proprio in questi giorni dall’accordo raggiunto tra Regione Toscana e Inps”.

“Il presidente di Inps Tito Boeri,- conferma Rossi – ha infatti firmato il decreto necessario a sbloccare le risorse per il sostegno al reddito dei lavoratori toscani delle aree di crisi. Si tratta di soldi che andranno a quei lavoratori che hanno perso qualsiasi forma di protezione sociale. A Massa Carrara la Regione ne conta circa 1500, che riceveranno questi soldi sotto forma sia di sostegno al reddito, sia di politiche attive per il lavoro e la formazione”.

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Nuovo Pignone, no posti di lavoro a rischio

Nuovo Pignone, no posti di lavoro a rischio

“Mercato dell’oil & gas rimane non positivo a causa del perpetrarsi della crisi del settore legata al prezzo del petrolio, necessaria crescente attenzione ai costi e alla produttività. Ma l’azienda non intende mettere a rischio 500 posti di lavoro”.

“La notizia di 500 posti a rischio presso Nuovo Pignone è priva di alcun fondamento”. É quanto si legge in una nota dell’azienda in cui si sottolinea che “BHGE ha conseguito (dato globale) nel terzo trimestre del 2017 risultati economici positivi in termini di crescita degli ordini con un aumento del 18% su base annua”.

“Per consolidare questo andamento, in un contesto generale del mercato dell’oil & gas che rimane non positivo a causa del perpetrarsi della crisi del settore legata al prezzo del petrolio, è necessaria una sempre crescente attenzione ai costi e alla produttività. L’azienda non intende comunque – si osserva nella nota –  procedere mettendo a rischio 500 posti di lavoro”.
Con specifico riferimento al business basato a Firenze, l’azienda evidenzia “ordini importanti, di cui fa parte anche Nuovo Pignone” come un contratto a supporto del progetto Coral South FLNG di Eni East Africa (EEA), al largo delle coste del Mozambico. Il contratto, si rileva, prevede la fornitura da parte di BHGE – attraverso la sua controllata Nuovo Pignone – di turbomacchine per la produzione di energia elettrica e il processo di refrigerazione del gas del nuovo impianto FLNG (floating liquefied natural gas). I componenti saranno fabbricati presso lo stabilimento BHGE Nuovo Pignone di Firenze, quindi assemblati e testati presso la sede di Massa.
Inoltre, BHGE (sempre business basato a Firenze) ha ricevuto il suo primo contratto nell’Africa sub-sahariana per fornire servizi software per la gestione degli assett industriali per ridurre le interruzioni e le fermate non pianificate del 20% per i treni LNG. Si evidenzia quindi un contratto per la fornitura di una centrale di cogenerazione in Malesia basata sulla turbina a gas NovaLT16 di BHGE.
Infine, BHGE – conclude la nota – “vuole inoltre ribadire la conferma degli investimenti e degli impegni presi con istituzioni e rappresentanze dei lavoratori con cui si confronta quotidianamente”.

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Nuovo Pignone, no posti di lavoro a rischio

Nuovo Pignone, no posti di lavoro a rischio

“Mercato dell’oil & gas rimane non positivo a causa del perpetrarsi della crisi del settore legata al prezzo del petrolio, necessaria crescente attenzione ai costi e alla produttività. Ma l’azienda non intende mettere a rischio 500 posti di lavoro”.

“La notizia di 500 posti a rischio presso Nuovo Pignone è priva di alcun fondamento”. É quanto si legge in una nota dell’azienda in cui si sottolinea che “BHGE ha conseguito (dato globale) nel terzo trimestre del 2017 risultati economici positivi in termini di crescita degli ordini con un aumento del 18% su base annua”.

“Per consolidare questo andamento, in un contesto generale del mercato dell’oil & gas che rimane non positivo a causa del perpetrarsi della crisi del settore legata al prezzo del petrolio, è necessaria una sempre crescente attenzione ai costi e alla produttività. L’azienda non intende comunque – si osserva nella nota –  procedere mettendo a rischio 500 posti di lavoro”.
Con specifico riferimento al business basato a Firenze, l’azienda evidenzia “ordini importanti, di cui fa parte anche Nuovo Pignone” come un contratto a supporto del progetto Coral South FLNG di Eni East Africa (EEA), al largo delle coste del Mozambico. Il contratto, si rileva, prevede la fornitura da parte di BHGE – attraverso la sua controllata Nuovo Pignone – di turbomacchine per la produzione di energia elettrica e il processo di refrigerazione del gas del nuovo impianto FLNG (floating liquefied natural gas). I componenti saranno fabbricati presso lo stabilimento BHGE Nuovo Pignone di Firenze, quindi assemblati e testati presso la sede di Massa.
Inoltre, BHGE (sempre business basato a Firenze) ha ricevuto il suo primo contratto nell’Africa sub-sahariana per fornire servizi software per la gestione degli assett industriali per ridurre le interruzioni e le fermate non pianificate del 20% per i treni LNG. Si evidenzia quindi un contratto per la fornitura di una centrale di cogenerazione in Malesia basata sulla turbina a gas NovaLT16 di BHGE.
Infine, BHGE – conclude la nota – “vuole inoltre ribadire la conferma degli investimenti e degli impegni presi con istituzioni e rappresentanze dei lavoratori con cui si confronta quotidianamente”.

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“Mercato dell’oil & gas rimane non positivo a causa del perpetrarsi della crisi del settore legata al prezzo del petrolio, necessaria crescente attenzione ai costi e alla produttività. Ma l’azienda non intende mettere a rischio 500 posti di lavoro”.

“La notizia di 500 posti a rischio presso Nuovo Pignone è priva di alcun fondamento”. É quanto si legge in una nota dell’azienda in cui si sottolinea che “BHGE ha conseguito (dato globale) nel terzo trimestre del 2017 risultati economici positivi in termini di crescita degli ordini con un aumento del 18% su base annua”.

“Per consolidare questo andamento, in un contesto generale del mercato dell’oil & gas che rimane non positivo a causa del perpetrarsi della crisi del settore legata al prezzo del petrolio, è necessaria una sempre crescente attenzione ai costi e alla produttività. L’azienda non intende comunque – si osserva nella nota –  procedere mettendo a rischio 500 posti di lavoro”.
Con specifico riferimento al business basato a Firenze, l’azienda evidenzia “ordini importanti, di cui fa parte anche Nuovo Pignone” come un contratto a supporto del progetto Coral South FLNG di Eni East Africa (EEA), al largo delle coste del Mozambico. Il contratto, si rileva, prevede la fornitura da parte di BHGE – attraverso la sua controllata Nuovo Pignone – di turbomacchine per la produzione di energia elettrica e il processo di refrigerazione del gas del nuovo impianto FLNG (floating liquefied natural gas). I componenti saranno fabbricati presso lo stabilimento BHGE Nuovo Pignone di Firenze, quindi assemblati e testati presso la sede di Massa.
Inoltre, BHGE (sempre business basato a Firenze) ha ricevuto il suo primo contratto nell’Africa sub-sahariana per fornire servizi software per la gestione degli assett industriali per ridurre le interruzioni e le fermate non pianificate del 20% per i treni LNG. Si evidenzia quindi un contratto per la fornitura di una centrale di cogenerazione in Malesia basata sulla turbina a gas NovaLT16 di BHGE.
Infine, BHGE – conclude la nota – “vuole inoltre ribadire la conferma degli investimenti e degli impegni presi con istituzioni e rappresentanze dei lavoratori con cui si confronta quotidianamente”.

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