Ragazza denuncia violenza, in corso idagini su presunte riprese

Ragazza denuncia violenza, in corso idagini su presunte riprese

Una ragazza vittima di un stupro in auto, la violenza sarebbe stata ripresa dai cellulari degli uomini. E’ quanto avrebbe denunciato la stessa vittima, una ragazza che vive nella provincia di Firenze, facendo scattare un’inchiesta che al momento ha portato ad alcune perquisizioni effettuate dalla polizia di Empoli (Firenze). Al momento sarebbero stati sequestrati i telefoni dei tre presunti aggressori che vivono nella provincia di Firenze e in quella di Pisa.

La notizia si legge sull’edizione cartacea del Corriere Fiorentino di oggi. Sulla vicenda la procura fiorentina ha aperto un’inchiesta ed è in attesa di sapere tra l’altro se nella memoria dei cellulari sequestrati ci sia il video della sera nella quale sarebbe avvenuto lo stupro denunciato dalla ragazza.

Tutto sarebbe avvenuto, stando a quanto riporta il quotidiano, dopo una festa. La ragazza avrebbe detto di essere salita sull’auto di un amico dove c’erano anche altri due giovani, per fare rientro a casa. L’auto si sarebbe quindi fermata in un luogo isolato, poi sarebbe avvenuta la violenza sessuale. La ragazza non ha esitato a denunciarli alla Polizia che ha redatto e invitato un rapporto dettagliato alla procura di Firenze. Per adesso, in attesa dell’esame dei cellulari, la ragazza avrebbe mostrato agli inquirenti le proprie chat in cui si legge il racconto dell’esperienza confidato alle amiche.

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Pisa, sgombero ‘Galeone occupato’; Salvini esulta: “La pacchia è finita”

Pisa, sgombero ‘Galeone occupato’; Salvini esulta: “La pacchia è finita”

E’ stato portato a termine ieri pomeriggio lo sgombero del ‘Galeone’, edificio che un tempo era di proprietà dell’Eni, occupato da anni sei anni da un gruppo di anarchici, nel quartiere residenziale Porta a Lucca, Pisa, a seguito dell’ordine mandato dalla Procura pisana.

Le operazioni di sgombreo del ‘Galeone occupato’ si sono svolte in un clima a tratti teso ma senza disordini: un occupante è rimasto per ore sul tetto del palazzo per protesta, decidendo poi di uscire spontaneamente all’esterno dello stabile, inoltre, hanno sostato per ore decine di manifestanti dell’area antagonista e anarchica pisana mentre le forze di polizia hanno circondato l’immobile per impedire qualunque accesso dall’esterno. All’interno dell’edificio sono già in corso gli interventi per la messa in sicurezza dello stabile e per sigillare gli accessi per prevenire ulteriori intrusioni abusive.

A fine operazione sono arrivate le parole del ministro dell’Interno, Matteo Salvini: “Dopo l’ex Moi di Torino, un altro sgombero a Pisa: è una bella giornata. Avanti così, in tutta Italia, per riportare ordine e legalità. Grazie a Forze dell’Ordine, prefetto, magistratura e amministratori locali. La pacchia è finita, dalle parole ai fatti”.

Poco dopo la fine dello sgombero, però, un gruppo di una trentina di anarchici ha attraversato le principali vie del centro della città imbrattando i muri con scritte offensive nei confronti della polizia e sradicando alcuni cartelli stradali. Le scritte offensive sono state effettuate con una bomboletta spray anche sulle mura medievali che circondano il complesso monumentale di piazza dei Miracoli.

In merito a questi episodi è intervenuto il sindaco della città Michele Conti: “Pisa merita rispetto, qui non c’è spazio per gli incivili: i responsabili dei reati spero siano individuati dalle forze dell’ordine per le azioni dovute e mi auguro che tutte le forze politiche condannino con fermezza queste azioni inqualificabili. Ringrazio il prefetto e il questore per lo sgombero di stamani e per il lavoro che spetta loro nei prossimi giorni. Dopo aver minacciato giornalisti e cittadini, gli occupanti sgomberati si sono distinti nel corso della giornata per comportamenti indegni e azioni contro il patrimonio della città, imbrattando le mura medievali alla Porta di San Zeno, sradicando cartelli stradali e persino arrivando a imbrattare il palazzo comunale, rompendo la porta di accesso. Una provocazione inaccettabile, tanto più grave perché avvenuta durante il consiglio comunale, il consesso che rappresenta tutta la comunità cittadina.”

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Pisa, sgombero ‘Galeone occupato’; Salvini esulta: “La pacchia è finita”

Pisa, sgombero ‘Galeone occupato’; Salvini esulta: “La pacchia è finita”

E’ stato portato a termine ieri pomeriggio lo sgombero del ‘Galeone’, edificio che un tempo era di proprietà dell’Eni, occupato da anni sei anni da un gruppo di anarchici, nel quartiere residenziale Porta a Lucca, Pisa, a seguito dell’ordine mandato dalla Procura pisana.

Le operazioni di sgombreo del ‘Galeone occupato’ si sono svolte in un clima a tratti teso ma senza disordini: un occupante è rimasto per ore sul tetto del palazzo per protesta, decidendo poi di uscire spontaneamente all’esterno dello stabile, inoltre, hanno sostato per ore decine di manifestanti dell’area antagonista e anarchica pisana mentre le forze di polizia hanno circondato l’immobile per impedire qualunque accesso dall’esterno. All’interno dell’edificio sono già in corso gli interventi per la messa in sicurezza dello stabile e per sigillare gli accessi per prevenire ulteriori intrusioni abusive.

A fine operazione sono arrivate le parole del ministro dell’Interno, Matteo Salvini: “Dopo l’ex Moi di Torino, un altro sgombero a Pisa: è una bella giornata. Avanti così, in tutta Italia, per riportare ordine e legalità. Grazie a Forze dell’Ordine, prefetto, magistratura e amministratori locali. La pacchia è finita, dalle parole ai fatti”.

Poco dopo la fine dello sgombero, però, un gruppo di una trentina di anarchici ha attraversato le principali vie del centro della città imbrattando i muri con scritte offensive nei confronti della polizia e sradicando alcuni cartelli stradali. Le scritte offensive sono state effettuate con una bomboletta spray anche sulle mura medievali che circondano il complesso monumentale di piazza dei Miracoli.

In merito a questi episodi è intervenuto il sindaco della città Michele Conti: “Pisa merita rispetto, qui non c’è spazio per gli incivili: i responsabili dei reati spero siano individuati dalle forze dell’ordine per le azioni dovute e mi auguro che tutte le forze politiche condannino con fermezza queste azioni inqualificabili. Ringrazio il prefetto e il questore per lo sgombero di stamani e per il lavoro che spetta loro nei prossimi giorni. Dopo aver minacciato giornalisti e cittadini, gli occupanti sgomberati si sono distinti nel corso della giornata per comportamenti indegni e azioni contro il patrimonio della città, imbrattando le mura medievali alla Porta di San Zeno, sradicando cartelli stradali e persino arrivando a imbrattare il palazzo comunale, rompendo la porta di accesso. Una provocazione inaccettabile, tanto più grave perché avvenuta durante il consiglio comunale, il consesso che rappresenta tutta la comunità cittadina.”

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Caso Scieri, indagato ex comandante Folgore Celentano

Caso Scieri, indagato ex comandante Folgore Celentano

L’ex comandante della Folgore Enrico Celentano è indagato dalla procura di Pisa nell’ambito delle indagini sulla morte di Emanuele Scieri, 26 anni, siracusano, il parà militare di leva trovato morto 20 anni fa, il 16 agosto 1999, nella caserma Gamerra di Pisa.

Da quanto riporta il Corriere Fiorentino, favoreggiamento e false informazioni al pm sono le ipotesi di reato contestate a Enrico Celentano, ex comandante della Folgore, che ieri è stato anche interrogato per 4 ore dai magistrati della procura pisana che seguono l’inchiesta sulla morte di Scieri e che gli avevano notificato un invito a comparire.

Scieri fu trovato morto tre giorni dopo la sua scomparsa, ai piedi di una torre di prosciugamento dei paracadute all’interno della Gamerra, sede del centro di addestramento della Folgore. Un anno fa la svolta nell’inchiesta: la procura indaga tre commilitoni del giovane, uno dei quali viene anche arrestato, per omicidio volontario in concorso.

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Caso Scieri, indagato ex comandante Folgore Celentano

Caso Scieri, indagato ex comandante Folgore Celentano

L’ex comandante della Folgore Enrico Celentano è indagato dalla procura di Pisa nell’ambito delle indagini sulla morte di Emanuele Scieri, 26 anni, siracusano, il parà militare di leva trovato morto 20 anni fa, il 16 agosto 1999, nella caserma Gamerra di Pisa.

Da quanto riporta il Corriere Fiorentino, favoreggiamento e false informazioni al pm sono le ipotesi di reato contestate a Enrico Celentano, ex comandante della Folgore, che ieri è stato anche interrogato per 4 ore dai magistrati della procura pisana che seguono l’inchiesta sulla morte di Scieri e che gli avevano notificato un invito a comparire.

Scieri fu trovato morto tre giorni dopo la sua scomparsa, ai piedi di una torre di prosciugamento dei paracadute all’interno della Gamerra, sede del centro di addestramento della Folgore. Un anno fa la svolta nell’inchiesta: la procura indaga tre commilitoni del giovane, uno dei quali viene anche arrestato, per omicidio volontario in concorso.

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