Toscana, Pd: Zingaretti in testa dopo primi congressi degli iscritti

Toscana, Pd: Zingaretti in testa dopo primi congressi degli iscritti

Primo giro di boa per le “convenzioni” di circolo del Partito Democratico in Toscana, iniziate lunedì 7 gennaio scorso.  Al termine del primo weekend Zingaretti ha raccolto 756 voti, Martina 623, Giachetti 222, Saladino 17, Boccia 6 e Corallo 4.

Anche se si tratta di dati parziali, il primo posto di Zingaretti, dal Comitato Piazza Grande viene sottolineata l’indicazione che arriva dai circoli: “La Toscana sta dando un segnale forte di cambiamento, a favore di un PD più aperto e inclusivo, capace di dialogare e di ricostruire un centrosinistra che torni a rappresentare il Paese.”
“Continueremo a lavorare in queste settimane per far conoscere la proposta di Nicola Zingaretti a tutta le cittadine ed i cittadini toscani, per arrivare all’appuntamento cruciale delle Primarie aperte del 3 marzo”, conlcude il comunicato di Piazza Grande.

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PD, Fabiani: ” Bonafè metta in pratica volontà di unità”

PD, Fabiani: ” Bonafè metta in pratica volontà di unità”

Valerio Fabiani, sconfitto ieri da Simona Bonafè nella corsa alla segreteria regionale toscana del Pd, in una nota fa i complimenti alla neo segretaria che ora “ha una grande e importante responsabilità”.

Poi Fabiani ringrazia tutti coloro che hanno sostenuto la sua candidatura (“il risultato regionale vicino al 40% è assolutamente straordinario e impensabile fino a poche settimane fa”), sottolineando come “migliaia di toscani sono andati alle urne per chiedere al Partito democratico una nuova stagione, profondamente diversa per metodi e impostazione politica rispetto al recente passato”.

Da qui la convinzione di Fabiani che “anche chi ha vinto non può non riconoscere la portata e il valore di questo segnale, che vogliamo mettere a disposizione di tutto il partito”. In particolare sottolinea nella nota, i “risultati particolarmente alti in città dove il centrosinistra ha già perso, come Pisa, Arezzo e Livorno, dove c’è stato un sostanziale pareggio alle Primarie, o Siena, dove abbiamo vinto”.

“Qui il popolo democratico è particolarmente consapevole di quanto sia urgente ed essenziale un cambio di passo per tornare a vincere”, aggiunge l’esponente dell’area orlandiana, mandando chiaro un messaggio alla neo segretaria.

“Chiediamo a Simona Bonafé di mettere in pratica la volontà di unità che ha dichiarato: venga incontro a questa richiesta di cambiamento, ne acquisisca proposte e idee e dia segnali concreti proiettati al futuro e non al passato. Solo così garantirà piena cittadinanza al 40% circa del popolo democratico e una gestione del partito che possa portare il Pd e il centrosinistra a vincere i molti comuni al voto l’anno prossimo e le Regionali nel 2020, bloccando l’avanzata leghista”, conclude Fabiani.

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PD Toscana: mozione per revoca incarico a ministro per la Famiglia Fontana

PD Toscana: mozione per revoca incarico a ministro per la Famiglia Fontana

I consiglieri regionali Pd Leonardo Marras (capogruppo) e Alessandra Nardini, hanno commentato le recenti dichiarazioni del sindaco di Stazzema (Lucca) e presidente del Parco nazionale della Pace, Maurizio Verona, che ha chiesto la revoca dell’incarico al ministro per la Famiglia Lorenzo Fontana per le sue parole sulla legge Mancino.

“Il sindaco di Stazzema ha pienamente ragione: il ministro Fontana deve dimettersi e c’è bisogno di inasprire le pene contro il ritorno del fascismo, l’esatto contrario dell’abolizione della legge Mancino”- hanno affernato i due esponenti Pd.

Marras e Nardini annunciano inoltre, in una nota, una mozione perché “vogliamo che il Consiglio regionale si esprima su questa vicenda istituzionale gravissima e che, come fatto in altre recenti occasioni, torni a chiedere norme intransigenti per combattere ogni rigurgito di fascismo e ogni forma di razzismo”.

“La posizione del ministro Fontana sulla legge Mancino è incompatibile con il giuramento sulla nostra Costituzione – sottolineano gli esponenti Pd -, che si fonda sui valori dell’antifascismo e ripudia ogni forma di discriminazione”.

Per Marras e Nardini, “c’è il rischio concreto di una pesante involuzione su questi temi, e se il ministro, nonostante la tiepida dissociazione del premier Conte e del vice Di Maio, continua su questa strada non gli rimane che dimettersi. Anzi, meglio sarebbe che fosse il presidente del Consiglio a rimuoverlo o che il Parlamento intervenga con una mozione di sfiducia”.

“Dalla Toscana- concludono- terra di antifascismo e culla dei diritti civili, deve venire un segnale forte”.

 

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PD Toscana: mozione per revoca incarico a ministro per la Famiglia Fontana

PD Toscana: mozione per revoca incarico a ministro per la Famiglia Fontana

I consiglieri regionali Pd Leonardo Marras (capogruppo) e Alessandra Nardini, hanno commentato le recenti dichiarazioni del sindaco di Stazzema (Lucca) e presidente del Parco nazionale della Pace, Maurizio Verona, che ha chiesto la revoca dell’incarico al ministro per la Famiglia Lorenzo Fontana per le sue parole sulla legge Mancino.

“Il sindaco di Stazzema ha pienamente ragione: il ministro Fontana deve dimettersi e c’è bisogno di inasprire le pene contro il ritorno del fascismo, l’esatto contrario dell’abolizione della legge Mancino”- hanno affernato i due esponenti Pd.

Marras e Nardini annunciano inoltre, in una nota, una mozione perché “vogliamo che il Consiglio regionale si esprima su questa vicenda istituzionale gravissima e che, come fatto in altre recenti occasioni, torni a chiedere norme intransigenti per combattere ogni rigurgito di fascismo e ogni forma di razzismo”.

“La posizione del ministro Fontana sulla legge Mancino è incompatibile con il giuramento sulla nostra Costituzione – sottolineano gli esponenti Pd -, che si fonda sui valori dell’antifascismo e ripudia ogni forma di discriminazione”.

Per Marras e Nardini, “c’è il rischio concreto di una pesante involuzione su questi temi, e se il ministro, nonostante la tiepida dissociazione del premier Conte e del vice Di Maio, continua su questa strada non gli rimane che dimettersi. Anzi, meglio sarebbe che fosse il presidente del Consiglio a rimuoverlo o che il Parlamento intervenga con una mozione di sfiducia”.

“Dalla Toscana- concludono- terra di antifascismo e culla dei diritti civili, deve venire un segnale forte”.

 

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Pd Toscana: primarie aperte il 14 ottobre

Pd Toscana: primarie aperte il 14 ottobre

Via al percorso per il congresso regionale del Pd toscano, le primarie aperte per l’elezione del segretario regionale del Pd toscano e dei 500 membri dell’assemblea sono fissate per domenica 14 ottobre dalle 8 alle 20.

Le primarie aperte per l’elezione del segretario regionale del Pd toscano e dei 500 membri dell’assemblea sono fissate per domenica 14 ottobre dalle 8 alle 20. Lo ha deciso ieri la direzione regionale, che ha approvato il regolamento congressuale.

Le candidature a segretario e le relative linee politico-programmatiche vanno depositate alla Commissione regionale entro il 10 settembre. Tutte le candidature devono essere sottoscritte da almeno il 10% dei componenti dell’assemblea regionale uscente oppure da un minimo di 150 iscritti distribuiti in almeno la metà delle federazioni territoriali della Toscana.

Come previsto dallo Statuto, in una prima fase saranno gli iscritti del PD a pronunciarsi, discutendo le linee politiche e votando il candidato segretario nelle riunioni dei rispettivi circoli nel periodo 15-26 settembre.

C’è poi la seconda fase, quella delle cosiddette “primarie” aperte, in cui si vota per i 500 membri dell’assemblea e per il segretario. Alla consultazione accedono i tre candidati (o meno di tre, se le candidature fossero in numero inferiore) che nella consultazione preventiva nei circoli abbiano ottenuto il consenso del maggior numero di iscritti purché abbiano ottenuto almeno il cinque per cento dei voti validamente espressi e, in ogni caso, quelli che abbiano ottenuto almeno il quindici per cento dei voti validamente espressi e la medesima percentuale in almeno un terzo dei coordinamenti territoriali.

Alle primarie hanno diritto di voto tutte le elettrici e gli elettori che dichiarino di ricono­scersi nella proposta politica del Partito. Ad ogni elettore è richiesto un contributo di due euro. Gli iscritti al Partito Democratico non sono tenuti al versamento.

Gli elettori esprimono il voto a una lista di candidati all’assemblea regionale e automaticamente al candidato segretario regionale sostenuto da quella lista.

E’ eletto segretario il candidato che abbia riportato la maggioranza assoluta dei 500 membri dell’assemblea eletta. Qualora nessuno abbia riportato tale maggioranza gli eletti dell’assemblea sceglieranno il segretario regionale tra i due candidati più votati tramite un ballottaggio a scrutinio segreto.

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