Piombino: auto investe ciclisti, uno muore

Piombino: auto investe ciclisti, uno muore

Un ciclista è morto e un altro è rimasto ferito dopo che entrambi sono stati investiti da un’auto sulla via della Principessa a Piombino, in provincia di Livorno.

L’incidente è accaduto verso le 13:00 e sul posto insieme a polizia di Stato e polizia municipale per i rilievi, sono subito intervenuti i volontari del 118 con due ambulanze della Croce rossa di Piombino e Venturina.

Per uno dei due ciclisti non c’è stato niente da fare, mentre l’altro è stato trasferito in ospedale a Piombino in gravi condizioni

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Arrestato in Algeria ex patron acciaierie Piombino

Arrestato in Algeria ex patron acciaierie Piombino

Il miliardario algerino Issad Rebrab, a capo della Cevital, la più grande società privata d’Algeria, ed ex proprietario delle acciaierie Aferpi di Piombino, è stato arrestato in Algeria con le accuse di falsa dichiarazione sui trasferimenti illeciti di capitali verso l’estero, fatturazione eccessiva di attrezzature importate e l’importazione di attrezzature usate godendo di vantaggi doganali, fiscali e bancari.

La notizia dell’arresto di Rebrab, uno dei magnati più ricchi d’Africa, riportata da vari media algerini, era trapelata lunedì mattina ma il suo gruppo lo aveva inizialmente smentito. Lo stesso Rebrab, su twitter, informava nei giorni scorsi di essersi recato più volte alla gendarmeria per cercare di chiarire quanto contestatogli. L’arresto è scattato nella notte tra lunedì e martedì: Rebrab è stato trasferito nel carcere di el-Harrach. La conferma è giunta dalla tv di Stato.

Secondo alcuni commentatori, il suo arresto potrebbe essere legato anche a motivi politici, essendo Rebrab originario della regione berbera e da sempre in conflitto con le autorità che hanno bloccato diversi suoi progetti industriali. E’ anche fondatore di uno dei principali quotidiani algerini di opposizione, Liberté.

I reati contestati sarebbero legati alla EvCon industry, controllata della Cevital, una multinazionale con interessi in molti settori, dall’acciaio all’elettronica e alle costruzioni, e ad un progetto avviato a Bab Jdid. “Teniamo a sottolineare – afferma la società in una nota – che non si tratta, come qualcuno ha lasciato intendere, né di un caso di corruzione né di distrazione, né di spreco di denaro pubblico. Simili pratiche – aggiunge la società – sono contrarie alla nostra etica e ai nostri valori”. Lo stesso Rebrab, nei giorni scorsi, aveva negato ogni accusa affermando su twitter che “il nostro gruppo, al pari del popolo algerino, è una vittima del sistema e della sua mafia economica”.

Rebrab aveva acquisito le acciaierie di Piombino nel luglio del 2015, ma il suo progetto era lentamente naufragato per problemi di finanziamento, in particolare per il blocco delle esportazioni di capitali deciso dal governo algerino. Durante una lunga battaglia politico-giudiziaria, l’imprenditore aveva già rischiato l’arresto nel 2015.
Nell’estate del 2018 la Aferpi è stata ceduta all’industriale indiano Sajjan Jindal.

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RiMateria: no vendita azioni, manifestazione Piombino

RiMateria: no vendita azioni, manifestazione Piombino

Il 22 settembre alle 10 si terrà una manifestazione a Piombino contro la vendita del 30% delle azioni di RiMateria, promossa dal Comitato di Salute Pubblica di Piombino Val Cornia.

Una manifestazione in piazza a Piombino (Livorno) per RiMateria, vogliamo dire no “alla decisione dei Comuni di cedere il 30% delle azioni di RiMateria (azienda partecipata che si occupa di smaltimento e bonifiche industriali) ai privati e contro la costruzione di una nuova discarica a Ischia di Crociano”. E’ quanto annunciato oggi in una nota dal Comitato salute pubblica Piombino Val di Cornia che, come promotore dell’iniziativa, chiama tutta la cittadinanza a partecipare alla manifestazione di protesta che si terrà sabato 22 settembre, alle 10, in piazza Verdi a Piombino.

Durante la manifestazione, che arriverà fin sotto il Comune, sono previsti alcuni interventi per spiegare alla cittadinanza quello che sta accadendo. “La decisione di fare una manifestazione”, è spiegato nella nota “è stata presa durante l’assemblea generale del Comitato poichè il 24 settembre verrà firmata la cessione del 30% delle azioni”.

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Piombino: rapina e ferisce negoziante, arrestato

Piombino: rapina e ferisce negoziante, arrestato

Ha minacciato e ferito con una bottiglia di vetro rotta il titolare di un negozio di kebab a Piombino (Livorno) per ottenere l’incasso, ma è stato arrestato in flagranza dai carabinieri per tentata rapina e lesioni personali.

L’uomo, un 20enne di origini magrebine, è entrato ieri sera nel locale a Piombino, e dopo aver rotto una bottiglia su un tavolo ha minacciato il proprietario. Al diniego del negoziante ne è nata una colluttazione in cui quest’ultimo ha riportato lesioni da taglio al collo e all’ascella destra, giudicate guaribili in 10 giorni dai medici dell’ospedale piombinese. Dopo l’arresto il 20enne è stato trasferito nel carcere di Livorno.

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Con l’arrivo della prima nave Jindal, riparte produzione

Con l’arrivo della prima nave Jindal, riparte produzione

Piombino, come da programmi è attraccata al porto, domenica mattina, la prima nave dall’India, la Vega Lea proveniente da Chennai, con un carico da 18 mila e 600 tonnellate di semiprodotto, che permetterà di cominciare la produzione di rotaie ‘made in Jindal’ nello storico stabilimento ex Lucchini e poi ex Aferpi.

È il primo carico di semiprodotto Jindal che arriva a Piombino, da quando, a fine luglio, la fabbrica è passata da Cevital al gruppo indiano, colosso mondiale dell’acciaio.

“In questi giorni lo stabilimento torna a riprendere vita dopo mesi in cui era completamente morto: adesso ci sono le condizioni, con un imprenditore siderurgico dell’esperienza di Jindal, per rinascere e ridare un futuro siderurgico e nuove prospettive di lavoro al nostro territorio”. Ha commentato Lorenzo Fusco, segretario Uilm di Livorno, l’arrivo stamani della nave. Una data importante dunque quella di oggi per Piombino, che segna un ritorno concreto alla produzione dopo alcuni mesi in cui lo stabilimento con tutti e tre i treni di laminazione (rotaie, barre e vergella) era rimasto completamente fermo. In realtà nell’ultima settimana lo stabilimento aveva già iniziato a riprendere lentamente vita con la riaccensione del forno del treno rotaie per laminare alcuni blumi rimasti in ‘eredità’ da Cevital.

Ma era fondamentale ripartire al più presto con la produzione massiccia: ci sono infatti ancora da soddisfare 45mila tonnellate di ordini rimasti inevasi nei mesi scorsi a causa del mancato acquisto di Cevital dei blumi necessari. Nel frattempo, nello stabilimento sono iniziati i primi interventi anche sugli altri due treni di laminazione (barre e vergella), in vista di una possibile ripartenza prevista, come sembra, per la fine di ottobre.

Stamani una quarantina di lavoratori degli impianti dell’acciaieria e della cokeria fermi da ormai oltre 4 anni, che non avevano più rimesso piede in azienda da aprile 2014, sono rientrati in fabbrica. “Sono tutti piccoli ma positivi passi – ha sottolineato Fusco – che dovranno diventare la normalità.

Adesso ci aspettiamo l’annuncio dell’arrivo di semiprodotto costante per tutti i treni di laminazione, così da potere ‘riaggredire’ il mercato e riprendere quei clienti persi ormai da troppi anni e discutere seriamente e concretamente della rotazione del massimo numero di lavoratori, per i quali sarà necessario anche un’adeguata formazione.

Decisivo sarà, la conferma a fine settembre, quando è prevista la presentazione delle offerte, di un cliente come Ferrovie dello Stato. Ovviamente sarà importante il prezzo con il quale sarà fornito il semiprodotto per rendere il nostro stabilimento competitivo sui mercati, nell’attesa di tornare a produrre a Piombino l’acciaio necessario”.

I sindacati, oltre alla ripartenza costante dei treni di laminazione, auspicano l’avvio degli smantellamenti dei vecchi impianti per dare prospettive a tutti quei lavoratori dell’indotto.

“Fondamentale poi – conclude il sindacalista della Uilm – sarà accelerare gli studi per gli investimenti per i forni elettrici che permetteranno di tornare a produrre acciaio garantendo la piena occupazione.

In questo frangente attendiamo la convocazione non più rimandabile, o altrimenti dovremo organizzarci come sindacato per ottenere la convocazione, già più volte richiesta al ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio per garantire ammortizzatori sociali adeguati (sia in termini di durata che di valore economico) per l’intera durata del progetto Jindal”.

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