Biotestamento: Bambagioni, lettera Gesualdi è manifesto

Biotestamento: Bambagioni, lettera Gesualdi è manifesto

“Per approvazione rapida legge testamento biologico Parlamento”.

“Ritengo questa lettera un manifesto per l’Italia ed il mondo intero che può aiutare il dibattito a superare le divisioni arrivando ad approvare rapidamente la legge sul testamento biologico in Parlamento. La tua iniziativa obbliga tutti coloro che hanno responsabilità a confrontarsi con la bellezza e la concretezza della tua lettera’. Lo scrive il consigliere regionale Pd Paolo Bambagioni rivolgendosi all’ex allievo di don Milani, Michele Gesualdi dopo la sua lettera sul biotestamento.

Nella missiva, prosegue Bambagioni, “hai spiegato benissimo, con estremo coraggio ed alla luce della Fede la differenza tra cura e accanimento terapeutico e la libertà di accettare la tappa finale della vita terrena e la nascita al cielo. Un atto di civiltà, di rispetto per non lasciare sole tante persone che soffrono con i loro familiari”.

Bambagioni sottolinea la propria “ammirazione, per l’importantissimo contributo al dibattito che hai voluto dare con la tua testimonianza. Del resto è una nuova battaglia di civiltà a cui non ti sei voluto sottrarre nel rispetto della missione a cui don Lorenzo Milani ti ha educato e che te hai fatto propria, come del resto tutta la tua vita dimostra: combattere le ingiustizie sociali con concrete scelte politiche”, conclude.

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Bambagioni, PD: no trasparenza e truffa tessere

Bambagioni, PD: no trasparenza e truffa tessere

Le accuse di Bambagioni: “Violenza e truffa presentare altre 130 tessere fittizie fuori tempo massimo per ribaltare l’esito voluto dai cittadini”.

“Una denuncia politica” rispetto a “mancanza di trasparenza” e rischi di possibile “truffa”, come “successo a Signa”, nel tesseramento del Pd in Toscana che in questa fase si è dimostrato essere “antidemocratico”. É quanto spiegato oggi in conferenza stampa dal consigliere regionale Pd Paolo Bambagioni, esponente della corrente interna al partito che fa riferimento a Michele Emiliano. Alla conferenza era annunciato anche Valerio Fabiani, segretario Pd della Val di Cornia Elba e coordinatore regionale Dems, la corrente interna che fa capo al Ministro della Giustizia Andrea Orlando, che non è però venuto a causa, ha spiegato Bambagioni, di impegni a livello locale.

“Dove si percepiva l’iscrizione di “fedeli al capo” la si è favorita – ha sottolineato – mentre a Signa, dove la partecipazione poteva essere in discussione rispetto alla linea renziana, si è addirittura preteso che il segretario locale vedesse in faccia chi voleva iscriversi per la prima volta. Il partito è stato aperto solo per 4-5 ore – ha ricordato -, si è fatto fare alle persone anche 50 minuti di fila, costringendole poi a un interrogatorio di 15 minuti in cui è stato chiesto, ad esempio, chi era il presidente del Consiglio e chi il segretario del Pd”. Secondo il consigliere regionale “a Signa dopo dopo una regolare e faticosa selezione di 293 iscritti certificati, dalla quale risultavamo vincitori, ma nella settimana successiva alla chiusura del tesseramento sono state prodotte altre 130 tessere circa. Non le abbiamo ancora viste e vogliamo capire se siano fittizie”.

Per Bambagioni “è una violenza presentare altre 130 tessere fittizie fuori tempo massimo per ribaltare l’esito voluto dai cittadini” ed è una “truffa”. “Il mandante politico di tutto questo – ha detto ancora – è la consigliere regionale Monia Monni che oltretutto si sta proponendo come futuro segretario toscano dicendo di volere un partito diverso e più aperto”.

“Chiamo in causa il segretario nazionale Matteo Renzi perché si occupi della questione di
Signa, e venga a ripristinare questa ingiustizia” ha proseguito Bambagioni che ha spiegato di pensare anche a un “ricorso interno al partito” e ha sottolineato che quello di Signa, “non è l’unico caso di territori dove i renziani erano in minoranza e hanno cercato di imporsi in maniera non democratica”.
“A Piombino, ad esempio, il giorno della chiusura del tesseramento al segretario locale”, il
solo che aveva a disposizione le tessere, “ne è stato portato un pacchetto da 320 da parte di un consigliere regionale. Una modalità anomala”. Questo, ha spiegato, “perché alcuni consiglieri regionali hanno una deroga e avere e autenticare le tessere in maniera autonoma”. Secondo Bambagioni, “c’è poi il caso di Massa Carrara dove sono arrivati, sempre in deroga attraverso parlamentari e consiglieri regionali, pacchi di tessere non vagliate o controllate”.
Sulla questione è intervenuta la consigliera regionale Pd Monia Monni, chiamata in causa dal collega Bambagioni che ha lamentato mancanza di trasparenza nel tesseramento del Pd, in vista della stagione congressuale locale a Signa, indicandola come “mandante politica di quanto avvenuto. “Non ho idea di cosa si stia parlando. L’unico interessamento alla questione è il fatto che sono venuta a sapere di una segnalazione alla commissione di garanzia del congresso fatta dal segretario comunale Gabriele Scalini rispetto a un tesseramento anomalo fatto a Signa, proprio a opera del consigliere Paolo Bambagioni”.
“Piuttosto so di persone accompagnate al tesseramento dall’assistente di Bambagioni in Consiglio regionale – ha aggiunto -. Non mi sono interessata del tesseramento a Signa, come ogni consigliere regionale dovrebbe fare perché questo spetta ai segretari dei circoli”. Secondo Monni, “l’unica cosa che mi sento è dare la mia vicinanza al segretario Gabriele Scalini, che ha tutta la mia stima, è persona intelligente, onesta, molto rispettosa delle regole e molto autonoma e non ha certo bisogno di prendere la linea da me”.
“Sono molto serena e ho piena fiducia in lui e nella sua correttezza, lo verificheranno gli organismi di controllo delle operazioni congressuali del partito”, ha concluso.

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Forteto: domani vittime abusi a udienza dal Papa

Forteto: domani vittime abusi a udienza dal Papa

Una delegazione delle vittime della comunità Il Forteto, il cui ”guru” Rodolfo Fiesoli è stato condannato in appello a 15 anni e 10 mesi per maltrattamenti e violenze sessuali anche su minori, parteciperà domani all’udienza generale del Papa, incontrando successivamente il pontefice.

“Un incontro di alto valore morale che mi auguro contribuisca a fare assumere alla vicenda la dimensione nazionale che ancora oggi manca”, commenta oggi, alla vigilia
dell’udienza, il consigliere regionale della Toscana del Pd Paolo Bambagioni, presidente della commissione consiliare che ha indagato sulle responsabilità politiche ed istituzionali della vicenda.

La delegazione, ricorda Bambagioni, sarà “accompagnata dal cardinale Giuseppe Betori, a cui dobbiamo essere grati per aver promosso l’incontro”.

“L’incontro tra il Papa Francesco e alcune della vittime di abusi sessuali perpetuati per quasi 30 anni dal fondatore Rodolfo Fiesoli e da alcuni capi della comunità/ cooperativa
agricola ”Il Forteto” è un fatto di straordinaria importanza” ed è “un grande riconoscimento morale per tutte le vittime della comunità ”Il Forteto” che dopo anni di denunce cascate nel vuoto oggi vedono un riconoscimento ufficiale della massima autorità cristiana che si aggiunge a quella della magistratura giudicante fiorentina e della commissione regionale d’inchiesta. Mi auguro che – conclude Bambagioni – questo incontro portando le atroci vicende su un livello nazionale contribuisca a dare quella spinta decisiva che ancora manca per rimuovere i responsabili della comunità dalla guida della cooperativa attraverso un provvedimento di Commissariamento che
il Governo e il Ministro Calenda dovrebbero promuovere immediatamente”.

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IL SENATO DA’ IL VIA ALL’ESAME PER COMMISSIONE DI INCHIESTA SU ‘FORTETO’

Il Forteto commissione inchiesta Senato

Il Senato ha dato il via all’esame per istituzione di una commissione d’inchiesta su “Il Forteto”. La commissione è composta da venti senatori e venti deputati con poteri ispettivi.

L’Aula del Senato ha avviato l’esame per l’istituzione di una commissione d’inchiesta sui fatti accaduti presso la comunità toscana per minori “Il Forteto”. La Commissione, chiesta a gran voce dal Questore M5S Laura Bottici, è composta da venti senatori e da venti deputati, è dotata di specifici poteri ispettivi e dovrebbe, come si legge nella relazione, “accertare i fatti e le ragioni per cui le pubbliche amministrazioni e le autorità giudiziarie interessate, comprese quelle investite di poteri di vigilanza, abbiano proseguito ad accreditare come interlocutore istituzionale la comunità ‘Il Forteto’, anche a seguito di provvedimenti giudiziari riguardanti abusi sessuali e maltrattamenti riferiti a condotte all’interno de ‘Il Forteto'”.

“E’ un’ottima notizia perché rilancia i veri temi del Forteto.”, così era stata commentato il via libera alla commissione di inchiesta il consigliere regionale Pd Paolo Bambagioni, che ha presieduto la seconda commissione di inchiesta del Consiglio della Toscana su Il Forteto.  Veri temi che sarebbero “da una parte la denuncia pubblica dei fatti con il risarcimento anche morale delle vittime, che deve giungere anche ai livelli massimi del nostro sistema istituzionale. E dall’altro c’è il tema concreto del commissariamento della cooperativa” aveva specificato. Sì perché, su quest’ultimo tema “la giustizia che c’è stata in termini di condanne – aveva aggiunto – non c’è stata a livello di concretezza nel togliere la gestione della cooperativa ai fedelissimi” del guru Fiesoli, “che continuano a tenere saldamente in mano quello che è il cuore economico della setta”.

Il presidente della Regione Rossi aveva commentato la notizia del commissariamento con cautela: “mi pare che tutto sia stato già detto, sia nelle risultanze della procura della Repubblica dove c’è stato un processo, ci sono gli atti, c’è stata un’indagine anche mi pare assolutamente ben fatta ed anche condotta con equilibrio, e poi c’è anche un’indagine del Consiglio regionale.” In conclusione “se ne vogliono fare un’altra, sia fatta” aveva chiuso.

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