Arezzo: aggredita e rapinata in un bar

Arezzo: aggredita e rapinata in un bar

Una donna è stata legata e chiusa nella cucina di un bar ad Arezzo, gli aggressori hanno poi forzato le slot machine

Aggredita all’interno del bar dove lavora, poi legata, imbavagliata e rinchiusa nel cucinotto del locale mentre i malviventi forzavano le slot machine. E’ questa la prima ricostruzione di quanto accaduto stamani intorno alle 4.30 ad Arezzo, in via Romana.

Tre i banditi, a volto coperto, entrati nel locale, secondo il racconto della vittima, una 54enne, mentre una quarta persona potrebbe essere rimasta fuori dal bar.
Da una ricostruzione i malviventi sarebbero entrati in azione mentre la donna stava pulendo. Dopo aver tentato di forzare la porta posteriore del bar sarebbero entrati da quella principale.

Avrebbero quindi oscurato l’obiettivo delle telecamere con uno spray. Dopo aver chiuso la donna nel cucinotto avrebbero forzato le slot machine al cui interno c’erano solo pochi spiccioli. Quindi la fuga.

A dare l’allarme sarebbe stata la stessa barista poi portata dal 118 al pronto soccorso dell’ospedale di Arezzo: le sue condizioni sono buone a parte lo choc. Le indagini sono seguite dalla polizia: la scientifica ha eseguito rilievi a tappeto, dentro e fuori il locale, alla ricerca di elementi utili per risalire all’identità degli aggressori.

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Firenze: 16enne denuncia violenza sessuale

Firenze: 16enne denuncia violenza sessuale

Una 16enne ha raccontato alla polizia di aver subito un’aggressione nella notte tra martedì e mercoledì scorsi a Firenze

Una 16enne ha raccontato alla polizia di aver subito una violenza sessuale nella notte tra martedì e mercoledì scorsi a Firenze. Secondo quanto emerso, non ricorderebbe nulla di quanto avvenuto poiché al momento sarebbe stata sotto l’effetto di alcol e stupefacenti. Il racconto è al vaglio della polizia.

In base a quando riferito agli agenti, la ragazza avrebbe passato parte della nottata a consumare alcol e droga con un giovane incontrato nella zona delle Cascine. Si sarebbe risvegliata al mattino in un’abitazione a lei sconosciuta, in compagnia dello stesso giovane e di un altro uomo, senza ricordare cosa fosse avvenuto.

Sarebbero stati proprio i due, rispondendo alla ragazzina, a raccontarle di aver passato la notte con lei su sua stessa richiesta. Sempre secondo quanto appreso, la 16enne non saprebbe indicare nè l’identità dei due né l’abitazione nella quale sarebbe avvenuto l’episodio.

A dare l’allarme 118 e polizia, quando la ragazzina è tornata a casa, è stata la madre. Quest’ultima ha raccontato agli agenti di essersi preoccupata perché la figlia non era rientrata e di essere uscita di notte a cercarla, ma di aver rinunciato poiché non era riuscita a trovarla nei luoghi che frequentava abitualmente. In passato la giovane si sarebbe allontanata da casa altre volte.

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Prato: agenti di polizia a lezione di cinese

Prato: agenti di polizia a lezione di cinese

Iniziativa nata per agevolare i rapporti fra agenti di polizia e la nutrita comunità orientale presente a Prato

Agenti della questura di Prato a lezione di cinese, per agevolare i rapporti con la nutrita comunità orientale che abita nella città toscana. L’iniziativa, voluta dal questore di Prato Alessio Cesareo, coinvolgerà, su base volontaria, 96 poliziotti, un terzo di quelli in servizio in città: per tre mesi, a partire da oggi, andranno a lezione dalla professoressa Yang Xiaping. Il corso è stato organizzato in collaborazione col consolato cinese e l’associazione dell’amicizia Italia-Cina.

“Nei casi che trattiamo – spiega il questore -, il primo contatto è molto importante. Gli agenti saranno avvantaggiati nel poter comprender immediatamente le condizioni e le indicazioni dei cittadini cinesi coinvolti. Molte volte abbiamo difficoltà”.

L’insegnante cinese del corso vive da trent’anni in Italia e aveva già effettuato un corso simile per la polizia municipale di Campi Bisenzio dieci anni fa. “Ci vedremo due volte alla settimana, due ore ogni lezione. Cercherò di insegnare – spiega Yang Xiaping – i rudimenti della lingua e del dialogo nell’emergenza”. “E’ un primo passo per esser più vicini alle esigenze della comunità cinese”, ha concluso il questore.

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Stupro 21enne: preso dna aggressore per confronto

Stupro 21enne: preso dna aggressore per confronto

Servirà per per dare un’identità, all’aggressore di uno stupro molto simile, avvenuto nella stessa zona di Firenze, il 23 giugno scorso,

L’uomo, Mustafa Arnaut, dopo lo stupro sessuale ai danni di una ragazza di origine cinese nella notte tra il 23 e il 24 settembre alla  periferia di Varlungo, era stato arrestato dalla Polizia di Firenze.

La vittima della prima violenza su cui indagano gli inquirenti, avvenuto a giugno, fu invece una giapponese che da anni vive e lavora nel capoluogo toscano. La donna fu aggredita alle 5.30 di mattina mentre faceva jogging in un parco. Di questo episodio c’è il dna dell’aggressore ma non la sua identità: ancora non è stato scoperto.

Secondo quanto appreso, l’inchiesta della procura di Firenze proverà a giocare  la carta di un ‘matching’ tra i dna disponibili. Sono infatti entrambi fatti molto violenti, accomunati dal fatto che  in entrambi i casi il violentatore  avrebbe èicchiato con pugni al volto la vittima, allo scopo di stordirla, e solo dopo, avendone piegato le capacità di resistenza, sarebbe passato allo stupro.

In particolare, nel caso del 23 settembre la violenza fisica dell’aggressore è stata molto più pronunciata perché la 21enne orientale ha reagito difendendosi con molto energia dal romeno, il quale ha riportato vistosi graffi sulla pelle e per ridurne le difese l’ha colpita con estrema efferatezza causandole traumi e ferite.

Il 25enne aveva teso un agguato alla sua vittima dopo averla avvistata dal suo nascondiglio, un ex capannone abbandonato, e sbucando all’improvviso da un viottolo inaccessibile, celato dalla vegetazione, a non lunga distanza dalle case.

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Stupro 21enne: preso dna aggressore per confronto

Stupro 21enne: preso dna aggressore per confronto

Servirà per per dare un’identità, all’aggressore di uno stupro molto simile, avvenuto nella stessa zona di Firenze, il 23 giugno scorso,

L’uomo, Mustafa Arnaut, dopo lo stupro sessuale ai danni di una ragazza di origine cinese nella notte tra il 23 e il 24 settembre alla  periferia di Varlungo, era stato arrestato dalla Polizia di Firenze.

La vittima della prima violenza su cui indagano gli inquirenti, avvenuto a giugno, fu invece una giapponese che da anni vive e lavora nel capoluogo toscano. La donna fu aggredita alle 5.30 di mattina mentre faceva jogging in un parco. Di questo episodio c’è il dna dell’aggressore ma non la sua identità: ancora non è stato scoperto.

Secondo quanto appreso, l’inchiesta della procura di Firenze proverà a giocare  la carta di un ‘matching’ tra i dna disponibili. Sono infatti entrambi fatti molto violenti, accomunati dal fatto che  in entrambi i casi il violentatore  avrebbe èicchiato con pugni al volto la vittima, allo scopo di stordirla, e solo dopo, avendone piegato le capacità di resistenza, sarebbe passato allo stupro.

In particolare, nel caso del 23 settembre la violenza fisica dell’aggressore è stata molto più pronunciata perché la 21enne orientale ha reagito difendendosi con molto energia dal romeno, il quale ha riportato vistosi graffi sulla pelle e per ridurne le difese l’ha colpita con estrema efferatezza causandole traumi e ferite.

Il 25enne aveva teso un agguato alla sua vittima dopo averla avvistata dal suo nascondiglio, un ex capannone abbandonato, e sbucando all’improvviso da un viottolo inaccessibile, celato dalla vegetazione, a non lunga distanza dalle case.

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