BUGLI: INCHIESTA GIURLANI, “SU UNCEM RESPONSABILITÀ POLITICA NON C’È”

14-oreste-giurlani-cropped-25Su Uncem, “si vuole buttare la cosa su una responsabilita’ politica, laddove non mi sembra che ci sia, e comunque non credo che i nostri dirigenti, che sono considerati fra quelli migliori a livello italiano, nei rendiconti delle spese abbiano” sbagliato. “Capisco che c’e’ tutta questa enfasi di caricare politicamente la cosa, pero’ mi sembra un po’ eccessivo”. Lo afferma l’assessore regionale con delega alla Presidenza, Vittorio Bugli a margine di una conferenza stampa in merito alle ultime esternazioni di Giovanni Donzelli.

Il capogruppo di Fratelli d’Italia ha fatto notare che a suo avviso la Giunta regionale avrebbe dovuto denunciare la sezione toscana dell’associazione dei comuni montani per il mancato trasferimento alle amministrazioni cittadine dei fondi stanziati per dei progetti. “Non so se Donzelli sia esperto in materia- punge l’assessore-, ma io mi fido dell’operato dei dirigenti della Regione. A loro spetta il compito di prendere tutte le azioni che ritengono opportune”. Ad avviso dell’assessore la questione e’ stata ben esposta in sede di risposta alle interrogazioni di Fratelli d’Italia. “Sono cessati a un certo punto i nostri finanziamenti, perche’ da parte di Uncem non e’ stato dato corso a quanto stabilito nei contratti. Pero’- precisa-, quelle sono materie ben disciplinate da una normativa della quale sono responsabili i dirigenti. Come accade con un’azienda nella concessione di finanziamenti e’ il dirigente che deve fare rispettare le regole, e a controllare”.

Le commissioni di inchiesta in Toscana “sono state fatte su varie argomenti, penso che possa essere utile” nel caso di Uncem, “per una parte che non mi sembra riguardi l’oggetto principale della materia”. Lo spiega l’assessore regionale. L’oggetto principale, cosi’ definito, riguarda “l’appropriazione indebita dentro un’associazione che e’ esterna rispetto alla Regione- chiarisce Bugli-. Su questo non so quanto la commissione possa andare ad operare, in modo particolare perche’ c’e’ in corso l’intervento della magistratura”. L’utilita’ di una commissione di inchiesta in Consiglio regionale non solo sarebbe circoscritta, ma si allontanerebbe dal cuore delle accuse di peculato e di corruzione che hanno colpito il sindaco di Pescia ed ex presidente di Uncem Toscana, Oreste Giurlani. Di conseguenza, evidenzia, “vedo che c’e’ un’attenzione particolare sui finanziamenti che la Regione ha concesso in base a dei progetti fatti ad hoc con Uncem. Su quello penso che la commissione possa essere una cosa utile”.

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IL SINDACO DI PESCIA GIURLANI SI DIMETTE DA ANCI

Pescia Anci dimette Pescia

Oreste Giurlani, sindaco di Pescia arrestato per peculato, ricopriva la carica di vicepresidente dell’Anci Toscana. Associazione: “ribadiamo la fiducia nella magistratura.”

Oreste Giurlani, il sindaco di Pescia (Pistoia) arrestato lo scorso 1 giugno per peculato nell’ambito di un’inchiesta della procura di Firenze, ha presentato stamani le sue dimissioni dall’incarico di vice presidente dell’Anci Toscana. Lo rende noto la stessa Associazione dei Comuni, il cui direttivo toscano, già convocato per oggi pomeriggio nella sede fiorentina e presieduto dal presidente Matteo Biffoni, ha preso atto delle dimissioni. Giurlani, ricorda Anci, era uno dei cinque vicepresidenti dell’Associazione toscana. “Il direttivo – conclude la nota – ha ribadito la fiducia nelle indagini della magistratura, auspicando che la vicenda si possa chiarire al più presto”.

Giurlani sarebbe accusato di essersi impossessato di oltre 570mila euro dalle casse dell’Uncem (Unione Comunità Montane) Toscana, di cui è stato presidente dal 2005 al 2016. Agli arresti domiciliari, misura cautelare emessa dal gip del Tribunale di Firenze, Anna Donatella Liguori, su richiesta della Procura della Repubblica diretta dal procuratore capo, Giuseppe Creazzo, Giurlani aveva inserito, tra le presunte giustificazioni di spese fasulle accertate, quelle per il carburante, come se avesse percorso 500 chilometri al giorno per lunghi periodi. I finanzieri hanno perquisito l’abitazione di Giurlani e un altro appartamento nella sua disponibilità a Pescia, l’ufficio del sindaco nella sede del Comune di Pescia, e un locale ancora nella sua disponibilità nella sede dell’Uncem a Firenze.

Appena 15 giorni erano bastati al sostituto della procura di Firenze Tommaso Coletta e agli investigatori della guardia di finanza per controllare la contabilità dell’Uncem Toscana e arrivare a mettere alla sbarra il sindaco di Pescia. “Duole constatare che ciò è stato possibile per l’assenza di un sistema di controlli sulle spese di enti di questo tipo”. Aveva fatto notare il procuratore della Repubblica di Firenze, Giuseppe Creazzo, specificando ancora che “non c’è stato controllo della contabilità, non esiste in Uncem un organo di revisione e controllo”.

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ARRESTO SINDACO DI PESCIA, M5S: “PD DOVEVA SFIDUCIARLO UN ANNO FA”

Giurlani: no fusioni dall'alto per piccoli comuni arresto Giurlani

Sull’arresto del sindaco di Pescia Oreste Giurlani si sono espressi consiglieri regionali M5s: “Il Pd doveva sfiduciarlo un anno fa, sapevano e non hanno fatto nulla?”

“L’arresto di Oreste Giurlani ci riporta indietro di un anno, quando chiedemmo che prima di ogni integrazione Uncem-Anci fosse fatta un’operazione di trasparenza almeno sulla gestione toscana in capo all’attuale sindaco di Pescia. Il Pd, del quale Giurlani fa parte, andò dritto ignorando la richiesta. A questo punto, visto come è andata, devono a noi e ai cittadini almeno una risposta: sapevano e hanno cercato di eludere il problema?”. Lo affermano i consiglieri regionali M5s Giacomo Giannarelli e Gabriele Bianchi, a commento della misura di custodia per peculato disposte nei confronti del sindaco di Pescia ed ex presidente di Uncem Toscana Oreste Giurlani.

“Un anno fa agimmo a tutti i livelli istituzionali per approfondire i problemi amministrativi di Uncem Toscana – aggiungono in una nota -, e insieme alla senatrice Laura Bottici riuscimmo ad ottenere alcune conferme. Se il Pd avesse avuto seriamente a cuore l’interesse generale avrebbe dovuto da tempo sfiduciare la gestione Giurlani, mentre l’ha difesa fino a sostenere come sindaco di Pescia una persona arrestata oggi per peculato. Un reato odioso che colpisce proprio la fiducia dei cittadini nei rappresentanti istituzionali” concludono i Cinque Stelle.

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ARRESTO SINDACO DI PESCIA, M5S: “PD DOVEVA SFIDUCIARLO UN ANNO FA”

Giurlani: no fusioni dall'alto per piccoli comuni arresto Giurlani

Sull’arresto del sindaco di Pescia Oreste Giurlani si sono espressi consiglieri regionali M5s: “Il Pd doveva sfiduciarlo un anno fa, sapevano e non hanno fatto nulla?”

“L’arresto di Oreste Giurlani ci riporta indietro di un anno, quando chiedemmo che prima di ogni integrazione Uncem-Anci fosse fatta un’operazione di trasparenza almeno sulla gestione toscana in capo all’attuale sindaco di Pescia. Il Pd, del quale Giurlani fa parte, andò dritto ignorando la richiesta. A questo punto, visto come è andata, devono a noi e ai cittadini almeno una risposta: sapevano e hanno cercato di eludere il problema?”. Lo affermano i consiglieri regionali M5s Giacomo Giannarelli e Gabriele Bianchi, a commento della misura di custodia per peculato disposte nei confronti del sindaco di Pescia ed ex presidente di Uncem Toscana Oreste Giurlani.

“Un anno fa agimmo a tutti i livelli istituzionali per approfondire i problemi amministrativi di Uncem Toscana – aggiungono in una nota -, e insieme alla senatrice Laura Bottici riuscimmo ad ottenere alcune conferme. Se il Pd avesse avuto seriamente a cuore l’interesse generale avrebbe dovuto da tempo sfiduciare la gestione Giurlani, mentre l’ha difesa fino a sostenere come sindaco di Pescia una persona arrestata oggi per peculato. Un reato odioso che colpisce proprio la fiducia dei cittadini nei rappresentanti istituzionali” concludono i Cinque Stelle.

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ARRESTATO SINDACO PESCIA GIURLANI PER PECULATO

10363992_10152158447741589_1286007369968913782_nArrestato per peculato il sindaco di Pescia (Pistoia), Oreste Giurlani. E’ accusato di essersi impossessato di oltre 570mila euro provenienti dalle casse dell’Uncem Toscana, di cui è stato presidente dal 2005 al 2016, trasferendo il denaro sul proprio conto corrente.

I militari del comando provinciale della Guardia di Finanza di Firenze hanno eseguito stamani un’ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari emessa dal gip del Tribunale di Firenze, Anna Donatella Liguori, su richiesta della Procura della Repubblica diretta dal procuratore capo, Giuseppe Creazzo. Il provvedimento giudiziario ha riguardato Giurlani nella sua veste di ex presidente dell’Uncem Toscana (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani).

Le investigazioni svolte dai finanzieri del Gruppo Tutela Spesa Pubblica del Nucleo di Polizia Tributaria di Firenze – coordinate dal sostituto procuratore Tommaso Coletta – hanno permesso di accertare che Giurlani, nel periodo compreso tra il 2012 ed il 2016, si è indebitamente appropriato di denaro appartenente all’Uncem, del quale è stato presidente dal 2005 al 2016, trasferendo dal conto corrente dell’associazione – di cui aveva la disponibilità diretta – sul proprio conto corrente personale, la somma complessiva di oltre 570.000 euro.

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