Prato: auto contro camion, muore coppia di anziani

Prato: auto contro camion, muore coppia di anziani

Due anziani coniugi di Vernio (Prato), di 84 e 85 anni, sono morti stamani in un incidente stradale avvenuto poco dopo le 11.00 lungo la strada regionale 325, a Vaiano.

Viaggiavano in direzione Prato su un’utilitaria che si è scontrata con un camion che proveniva dalla direzione opposta: all’altezza di una semicurva i mezzi si sono scontrati violentemente. Sul posto sono intervenute due ambulanze: l’autista del mezzo pesante, un trentaduenne che trasportava materiale tessile, è stato portato all’ospedale in stato di shock, mentre per i due coniugi non c’è stato niente da fare.

Oltre carabinieri e alla polizia municipale, per liberare i corpi dei due anziani dall’abitacolo, sono intervenuti i vigili del fuoco. La dinamica dello scontro è in fase di accertamento.
La strada è stata chiusa per effettuare i rilievi e permettere le operazioni di soccorso e la rimozione dei mezzi coinvolti.

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Prato chiede collegamento all’Alta Velocità

Prato chiede collegamento all’Alta Velocità

Prato, il Consiglio comunale della città Toscana, ieri ha approvato, all’unanimità, un ordine del giorno presentato dalle consigliere del Partito Democratico Paola Tassi e Serena Tropepe, nel quale si chiede di verificare la possibilità di collegare anche Prato con l’Alta Velocità, in particolare con i treni Frecciargento e Frecciabianca.

“Sono moltissime le persone che si muovono ogni giorno dall’area Prato-Pistoia-Lucca e, visti gli imminenti lavori di ammodernamento sulla Direttissima, potrebbe essere il momento di valutare tecnicamente se ci sono gli estremi per collegare anche Prato ai principali capoluoghi italiani mediante l’Alta Velocità – spiegano le consigliere democratiche – Chiediamo che venga verificata prima possibile la fattibilità di questa proposta. In questo modo Prato avrebbe un’opportunità unica sotto il profilo non solo economico e commerciale, ma anche sotto quello turistico”

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Capodanno, incendio in capannone ditta tessile

Capodanno, incendio in capannone ditta tessile

Prato, i Vigili del Fuoco di Prato del Distaccamento di Montemurlo e del Distaccamento di Volontari di Vaiano, sono intervenuti alle ore 23:55 circa con vari automezzi, per un incendio divampato all’interno di una Ditta Tessile, in un capannone industriale, in via Edmondo De Amicis,18.

Dal capannone incendiato si è da subito alzato un denso fumo nero ma le squadre dei Vigili del Fuoco hanno provveduto alle operazioni di spegnimento del rogo che era stato circoscritto in breve tempo grazie anche alla tempestività dell’intervento.

Una volta spente le fiamme, i pompieri hanno provveduto poi alla bonifica e alla messa in sicurezza dell’area interessata dall’incendio.

Nessuna persona è rimasta coinvolta e sono ancora in corso di accertamento le cause dell’incendio.

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Prato: famiglia intossicata da monossido di carbonio

Prato: famiglia intossicata da monossido di carbonio

Una famiglia di quattro persone è rimasta intossicata dal monossido di carbonio questa notte intorno alle 2:30 a Prato, in via Zipoli.

Le condizioni di salute del nucleo familiare sarebbero buone: per la madre non è stato necessario ricorrere alle cure mediche, mentre i due figli sono stati ricoverati all’ospedale fiorentino di Careggi e il padre all’ospedale Santo Stefano di Prato.

Intervenuti su richiesta del 118, i vigili del fuoco hanno riscontrato alte percentuali di monossido di carbonio all’interno dell’abitazione. Sono in corso accertamenti per stabilire le cause che potrebbero essere riconducibili alle tubature di una stufa a legna presente nella cucina.

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Gdf, traffico d’oro: smanettalata rete di 29 persone, per riciclaggio

Gdf, traffico d’oro: smanettalata rete di 29 persone, per riciclaggio

Eseguite dieci ordinanze di custodia cautelare, emesse dal Gip Alberto Gamberini, di cui sette in carcere e tre ai domiciliari, nei confronti di un cittadino di origine turca, di quattro persone di origine cinese e cinque italiane. Dovranno rispondere di associazione a delinquere, riciclaggio di proventi illeciti e ricettazione con l’aggravante del reato transnazionale. Quindici le perquisizioni che sono in fase di esecuzione quattro ‘mandati di arresto europei’ in Romania e Turchia.

Sequestrati, in diversi momenti, 70 chili di oro, per un valore di 2,5 milioni di euro, e denaro contante per quasi 1,5 milioni; sequestro preventivo, per un ammontare di circa 7,4 milioni di euro, di beni mobili, immobili e finanziari. Il “fulcro del sistema”, come lo ha definito il procuratore Amato, era As Serdar Tamsan, commerciante 50enne nato a Diyarbakir in Turchia: facendo scalo, per partenze e arrivi, anche dall’Aeroporto Marconi di Bologna – oltre a Pisa e Fiumicino – raggiungeva la Toscana per raccogliere il denaro per il riciclaggio frutto, secondo le indagini, da evasione fiscale di imprenditori cinesi della provincia di Firenze e Prato.

Ad Arezzo il denaro veniva usato per acquistare oro che veniva poi portato all’estero. Il ricavato dell’immissione nel mercato, secondo i finanzieri, confluiva sui conti correnti delle società turche riconducibili al 50enne e da lì trasferito a imprese romene collegate sempre allo stesso per poi essere spostato su conti di società di comodo del Regno Unito costituite dagli imprenditori cinesi che ne avevano originato la provvista.

Un’organizzazione composta da 29 persone di nazionalità italiana, turca, cinese e romena, che raccoglieva denaro contante, derivante da probabile evasione fiscale di alcuni imprenditori, con cui venivano acquistati lingotti d’oro, senza punzonatura e certificati di provenienza, che poi venivano esportati in diversi Paesi – Turchia, Grecia e Spagna – e immessi nei mercati ufficiali del settore.

A scoprirla, nell’ambito dell’operazione ‘Pietra Filosofale’, è stata la Guardia di Finanza di Bologna che ha condotto oltre due anni e mezzo di indagini, con il coordinamento del procuratore Giuseppe Amato e del sostituto Marco Forte.

 

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