Denuncia carabinieri per stupro: pm sente coinquiline casa ragazze Usa

Denuncia carabinieri per stupro: pm sente coinquiline casa ragazze Usa

Sono state sentite negli uffici della procura di Firenze le coinquiline delle due ragazze americane che una settimana fa hanno denunciato un caso di violenza sessuale accusando i carabinieri Marco Camuffo e Pietro Costa, dopo che le avevano riaccompagnate nel palazzo dove soggiornano.

Esame del Dna sui reperti biologici così da stabilire in modo inequivocabile chi era effettivamente coinvolto e raccolta delle testimonianze delle coinquiline dell’appartamento dove soggiornano le due studentesse Usa che, giusto una settimana fa, hanno denunciato i carabinieri Marco Camuffo e Pietro Costa per violenza sessuale: queste le attività in corso ieri della procura di Firenze.

L’orientamento della procura è di completare le indagini prima possibile ed eventualmente andare a processo in tempi rapidi, forse anche tramite una richiesta di giudizio immediato. Ieri la pm Ornella Galeotti ha sentito le altre ragazze che vivono nello stesso appartamento, una casa del centro storico affittata da più studentesse per il loro periodo di studio a Firenze. Tali testimonianze riguardano la fase del rientro nell’appartamento delle due studentesse dopo la violenza, quando riferirono alle amiche l’accaduto e scattarono le richieste di soccorso alla polizia, quindi i controlli medici. Furono avvertiti anche il consolato americano a Firenze e la scuola per stranieri Lorenzo de’ Medici. Racconti che attengono alla fase finale dell’episodio di violenza, quando i militari si apprestavano a lasciare il palazzo e le giovani Usa aggredite, frastornate, cercavano soccorso.

La violenza sessuale avvenne fuori dall’appartamento, tra scale e parti comuni del palazzo. Testimonianze che chiudono il filo della nottata per chi fu teste parziale. Già interrogati nei primi giorni, per esempio, i carabinieri delle altre due pattuglie intervenute alla discoteca Flo per una rissa e che potrebbero aver notato i contatti fra Camuffo e Costa e le due studentesse. Intanto, all’ufficio gip sono al vaglio le richieste dei pm per due incidenti probatori, uno per l”esame di genetica forense, cioè per il Dna.

L’altro per acquisire come prova i racconti delle due studentesse. Dalla ricerca del Dna ci si aspetta di tracciare la presenza esatta di chi c’era, per stabilire con esattezza chi fosse effettivamente presente nel luogo dove avvennero i rapporti sessuali e ad ottenere una ricostruzione della vicenda più esatta possibile.

Riguardo all’incidente probatorio per le due studentesse vittime della violenza, il legale della 21enne originaria del New Jersey, avvocato Gabriele Zanobini, ha chiesto ai magistrati che l”incidente probatorio per la sua assistita si svolga in ”audizione protetta” così come avviene quando vengono ascoltati i minori nei processi. Nell’audizione protetta il giudice sente la persona offesa dietro una parete di vetro dove ci sono solo loro e l’interprete.

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Corruzione: mazzette palestre vip Firenze, 6 indagati

Corruzione: mazzette palestre vip Firenze, 6 indagati

Mazzette in contanti per aggiustare pratiche fiscali della celebre catena di palestre, circuito Klab Gestioni Operative, e procurare ai titolari un risparmio di circa 2 milioni di euro altrimenti dovuti al Fisco. Pm chiede il processo.

La procura di Firenze, per corruzione, ha indagato e chiesto il processo per Nunzio Garagozzo, già direttore provinciale dell’Agenzia delle Entrate di Firenze, che avrebbe ricevuto 50.000 euro in tranche da 10.000 per “sistemare” il contenzioso tributario; per l’imprenditore informatico Giorgio Moretti, fondatore di Klab, e per i suoi collaboratori Riccardo Donati, Paolo Fantacci e Luca Cioni, che secondo il pm Paolo Barlucchi avrebbero fatto da tramite fra Moretti e Garagozzo nella finalizzazione delle mazzette.
I contatti tra i titolari della Klab per risolvere il “problema” e Garagozzo sarebbe stato attivato tramite un professionista, Lamberto Mattei: anche per lui il pm ha chiesto
il processo. Il 9 ottobre udienza preliminare dal giudice Mario Profeta.
Nella vicenda l’accumulo di oltre 2 milioni di debiti col Fisco di Klab, dovuti per più anni tra imposte, interessi e sanzioni, è da riferire alla corretta classificazione delle attività svolte dal circuito di palestre: classificata come società sportiva dilettantistica a responsabilità limitata, la Klab ha goduto fin dal 2003 di un regime fiscale agevolato, tra cui lo sgravio dell’Iva. Ma l’Agenzia delle Entrate, dai controlli, ha ritenuto che Klab agisse con finalità pienamente commerciali, sfuggendo ai criteri di responsabilità sociale tipici delle compagini sportive amatoriali, dilettantistiche e di volontariato. Di qui la ricostruzione di crediti dovuti all’Erario per oltre 2 milioni e il contenzioso. Che fu provvisoriamente bloccato dall’intervento di Garagozzo, viziato, però, secondo l’accusa, dalla corruzione.
Giorgio Moretti, noto a Firenze anche come promoter di iniziative sociali come gli “Angeli del Bello” e per esser stato presidente senza compenso della società ambientale Quadrifoglio, ha smentito di essere titolare di Klab e di non conoscere i metodi con cui i suoi collaboratori vollero risolvere il contenzioso. Ma per la procura, dagli scambi di e-mail, si ricava prova dei rapporti tra Moretti e i suoi uomini di fiducia, tali da collocare l’imprenditore al vertice della società e gli altri indagati come fedeli esecutori delle sue indicazioni. Moretti è anche indagato per la bancarotta di Klab Gestioni Operative finita in concordato preventivo nel 2016: per la procura ne avrebbe “asciugato” i ricavi, dirottandoli al pagamento di onerosi affitti delle sedi delle palestre Klab versati a favore della società Kontact di cui Moretti detiene il controllo delle quote sociali

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Carabinieri denunciati per stupro: vertice in Procura Firenze

Carabinieri denunciati per stupro: vertice in Procura Firenze

Si terrà questa mattina al Palazzo di Giustizia di Firenze un vertice in procura, coordinato dal procuratore capo Giuseppe Creazzo, sulla vicenda della presunta violenza sessuale su due ragazze americane da parte di due carabinieri.

I magistrati e gli investigatori faranno il punto sugli accertamenti sin qui condotti per ricostruire la dinamica dei fatti, in attesa di ricevere i risultati degli esami scientifici sulle tracce biologiche rinvenute nel palazzo di Borgo Santi Apostoli, dove si trova l’appartamento affittato dalle due giovani e dove sarebbe avvenuto lo stupro.

Nel corso del vertice in procura dovrebbe essere anche valutata la possibilità di adottare misure cautelari nei confronti dei due carabinieri indagati per violenza sessuale. Sabato scorso l’Arma ha sospeso i due militari invia precauzione dal servizio. Sempre sabato scorso uno dei due carabinieri, l’appuntato 40enne, si è recato in procura dove è stato interrogato, confermando l’avvenuto rapporto sessuale ma escludendo la violenza ed ha parlato un ‘rapporto consensuale’.

Non è escluso che in giornata anche il secondo carabiniere possa presentarsi dai magistrati oppure che possa essere interrogato su richiesta del sostituto procuratore Ornella Galeotti.

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Firenze: due bandi per 65 posti per servizio civile

Firenze: due bandi per 65 posti per servizio civile

Servizio civile regionale, due bandi per 65 posti. Educazione alla legalità e frodi agroalimentari nell’ambito del progetto Giovanisì.

Due bandi per il servizio civile regionale per complessivi 65 posti, promossi dalla Regione Toscana nell’ambito del progetto Giovanisì e finanziati con il POR FSE 2014-2020. Gli ambiti sono l’educazione alla legalità e il contrasto alle frodi agroalimentari.

Il primo, che è attivo fino all’11 settembre, è rivolto a 35 giovani, che potranno svolgere un periodo di servizio civile nelle Procure di Firenze, Prato e Pistoia in progetti nell’ambito dell’educazione alla legalità. Questi i posti a disposizione nelle Procure interessate: 5 Procura della Repubblica di Pistoia, 10 Procura della Repubblica di Firenze, 15 Procura della Repubblica di Prato, 5 Procura Generale della Repubblica di Firenze.

Il secondo, che è attivo fino al 15 settembre, è rivolto a 30 giovani che potranno svolgere un periodo di servizio civile nelle Procure di Firenze, Grosseto, Siena e Arezzo in progetti nell’ambito del contrasto alle frodi agroalimentari. Questi i posti a disposizione: 3 Procura Generale della Repubblica di Firenze, 4 Procura della Repubblica di Arezzo, 6 Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Firenze, 6 Procura della Repubblica di Grosseto, 11 Procura della Repubblica presso il Tribunale di Siena.

Sottolinea l’assessore al sociale e al diritto alla salute Stefania Saccardi: “come Regione Toscana puntiamo molto sul servizio civile. Per i giovani è un’esperienza formativa molto importante, che li mette a contatto con realtà interessanti e stimolanti. Tra la fine del 2016 e l’inizio del 2017, abbiamo promosso bandi per oltre 3.000 posti. Questi due nuovi bandi sono più ridotti e i posti sono limitati, ma gli ambiti dei progetti – educazione alla legalità e contrasto alle frodi agroalimentari – sono entrambi molto importanti. Invito quindi i giovani che hanno i requisiti necessari a presentare la domanda”.

Possono partecipare ai due bandi i giovani che, alla data di presentazione della domanda, sono in possesso di questi requisiti: regolarmente residenti in Italia; età compresa tra 18 e 30 anni (non compiuti); inoccupati, inattivi o disoccupati ai sensi del decreto legislativo n.150/2015; in possesso di idoneità fisica; non abbiano riportato condanna penale.

Vai al bando nell’ambito dell’educazione alla legalità

Vai al bando nell’ambito delle frodi agroalimentari

Vai alle pagine del servizio civile di Regione Toscana – Giovanisì

Tutte le informazioni: Tel. 0554383383 – 0554384632 – 0554384208 – 0554384633 – 0554385147 serviziocivile@regione.toscana.it

Vai alla pagina dedicata sul sito di Regione Toscana

Ufficio Giovanisì – Regione Toscana
numero verde 800 098 719
info@giovanisi.it

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Attentati Firenze: procura fa appello a riesame contro scarcerazioni anarchici

Attentati Firenze: procura fa appello a riesame contro scarcerazioni anarchici

La procura di Firenze fa appello al tribunale del riesame contro le scarcerazioni di sei anarchici sugli otto fermati il 3 agosto scorso come presunti autori, a vario titolo, dell’attentato dinamitardo di Capodanno alla libreria Il Bargello di Casapound, quando venne gravemente ferito l”artificiere della polizia Mario Vece, e per l’assalto con le molotov alla caserma dei carabinieri di Rovezzano del 21 aprile 2016, indagine collegata presente nello stesso fascicolo.

La decisione di fare ricorso è stata presa oggi in una riunione degli inquirenti che si occupano dell’inchiesta. Il ricorso è contro il provvedimento dei gip di Firenze e Roma, in particolare contro le cinque scarcerazioni, su sei posizioni, decise dal giudice Fabio Frangini di Firenze che solo per un indagato, Salvatore Vespertino, 30 anni, ha convalidato il fermo e confermato l’arresto in carcere, rimettendo in libertà tutti gli altri fermati a Firenze. Il secondo fermato che al momento resta in carcere è Pierloreto Fallanca, 30 anni, per decisione del gip di Lecce, Carlo Cazzella.

Tra i vari indizi, il gip Cazzella ricorda che Fallanca il 12 maggio 2017 viene intercettato mentre dice “L’ho messo il bombone a Casapound, in bocca a Casapound”, mentre il 30 dicembre 2016 è tra coloro che partecipano a una riunione segreta a Cantagallo (Prato). Nell’ordinanza su Fallanca, il gip  scrive che “gli indizi raccolti sinora assurgono al rango di gravità tale da ipotizzare l’affermazione di responsabilità, all’esito di un giudizio, quanto meno nei confronti di Falanca Pierloreto, Giovanni Ghezzi, Salvatore Vespertino e Roberto Cropo in ordine al concorso nella fabbricazione dell’ordigno esplosivo e nella conseguente detenzione e porto in luogo pubblico , nel tentato omicidio e danneggiamento aggravato dell’immobile”.

“Sussiste inoltre un fondato pericolo di fuga” e lo stesso Fallanca “non ha una fissa dimora ed è sempre in giro per l’Italia”, quindi “ove denunciato a piede libero è altissima la probabilità che faccia perdere le proprie tracce attesa la gravità dei fatti in contestazione”.

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