Carabinieri denunciati per stupro, trovato mini-video: impossibile identificazione

Carabinieri denunciati per stupro, trovato mini-video: impossibile identificazione

Il procuratore della Repubblica, Giuseppe Creazzo, rende noto che nei prossimi giorni potrebbe essere sentito dagli inquirenti il più giovane dei due carabinieri accusato di aver violentato due studentesse Usa. Trovato un secondo di video su cellulare di una delle studentesse.

E’ stato trovato “un fotogramma, un secondo di video” girato con il telefonino da una delle studentesse americane che hanno denunciato alla polizia di essere state violentate da due carabinieri a Firenze, ma difficilmente potrà essere utile alle indagini: forse è stato girato per sbaglio in discoteca e la persona che si vede non è identificabile.

Commenta, parlando con i giornalisti, il procuratore della Repubblica, Giuseppe Creazzo: “è girato in una situazione di confusione, forse per sbaglio e forse nel locale stesso – ha spiegato il procuratore riferendosi alla discoteca nella quale i due carabinieri erano intervenuto insieme ad altri colleghi, chiamati dal titolari perché si erano verificati disordini – in cui si vede l’immagine senza testa, fino al ginocchio, di una persona in divisa.

Continua il procuratore: “impossibile da identificare. E’ assolutamente falso che esista un video girato durante la commissione del reato e durante il quale una delle ragazze pronuncia la parola ‘bastardo'”.

Inoltre, il carabiniere più giovane denunciato per stupro “probabilmente potrebbe essere sentito nei prossimi giorni. E se non viene – ha detto il procuratore parlando con i giornalisti – sarà convocato”. L’altro carabiniere, un appuntato, invece si era presentato spontaneamente in procura con il suo legale.

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Eccidio Vinca: Regione Toscana denuncia insegnante per ‘apologia di fascismo’

Eccidio Vinca: Regione Toscana denuncia insegnante per ‘apologia di fascismo’

Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi ha dato mandato all’avvocatura generale di denunciare alla procura della Repubblica per apologia di fascismo Manfredo Bianchi, il professore di un istituto tecnico di Carrara che su Facebook ha postato una foto che lo ritrae mentre sventola la bandiera della Repubblica sociale di Salo’, in cima al monte Sagro, sulle Alpi Apuane.

La decisione, viene comunicato dalla Giunta regionale, avviene nel giorno dell’anniversario dell’eccidio di Vinca, ai piedi del monte Sagro, una delle piu’ atroci stragi nazifasciste avvenute in Toscana insieme a Sant’Anna di Stazzema: furono 173 le vittime per mano dei soldati nazisti di Reder fiancheggiati da un centinaio di fascisti repubblichini.

E’ bufera per la foto postata su Facebook da un professore di Carrara che lo ritrae sul Monte Sagro mentre impugna la bandiera della Rsi a poca distanza dal  paese di Vinca dove i repubblichini insieme ai nazisti hanno sterminato 173 persone in prevalenza donne e bambini.

“Secondo voi un elemento del genere può insegnare in una scuola pubblica?” la domanda che è rimbalzata sui  social, tanto che il sindaco di Carrara, Francesco De Pasquale, ha annunciato una lettera alla direzione dell’istituto Zaccagna per chiedere un richiamo ufficiale nei confronti del docente.

“Da sindaco di questa città, decorata con medaglia d’oro al merito civile, le scrivo per comunicarle la nostra inquietudine relativa a quanto esposto pubblicamente sui social network dal professor Bianchi”, uno stralcio della lettera inviata alla scuola.

L’Amministrazione  ritiene il comportamento tenuto dall’insegnante un grave oltraggio alla memoria delle 174 vittime di Vinca di cui proprio oggi ricorre il 73/o anniversario della strage nazifascista.

In difesa del professore, che è stato anche candidato consigliere di Fratelli d’Italiae ha ribadito il suo diritto di opinione, si è schierato Lorenzo Baruzzo, coordinatore comunale di Fdi che ha parlato di  ‘vili e violenti attacchi intimidatori cui è sottoposto su FB il docente’.

Un gesto “vergognoso, perché compiuto a pochi giorni dall’anniversario della strage, perché compiuto da un insegnante, una persona che dovrebbe contribuire alla formazione delle future generazioni”. Cosi’ la sezione fiorentina dell’Aned, l’Associazione dei deportati che invita ad unirsi alla richiesta dell’ANPI per chiedere le dimissioni dell’insegnante  dalla cattedra che ha presso l’Istituto  di Carrara.

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