Ragazza di 17 anni denuncia di essere stata violentata

Ragazza di 17 anni denuncia di essere stata violentata

Firenze, una ragazza di 17 anni italiana, ha denunciato alla polizia di essere stata violentata in una specie di ripostiglio-magazzino di un locale notturno del centro, intorno alla mezzanotte.

La polizia si è messa alla ricerca di un giovane dell’Est Europa, sui 25 anni, che secondo la querela, presentata dalla ragazza di 17 anni, l’avrebbe avvicinata nel locale per poi portarla in un retrobottega buio e appartato, dove l’avrebbe violentata.

La ragazza avrebbe anche riferito che nel locale era andata con amici dai quali si era momentaneamente allontanata.

Proprio quando era rimasta isolata, sarebbe stata avvicinata con un pretesto dallo sconosciuto.

La 17enne avrebbe anche ammesso di aver bevuto alcolici nel locale, prima di incontrare l’uomo che, peraltro, l’avrebbe violentata indossando un profilattico.

A seguito della denuncia, gli investigatori stanno cercando di rintracciare il giovane straniero che potrebbe essere ancora a Firenze.

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Grosseto, droga e anabolizzanti: arrestato poliziotto

Grosseto, droga e anabolizzanti: arrestato poliziotto

Agli arresti domiciliari, in esecuzione di una misura di custodia cautelare, un poliziotto in servizio alla questura di Grosseto. Diversi i reati ipotizzati, tra cui detenzione a fine di spaccio e cessione di stupefacenti e commercio di farmaci anabolizzanti.

Arrestato poliziotto a Grosseto per diversi reati. Spiega una comunicato della procura del capoluogo che ha coordinato l’inchiesta: i reati “sono detenzione a fine di spaccio e cessione di stupefacenti, commercio di farmaci anabolizzanti attraverso canali diversi dalle farmacie, detenzione abusiva di armi, ricettazione, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, rivelazione e utilizzazione del segreto di ufficio”.

La misura di custodia cautelare è stato eseguita stamani dai carabinieri del nucleo investigativo, che hanno svolto le indagini, insieme con la squadra mobile di Grosseto.

Il poliziotto arrestato è l’assistente capo della polizia di Stato, Stefano Giglio, 47 anni, fiorentino, in servizio all’ufficio volanti di Grosseto.

Le indagini, spiega sempre la procura nella nota, avrebbero consentito di ricostruire come, nel corso del 2016, il poliziotto “avrebbe ricevuto da più persone, tra cui anche extracomunitari e ceduto sostanze stupefacenti e in qualche caso anabolizzanti”.

Accertata inoltre la detenzione illecita di munizionamento nonché l’indebita rivelazione a terzi di notizie coperte da segreto di cui l’assistente capo era a conoscenza in ragione del proprio ufficio.

In una circostanza sarebbe poi anche emerso che “l’indagato aveva prodotto atti falsi incolpando un cittadino extracomunitario di violenza e resistenza a pubblico ufficiale, pur sapendolo innocente”.

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Rissa in centro a Pistoia, 4 arresti e 6 denunciati

Rissa in centro a Pistoia, 4 arresti e 6 denunciati

Quattro persone arrestate e sei denunciate per una violenta rissa avvenuta nel centro di Pistoia il 26 agosto scorso, con catene e cinghiate. Ci furono feriti, di cui uno in gravi condizioni, che però si è salvato.

La polizia di Pistoia è risalita ai responsabili dopo minuziose indagini, che in un primo tempo si erano indirizzate verso ambienti estremisti e ultras, mentre poi il motivo scatenante sarebbe stato un apprezzamento di troppo rivolto ad una ragazza.

I protagonisti, in tutto una decina, sono italiani residenti nelle province di Pistoia e Lucca. I particolari saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa alle 11.45 in questura a Pistoia.

(notizia in aggiornamento)

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Minorenne segregata e promessa in sposa per soldi, chiede aiuto su una chat

Minorenne segregata e promessa in sposa per soldi, chiede aiuto su una chat

Firenze – Tenuta segregata in casa per quattro anni e promessa in sposa a un uomo che non conosceva per la somma di 15 mila euro, è riuscita a salvarsi chiedendo aiuto a un coetaneo attraverso la chat di un gioco per smartphone.

E’ quanto ha ricostruito la polizia di Firenze che ha arrestato il padre della giovane, ora 17enne, originaria dell’Est Europa e residente nel capoluogo toscano. Riduzione in schiavitù il reato contestato al padre, arrestato in esecuzione di una misura di custodia cautelare in carcere disposta dal gip su richiesta della Dda fiorentina.

Secondo quanto ricostruito dalla polizia – le indagini sono state condotte dalla squadra mobile – quattro anni fa la ragazza, allora 13 enne, era stata promessa in sposa dal padre a un connazionale, residente con la propria famiglia in Francia.

L’accordo stipulato prevedeva il pagamento di 15 mila euro, 4 mila dei quali furono versati come acconto 10 mesi dopo, quando la famiglia del futuro sposo si recò in Italia. Nell’occasione fu stabilito che in attesa delle nozze la ragazzina avrebbe dovuto mantenere la verginità, dimagrire e imparare a fare le faccende domestiche, pena la restituzione della somma versata.

In base agli accertamenti della squadra mobile, da allora la ragazza sarebbe stata segregata in casa dai genitori, che le permettevano di uscire solo poche volte al mese per fare la spesa, sempre in compagnia di uno degli uomini di famiglia.

Nonostante non le fosse permesso possedere denaro e le fosse stata tolta la scheda telefonica, la ragazzina è riuscita a chiedere aiuto a un coetaneo accedendo alla chat di un gioco per smartphone grazie a una connessione wi-fi. Il ragazzino, residente in Sicilia, ha raccolto la sua richiesta di aiuto segnalando il caso a un centro antiviolenza, facendo così scattare le indagini.

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Mafia: 34 arresti per esponenti clan Brancaccio, radicato anche in Toscana

Mafia: 34 arresti per esponenti clan Brancaccio, radicato anche in Toscana

Nel giorno del 25esimo anniversario della strage di via D’Amelio nuovo duro colpo al clan mafioso di Brancaccio di Palermo.

Sono 34 gli arresti eseguiti dalle prime ore di questa mattina, dalla Polizia di Stato e dalla Guardia di Finanza di Palermo, in esecuzione di un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal Gip di Palermo, nell’ambito di indagini coordinate dalla locale Dda.

Gli arresti vengono eseguiti in Sicilia, Toscana, Lazio, Puglia, Emilia Romagna e Liguria, “nei confronti dei maggiori esponenti del Mandamento mafioso di Brancaccio e di altrettanti loro complici, nonché al sequestro di numerose aziende, per un valore complessivo di circa 60 milioni di euro”, dicono gli inquirenti. In manette anche degli insospettabili.

Tra i destinatari di custodia cautelare in carcere spicca il nome di Pietro Tagliavia, capo del mandamento mafioso di Brancaccio e della famiglia di ”Corso dei Mille”, attualmente ai domiciliari.

Le investigazioni, eseguite in stretto coordinamento dalla Squadra Mobile e dal Gico del Nucleo di Polizia Tributaria di Palermo, “hanno consentito di fare luce su numerosi episodi di minacce, danneggiamento, estorsione, furto e detenzione illegale di armi da parte di esponenti della cosca di Brancaccio, nonché di ricostruire l’intero organigramma delle famiglie mafiose appartenenti al mandamento, definendo ruoli e competenze di ciascun associato e, in particolare, individuando gli elementi di vertice”.

L’attività di indagine della Dda di Palermo ha anche permesso di dimostrare “il totale controllo, da parte dell’associazione, di un ”gruppo imprenditoriale”, distribuito su diverse Regioni ma particolarmente radicato in Sicilia e Toscana“.

Nel corso dell operazioni, la Polizia di Stato e la Guardia di Finanza stanno procedendo, rispettivamente, al sequestro di numerosi veicoli e autoveicoli utilizzati per la commissione dei reati contestati, nonché delle aziende riconducibili agli esponenti mafiosi arrestati.

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