Polo industriale Piumbino, Rossi: Jindal interessato ad acquisizione

Polo industriale Piumbino, Rossi: Jindal interessato ad acquisizione

Rossi: “A Piombino il bisogno di certezze diventa fortissimo. Io ho avuto modo di incontrare Jindal, che si è detto interessato all’acquisizione”.

Enrico Rossi, presidente Regione Toscana, è intervenuto alla riunione convocata a Roma, al Ministero dello sviluppo economico dal ministro Carlo Caleda, per fare il punto, insieme al commissario Piero Nardi e alle organizzazioni sindacali, sulla difficile situazione del polo industriale di Piombino. Questo a undici giorni dalla scadenza di quanto previsto dall’addendum contrattuale sottoscritto nel giugno scorso tra l’amministratore straordinario della ex Lucchini e Cevital, in merito all’individuazione di un partner industriale o alla presentazione di un convincente piano industriale.

Commenta Rossi: “credo che chiunque sia l’eventuale subentrante la nostra attenzione debba concentrarsi sulle condizioni di gestione, sul piano industriale, sugli investimenti, ma soprattutto sull’aspetto occupazionale. Se dovessimo essere in presenza di un’offerta che prevede la possibilità di tornare a produrre acciaio, con le dovute cautele ed attenzioni dovremmo prenderla in seria considerazione”.

Il presidente Rossi ha poi fatto un quadro della situazione complessiva del polo e del porto piombinesi, così da illustrare ai presenti la situazione, alla luce delle informazioni raccolte dalla Regione e degli studi effettuati.

“Ricordo – ha aggiunto il presidente Rossi – che abbiamo prospettive in sospeso con Bruxelles per ciò che riguarda l’accesso a finanziamenti comunitari e al fondo sviluppo e coesione. E anche nell’area portuale le prospettive sono buone, con Neri e S. Giorgio che dovrebbe a breve iniziare l’attività di demolizione e refitting, con buoni riflessi sull’occupazione. Abbiamo poi l’accordo siglato con General Electric che nel 2019 ultimerà la realizzazione della piattaforma di prova turbine. E anche il fondo da 40 milioni di euro di risorse Ue e ministeriali per agevolazioni alle piccole e medie imprese locali, sta andando bene. Meglio che a Livorno”.

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Aferpi: incontro al Mise, commissario  e sindacati con Calenda

Aferpi: incontro al Mise, commissario  e sindacati con Calenda

È in corso al ministero dello Sviluppo economico l’incontro tra il governo e le parti sociali sullo stabilimento Aferpi di Piombino (ex Lucchini), con i sindacati e il commissario straordinario Piero Nardi.

Al tavolo, per il Governo sono presenti il ministro dello Sviluppo, Carlo Calenda, e il viceministro, Teresa Bellanova. Per i sindacati, partecipano all’incontro Rosario Rappa segretario nazionale della Fiom Cgil, Rocco Palombella segretario generale della Uilm e Raffaele Apetino coordinatore nazionale Fim Cisl siderurgia.

La scorsa settimana il ministro Calenda ha incontrato a Roma il ceo di Cevital, Said Benikene, e i sindacati si aspettano di sapere oggi quali sono state le conclusione di quell”incontro e quali le decisioni del Governo per la salvaguardia occupazionale dei 1.800 lavoratori dello stabilimento.

Secondo l’Addendum sottoscritto al Mise lo scorso 30 giugno, Cevital ha tempo fino al 31 ottobre per presentare al Mise un partner con un nuovo piano industriale. Altrimenti, il contratto si intenderà rescisso.

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AFERPI, I SINDACATI CHIEDONO CONVOCAZIONE URGENTE A GOVERNO

sindac ati Aferpi

Oggi il Consiglio di fabbrica Aferpi (ex-Lucchini) di Piombino (Livorno). I sindacati chiedono una convocazione urgente a governo: “si faccia chiarezza su trattativa con Cevital.”

Si è tenuto oggi il Consiglio di fabbrica a Piombino (Livorno) tra Rsu Aferpi e Piombino Logistics e Segreterie Fim-Fiom-Uilm per fare di nuovo punto della situazione, anche alla luce dell’audizione del commissario straordinario Piero Nardi in Commissione dell’attività produttive della Camera sulla crisi dell’area di Piombino e sulla situazione Aferpi dalla quale per i sindacati sono emerse solo buone intenzioni. Dal consiglio di fabbrica emerge invece una forte preoccupazione visti i tempi sempre più ristretti per raggiungere o meno un accordo tra governo e proprietà. La scadenza più vicina è quella di metà giugno, data in cui scadono le concessioni portuali, e poi c’è da mettere in sicurezza i lavoratori.

“È necessario che il governo ci convochi quanto prima, entro metà giugno – ha detto Lorenzo Fusco della Uilm – per dettagliarci lo stato della trattativa con Cevital, altrimenti metteremo in atto le iniziative necessarie e ci stiamo attivando
per arrivare entro giugno ad uno sciopero generale confederale di Cgil-Cisl-Uil”.

“Non ci accontenteremo solo di avere proroghe degli ammortizzatori sociali – aggiunge il sindacalista – E’ indispensabile che nell’eventuale accordo, non ci si limiti più a stilare relazioni tri-mestrali, ma si mettano dei vincoli e paletti ben precisi con apposite penali a garanzia del rispetto degli impegni e tempi che saranno sottoscritti, fino ad una risoluzione del contratto qualora tali impegni non venissero rispettati. Altro passo fondamentale sarà accelerare la ricerca di un partner siderurgico per stilare un piano industriale dettagliato e garantire la fornitura di semi prodotti e quindi la necessaria attività produttiva dei tre treni di laminazione, unico modo per riuscire a riconquistare clienti e mercato che non resteranno ancora a lungo in attesa che lo stabilimento risolva le proprie problematiche”.

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