Colto in flagrante a Vernio con esche avvelenate per cani

Colto in flagrante a Vernio con esche avvelenate per cani

Prato, i Carabinieri Forestali di Prato hanno denunciato una persona colta in flagrante mentre depositava a terra un’esca avvelenata in un’area poderale della campagna pratese situata nel territorio del Comune di Vernio.

I militari della Stazione Carabinieri Forestale di Vernio, infatti, dopo aver appreso della morte di un cane avvenuta alcuni giorni addietro a causa dell’ingestione di un’esca avvelenata, anche grazie ad alcune informazioni di carattere confidenziale ricevute dai cittadini, sono riusciti a risalire all’autore del crimine sorpendendolo in flagranza di reato mentre depositava a terra altre esche.

Si tratta di vere e proprie “polpette avvelenate” costituite da mangime umido per cani in scatola, mescolato con veleno per topi contenuto in bustine di pronto uso.

Materiale che è stato rinvenuto e sequestrato dai militari anche dentro ad un annesso agricolo risultato nella disponibilità del soggetto denunciato: altre scatole di veleno identico a quello utilizzato, ed una scatola di veleno per topi oramai vuota con evidenti tracce polverulente di colore blu.

I Militari hanno segnalato il soggetto alla Procura della Repubblica di Prato per i reati di uccisione di animali, maltrattamento animali e getto pericoloso di cose.

Inoltre, come previsto in questi casi, sono stati avvisati il Comune di Vernio e la Polizia Provinciale di Prato per attivare con procedura d’urgenza la bonifica dell’area interessata al fine di rimuovere ogni pericolo per la salute pubblica.

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Prato: sequestrato asilo nido abusivo in capannone artigiano

Prato: sequestrato asilo nido abusivo in capannone artigiano

Gravi le anomali e irregolarità dell’asilo nido riscontrate, a partire dall’ubicazione dentro un capannone artigianale suddiviso, tramite tendaggi e scaffalature in varie aree, destinate a gioco, cucina, refezione, zona cambio pannolino ed intrattenimento.

Scoperto e sequestrato a Prato un asilo nido abusivo con bambini di età sotto i 36 mesi. La struttura è senza autorizzazioni ed è stata individuata dalla polizia municipale, coadiuvato dal personale del Servizio Pubblica Istruzione del Comune. L’asilo fa capo a un’associazione culturale cinese ed è situato in via Mameli. I bambini trovati dentro sono tutti di nazionalità cinese.

Trovata nei pressi dell’area gioco una bombola di gas non allacciata al relativo utilizzatore, fatta immediatamente rimuovere. Nell’ambiente non erano presenti bagni destinati ai bambini ma solo servizi igienici utilizzati promiscuamente anche da adulti.

Al titolare dell’associazione sono state contestate numerose violazioni che vanno dalla struttura educativa abusiva, alla mancanza delle prescritte autorizzazioni sanitarie per la preparazione dei cibi, alla somministrazione abusiva di alimenti e bevande, alla diversa destinazione d’uso dei locali delle strutture. Al termine delle operazioni sono state fatte sanzioni per 10.000 euro.

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Prato: domani fiaccolata per Giulio Regeni

Prato: domani fiaccolata per Giulio Regeni

Una fiaccolata domani a Prato per i tre anni dalla scomparsa di Giulio Regeni L’evento inizierà alle 19 in piazza del Comune.

L’iniziativa, intitolata ‘#3annisenzaGiulio’, è coorganizzata in città dal Comune e promossa a livello nazionale da Amnesty International, e spiega una nota, vuol mantenere viva la memoria di Giulio Regeni, la richiesta di verità e l’attenzione sulla gravissima situazione dei diritti umani in Egitto.

Tra gli interventi quello del sindaco Matteo Biffoni, di un rappresentante del comitato ‘Verità e giustizia per Giulio Regeni’, e di Laura Fabbri in rappresentanza del gruppo Antenna – Amnesty International di Prato. Alle 19.41 sarà osservato un minuto di silenzio in ricordo di Giulio.

Giulio Regeni, dottorando italiano dell’Università di Cambridge, venne rapito il 25 gennaio 2016 e il 3 febbraio dello stesso anno, fu ritrovato cadavere. Il ritrovamento del corpo, con evidenti segni di tortura, vicino ad una prigione dei servizi segreti egiziani ha scatenato polmeiche in tutto il mondo e soprattutto in Italia, mettendo in crisi i rapporti diplomatici con l’Egitto.

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Prato: domani fiaccolata per Giulio Regeni

Prato: domani fiaccolata per Giulio Regeni

Una fiaccolata domani a Prato per i tre anni dalla scomparsa di Giulio Regeni L’evento inizierà alle 19 in piazza del Comune.

L’iniziativa, intitolata ‘#3annisenzaGiulio’, è coorganizzata in città dal Comune e promossa a livello nazionale da Amnesty International, e spiega una nota, vuol mantenere viva la memoria di Giulio Regeni, la richiesta di verità e l’attenzione sulla gravissima situazione dei diritti umani in Egitto.

Tra gli interventi quello del sindaco Matteo Biffoni, di un rappresentante del comitato ‘Verità e giustizia per Giulio Regeni’, e di Laura Fabbri in rappresentanza del gruppo Antenna – Amnesty International di Prato. Alle 19.41 sarà osservato un minuto di silenzio in ricordo di Giulio.

Giulio Regeni, dottorando italiano dell’Università di Cambridge, venne rapito il 25 gennaio 2016 e il 3 febbraio dello stesso anno, fu ritrovato cadavere. Il ritrovamento del corpo, con evidenti segni di tortura, vicino ad una prigione dei servizi segreti egiziani ha scatenato polmeiche in tutto il mondo e soprattutto in Italia, mettendo in crisi i rapporti diplomatici con l’Egitto.

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Prato: sfruttava 21 lavoratori, arrestato imprenditore

Prato: sfruttava 21 lavoratori, arrestato imprenditore

Un imprenditore di 38 anni, titolare di un laboratorio di confezioni di abiti a Prato, è stato arrestato dai carabinieri, mentre per la convivente è scattato il divieto di dimora nel comune toscano, con l’accusa di aver sfruttato 21 lavoratori, tutti di orgine cinese, di cui molti senza permesso di soggiorno.

Entrambi i provvedimenti sono scattati in esecuzione di misure cautelari disposte dal gip che ha contestato il 603 bis del cp, ‘intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro’, introdotto nel 2016 nell’ambito della revisione delle norme sul caporalato, e per la prima volta applicato a Prato.

In particolare al 38enne, titolare di una ditta in via Pistoiese, nel cuore della Chinatown pratese, e alla convivente sua coetanea e connazionale, contestato lo sfruttamento di manodopera in condizioni di bisogno”. L’indagine è iniziata tre mesi fa dopo un controllo del dipartimento di prevenzione dell’Asl.

Una donna che vive nei pressi della fabbrica di confezione di abiti ha consentito agli investigatori l’accesso per piazzare telecamere nascoste nella ditta. Per questo la donna sarebbe stata anche minacciata. Dai video risulterebbe che gli operai avrebbe lavorato fino a 16 ore al giorno con tre sole pause di dieci minuti a turno per il ristoro. Inoltre gli operai, secondo quanto spiegato dai carabinieri, avrebbero lavorato in “situazioni di sicurezza precarie e in condizioni alloggiative degradanti.

 “Un’operazione importante che ha permesso, forse per la prima volta in Italia, di applicare l’articolo 603 bis del codice penale che estende al datore di lavoro le norme sul caporalato”. Lo afferma il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi in merito all’operazione che oggi a Prato  ha portato all’arresto dei titolari cinesi di una ditta di confezioni, accusati del reiterato sfruttamento di 21 connazionali.

Rossi ringrazia, in una nota, “la procura della Repubblica di Prato i carabinieri e quanti hanno lavorato alle indagini. Ma un ringraziamento speciale va agli operatori della Regione Toscana da anni impegnati nel progetto ‘Prato lavoro sicuro’ perché l’operazione di oggi è scaturita anche dagli accertamenti che quotidianamente svolgono sul territorio. Ed è per noi grande motivo di orgoglio”.

“La Regione Toscana mantiene il suo impegno nel contrastare lavoro nero, dormitori e caporalato – conclude Rossi -, proprio per questo il piano straordinario andrà a avanti fino al 2020 e diventerà strutturale”. Nell’ambito del progetto ‘Prato lavoro sicuro’, che prevede controlli nelle aziende cinesi dopo il rogo di Teresa Moda in cui morirono sette operai cinesi, dal settembre del 2014 al 31 dicembre 2018 sono state ispezionate 11.583 imprese, dando luogo a 5.484 comunicazioni di reato, a 464 sequestri e all’eliminazione di 1.723 impianti elettrici fatiscenti, 1.303 dormitori e 369 cucine abusive.

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