VIOLENZE CC LUNIGIANA: “NON TOLLERABILI MEZZI UTILIZZATI”

violenze lunigiana, giubilaroIl procuratore capo di Massa Carrara, Aldo Giubilaro: usatio “mezzi fuori dalla legge e, cosa ancor più grave, se usati da chi la legge deve farla rispettare”

Quanto successo in alcune stazioni dei carabinieri della Lunigiana non sarebbe dovuto
tanto a un problema di razzismo quanto al fatto che qualcuno avrebbe esagerato nel pensare alle proprie funzioni. Il procuratore capo di Massa Carrara, Aldo Giubilaro, titolare dell’inchiesta con il sostituto Alessia Iacopini, sembra convinto che il comportamento degli 8 carabinieri in servizio in Lunigiana, per i quali il gip ha emesso misure cautelari (una trentina sono gli indagati), sia iniziato con “motivazioni che in partenza potevano avere anche una logica, ossia l’obiettivo dell’ordine pubblico. Quello che proprio non poteva andare, non poteva essere tollerato, sono i mezzi usati per ottenere l’ordine, mezzi fuori dalla legge e, cosa ancor più grave, se usati da chi la legge deve farla rispettare”.
Per spiegare ancora meglio il procuratore fa un esempio: “è un po’ come quel padre che per correggere il figlio lo riempie di botte”, aggiunge Giubilaro ricordando comunque “di non sapere cosa possa averli spinti nel superare certi limiti. Non sono nella loro testa”.
Per domani è fissato l’interrogatorio di garanzia, davanti al gip Ermanno De Mattia, del brigadiere che era in servizio nella caserma di Aulla e da due giorni è rinchiuso nel carcere di La Spezia. E’ l’unico tra gli otto che ha avuto la misura di custodia cautelare in carcere: tre sono ai domiciliari e gli altri quattro hanno il divieto di dimora in Toscana. Per nessuno di loro il gip ha ancora fissato l’interrogatorio. I reati contestati, a vario titolo, sono falso, abuso d’ufficio, violenza sessuale, lesioni e sequestro di persona.

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MASSA CARRARA, ALLA SBARRA NOVE CARABINIERI PER FALSO E LESIONI

Massa Carrara alla sbarra carabinieri ragazza scomparsa

Nove carabinieri sono accusati di falso e lesioni, di cui quattro arrestati, uno in carcere, gli altri ai domiciliari. Pm: “indagine su più episodi: era quasi normale illegalità e abuso ma nessuno al di sopra legge, stima per l’Arma.”

Nove carabinieri sono stati arrestati nell’ambito di un’inchiesta della procura di Massa Carrara. Tra i reati contestati, secondo quanto appreso, falso riguardo a verbali e lesioni personali. Da quanto appreso 5 carabinieri sono stati posti agli arresti domiciliari, uno in carcere. Per altri 4, invece, scattato il divieto di dimora e per un altro la sospensione dal servizio.

L’inchiesta, condotta dal pm Alessia Iacopini, è partita sette mesi fa, dopo la denuncia di un italiano. Da lì sarebbero emersi altri episodi, con indagini effettuate anche con intercettazioni ambientali e telefoniche. Tra i casi all’attenzione della magistratura è finito anche quello di un extracomunitario, un marocchino che portato in caserma per controlli sarebbe stato colpito, riportando una prognosi di
pochi giorni. Sembrerebbe che al vaglio degli investigatori ci siano anche molestie nei confronti di una prostituta.. Falso e lesioni i reati per cui procede la procura. Dei nove militari,  sei erano in servizio alla caserma di Aulla, tre a quella di Albiano Magra, sempre in provincia di Massa Carrara.

“Ciò che colpisce oltre alla gravità dei fatti è la loro diffusività e normalità”, con condotte irregolari verso chi era sottoposto a controlli, persone sia italiane che straniere, e anche “strumentalizzazioni a fini privati” E’ il commento del procuratore di Massa Carrara Aldo Giubilaro in merito all’inchiesta. “L’adozione delle misure, ancorché dolorosa sul piano umano, deve rendere edotti dell’assurdità da parte di chiunque, militari dell’Arma dei carabinieri compresi, di considerarsi al di fuori e al di sopra
delle leggi dello Stato e anzi offre garanzia, enucleati gli autori di condotte improprie, della sicura correttezza e del sicuro senso delle regole di quanti altri fanno parte dell’Arma”.

Incontrando i giornalisti, insieme al comandante provinciale dei carabinieri di Massa Carrara, tenente colonnello Valerio Liberatori, il procuratore ha poi aggiunto che quanto accaduto è “un fatto circoscritto”, ribadendo la sua stima per l’Arma. Nella nota il procuratore rende noto “con sincero dispiacere” l’esecuzione delle ordinanze avvenuta “nelle prime ore di oggi”.

“Le misure – prosegue la nota – sono state richieste da quest’ufficio lo scorso quattro aprile e disposte il 12 giugno dal giudice” Ermanno De Mattia “non essendo consentito in uno stato di diritto quale è il nostro, che la sola appartenenza a una categoria sociale oppure a un corpo, ancorché meritevole e glorioso come l’Arma dei carabinieri, renda immuni da ogni responsabilità”. “Si compiace – conclude la nota – che le misure abbiano colpito un numero ristretto di militari, a dimostrazione dell’impegno, della correttezza, del senso delle istituzioni e dello spirito di sacrificio che normalmente pongono nell’adempimento dei loro molteplici e delicati compiti i militari dell’Arma.”

 

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ROBERTI: ABOLIRE 41 BIS A RIINA? SE COLLABORASSE…

Roberti

Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, oggi a Firenze. e sul terrorismo:  bisogna (…) imparare a convivere con questo fenomeno che temo ci impegnerà per molto tempo”

 

“Se decidesse di parlare, allora, e se cominciasse a collaborare seriamente con la giustizia, si potrebbe rivedere anche la sua situazione detentiva e il suo 41bis. Ma non so se lo farà”. Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, oggi a margine di un incontro sul notariato rispondendo ad una domanda su quanto detto su Riina dal presidente del Senato Pietro Grasso secondo il quale la posizione del boss mafioso potrebbe essere alleggerita se facesse i nomi.

Roberti ha poi parlato della nuova legge sul voto di scambio: “dopo un iniziale periodo di rodaggio della nuova versione dell’articolo 416 ter, la nuova giurisprudenza della Cassazione si è assestata su una interpretazione che secondo me rende questa norma applicabile, agibile, e quindi c’è uno strumento in più per contrastare le connessioni politico-mafiose che sono come sappiamo tutti la vera forza delle mafie”.

Infine il terrrorismo.  “Il terrorismo alimenta il terrore perché questa è la sua strategia, e dunque bisogna non dico liberarsi, ma imparare a convivere con questo fenomeno che temoci impegnerà per molto tempo” ha detto il procuratore nazionale antimafia.
“Io credo – ha aggiunto – che sia molto importante soprattutto che si diffonda la consapevolezza che la lotta alla mafia, come la lotta al terrorismo, non è soltanto un problema giudiziario, è un problema di tutti i cittadini che vogliono vivere liberi dal condizionamento, dalla paura e dal terrore, e che vogliono realizzare i propri obiettivi di vita assolutamente in modo libero e senza dover temere questi condizionamenti, soprattutto per quanto riguarda il terrorismo in questo momento. Le mafie vengono prese in considerazione solamente quando sparano, mentre operano tranquillamente quando non sparano e sono forse più pericolose per l’economia e per la
democrazia”

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