Scoperti boscaioli in ‘nero’, denunce nel Fiorentino

Scoperti boscaioli in ‘nero’, denunce nel Fiorentino

I carabinieri forestali hanno denunciato due boscaioli albanesi e il titolare di una ditta di taglio boschivo di Gambassi Terme (Firenze) per lavoro nero e irregolarità legate ai permessi di soggiorno.

I forestali hanno eseguito un controllo durante un taglio boschivo in corso, senza riuscire a ottenere dai due boscaioli controllati i documenti legati all’attività che stavano svolgendo per il proprio datore di lavoro, acquirente del bosco stesso.

L’azienda è stata sanzionata per 4.500 euro per aver dato lavoro ai due addetti, entrambi di nazionalità albanese e irregolari in Italia, oltre che per omissione degli obblighi relativi al tesserino di identificazione e irregolarità riscontrate sul taglio boschivo.

“Si riscontra sempre più spesso – spiegano i carabinieri forestali di Firenze – l’impiego di persone irregolari nei cantieri forestali per la natura stessa del luogo di lavoro impervio e poco visibile, che consente di coprire posizioni non lecite, come la mancanza del permesso di soggiorno”.

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Scoperti boscaioli in ‘nero’, denunce nel Fiorentino

Scoperti boscaioli in ‘nero’, denunce nel Fiorentino

I carabinieri forestali hanno denunciato due boscaioli albanesi e il titolare di una ditta di taglio boschivo di Gambassi Terme (Firenze) per lavoro nero e irregolarità legate ai permessi di soggiorno.

I forestali hanno eseguito un controllo durante un taglio boschivo in corso, senza riuscire a ottenere dai due boscaioli controllati i documenti legati all’attività che stavano svolgendo per il proprio datore di lavoro, acquirente del bosco stesso.

L’azienda è stata sanzionata per 4.500 euro per aver dato lavoro ai due addetti, entrambi di nazionalità albanese e irregolari in Italia, oltre che per omissione degli obblighi relativi al tesserino di identificazione e irregolarità riscontrate sul taglio boschivo.

“Si riscontra sempre più spesso – spiegano i carabinieri forestali di Firenze – l’impiego di persone irregolari nei cantieri forestali per la natura stessa del luogo di lavoro impervio e poco visibile, che consente di coprire posizioni non lecite, come la mancanza del permesso di soggiorno”.

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Accoglienza migranti: evadeva il fisco, arrestato titolare consorzio

Accoglienza migranti: evadeva il fisco, arrestato titolare consorzio

L’operazione è stata svolta da Guardia di Finanza e Carabinieri nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla procura fiorentina. Il titolare di un consorzio di gestione di centri accoglienza per migranti nella provincia di Firenze è stato arrestato in esecuzione di una misura di custodia cautelare. Secondo quanto spiegato dai finanzieri in una nota l’imprenditore, posto ai domiciliari, avrebbe “evaso 3 milioni di euro nel periodo 2012-2017, attraverso l’emissione di fatture false per circa 17 milioni di euro”.

Gdf e carabinieri hanno dato esecuzione anche a un provvedimento di sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, di denaro e beni fino alla concorrenza di circa 3 milioni di euro: in particolare si tratta di 3 case, tra cui una residenza estiva e diversi conti correnti “le cui disponibilità finanziarie sono in corso di accertamento”.

L’indagine, si spiega ancora nella nota, è scaturita a seguito di “un controllo sull’utilizzo di alcuni fondi pubblici, erogati per l’accoglienza dei migranti, da parte del consorzio, che negli ultimi anni ha gestito diversi centri attraverso le cooperative consociate. Le società, attive nella provincia di Firenze e, in particolare, nell’empolese, in molti casi” avrebbero “omesso il versamento delle imposte dovute e, in alcuni, anche dei contribuiti previdenziali, nonché – prosegue la nota – emesso diverse fatture con importi notevolmente aumentati rispetto al reale a favore della società consortile, diminuendone così in modo consistente il reddito”.

Alcune delle società , si spiega ancora, “attive per brevi periodi, venivano rappresentate da soggetti prestanome dell’indagato italiani e stranieri, in alcuni casi anziani o con precedenti penali, che, alla chiusura, ne svuotavano i conti correnti per restituire i soldi. Dalle indagini – si legge in fondo alla nota – è emerso che l’operato dei prestanome era gestito dall’arrestato”.

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Trasporti: sindacati. “In Toscana Poste Italiane esternalizza il settore, a rischio 210 posti di lavoro”

Trasporti: sindacati. “In Toscana Poste Italiane esternalizza il settore, a rischio 210 posti di lavoro”

Nei giorni scorsi siamo venuti a conoscenza in modo informale di un progetto che a partire già dal mese di aprile, prevede l’esternalizzazione di alcune linee di trasporti in provincia di Arezzo e Firenze. Si legge nella denuncia dei sindacati.

Slc-Cgil, Slp-Cisl e Uilposte sono nettamente contrarie a questo progetto, in quanto ritengono il settore trasporti strategico per Poste Italiane e per questo hanno deciso di aprire una vertenza.

“Esternalizzare un’attività fondamentale per Poste Italiane mettendo a rischio circa 210 posti di lavoro in tutto il territorio della Toscana e la stessa attività core business dell’azienda: il tutto senza alcun confronto con i sindacati. Un percorso inaccettabile nel contenuto e provocatorio nel metodo” affermano i segretari regionali di Slp-Cisl, Slc-Cgil e UilPoste, rispettivamente Marco Nocentini, Graziano Benedetti e Silvia Cirillo.

“Inoltre in un contesto in cui Poste Italiane S.p.A. produce consistenti utili e con un accordo firmato nei giorni scorsi a livello nazionale che prevede già una ottimizzazione della forza lavoro e nuove assunzioni. Per tutto questo esternalizzare i trasporti in Toscana è completamente inaccettabile” concludono Nocentini, Benedetti e Cirillo.

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Trasporti: sindacati. “In Toscana Poste Italiane esternalizza il settore, a rischio 210 posti di lavoro”

Nei giorni scorsi siamo venuti a conoscenza in modo informale di un progetto che a partire già dal mese di aprile, prevede l’esternalizzazione di alcune linee di trasporti in provincia di Arezzo e Firenze. Si legge nella denuncia dei sindacati.

Slc-Cgil, Slp-Cisl e Uilposte sono nettamente contrarie a questo progetto, in quanto ritengono il settore trasporti strategico per Poste Italiane e per questo hanno deciso di aprire una vertenza.

“Esternalizzare un’attività fondamentale per Poste Italiane mettendo a rischio circa 210 posti di lavoro in tutto il territorio della Toscana e la stessa attività core business dell’azienda: il tutto senza alcun confronto con i sindacati. Un percorso inaccettabile nel contenuto e provocatorio nel metodo” affermano i segretari regionali di Slp-Cisl, Slc-Cgil e UilPoste, rispettivamente Marco Nocentini, Graziano Benedetti e Silvia Cirillo.

“Inoltre in un contesto in cui Poste Italiane S.p.A. produce consistenti utili e con un accordo firmato nei giorni scorsi a livello nazionale che prevede già una ottimizzazione della forza lavoro e nuove assunzioni. Per tutto questo esternalizzare i trasporti in Toscana è completamente inaccettabile” concludono Nocentini, Benedetti e Cirillo.

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