Attentati Firenze: Creazzo, “Operazione dedicata ad artificiere ferito”

Attentati Firenze: Creazzo, “Operazione dedicata ad artificiere ferito”

“L’operazione di oggi è dedicata dai suoi colleghi all’artificiere Mario Vece”, il poliziotto rimasto gravemente ferito nell’attentato di Capodanno a Firenze. Lo ha detto il procuratore capo di Firenze, Giuseppe Creazzo, illustrando i dettagli dell’operazione che oggi ha portato al fermo di otto esponenti di area anarchica.

Cinque degli anarchici destinatari delle misure sono i presunti autori del grave attentato del 1 gennaio scorso contro una libreria gestita da esponenti di Casapound, mentre altri 3 sono stati fermati per l’attentato del 21 aprile scorso contro una caserma dei carabinieri a Rovezzano, colpita dal lancio di una molotov.

“Per quanto riguarda i fatti della libreria gestita da Casapound – ha detto Creazzo – la capacità criminale degli organizzatori dell”attentato è data dalle stesse modalità, si pensi che è stato installato un ordigno dotato di timer nella notte di Capodanno, sapendo che in giro c’erano molte persone, incuranti delle conseguenze”.

“Polizia e carabinieri hanno lavorato senza soluzione di continuità per individuare i responsabili degli attentati”, ha sottolineato Creazzo.

Il ministro dell’Interno, Marco Minniti, si è congratulato con il Capo della Polizia, Franco Gabrielli, per l’operazione eseguita dalla Polizia di Stato, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Firenze, che ha portato all’arresto dei presunti autori dell’attentato di Capodanno a Firenze. “L’operazione della Polizia che ha interessato diverse città italiane, – ha sottolineato il ministro – rappresenta un successo di alto livello conseguito attraverso una complessa e articolata attività investigativa svolta dalla Digos di Firenze, Roma e Lecce e dal Servizio centrale antiterrorismo, che hanno lavorato per mesi in stretto contatto con la Magistratura”. “L’operazione di oggi – ha proseguito Minniti – assume un significato particolare perché in coincidenza con il rientro del sovrintendente Mario Vece ai compiti operativi della Squadra mobile di Firenze“.

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ARRESTO SINDACO PESCIA, INDAGINE-LAMPO SCOPRE PECULATO IN 15 GIORNI

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Il peculato commesso dal sindaco di Pescia Giurlani sarebbe stato trovato leggendo contabilità Uncem Toscana. La procura aveva chiesto il carcere ma il Gip ha optato per i domiciliari: il rischio è inquinamento prove e reiterazione reato.

Indagini-lampo che hanno ‘bruciato’ i tempi: appena 15 giorni sono bastati al sostituto della procura di Firenze Tommaso Coletta e agli investigatori della guardia di finanza per controllare la contabilità dell’Uncem Toscana e accusare di peculato Oreste Giurlani per fatti relativi alla sua presidenza di Uncem Toscana. E’ quanto si fa notare alla procura di Firenze sull’inchiesta relativa a circa un quadriennio di presidenza di Giurlani a capo dell’ente dei Comuni di montagna. I fatti oggetto di reato sono risultati evidenti dalla lettura delle carte.

La procura della Repubblica di Firenze aveva chiesto all’ufficio gip la custodia in carcere per Giurlani per peculato e corruzione. Tuttavia il gip Anna Liguori ha ritenuto adeguati gli arresti domiciliari, convenendo comunque con il pm Tommaso Coletta sui pericoli di inquinamento delle prove (il gip scrive, “già in atto”) e di reiterazione del reato, in quanto primo cittadino del Comune di Pescia (Pistoia). Una misura restrittiva diversa dalla custodia cautelare, scrive il gip Anna Liguori, “vanificherebbe le esigenze cautelari” mentre gli arresti domiciliari risultano misura “adeguata e proporzionata”.

In base a quanto accertato dalle Fiamme gialle, anche con intercettazioni telefoniche, nell’ultimo periodo Giurlani, presumibilmente allertato dalle verifiche in corso sui suoi conti correnti, avrebbe cercato di procurarsi a posteriori ‘pezze di appoggio’ per le spese non documentate. Contemporaneamente, di fronte alle richieste dell’Uncem di ottenere la documentazione mancante circa le spese sostenute, avrebbe accusato l’ente stesso di averla smarrita. A carico di Giurlani il gip Liguori ha anche stabilito un sequestro per equivalente fino alla concorrenza di quasi 620.000 euro.

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