CAREGGI: MANAGER E MEDICI INDAGATI PER PECULATO E TRUFFA

careggi

Secondo quanto riporta stamani il quotidiano La Nazione, si sta sviluppando un’inchiesta del pm Leopoldo De Gregorio scaturita da denunce di un anonimo

Una manager dell’ospedale di Careggi indagata per peculato, due medici per truffa: così, secondo quanto riporta stamani il quotidiano La Nazione, si sta sviluppando un’inchiesta del pm Leopoldo De Gregorio scaturita da denunce di un anonimo. Nelle ricostruzioni svolte sui vari fronti di accusa, la manager, Mariagrazia Catania, dirigente del Polo biomedico e tecnologico di Careggi, facendo peculato avrebbe dirottato finanziamenti della Regione Toscana su un progetto di ricerca curato dalla figlia: all’esame ci sono vari bonifici su conti correnti per oltre 40.000 euro.
Invece, sempre secondo quanto riporta il quotidiano, tra i medici indagati per truffa c’è il professor Massimo Miniati che, titolare di una convenzione con l’ospedale di Careggi per 35 ore settimanali, avrebbe riscosso compensi per oltre 100.000 euro di ore lavorate “omettendo – è l’accusa – la timbratura in occasioni delle presunte attività didattiche prestate” e “nel timbrare una sola giornata a settimana per alcune ore con riguardo all’attività assistenziale”. Un altro medico, anche lui
indagato per truffa, Sandro Gelsomino, docente di chirurgia toracica, è accusato di aver incassato indebitamente servizi notturni all’unità operativa di ricerca in chirurgia cardiotoracica di Careggi per 39.000 euro.

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GIURLANI: GIP SI RISERVA DECISIONE

 Giurlani: no fusioni dall'alto per piccoli comuni arresto Pescia Giurlani

Il sindaco dimissionario di Pescia Giurlani si è difeso dal gip da accuse corruzione e peculato.  Intanto il Pd di Pistoia ha sospeso l’ex sindaco. Trallori (Pd): “si apre nuova fase.”

Oreste Giurlani, il sindaco di Pescia del Pd agli arresti domiciliari per peculato e dimessosi ieri, ha risposto alle domande e si è difeso davanti al gip di Firenze Anna Liguori, stamani, nell’interrogatorio di garanzia. Il gip si è riservato la decisione, attesa per i prossimi giorni. I fatti risalgono a quando Giurlani era presidente dell’Uncem Toscana, fino al 2016. Assistito dal difensore,
avvocato Gabriele Melani, che ha presentato istanza di revoca dei domiciliari, al gip Oreste Giurlani ha rappresentato i fatti contestati dal suo punto di vista.

Quindi, tra le accuse, ha spiegato che il numero esorbitante di chilometri di benzina fattisi rimborsare dall’ente (10-11.000 al mese, con un picco di 15.000) corrispondeva alla reale percorrenza delle strade compiuta in auto per seguire le attività dell’Uncem, l’associazione dei comuni montani. E avrebbe anche affermato che presso l’Uncem c’è tutta la documentazione contabile, con scontrini e fatture, che può attestare tutte le spese sostenute, senza lacune. Giurlani avrebbe chiarito e motivato anche la tipologia e il motivo degli acquisti fatti coi soldi dell’Uncem, come telefonini e Ipad, spese che hanno richiamato l’attenzione degli investigatori.

Il gip Liguori con le sue domande si sarebbe soffermato anche sull’altro aspetto per cui Giurlani è indagato, la corruzione, ipotesi relativa a fatti più vicini al suo ruolo pubblico a Pescia. In udienza il pm titolare dell’inchiesta, Tommaso Coletta, era insieme al procuratore di Firenze Giuseppe Creazzo. Gli inquirenti hanno ribadito la necessità di un periodo di arresti domiciliari per scongiurare il pericolo di inquinamento delle prove. Invece, nella discussione sulla possibile reiterazione del reato, la condizione sembra decadere di fronte alle dimissioni date ieri da Giurlani sia da sindaco di Pescia sia da vicepresidente dell’Anci Toscana con delega alla montagna.

E intanto la commissione di garanzia del Pd della provincia di Pistoia ha deciso di sospendere dal partito l’ormai ex-sindaco di Pescia, Oreste Giurlani, che con una lettera spedita ieri al Comune aveva dato le dimissioni da primo cittadino. “Dopo aver sollecitato questa presa di posizione – commenta il segretario provinciale del Pd Riccardo Trallori – ho ritenuto opportuno convocare anche una riunione con il gruppo consiliare del Pd pesciatino e con la segreteria comunale del partito per assumere le necessarie determinazioni. Con la notizia delle dimissioni da parte di Giurlani dal suo ruolo istituzionale si apre una nuova fase”.

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IL SINDACO DI PESCIA GIURLANI SI DIMETTE DA ANCI

Pescia Anci dimette Pescia

Oreste Giurlani, sindaco di Pescia arrestato per peculato, ricopriva la carica di vicepresidente dell’Anci Toscana. Associazione: “ribadiamo la fiducia nella magistratura.”

Oreste Giurlani, il sindaco di Pescia (Pistoia) arrestato lo scorso 1 giugno per peculato nell’ambito di un’inchiesta della procura di Firenze, ha presentato stamani le sue dimissioni dall’incarico di vice presidente dell’Anci Toscana. Lo rende noto la stessa Associazione dei Comuni, il cui direttivo toscano, già convocato per oggi pomeriggio nella sede fiorentina e presieduto dal presidente Matteo Biffoni, ha preso atto delle dimissioni. Giurlani, ricorda Anci, era uno dei cinque vicepresidenti dell’Associazione toscana. “Il direttivo – conclude la nota – ha ribadito la fiducia nelle indagini della magistratura, auspicando che la vicenda si possa chiarire al più presto”.

Giurlani sarebbe accusato di essersi impossessato di oltre 570mila euro dalle casse dell’Uncem (Unione Comunità Montane) Toscana, di cui è stato presidente dal 2005 al 2016. Agli arresti domiciliari, misura cautelare emessa dal gip del Tribunale di Firenze, Anna Donatella Liguori, su richiesta della Procura della Repubblica diretta dal procuratore capo, Giuseppe Creazzo, Giurlani aveva inserito, tra le presunte giustificazioni di spese fasulle accertate, quelle per il carburante, come se avesse percorso 500 chilometri al giorno per lunghi periodi. I finanzieri hanno perquisito l’abitazione di Giurlani e un altro appartamento nella sua disponibilità a Pescia, l’ufficio del sindaco nella sede del Comune di Pescia, e un locale ancora nella sua disponibilità nella sede dell’Uncem a Firenze.

Appena 15 giorni erano bastati al sostituto della procura di Firenze Tommaso Coletta e agli investigatori della guardia di finanza per controllare la contabilità dell’Uncem Toscana e arrivare a mettere alla sbarra il sindaco di Pescia. “Duole constatare che ciò è stato possibile per l’assenza di un sistema di controlli sulle spese di enti di questo tipo”. Aveva fatto notare il procuratore della Repubblica di Firenze, Giuseppe Creazzo, specificando ancora che “non c’è stato controllo della contabilità, non esiste in Uncem un organo di revisione e controllo”.

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ARRESTO SINDACO DI PESCIA, M5S: “PD DOVEVA SFIDUCIARLO UN ANNO FA”

Giurlani: no fusioni dall'alto per piccoli comuni arresto Giurlani

Sull’arresto del sindaco di Pescia Oreste Giurlani si sono espressi consiglieri regionali M5s: “Il Pd doveva sfiduciarlo un anno fa, sapevano e non hanno fatto nulla?”

“L’arresto di Oreste Giurlani ci riporta indietro di un anno, quando chiedemmo che prima di ogni integrazione Uncem-Anci fosse fatta un’operazione di trasparenza almeno sulla gestione toscana in capo all’attuale sindaco di Pescia. Il Pd, del quale Giurlani fa parte, andò dritto ignorando la richiesta. A questo punto, visto come è andata, devono a noi e ai cittadini almeno una risposta: sapevano e hanno cercato di eludere il problema?”. Lo affermano i consiglieri regionali M5s Giacomo Giannarelli e Gabriele Bianchi, a commento della misura di custodia per peculato disposte nei confronti del sindaco di Pescia ed ex presidente di Uncem Toscana Oreste Giurlani.

“Un anno fa agimmo a tutti i livelli istituzionali per approfondire i problemi amministrativi di Uncem Toscana – aggiungono in una nota -, e insieme alla senatrice Laura Bottici riuscimmo ad ottenere alcune conferme. Se il Pd avesse avuto seriamente a cuore l’interesse generale avrebbe dovuto da tempo sfiduciare la gestione Giurlani, mentre l’ha difesa fino a sostenere come sindaco di Pescia una persona arrestata oggi per peculato. Un reato odioso che colpisce proprio la fiducia dei cittadini nei rappresentanti istituzionali” concludono i Cinque Stelle.

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ARRESTO SINDACO DI PESCIA, M5S: “PD DOVEVA SFIDUCIARLO UN ANNO FA”

Giurlani: no fusioni dall'alto per piccoli comuni arresto Giurlani

Sull’arresto del sindaco di Pescia Oreste Giurlani si sono espressi consiglieri regionali M5s: “Il Pd doveva sfiduciarlo un anno fa, sapevano e non hanno fatto nulla?”

“L’arresto di Oreste Giurlani ci riporta indietro di un anno, quando chiedemmo che prima di ogni integrazione Uncem-Anci fosse fatta un’operazione di trasparenza almeno sulla gestione toscana in capo all’attuale sindaco di Pescia. Il Pd, del quale Giurlani fa parte, andò dritto ignorando la richiesta. A questo punto, visto come è andata, devono a noi e ai cittadini almeno una risposta: sapevano e hanno cercato di eludere il problema?”. Lo affermano i consiglieri regionali M5s Giacomo Giannarelli e Gabriele Bianchi, a commento della misura di custodia per peculato disposte nei confronti del sindaco di Pescia ed ex presidente di Uncem Toscana Oreste Giurlani.

“Un anno fa agimmo a tutti i livelli istituzionali per approfondire i problemi amministrativi di Uncem Toscana – aggiungono in una nota -, e insieme alla senatrice Laura Bottici riuscimmo ad ottenere alcune conferme. Se il Pd avesse avuto seriamente a cuore l’interesse generale avrebbe dovuto da tempo sfiduciare la gestione Giurlani, mentre l’ha difesa fino a sostenere come sindaco di Pescia una persona arrestata oggi per peculato. Un reato odioso che colpisce proprio la fiducia dei cittadini nei rappresentanti istituzionali” concludono i Cinque Stelle.

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