Frana nel Pesciatino, evacuate 6 famiglie

Frana nel Pesciatino, evacuate 6 famiglie

Pescia, in Provincia di Pistoia, i Vigili del Fuoco del Comando di Pistoia, distaccamento di Pescia, sono intervenuti per una frana avvenuta lungo la strada che dalla frazione di Pietrabuona conduce a quella di Medicina.

Benché il materiale franoso precipitato sulla strada non sia in quantità rilevante, la frana è stata considerata ‘ancora in movimento’, e per questa ragione, in via del tutto precauzionale, sono state fatte evacuare 6 famiglie.

Sul posto sono intervenuti anche Carabinieri, personale dell’ufficio tecnico del Comune, la Polizia Municipale, e la ditta che si occuperà della messa in sicurezza della zona.

La zona era già stata interessata da una frana altre volte e nel febbraio del 2016, uno smottamento si era verificato proprio a Pietrabuona dove una parte della collina: pietre, terra e vegetazione, erano piombati verso le abitazioni, ed anche allora il sindaco aveva disposto l’evacuazione delle case più a rischio.

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IL SINDACO DI PESCIA GIURLANI SI DIMETTE DA ANCI

Pescia Anci dimette Pescia

Oreste Giurlani, sindaco di Pescia arrestato per peculato, ricopriva la carica di vicepresidente dell’Anci Toscana. Associazione: “ribadiamo la fiducia nella magistratura.”

Oreste Giurlani, il sindaco di Pescia (Pistoia) arrestato lo scorso 1 giugno per peculato nell’ambito di un’inchiesta della procura di Firenze, ha presentato stamani le sue dimissioni dall’incarico di vice presidente dell’Anci Toscana. Lo rende noto la stessa Associazione dei Comuni, il cui direttivo toscano, già convocato per oggi pomeriggio nella sede fiorentina e presieduto dal presidente Matteo Biffoni, ha preso atto delle dimissioni. Giurlani, ricorda Anci, era uno dei cinque vicepresidenti dell’Associazione toscana. “Il direttivo – conclude la nota – ha ribadito la fiducia nelle indagini della magistratura, auspicando che la vicenda si possa chiarire al più presto”.

Giurlani sarebbe accusato di essersi impossessato di oltre 570mila euro dalle casse dell’Uncem (Unione Comunità Montane) Toscana, di cui è stato presidente dal 2005 al 2016. Agli arresti domiciliari, misura cautelare emessa dal gip del Tribunale di Firenze, Anna Donatella Liguori, su richiesta della Procura della Repubblica diretta dal procuratore capo, Giuseppe Creazzo, Giurlani aveva inserito, tra le presunte giustificazioni di spese fasulle accertate, quelle per il carburante, come se avesse percorso 500 chilometri al giorno per lunghi periodi. I finanzieri hanno perquisito l’abitazione di Giurlani e un altro appartamento nella sua disponibilità a Pescia, l’ufficio del sindaco nella sede del Comune di Pescia, e un locale ancora nella sua disponibilità nella sede dell’Uncem a Firenze.

Appena 15 giorni erano bastati al sostituto della procura di Firenze Tommaso Coletta e agli investigatori della guardia di finanza per controllare la contabilità dell’Uncem Toscana e arrivare a mettere alla sbarra il sindaco di Pescia. “Duole constatare che ciò è stato possibile per l’assenza di un sistema di controlli sulle spese di enti di questo tipo”. Aveva fatto notare il procuratore della Repubblica di Firenze, Giuseppe Creazzo, specificando ancora che “non c’è stato controllo della contabilità, non esiste in Uncem un organo di revisione e controllo”.

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ARRESTO SINDACO PESCIA, INDAGINE-LAMPO SCOPRE PECULATO IN 15 GIORNI

fatture false perquisizioni beni sequestro sindaco di Pescia indagine lampo

Il peculato commesso dal sindaco di Pescia Giurlani sarebbe stato trovato leggendo contabilità Uncem Toscana. La procura aveva chiesto il carcere ma il Gip ha optato per i domiciliari: il rischio è inquinamento prove e reiterazione reato.

Indagini-lampo che hanno ‘bruciato’ i tempi: appena 15 giorni sono bastati al sostituto della procura di Firenze Tommaso Coletta e agli investigatori della guardia di finanza per controllare la contabilità dell’Uncem Toscana e accusare di peculato Oreste Giurlani per fatti relativi alla sua presidenza di Uncem Toscana. E’ quanto si fa notare alla procura di Firenze sull’inchiesta relativa a circa un quadriennio di presidenza di Giurlani a capo dell’ente dei Comuni di montagna. I fatti oggetto di reato sono risultati evidenti dalla lettura delle carte.

La procura della Repubblica di Firenze aveva chiesto all’ufficio gip la custodia in carcere per Giurlani per peculato e corruzione. Tuttavia il gip Anna Liguori ha ritenuto adeguati gli arresti domiciliari, convenendo comunque con il pm Tommaso Coletta sui pericoli di inquinamento delle prove (il gip scrive, “già in atto”) e di reiterazione del reato, in quanto primo cittadino del Comune di Pescia (Pistoia). Una misura restrittiva diversa dalla custodia cautelare, scrive il gip Anna Liguori, “vanificherebbe le esigenze cautelari” mentre gli arresti domiciliari risultano misura “adeguata e proporzionata”.

In base a quanto accertato dalle Fiamme gialle, anche con intercettazioni telefoniche, nell’ultimo periodo Giurlani, presumibilmente allertato dalle verifiche in corso sui suoi conti correnti, avrebbe cercato di procurarsi a posteriori ‘pezze di appoggio’ per le spese non documentate. Contemporaneamente, di fronte alle richieste dell’Uncem di ottenere la documentazione mancante circa le spese sostenute, avrebbe accusato l’ente stesso di averla smarrita. A carico di Giurlani il gip Liguori ha anche stabilito un sequestro per equivalente fino alla concorrenza di quasi 620.000 euro.

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PESCIA, GIURLANI INDAGATO ANCHE PER CORRUZIONE

Oreste Giurlani
foto tratta da profilo FB

Il procuratore Creazzo:”duole constatare che ciò è stato possibile per l’assenza di un sistema di controlli sulle spese di enti di questo tipo”.

Oreste Giurlani, il sindaco di Pescia arrestato per peculato per fatti relativi al suo precedente ruolo di presidente di Uncem Toscana, sarebbe indagato dalla procura di Firenze anche per corruzione in merito a vicende collaterali, ma distinte, scoperte dagli inquirenti con la stessa inchiesta. Su questo filone gli accertamenti sono in corso e, secondo quanto emerge in ambienti investigativi, Giurlani non è l’unico indagato.
Nella vicenda dell’arresto del sindaco di Pescia (Pistoia) Oreste Giurlani, per fatti di
peculato relativi alla sua precedente presidenza di Uncem Toscana, “duole constatare che ciò è stato possibile per l’assenza di un sistema di controlli sulle spese di enti di
questo tipo”. Lo fa notare il procuratore della Repubblica di Firenze, Giuseppe Creazzo, specificando ancora che “non c’èstato controllo della contabilità”.
Anche il gip di Firenze Anna Liguori, nella sua ordinanza, scrive che “le note per i rimborsi erano predisposte dallo stesso Giurlani, nessuno effettuava il controllo delle spese portate a rimborso e puntualmente pagate da Uncem perché non esiste in Uncem un organo di revisione e controllo. Esistono dei sindaci revisori nominati dalle assemblee generali formate da tutti i soci aderenti, sindaci dei Comuni ed unioni dei Comuni, ma che di fatto non hanno mai effettuato  alcuni tipo di controllo”, inoltre “non esiste un regolamento Uncem per le spese di rappresentanza”.
Secondo le indagini della guardia di finanza “le somme complessivamente locupletate da Giurlani (578.000 euro) hanno sottratto all’Uncem (pur oberato da ingenti debiti: bilancio 2016 chiuso con perdite per 2,4 mln euro) importanti disponibilità economiche e creato un debito verso l’Inps di
oltre 712.000 euro (nonostante il piano di riparto già sottoposto all’ente)”.

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PESCIA, GIURLANI INDAGATO ANCHE PER CORRUZIONE

Oreste Giurlani
foto tratta da profilo FB

Il procuratore Creazzo:”duole constatare che ciò è stato possibile per l’assenza di un sistema di controlli sulle spese di enti di questo tipo”.

Oreste Giurlani, il sindaco di Pescia arrestato per peculato per fatti relativi al suo precedente ruolo di presidente di Uncem Toscana, sarebbe indagato dalla procura di Firenze anche per corruzione in merito a vicende collaterali, ma distinte, scoperte dagli inquirenti con la stessa inchiesta. Su questo filone gli accertamenti sono in corso e, secondo quanto emerge in ambienti investigativi, Giurlani non è l’unico indagato.
Nella vicenda dell’arresto del sindaco di Pescia (Pistoia) Oreste Giurlani, per fatti di
peculato relativi alla sua precedente presidenza di Uncem Toscana, “duole constatare che ciò è stato possibile per l’assenza di un sistema di controlli sulle spese di enti di
questo tipo”. Lo fa notare il procuratore della Repubblica di Firenze, Giuseppe Creazzo, specificando ancora che “non c’èstato controllo della contabilità”.
Anche il gip di Firenze Anna Liguori, nella sua ordinanza, scrive che “le note per i rimborsi erano predisposte dallo stesso Giurlani, nessuno effettuava il controllo delle spese portate a rimborso e puntualmente pagate da Uncem perché non esiste in Uncem un organo di revisione e controllo. Esistono dei sindaci revisori nominati dalle assemblee generali formate da tutti i soci aderenti, sindaci dei Comuni ed unioni dei Comuni, ma che di fatto non hanno mai effettuato  alcuni tipo di controllo”, inoltre “non esiste un regolamento Uncem per le spese di rappresentanza”.
Secondo le indagini della guardia di finanza “le somme complessivamente locupletate da Giurlani (578.000 euro) hanno sottratto all’Uncem (pur oberato da ingenti debiti: bilancio 2016 chiuso con perdite per 2,4 mln euro) importanti disponibilità economiche e creato un debito verso l’Inps di
oltre 712.000 euro (nonostante il piano di riparto già sottoposto all’ente)”.

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