Livorno: solo 31% crocieristi visita la città durante sbarco

Livorno: solo 31% crocieristi visita la città durante sbarco

Da uno studio Irpet emerge una domanda potenziale non sfruttata a causa “della carenza dell’offerta di destinazione” a Livorno e dintorni. La prima azione da intraprendere: creare una cabina di regia tra i principali portatori di interessi in grado di mettere in piedi politiche di rilancio coordinate.

Secondo l’analisi di Irpet, presentata oggi in Fortezza Vecchia a Livorno, al convegno ‘Welcome to Livorno, Port for Tuscany’, dei 36,8 milioni di euro spesi dal complesso dei crocieristi, circa il 28% è speso nel territorio livornese. Circa il 31% dei croceristi che sbarcano nel porto di Livorno visita la città labronica come meta esclusiva. Il 46% la visita almeno per qualche ora, mentre un crocierista su tre decide di visitare anche Firenze e il 40% Pisa.

Di 10,3 milioni, circa 6,2 mln sono stati spesi a Livorno da quei crocieristi che l’hanno visitata per almeno qualche ora e in modo pressoché esclusivo. La ricerca ha evidenziato che la domanda non è sufficientemente soddisfatta sia nel segmento delle crociere low cost, sia nel segmento lusso.

Occorre un cambio di passo però anche nel decoro urbano e nella manutenzione del patrimonio artistico presente in città, il ‘waterfront’, i fossi, la Fortezza vecchia, attraverso l’azione coordinata tra Comune ed Autorità portuale e Porto di Livorno 2000, società che gestisce il traffico passeggeri e crociere nello scalo labronico.

Il miglioramento della quantità e qualità dei servizi del Porto-città, spiega Irpet, e la loro maggior integrazione con una rinnovata e coerente offerta turistica di territorio appaiono gli elementi capaci di aumentare gli impatti positivi del crocierismo sul sistema economico della destinazione.

Insistere di più sulla riqualificazione della città in chiave turistica è anche per il presidente della Camera di Commercio di Livorno, Riccardo Breda, un punto su cui insistere. “Livorno è cresciuta in questi anni nell’offerta e nell’accoglienza turistica – ha detto Breda a margine del convegno – ma ancora c’è molto da fare”.

Dall’indagine di Irpet, che la Regione ha commissionato e svolto in collaborazione con l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale e con Porto di Livorno 2000 , l’attività crocieristica nel porto di Livorno ha prodotto nel 2016 una spesa complessiva tra consumi e investimenti pari a circa 52,2 milioni di euro, che hanno attivato 26,7 milioni di valore aggiunto e 31.6 milioni di Pil in Toscana oltre ad aver attivato 470 unità di lavoro equivalenti full time.

La ricerca, illustrata da Enrico Conti di Irpet al convegno, ha messo in evidenza l’importanza attuale e potenziale rappresentata dal fenomeno del crocierismo per la crescita economica e occupazionale non solo del territorio livornese e per la Toscana.

All’interno dell’economia livornese ricade infatti circa il 49% della spesa, pari a 25,7 milioni di euro, che determinano circa 8,8 milioni di valore aggiunto e a 142 unità di lavoro equivalenti full time.

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Infortunio operaio 21enne al porto di Livorno

Infortunio operaio 21enne al porto di Livorno

Infortunio sul lavoro ieri sera nel porto di Livorno, giovane operaio di 21 anni ha subito lesioni ad una mano e torace, prognosi di 40 giorni.

Infortunio sul lavoro ieri sera nel porto di Livorno: un operaio di 21 anni, provenente da Rosignano, che lavora ad Alp, l’azienda che fornisce lavoro temporaneo in porto, si trovava a bordo di una nave durante la fase di scarico quando è rimasto schiacciato sotto un mezzo pesante mentre erano in corso le operazioni per agganciare un rimorchio.

Il giovane si è procurato lesioni ad una mano che ha messo avanti per proteggersi dal colpo, e al torace. Subito soccorso è stato accompagnato in ospedale dove è stato operato alla mano e dove si trova attualmente ricoverato con una prognosi di 40 giorni.

A bordo della nave sono intervenute Capitaneria e ufficio prevenzione della Asl per i rilievi insieme alla Polmare.

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Livorno: sequestrate in porto oltre 13mila borse

Livorno: sequestrate in porto oltre 13mila borse

I funzionari dell’ufficio dogane livornesi, in collaborazione con al guardia di finanza, hanno sequestrato oltre 13 mila borse con falsa indicazione d’origine stipate in due container sbarcati nel terminal Darsena Toscana del porto, in violazione alla normativa sul made in Italy.

Tutti gli articoli provenienti dalla Cina e destinati a un’azienda fiorentina, riportavano il marchio registrato dalla ditta e l’indicazione ”Firenze”. Elementi tali – spiegano dall’agenzia delle dogane – da indurre in inganno il consumatore finale sull’origine dei prodotti. All’importatore è stata infine irrogata una sanzione amministrativa per la violazione della legge a tutela del Made in Italy di 15 mila euro.

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Livorno: 200 kg di cocaina scoperti in container dal Cile

Livorno: 200 kg di cocaina scoperti in container dal Cile

Un carico di 200 chili di cocaina, dal valore di 45 milioni di euro, in un container proveniente dal Cile e diretto in Spagna: è quanto scoperto al porto di Livorno in un’operazione della Guardia di finanza e dell’ufficio delle Dogane.

Nel corso di attività di controllo sui traffici riguardanti l’area portuale di Livorno, programmate d’intesa con la Procura della Repubblica del capoluogo labronico, nella giornata del 9 marzo, finanzieri del Comando Provinciale e funzionari dell’Ufficio delle Dogane di Livorno, fra numerosi containers provenienti dal Sud America e sbarcati in porto, ne hanno selezionato e ispezionato uno ritenuto sospetto, rinvenendo e sequestrando 200 chilogrammi di cocaina.

L’ingente quantitativo di cocaina, suddiviso in 200 panetti, era stato occultato, in particolare, in alcuni borsoni posizionati all’interno di un container proveniente da San Antonio (Cile), in seno al quale era stato caricato materiale scenografico, destinato in Spagna. La cocaina sequestrata ha un controvalore di circa 7 milioni di euro; una volta lavorata (“tagliata”) ed immessa sul mercato con la vendita al dettaglio, avrebbe fruttato, tuttavia, ben 45 milioni di euro.

Il sequestro è frutto di un’analisi di rischio congiunta, operata dai funzionari doganali e dai finanzieri, che procedono ad un’accurata selezione delle merci che destano sospetti per la provenienza, la destinazione o il tipo di carico, nell’ottica di intercettare eventuali traffici illeciti. A tal fine, i finanzieri del Gruppo della Guardia di Finanza di Livorno ed i funzionari del Servizio Antifrode Doganale svolgono quotidianamente un’intensa attività di controllo sulle merci in arrivo o in transito che, svolta in stretta sinergia, rende sempre più efficace anche la lotta al traffico internazionale di sostanze stupefacenti nel porto labronico.

Sono in corso indagini, sotto la direzione del Procuratore Capo della Repubblica di Livorno – Cons. Ettore Squillace Greco – e del Sost. Procuratore dott. Massimo Mannucci, volte ad individuare i responsabili ed a stabilire il mercato di destinazione della sostanza stupefacente.

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Maltempo: ripartiti collegamenti con Elba

Maltempo: ripartiti collegamenti con Elba

Sono ripartiti tutti i traghetti che collegano Piombino (Livorno), all’isola d’Elba, come confermato stamani dalla capitaneria di Portoferraio.

Situazione tornata alla normalità, dopo il blocco per il maltempo di ieri, anche nel porto di Livorno che, come spiegano dall’Avvisatore marittimo, ha ripreso da stanotte la funzionalità a pieno regime. Già ieri sera erano ripartiti, regolarmente alle 22, i traghetti per Olbia, Moby Wonder e Zeus Palace, mentre stamani sono in arrivo sempre dalla Sardegna il Moby Aki, il Cruise Olbia e il Sardinia Regina. Regolari anche i collegamenti con la Corsica, mentre dovrebbe ripartire anche il Liburnia per l’isola di Capraia.

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