Pistoia: torturato da bambino perse mano, ora ricostruita

Pistoia: torturato da bambino perse mano, ora ricostruita

Era bambino, la famiglia fu trucidata in Nigeria, lui sopravvisse ma venne torturato e perse l’uso di una mano, storpiata. Ora ha 25 anni e all’ospedale San Jacopo di Pistoia gli è stata ricostituita la funzionalità da parte dell’équipe chirurgica del dottor Piergiuseppe Zampetti e della collega Serena Puccini, del servizio di chirurgia della mano del nosocomio pistoiese.

Grazie a questo difficile intervento ora il giovane nigeriano potrà afferrare un qualsiasi oggetto, scrivere e un domani anche attendere a lavori manuali.
Il paziente era stato segnalato dai servizi sociali del Comune di Pistoia per i problemi causati da ustioni che aveva riportato da bambino. Il paziente aveva la mano completamente devastata dall’ustione e la pelle, ritraendosi, aveva causato la lussazione delle quattro dita lunghe.

I chirurghi hanno ricostruito le falangi e riportato in posizione fisiologica le dita retratte; è stato necessario amputare un dito poi servito per l’autotrapianto. In fase di dimissione gli è stato applicato un tutore termoplastico. L’intervento è durato quasi tre ore ed è consistito in un’artrosi della metacarpo falange, un’artrolisi delle articolazioni lussate, nell’amputazione estetica del terzo raggio e in una plastica cutanea.

“Nelle ustioni il processo di retrazione è devastante e noi volevamo restituire una mano utile – spiega Zampetti -, non nuova, non esteticamente bella, ma sicuramente funzionale per migliorare la qualità della sua vita, che non è mai stata facile”.
Il giovane nigeriano secondo i medici potrebbe avere tra i 20-25 anni – nessuno sa con precisione la data di nascita – ed era un bambino molto piccolo quando in un’azione di guerra interna al paese africano miliziani avevano dato fuoco alla sua casa, torturato ed ucciso tutti i suoi familiari. Il piccolo, torturato anche lui, venne ritenuto morto e si salvò nonostante una grave ferita alla testa.

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Pistoia, droga: spaccio vicino scuola, denunciate anche 2 minorenni

Pistoia, droga: spaccio vicino scuola, denunciate anche 2 minorenni

In una diversa operazione due 14enni, italiane, sono state denunciate alla procura dei minori di Firenze, per spaccio di sostanze stupefacenti. I militari del Norm di Pistoia le hanno sorprese nei giardini di piazza della Resistenza mentre cedevano una dose di hashish in cambio di denaro ad uno studente 16enne, che è stato segnalato come assuntore al servizio tossicodipendenze della prefettura.

Tre ordinanze di custodia cautelare, due in carcere e una agli arresti domiciliari con cavigliera elettronica,  emesse dal gip del tribunale di Pistoia Patrizia Martucci, nei confronti di tre cittadini italiani per detenzione e spaccio, anche a minorenni, di sostanza stupefacente. Lo spaccio avveniva nel parco pubblico di via Livorno ad Agliana, vicino ad alcune scuole, con la droga che veniva nascosta tra le aiuole in attesa dell’arrivo dei ‘clienti’.

Le indagini nel pistoiese, coordinate dal pm Giuseppe Grieco, hanno consentito di individuare una rete di spacciatori italiani ed albanesi che nell’arco temporale che intercorre fra il gennaio del 2017 e il febbraio 2018, hanno effettuato oltre mille cessioni di cocaina, hashish e marijuana ad una cinquantina di assuntori della piana pistoiese e pratese, fra i quali anche alcuni minorenni.

Le ordinanze sono state eseguite dai carabinieri della compagnia di Pistoia, supportati da militari della compagnia di Montecatini Terme (Pistoia) e da due unità del nucleo cinofili di Firenze. In tutto sono state denunciate nove persone, tra le quali quelle raggiunte dal provvedimento restrittivo eseguito oggi, per detenzione e spaccio, e tre per favoreggiamento personale, per avere fornito dichiarazioni. .

Sono state inoltre eseguite otto perquisizioni personali e domiciliari a Pistoia, Agliana, Montale e Massa e Cozzile nel corso delle quali è stato rinvenuto materiale per pesare e confezionare le dosi, nonché sei telefoni cellulari.
Ai militari una delle ragazze ha giustificato il possesso dello stupefacente asserendo di averlo prima ricevuto per uso personale, preferendo poi invece cederlo per procurarsi i soldi per le sigarette. Proseguono le indagini dei carabinieri.

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Pistoia: autista bus aggredito da passeggero

Pistoia: autista bus aggredito da passeggero

Un autista del Copit è stato aggredito ieri sera, intorno alle 20.30, da un passeggero che alla richiesta di esibire il biglietto ha risposto con un pugno al volto del dipendente dell’azienda dei trasporti locali. Vicininanza anche del Sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi.

L’aggressione è avvenuta sull’autobus numero 15, in partenza dalla stazione ferroviaria di Pistoia per la frazione di Candeglia. L’autista è stato trasportato all’ospedale San Jacopo di Pistoia per una probabile frattura del setto nasale. Il giovane, descritto come straniero, si è dato alla fuga.

L’azienda Copit ha subito espresso solidarietà nei confronti del proprio autista: ” Vicinanza al dipendente aggredito ed a tutto il personale che si trova a svolgere il proprio lavoro in condizioni che possono generare insicurezza.”

“Purtroppo episodi simili – prosegue l’azienda -, con aggressioni anche solo verbali o comportamenti inconsulti, si ripetono sempre più frequentemente, fortunatamente con esiti non sempre gravi, ma che sono comunque fonte di incertezza e preoccupazione fra il personale che opera al pubblico ed anche fra gli utenti.”

“Copit, nella circostanza, – ha aggiunto – si impegna ad attivarsi direttamente ed anche verso le autorità e le forze dell’ordine per garantire le necessarie condizioni di tranquillità e sicurezza al proprio personale nello svolgimento del servizio ed agli utenti”.

“Il presidente del Copit Antonio Principato ha provveduto ad incontrare il questore – conclude l’azienda – a cui ha illustrato le problematiche del servizio.”

Vicino all’autista anche il Sindaco Tomasi: “Voglio esprimere la mia vicinanza e quella dell’amministrazione comunale all’autista del Copit che ieri sera, mentre era in servizio, è stato aggredito da un passeggero a cui aveva chiesto il biglietto. Lo faccio pubblicamente per condannare con forza e fermezza un episodio che non deve in alcun modo diventare la normalità nella nostra città”.

“La tranquillità e la sicurezza degli autisti e, con loro, anche di chi utilizza il trasporto pubblico locale, devono essere garantite, così come quelle di tutti i cittadini – ha spiegato il primo cittadino pistoiese -. In questa opera di tutela della sicurezza, sono sicuro del pieno sostegno del prefetto e delle forze dell’ordine, che già moltissimo stanno facendo proprio per isolare e combattere questi singoli episodi di violenza, che tali devono rimanere”.

“All’autista aggredito, auguro di tornare presto al lavoro e di svolgere il proprio ruolo nella tranquillità che merita”. Il sindaco ha infine sottolineato che ‘amministrazione è in contatto con Copit per “ricevere tutti i necessari approfondimenti e aggiornamenti relativi alle verifiche in corso sulla vicenda della donna fatta scendere dall’autobus insieme al suo bambino nella giornata di domenica”, come diffuso dagli organi di stampa.

“Nel caso in cui l’episodio dovesse trovare conferma, – ha concluso Tomasi – sarebbe un fatto grave su cui adottare i doverosi provvedimenti. E’ quindi quantomai necessario chiarire definitivamente l’accaduto, nella tutela di tutte le persone coinvolte.”

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Pistoia, caso Copit: Cgil chiede incontro su piano industriale

Pistoia, caso Copit: Cgil chiede incontro su piano industriale

La Cgil, assieme alle altre sigle, UilTrasporti e Faisa Cisal Pistoia comunica l’intenzione di voler approfondire i temi del caso Copit in un incontro specifico, dove si discuterà non solo dell’attività di noleggio ma per approfondire i temi che erano rimasti aperti con il precedente CDA.

“Leggiamo il comunicato di Copit in merito alla dismissione del servizio di Noleggio; ci teniamo a precisare che nei due incontri che abbiamo avuto con il nuovo CDA abbiamo chiesto rassicurazioni circa il Piano Industriale di COPIT”. Afferma la Cgil.

“Nell’ultimo dei due incontri citati – prosegue il comunicato – la società ci ha comunicato l’ intenzione di terminare il servizio di noleggio. Nel manifestare la nostra contrarietà a tale scelta abbiamo altresì richiesto un incontro specifico per discutere ed approfondire i temi che erano rimasti aperti nel precedente CDA”.

“Siamo in attesa di una nuova convocazione per approfondire i temi ancora aperti e per conoscere il Piano Industriale di Copit” continua  il sindacato “alla luce delle decisioni che intenderanno prendere i nuovi Amministratori”.

“In ultimo – conclude – abbiamo avuto un incontro con la proprietà per approfondire con loro il tema della dismissione del noleggio. Ad oggi è fissato un nuovo incontro, dal quale non ci aspettiamo il ripristino di tale servizio ma di conoscere le modalità con cui tale servizio è stato cessato.

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Don Biancalani: digiuno contro divieto accoglienza migranti

Don Biancalani: digiuno contro divieto accoglienza migranti

Questo ha annunciato in conferenza stampa il parroco di Vicofaro (Pistoia), don Massimo Biancalani, dichiarando il via da oggi di un “presidio di digiuno per la giustizia”: lo porterà avanti il sacerdote con alcuni collaboratori e con quanti vorranno seguirlo, per sensibilizzare nei confronti di un provvedimento “ingiusto e in contrasto con il Concordato”.

“Chiediamo – continua Biancalani – al Comune di Pistoia di rivedere il provvedimento che ci vieta di accogliere i migranti e quanti hanno bisogno: l’ordinanza di settembre toglie legalità alla nostra opera, con risvolti legali importanti per i nostri ospiti”.

“I migranti che ospitiamo – sottolinea Biancalani – quando vanno in questura per rinnovare i documenti, si sentono rispondere che non possono indicare come loro domicilio il centro di accoglienza di Vicofaro, perché l’ordinanza del Comune di Pistoia dice che questo centro non è a norma”.

In attesa che il Tar si pronunci sul ricorso che ha presentato, chiede al Comune di attivarsi per cambiare il provvedimento: “il rischio – prosegue il parroco – è che quelle persone che fino a pochi giorni fa erano ospiti da noi finiscano in strada, con tutte le conseguenze del caso”.

Rispondendo poi agli abitanti che hanno firmato una petizione contro il centro di accoglienza da lui gestito, il religioso parla di “scorrettezza, perché non ci ha contattato nessuno, mentre noi siamo sempre stati disponibili e lì avremmo ascoltati”.

Inoltre, a suo avviso, i problemi segnalati sono solo dei pretesti, e “non hanno consistenza. Dal punto di vista sanitario  per esempio, abbiamo diversi medici che seguono i nostri ospiti. Sotto il profilo della quiete pubblica – conclude Biancalani – non ci sono schiamazzi o altro, qualche problema può essere sorto durante il Ramadan ma succede un mese all’anno e poi non fanno confusione”

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