Forteto: cooperativa dice no ad archiviazione querela Bambagioni

Forteto: cooperativa dice no ad archiviazione querela Bambagioni

Si terrà il 18 dicembre l’udienza per l’opposizione della Cooperativa il Forteto contro l’archiviazione di una querela nei confronti dell’ex presidente della seconda commissione d’inchiesta del Consiglio regionale della Toscana, Paolo Bambagioni (Pd), per le dichiarazioni rilasciate in due interviste.


“Devo difendermi dall’accusa di aver infangato l’onorabilità della cooperativa – ha detto stamani Bambagioni in merito alla querela relativa a due interviste su Forteto – sostanzialmente per aver dichiarato che non c’è grossa distinzione tra la fondazione e la cooperativa. Quello che ho detto è contenuto all’interno delle due commissioni d’inchiesta regionali ed è sotto gli occhi di tutti: siamo arrivati a parlare di setta, quindi è evidente che nella setta chi comanda è una persona sola, e questo emerge non solo dai lavori della commissione, ma anche nelle sentenze”.


“Mi domando – si chiede l’ex presidente e consigliere regionale – come mai abbiano deciso di fare una nuova iniziativa giudiziaria contro di me, dopo che era stata archiviata dal giudice. Alzano il tiro e attaccano tramite me l’istituzione Consiglio regionale? È un’intimidazione? Certamente è una mancanza di rispetto verso la nostra azione, che è stata un’azione di ricerca della verità, della giustizia e di sostegno alle vittime”.


“A oggi – ha concluso Bambagioni – nonostante due commissioni votate all’unanimità dal Consiglio regionale e tre sentenze del tribunale, Fiesoli è a piede libero, mentre due vittime stanno perdendo il lavoro, licenziate dalla Cooperativa e io oggi vengo chiamato in causa con una querela: bisognerebbe che la vicenda venisse presto rimessa sulla giusta via, ma mi sembra si stia andando al contrario.”

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Forteto: consiglieri Toscana chiedono a ministro Di Maio, commissariamento

Forteto: consiglieri Toscana chiedono a ministro Di Maio, commissariamento

Un appello, voluto da una parte dei consiglieri della regione Toscana al ministro del lavoro e dello sviluppo economico Luigi Di Maio, per arrivare quanto prima al commissariamento della cooperativa il Forteto.

I consiglieri regionali che hanno lanciato l’appello a Di Maio sono: Jacopo Alberti (Lega), Andrea Quartini (Movimento 5 Stelle), Paolo Marcheschi (capogruppo Fratelli d’Italia) e Paolo Bambagioni (Partito Democratico) insieme al deputato Giovanni Donzelli (Fratelli d’Italia) nel corso di una conferenza stampa nella sede dell’Assemblea toscana a Firenze.

L’appello trae spunto dalla recente comunicazione del consiglio d’amministrazione della cooperativa che ha annunciato l’esclusione da soci di 34 persone interessate dall’inchiesta che ha coinvolto la comunità fondata da Rodolfo Fiesoli. Tra questi ci sarebbero anche sei tra le vittime e i testimoni del processo.

Presenti all’iniziativa odierna due dei testimoni a cui è stato notificato il procedimento di esclusione dalla cooperativa per i fatti emersi durante il processo. “Fatti marginali che non hanno interessato i giudici”, ha affermato l’avvocato Andrea Coffari, usati ora come “atto ritorsivo”.

“La nuova richiesta di commissariamento a Di Maio è un atto bipartisan” ha detto Quartini, dicendosi convinto che si arriverà a breve al provvedimento, mentre Bambagioni, già presidente della seconda commissione regionale su il Forteto, ha ricordato che il 13 luglio, appena insediato il nuovo Governo, aveva indirizzato al nuovo ministro una richiesta di intervento.

Di “atto mafioso per colpire chi si dissocia o si pente” ha parlato invece Donzelli. “Fiesoli a piede libero e i testimoni licenziati è un paradosso insostenibile” ha aggiunto il parlamentare di Fratelli d’Italia rivolgendo un appello al presidente della Camera Roberto Fico perché venga calendarizzata al più presto l’istituzione della Commissione bicamerale d’inchiesta sul Forteto, già approvata dal Senato.

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Firenze, Forteto: Bambagioni (PD) e Quartini (M5S) scrivono a Di Maio e Bonafede

Firenze, Forteto: Bambagioni (PD) e Quartini (M5S) scrivono a Di Maio e Bonafede

Oggi a Firenze, Paolo Bambagioni (Pd), presidente della commissione d’inchiesta del Consiglio regionale della Toscana, e l’ex membro della commissione Andrea Quartini (M5s), hanno presentato l’iniziativa di sollecito a Di Maio e Bonafede per il caso della cooperativa agricola ”Il Forteto”.

Nell’iniziativa rientrano una lettera al ministro dello Sviluppo economico Di Maio per sollecitare il commissariamento della cooperativa agricola Forteto; e una lettera al ministro della Giustizia Bonafede per chiarire i motivi della scarcerazione di Rodolfo Fiesoli. Come è indicato nel documento, la richiesta è quella di “accelerare il processo che lo deve ricondurre in stato di detenzione”.

Secondo Bambagioni, che ha parlato in una conferenza stampa insieme al presidente dell’associazione ‘Vittime del Forteto’, Sergio Pietracito, e all’ex socio fondatore (ora accusatore) Gino Calamai, è necessario che Bonafede “intervenga con un’ispezione, con un’accelerazione su questo processo in corso, e comunque con delle limitazioni alla libertà di quest’uomo”, perché “i legami che ci sono fra quest’uomo e la magistratura, che sono emersi anche nel lavoro della commissione, sono profondi e terribili, quindi è bene denunciare queste cose, che si ripercorra il percorso per capire se l’iniziativa è stata legittima o meno”.

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Rifiuti, Toscana: Economia circolare entra in Statuto

Rifiuti, Toscana: Economia circolare entra in Statuto

Il Consiglio regionale della Toscana ha approvato oggi a maggioranza la modifica, prima firmataria la vicecapogruppo Pd Monia Monnia, agli articoli 3 e 4 del testo. Il voto ha visto l’astensione di Lega, Fi, Fdi e di Bambagioni(Pd).

“E’ un atto che sancisce una netta svolta culturale, ormai improrogabile – ha affermato il presidente della commissione affari istituzionali della Toscana, Giacomo Bugliani, illustrando il documento all’aula – nell’approccio a queste tematiche, andando a modificare l’apparato normativo che contiene i criteri ispiratori dell’azione di governo del territorio toscano; si stabilisce, così, a livello statutario, il principio dell’economia circolare come fondamentale”.

Nello specifico, ha spiegato Bugliani, viene aggiunto un articolo 3 bis che inserisce tra i princìpi generali la promozione delle “condizioni per uno sviluppo sostenibile per la soddisfazione dei bisogni della generazione presente e la salvaguardia della vita delle generazioni future”, mentre nell’articolo 4 viene inclusa, tra le finalità principali, “la promozione dell’economia circolare, quale modello economico idoneo a rigenerarsi da solo, attraverso la valorizzazione degli scarti di consumo, l’estensione del ciclo vita dei prodotti, la condivisione delle risorse, l’impiego di materie prime seconde e l’uso di energia da fonti rinnovabili”.
“Nello statuto abbiamo già il riferimento allo sviluppo sostenibile, che mi sembra più che sufficiente”, ha detto Bambagioni commentando la sua astensione al voto. “Se veramente si vuole dare un contributo al nostro ambiente abbiamo cose più concrete: proposte di investimenti in energia green ferme da anni per colpa della burocrazia e di mancate scelte, quindi ho stimolato il Consiglio a misurarsi su queste, chiedendo che venga dedicata una seduta apposita per trattare tutte le pratiche che abbiamo ferme”.
“Dobbiamo dare risposte, oggi i rifiuti si producono e ci deve essere un sistema efficiente che contiene i prezzi. Quella del termo valorizzatore è una strada che seguiamo da vent’anni e che ora si abbandona. Queste sono inefficienze della politica che si scaricano sull’ambiente e sulle tasche dei cittadini”.
Per Monia Monni, vice capogruppo del Pd e prima firmataria della proposta, “oggi abbiamo messo il primo mattone per la svolta verde in Toscana”. “Registro anche – ha spiegato – come M5s e Lega Nord abbiano votato in modo difforme, favorevoli i primi e astenuti i secondi. Segno di una diversità profonda che continua a palesarsi ad ogni voto espresso in aula”.
Commentando l’astensione del collega di partito, ha aggiunto di preferire la politica “che non subisce i cambiamenti, ma li anticipa e li governa. Paolo ha una visione diversa dalla mia, la ritengo un po’ polverosa e attaccata a vecchi schemi, ma rispetto il suo voto”.

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Bambagioni: “commissariare coop del Forteto”

Bambagioni: “commissariare coop del Forteto”

Il presidente della seconda commisone d’inchiesta sul Forteto scrive al ministro Calenda: “Con Fiesoli condannato, rimane da affrontare il tema della guida della cooperativa agricola”.

Una lettera al ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda sulla vicenda del Forteto per ribadire la necessità di commissariare la cooperativa agricola, alla luce della condanna definitiva del fondatore della comunità Rodolfo Fiesoli.

L’ha scritta il consigliere regionale Pd, presidente della seconda commissione di inchiesta toscana sul Forteto, Paolo Bambagioni. “Quella de ‘Il Forteto’ non è uno dei tanti casi di abusi e violenze su minori”, sottolinea, e “ora che Rodolfo Fiesoli è stato condannato con sentenza definitiva dalla Cassazione, rimane da affrontare il tema della guida della cooperativa agricola sorta negli anni ’70 contemporaneamente alla comunità”.

Bambagioni sottolinea che “il commissariamento della cooperativa Il Forteto, oltre ad essere un atto di giustizia, sarebbe un atto di salvaguardia della realtà economica in quanto verrebbero ripristinati condizioni di neutralità e indipendenza rispetto a coloro che si sono macchiati di questi crimini”.

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