Impianto Scarlino: stop ai licenziamenti, arriva via libera

Impianto Scarlino: stop ai licenziamenti, arriva via libera

Arriva il via libera all’impianto Energia Scarlino dal comune dopo le rassicurazioni da parte dell’azienda di fermare i licenziamenti.

Nei prossimi giorni la Giunta regionale della Toscana procederà con l’approvazione definitiva dell’atto di autorizzazione all’impianto di Scarlino Energia dopo le conclusioni raggiunte l’11 luglio scorso dalla conferenza decisoria per l’apertura dell’impianto.

Lo ha annunciato oggi il consigliere del presidente per il lavoro Gianfranco Simoncini, riporta una nota, nel corso dell’incontro con le organizzazioni sindacali per fare il punto sulla complessa vicenda.

Simoncini ha informato i sindacati di aver contattato l’azienda che, data la situazione, ha confermato di non avere intenzione di procedere agli atti unilaterali di riduzione del personale.

Le organizzazioni sindacali, si legge sempre nella nota, “si sono dette soddisfatte dell’informativa ricevuta e del contributo della Regione”.

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Spari a Follonica: arrestato anche padre dell’omicida Papi

Spari a Follonica: arrestato anche padre dell’omicida Papi

I carabinieri di Grosseto hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Antonio Papa, 56 anni, il padre di Raffaele Papa che il 13 aprile scorso a Follonica (Grosseto) uccise Salvatore De Simone con un colpo di pistola e ferì gravemente Massimiliano De Simone e Paola Martinozzi.

Il provvedimento è stato emesso dal gip su richiesta del procuratore Raffaella Capasso: le indagini, spiega una nota “che hanno portato all’arresto anche di Antonio Papa, padre dell’omicida dello scorso 13 aprile, sono consistite nell’esame di filmati recuperati dai sistemi di videosorveglianza privata, nonchè dall’analisi dei tabulati telefonici e delle numerose testimonianze acquisite”. Il materiale avrebbe consentito di raccogliere “univoci e concordanti indizi di consapevolezza a carico di Antonio Papa, in relazione al quale è emerso il concorso con il figlio Raffaele nella commissione dei reati e porto in luogo pubblico della pistola con matricola abrasa”, utilizzata per commettere i delitti, nonchè il concorso anomalo in relazione all’omicidio e ai tentati omicidi”.

In realtà però, per l’accusa, Antonio Papa, “avrebbe istigato” a minacciare ma non avrebbe spinto il figlio a sparare a Salvatore De Simone, e a ferire gravemente il fratello Massimiliano De Simone e la farmacista Paola Martinozzi: per il procuratore Raffaella Capasso, il 62enne avrebbe agito “in concorso ‘anomalo'” in relazione all’omicidio e ai tentati omicidi.

In sostanza, dalle indagini sarebbero emerse le responsabilità del padre, ma non “evidenze” dirette sull’omicidio che, secondo la ricostruzione del Gip, il figlio Raffaele avrebbe maturato “in totale autonomia”.
Nella ricostruzione si spiega che, dopo la lite scoppiata fra i componenti delle famiglie, Antonio Papa aveva chiamato al telefono il figlio facendosi venire a prendere presso la rosticceria; i due si allontanarono in auto per ritornare dopo 17 minuti.
“Raffaele – chiude il procuratore – è ritornato armato come si vede dalle immagini delle telecamere, e solo pochi minuti poi, è uscito dalla rosticceria e ha aperto il fuoco contro Salvatore De Simone che si stava avvicinando al fratello Massimiliano, impegnato a discutere, all’esterno, con Antonio Papa”.
L’arrestato è adesso nella casa circondariale di Grosseto.

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