MIGRANTI, “IN TOSCANA CHI E’ SOTTO PROTEZIONE UMANITARIA VIENE RIMPATRIATO”

Migranti Prato Sindacati migranti Saccardi mugello

La denuncia viene da un insegnante di Firenze: “migranti a cui viene negato il permesso, invece, rimane: il problema nel passaggio da centro prima a seconda accoglienza.”  Prefettura fiorentina: “questa è la legge.”

“I migranti a cui è stato riconosciuto un permesso di soggiorno per protezione umanitaria vengono mandati via dai centri di prima accoglienza, mentre quelli a cui è stato negato, magari persone che spacciano o vanno a lavorare al nero, vengono fatti restare perché hanno presentato ricorso al Tar. È il mondo alla rovescia”. È la denuncia di Paola Mancini, insegnante del centro provinciale istruzione degli adulti di Firenze, che ha tra i suoi alunni alcuni dei giovani stranieri per i quali è stato disposto l’allontanamento dai centri.

Il problema, spiega Mancini, risiede nel passaggio dai centri di prima a quelli di seconda accoglienza – gli sprar -, dove accede chi ottiene il permesso. “Fino a poco tempo fa – afferma Mancini – il passaggio avveniva quando si liberava un posto nello sprar”. “Adesso – afferma sempre Mancini – la prefettura di Firenze ha ravvisato un danno erariale nel mantenerli nei centri in attesa del posto negli sprar, e così ha deciso di mandarli per strada”. “Due di questi ragazzi, ospiti dal Cenacolo a Fiesole – prosegue – devono uscire oggi”.

“Faremo ricorso al Tar – annuncia – e se necessario alla Corte europea dei diritti dell’uomo”.  Secondo quanto fatto sapere dalla prefettura fiorentina, “lo Stato deve smettere di pagare per disposizione di legge” per quei migranti per i quali è terminato l’iter di valutazione. “Possono restare nei centri se le comunità possono tenerli – viene precisato – ma la prefettura non può più pagare il loro soggiorno perché si sarebbe una spesa ingiustificata”. Tuttavia, viene precisato, la prefettura provvede a segnalare “al Comune di residenza e allo sprar” la situazione di questi migranti, “in modo che possano farsene carico al più presto”.

Sulla vicenda è intervenuto anche Lorenzo Somigli, segretario dei giovani della Lega Nord Firenze: “Scriveremo al prefetto – afferma -, è un paradosso che chi ha avuto la protezione umanitaria sia per la strada mentre chi ha avuto un rifiuto possa restare”.

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MIGRANTI, “IN TOSCANA CHI E’ SOTTO PROTEZIONE UMANITARIA VIENE RIMPATRIATO”

Migranti Prato Sindacati migranti Saccardi mugello

La denuncia viene da un insegnante di Firenze: “migranti a cui viene negato il permesso, invece, rimane: il problema nel passaggio da centro prima a seconda accoglienza.”  Prefettura fiorentina: “questa è la legge.”

“I migranti a cui è stato riconosciuto un permesso di soggiorno per protezione umanitaria vengono mandati via dai centri di prima accoglienza, mentre quelli a cui è stato negato, magari persone che spacciano o vanno a lavorare al nero, vengono fatti restare perché hanno presentato ricorso al Tar. È il mondo alla rovescia”. È la denuncia di Paola Mancini, insegnante del centro provinciale istruzione degli adulti di Firenze, che ha tra i suoi alunni alcuni dei giovani stranieri per i quali è stato disposto l’allontanamento dai centri.

Il problema, spiega Mancini, risiede nel passaggio dai centri di prima a quelli di seconda accoglienza – gli sprar -, dove accede chi ottiene il permesso. “Fino a poco tempo fa – afferma Mancini – il passaggio avveniva quando si liberava un posto nello sprar”. “Adesso – afferma sempre Mancini – la prefettura di Firenze ha ravvisato un danno erariale nel mantenerli nei centri in attesa del posto negli sprar, e così ha deciso di mandarli per strada”. “Due di questi ragazzi, ospiti dal Cenacolo a Fiesole – prosegue – devono uscire oggi”.

“Faremo ricorso al Tar – annuncia – e se necessario alla Corte europea dei diritti dell’uomo”.  Secondo quanto fatto sapere dalla prefettura fiorentina, “lo Stato deve smettere di pagare per disposizione di legge” per quei migranti per i quali è terminato l’iter di valutazione. “Possono restare nei centri se le comunità possono tenerli – viene precisato – ma la prefettura non può più pagare il loro soggiorno perché si sarebbe una spesa ingiustificata”. Tuttavia, viene precisato, la prefettura provvede a segnalare “al Comune di residenza e allo sprar” la situazione di questi migranti, “in modo che possano farsene carico al più presto”.

Sulla vicenda è intervenuto anche Lorenzo Somigli, segretario dei giovani della Lega Nord Firenze: “Scriveremo al prefetto – afferma -, è un paradosso che chi ha avuto la protezione umanitaria sia per la strada mentre chi ha avuto un rifiuto possa restare”.

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AREZZO, MIGRANTI TRASFERITI DOPO POLEMICHE

Rivolta Migranti Castiglion fiorentino

Le polemiche sul centro di accoglienza di Badia Agnano nell’aretino era scoppiate a seguito atti osceni che sarebbero stati consumati da due ospiti della struttura, ora indagati. I 16 migranti trasferiti a Rigutino, a loro posto ne arrivano 18.

Trasferimento questa mattina a Rigutino nel comune di Arezzo per i 16 migranti accolti fino a ieri in una struttura di Badia Agnano nel comune di Bucine. Tra di loro anche i due giovani che, una settimana fa, sarebbero stati visti da due bambine (che poi hanno riferito tutto ai genitori) mimare o consumare un atto sessuale. I due sono stati indagati dai carabinieri.

I 16 migranti di Badia Agnano sono partiti questa mattina e al loro posto la prefettura di Arezzo ha inviato 18 richiedenti asilo che da oggi sono sistemati nella struttura che può ospitare fino a 24 persone. I nuovi arrivati provengono tutti dal Corno d’Africa. Lo spostamento, avvenuto mentre i carabinieri stanno indagando su quanto sarebbe successo, è stato deciso dalla prefettura per motivi di opportunità, ma la decisione ha di nuovo generato malumori in paese anche se questa volta di origine diversa.

“Alcuni ragazzi – spiega Massimiliano Guazzini, residente nel paese – si erano ben integrati e due di loro avrebbero presto sostenuto un provino con la squadra di calcio locale che milita nel campionato di seconda categoria mentre altri erano destinati a lavorare”. La vicenda è tenuta sotto osservazione dal sindaco di Bucine Pietro Tanzini che è fin dall’inizio ha cercato di mediare tra le esigenze della piccola comunità e le richieste governative di accogliere un certo numero di profughi.

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A CASTIGLION FIORENTINO TENSIONE PREFETTURA-COMUNE SU MIGRANTI

Migranti Castiglion fiorentino

La tensione sarebbe stata scatenata dalla presenza di ulteriori otto migranti in struttura cooperativa Agorà. Sindaco Agnelli: “siamo campioni di accoglienza ma non di integrazione: senza lavori socialmente utili non possiamo permetterci altri migranti.”

Tensione tra prefettura e comune di Castiglion Fiorentino sulla presenza “improvvisa” nel paese della Valdichiana di ulteriore otto migranti in una struttura non conosciuta dall’amministrazione comunale. “Campioni di accoglienza ma non di integrazione. I migranti, stando così le cose ovvero in assenza di lavori socialmente utili e vera integrazione non ce li possiamo più permettere in Italia”. Ha esordito così il sindaco di Castiglion Fiorentino (Arezzo) Mario Agnelli nell’incontro con i giornalisti, voluto per chiarire la sua posizione dopo le tensioni nate con la prefettura in merito alla presenza di otto migranti nella piccola frazione di Castroncello.

“In data 21 giugno – spiega il sindaco – ho ricevuto una lettera in cui mi si informava che arrivavano altri 8 migranti a Castrocello in una struttura che non rientrava tra le due da me conosciute gestita da una cooperativa la Agorà al momento referente sconosciuto, come presenza nel mio comune, e che sopratutto non si è premurata di avvisare questa amministrazione che comunque, deve poi fornire servizi anagrafici e controllare. Dalle nostre evidenze sono stati assegnati  al nostro comune dal 2014 ad oggi 264 migranti, 54 quelli presenti e 2010 quelli scomparsi senza aver saputo poi che fine abbiano fatto”.

Il sindaco Agnelli, nel richiedere chiarezza sulla questione, ha posto poi l’accento sui lavori socialmente utili. “Su questi temi sono stati disattesi gli ordini del prefetto che chiedeva integrazione e dunque lavoro. Ho lo stesso pensiero anche per coloro che sono in cassa integrazione. I lavori socialmente utili hanno permesso attraverso disoccupati italiani di mandare avanti alcuni servizi in questo comune. Non permettendo ai migranti di farli si va contro le logiche dell’integrazione e li si trasforma in un peso”.

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A CASTIGLION FIORENTINO TENSIONE PREFETTURA-COMUNE SU MIGRANTI

Migranti Castiglion fiorentino

La tensione sarebbe stata scatenata dalla presenza di ulteriori otto migranti in struttura cooperativa Agorà. Sindaco Agnelli: “siamo campioni di accoglienza ma non di integrazione: senza lavori socialmente utili non possiamo permetterci altri migranti.”

Tensione tra prefettura e comune di Castiglion Fiorentino sulla presenza “improvvisa” nel paese della Valdichiana di ulteriore otto migranti in una struttura non conosciuta dall’amministrazione comunale. “Campioni di accoglienza ma non di integrazione. I migranti, stando così le cose ovvero in assenza di lavori socialmente utili e vera integrazione non ce li possiamo più permettere in Italia”. Ha esordito così il sindaco di Castiglion Fiorentino (Arezzo) Mario Agnelli nell’incontro con i giornalisti, voluto per chiarire la sua posizione dopo le tensioni nate con la prefettura in merito alla presenza di otto migranti nella piccola frazione di Castroncello.

“In data 21 giugno – spiega il sindaco – ho ricevuto una lettera in cui mi si informava che arrivavano altri 8 migranti a Castrocello in una struttura che non rientrava tra le due da me conosciute gestita da una cooperativa la Agorà al momento referente sconosciuto, come presenza nel mio comune, e che sopratutto non si è premurata di avvisare questa amministrazione che comunque, deve poi fornire servizi anagrafici e controllare. Dalle nostre evidenze sono stati assegnati  al nostro comune dal 2014 ad oggi 264 migranti, 54 quelli presenti e 2010 quelli scomparsi senza aver saputo poi che fine abbiano fatto”.

Il sindaco Agnelli, nel richiedere chiarezza sulla questione, ha posto poi l’accento sui lavori socialmente utili. “Su questi temi sono stati disattesi gli ordini del prefetto che chiedeva integrazione e dunque lavoro. Ho lo stesso pensiero anche per coloro che sono in cassa integrazione. I lavori socialmente utili hanno permesso attraverso disoccupati italiani di mandare avanti alcuni servizi in questo comune. Non permettendo ai migranti di farli si va contro le logiche dell’integrazione e li si trasforma in un peso”.

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