Etruria: gup, via libero a riunificazione procedimenti

Etruria: gup, via libero a riunificazione procedimenti

Rinviata al 2/11 decisione su ammissione parti civili. Giornalisti fuori da tribunale, protesta Odg.

Il gup del tribunale di Arezzo Giampiero Borraccia, nell’udienza sul crack di banca Etruria, stamani ha dato il via libera alla riunificazione dei procedimenti relativi a bancarotta, bancarotta bis, sindaci revisori.
Dopo aver deciso circa la riunificazione dei procedimenti, su richiesta della procura di Arezzo, il giudice ha rinviato invece all’udienza del 2 novembre la decisione sull’ammissione delle parti civili, oltre duemila, alle quali stamani si sono aggiunti i comuni di Arezzo e Castiglion Fiorentino ma soprattutto il liquidatore Giuseppe Santoni che ha chiesto, tramite il proprio avvocato Giacomo Satta di Roma, di costituirsi parte civile per due dei quattro filoni riunificati ovvero la bancarotta e la questione relativa alle responsabilità dei sindaci revisori, non potendo farlo per gli altri due filoni, la bancarotta bis e la parte relativa alla liquidazione concessa all’ex direttore generale Luca Bronchi, perché già comprese nell’azione di responsabilità presentata al tribunale civile di Roma.
Alto il numero delle richieste di costituzione di parte civile nel processo per il crack Etruria
su cui il gup deciderà il 2 novembre. In tutto sono 2500, di cui una buona fetta, circa 1800, presentate per conto di piccoli risparmiatori dalle varie associazioni dei consumatori.
La parte del leone in questo caso la fa Federconsumatori che da sola ne ha presentate 1531; 204 quelle presentate da Confconsumatori e circa 170 quelle presentate dall’avvocato Riziero Angeletti che rappresenta un comitato di azionisti.
“Siamo qui per richieste inerenti esclusivamente ai danni morali. Per quanto riguarda i danni patrimoniali, intendiamo intraprendere un’azione di responsabilità civile sulla falsa
riga di quanto già fatto da Santoni, ma noi ci muoveremo nei confronti delle società di revisione che a nostro avviso sono responsabili al pari degli amministratori”, ha detto Pietro
Ferrari, presidente regionale di Federconsumatori. Un numero di richieste così elevato è stato superato solo dal processo Parmalat.
Le udienze sono già state calendarizzate fino al 30 gennaio, con una cadenza settimanale a novembre.
Nel corso dell’udienza preliminare per il processo del crac di Banca Etruria, in corso stamani, il Tribunale di Arezzo ha “confinato i giornalisti al di fuori del perimetro del Tribunale. Non solo a distanza dal luogo dell’udienza, ma anche separati e lontani dal luogo nel quale i risparmiatori truffati possono manifestare”. Lo scrive in una nota l’Ordine dei giornalisti della Toscana che protesta.
L’Ordine dei giornalisti della Toscana, coglie l’occasione per rilevare ancora una volta, si legge nella nota, “quanto le disposizioni del codice di procedura penale siano anacronistiche e penalizzanti per i cittadini, visto che i giornalisti sono tenuti a distanza dai fatti che devono raccontare. Impedire all’informazione di svolgere il proprio dovere in modo compiuto è il peggior modo per garantire oggettività e trasparenza”. Per questo, conclude la nota a firma del presidente Carlo Bartoli, l’Ordine dei giornalisti della Toscana invita il presidente del Tribunale di Arezzo “a considerare l’opportunità di una diversa collocazione per i giornalisti che svolgono un servizio per la collettività e che devono dar conto all’opinione pubblica di una vicenda così rilevante, ma anche complessa”.
L’Associazione stampa toscana esprime “sorpresa per l’atteggiamento del tribunale di Arezzo nei confronti dei giornalisti” in occasione dell’udienza preliminare per il processo del crac di Banca Etruria. “Il sindacato dei giornalisti toscani si appella anche al ministro della giustizia Andrea Orlando che giusto poche settimane fa incontrando i vertici della Fnsi – dice il presidente dell’Ast Sandro Bennucci – aveva manifestato la piena disponibilità nei confronti degli organi di informazione. I giornalisti, anche i questa occasione, hanno semplicemente rivendicato la possibilità di svolgere il loro compito che è quello di riferire i fatti di cronaca”.
“É singolare il metodo del “confino” poiché – aggiunge l’Ast – il palazzo di giustizia è un luogo che deve essere aperto a tutti, compresi proprio gli operatori dell’informazione. Non si vede la necessità di ricorrere a misure straordinarie, nemmeno in presenza di udienze delicate. Da qui – conclude l’Ast – la richiesta al ministro e agli organismi della magistratura per un intervento opportuno e assai auspicabile”

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Elezioni ODG: seggi aperti il 1 Ottobre a Firenze, Siena e Livorno

Elezioni ODG: seggi aperti il 1 Ottobre a Firenze, Siena e Livorno

Seggi aperti DOMENICA 1 OTTOBRE a Firenze, Livorno e Siena per le elezioni del Consiglio regionale e Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti. Le votazioni si svolgeranno dalle ore 10 alle 18:

– a Firenze, in vicolo dei Malespini 1: potranno votare tutti i giornalisti residenti nelle province di Firenze, Prato, Pistoia e Arezzo.
– a Livorno, nella sede del Tirreno, in viale Alfieri 9: potranno votare tutti i giornalisti residenti nelle province di Livorno, Pisa, Lucca e Massa.
– a Siena, nella sede de La Nazione, in via Banchi di Sopra 48: potranno votare tutti i giornalisti residenti nelle province di Siena e Grosseto.

L’Ordine dei Giornalisti della Toscana ha realizzato la grafica in allegato per ricordare le principali modalità di voto ed invita tutti i giornalisti a recarsi a votare.

Ricordiamo che eventuali ballottaggi si terranno DOMENICA 8 OTTOBRE 2017, con le stesse modalità.
Si ricorda anche che per poter votare occorre essere in regola con il pagamento della quota di iscrizione 2017. Chi non fosse ancora in regola dovrà provvedere entro domenica 1° ottobre.
Possono essere eletti al Consiglio regionale o al Consiglio nazionale coloro che sono iscritti nei rispettivi elenchi regionali dell’Ordine dei giornalisti e che abbiano almeno 5 anni di anzianità di iscrizione (art. 3 legge 69/1963)
La legge stabilisce che per essere eletti al Consiglio nazionale bisogna anche essere titolari di una
posizione previdenziale attiva presso l’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani (INPGI) (art. 16 legge 69/1963).
Per calcolare l’anzianità di iscrizione, si fa riferimento alla data stabilita per la convocazione dell’assemblea elettorale. Pertanto, il giornalista che intende essere eletto deve avere, alla data della convocazione dell’assemblea elettorale, 5 anni di anzianità di iscrizione in uno degli elenchi dell’Albo (art. 7 DPR 115/1965).
Possono essere eletti come componenti del Collegio dei revisori dei conti, in ragione di 2 professionisti e un pubblicista, gli iscritti che non ricoprano o che non abbiano ricoperto negli ultimi tre anni la carica di consigliere (art. 12 legge 69/1963).

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IN LIBRERIA “INTRODUZIONE AL GIORNALISMO”: CARLO BARTOLI SPIEGA IL GIORNALISMO

Introduzione al giornalismo libro carlo bartoli

In libreria “Introduzione al giornalismo – L’informazione tra diritti e doveri”, il nuovo libro di Carlo Bartoli, presidente dell’Ordine dei giornalisti della Toscana: un approfondimento sulle norme che regolano la professione giornalistica.

Si tratta di un libro che offre un approfondimento sulle norme che regolano la professione giornalistica. Vengono esaminate tutte le leggi che riguardano l’informazione, a partire dall’articolo 21 della Costituzione e dalle sentenze che hanno affermato l’applicazione del diritto di cronaca fino alle norme del Codice penale. Privacy, rispetto della dignità della persona, Par condicio, norme sui sondaggi: in queste pagine trovano risposta tutte le domande che riguardano lo svolgimento della professione, sia nella cronaca, che in campo politico o giudiziario. L’ordinamento professionale e l’illustrazione dei codici deontologici, con una breve carrellata sulle sentenze emesse dall’Ordine, completano l’esposizione.

L’ordinamento professionale e l’illustrazione dei codici deontologici, con una breve carrellata sulle sentenze emesse dall’Ordine, completano l’esposizione. Nella nuova edizione vengono illustrate le novità introdotte dal Testo unico di deontologia del 2016 e le conseguenze della recente sentenza della Corte di giustizia europea in materia di diritto all’oblio in ambito digitale e, in particolare, in relazione alla deindicizzazione degli articoli.
Carlo Bartoli, laureato in Filosofia a Firenze, è giornalista professionista dal 1985. Presidente dell’Ordine dei giornalisti della Toscana, è stato presidente dell’Associazione Stampa Toscana e consigliere nazionale dell’Inpgi. Ha lavorato a «Paese Sera», a «La Nazione» e, per oltre trenta anni, a «Il Tirreno». Insegna “Web, linguaggi e strategie della comunicazione” all’Università di Pisa. Effettua lezioni e conferenze all’Università di Firenze e a vari Festival del giornalismo.

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