Pistoia: morì sepolto in cantiere, appello conferma pena architetto

Pistoia: morì sepolto in cantiere, appello conferma pena architetto

Era responsabile della sicurezza.

La corte di appello di Firenze ha confermato, con sentenza emessa oggi, la condanna in primo grado, per omicidio colposo, a 8 mesi, per l’architetto che era il coordinatore della sicurezza nel cantiere edile di Casalguidi (Pistoia) dove il 6 agosto 2009 morì, sotto il crollo delle pareti dello scavo, il muratore Francesco Lanciano, calabrese, 45 anni, sposato, tre figli.

L’uomo quel giorno fu travolto nel cantiere da una massa di terra che si staccò da un fronte alto sei metri e largo 12, quasi verticale, mentre si occupava dello scavo presso un muro di cemento armato, fondamenta di un complesso di quattro villini. Non potè scappare. Un collega, anche lui travolto dalla terra, rimase gravemente ferito.

Dalla vicenda, in base ai vari accertamenti, sono scaturiti tre processi distinti relativi alla morte del muratore: il primo, con la condanna definitiva in Cassazione del datore di lavoro; un altro, con la condanna del titolare della ditta che aveva fatto lo scavo; e questo processo, che ha raggiunto l’appello, con imputato l’architetto coordinatore della sicurezza.

Inoltre, in questo appello, il professionista è stato condannato a tutte le spese processuali e al risarcimento della parte civile Inail con 15.000 euro di provvisionale. Invece, i familiari della vittima oggi hanno revocato la costituzione parte civile a seguito di risarcimento. Infine, l’Inail per le proprie coperture ha versato circa 336.000 euro ai congiunti del lavoratore. Motivazioni della sentenza tra 90 giorni.

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Morta in incendio nel Pistoiese: condannato a 20 anni autore rogo

Morta in incendio nel Pistoiese: condannato a 20 anni autore rogo

Profugo pakistano reo confesso omicidio donna 28 anni.

E’ stato condannato in primo grado a venti anni di reclusione, Afzal Hussain, il profugo pakistano di 30 anni reo confesso dell’omicidio di Lamiae Chriqui, giovane donna di origini marocchine morta bruciata nella sua casa a Sammommè (Pistoia) la sera del 6 ottobre 2016.

Il tribunale è andato oltre la richiesta del pm. Il pubblico ministero Giuseppe Grieco, che ha diretto le indagini della squadra mobile di Pistoia, aveva infatti chiesto, in abbreviato, la condanna a 16 anni. La pena richiesta era il risultato dello sconto di un terzo dovuto per la celebrazione del processo con il rito abbreviato e anche per il fatto che per il pubblico ministero le attenuanti generiche concesse per la confessione resa dall’imputato a suo tempo dovevano essere considerate equivalenti alle aggravanti contestate: crudeltà e futili motivi.

Il profugo era ospite di una struttura di accoglienza nel paese di Sammommè sulla montagna pistoiese. Accecato dalla rabbia perchè la donna aveva respinto le sue avances, il profugo dette fuoco all’abitazione usando una bombola di gas. Fu lui, poi, a chiamare i soccorsi e il marito della donna per crearsiun alibi.

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Province, rischio dissesto: sciopero nazionale sindacati

Province, rischio dissesto: sciopero nazionale sindacati

Domani, venerdì 6 ottobre, sciopero nazionale con manifestazione a Roma. In Toscana tre Enti non chiudono il bilancio. Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl: “Lavoratori e servizi ai cittadini a rischio, reperire in Legge di Bilancio le risorse necessarie”.

“Evitiamo il baratro. Siamo al collasso delle Province e delle Città Metropolitane, servono risorse per consentire l’erogazione dei servizi fondamentali ai cittadini e per tutelare i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, a partire dal pagamento degli stipendi”. Dietro queste parole, dietro questo allarme, Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl promuovono per domani venerdì 6 ottobre una giornata di sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori di Province e Città Metropolitane (alle 10 manifestazione a Roma davanti a Montecitorio, dove saranno presenti lavoratori e sindacalisti toscani di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl).

In Toscana, tre Province (Pistoia-Grosseto-Lucca) su dieci ancora non hanno chiuso il bilancio, altre lo chiudono solo grazie ad azioni straordinarie come vendite del patrimonio immobiliare. “Il rischio default aleggia – dice Alice D’Ercole, segretaria generale Fp Cgil Toscana -, con il carico di conseguenze negative che porta per i servizi ai cittadini (come la manutenzione delle strade, con l’inverno che si avvicina, e e delle scuole) e per i lavoratori: mancate stabilizzazioni, taglio del salario accessorio fino a posti di lavoro e stipendi a rischio”.

“La mobilitazione del 6 ottobre – aggiunge Enzo Mastorci della segreteria regionale Fp-Cisl – vuol essere un segnale chiaro al Governo, che dalla Legge Del Rio in avanti ha lasciato che l’Ente provincia e le Città metropolitane soffocassero per assenza di risorse economiche, che sono necessarie allo svolgimento di funzioni proprie e di grande importanza come la manutenzione delle strade e degli istituti scolastici. I recenti eventi meteorologici di Livorno ancora una volta mettono in risalto la necessità di avere un Ente provincia efficace e funzionante. Questa riduzione progressiva delle risorse ha portato i cittadini ad una forte riduzione nei servizi e ha messo in ginocchio il personale dipendente oberato di funzioni sempre più pressanti per il blocco del turn over. Gli Enti sono sull’orlo del collasso e metteranno a rischio anche il pagamento degli stipendi. Il Governo dovrà anche dare risposte vere e concrete sullo sblocco del turn over, sulla garanzia delle risorse finanziarie e sull’annoso problema della Polizia Provinciale”.

“É necessario ogni sforzo che vada nella direzione di tutelare i lavoratori e garantire servizi fondamentali – spiega Flavio Gambini, responsabile Uil Fpl Toscana Enti Locali – Non può essere sottovalutato dalla politica un rischio di collasso del sistema che porterebbe conseguenze nefaste per intere famiglie e per intere comunità”.

I tre sindacati infine ritengono indispensabile “recuperare con la prossima Legge di bilancio tutte le risorse necessarie per garantire a questi Enti la sostenibilità economica; sbloccare il turn over e stabilizzare i lavoratori precari; dare finalmente certezza al sistema delle politiche attive del lavoro attraverso il definitivo trasferimento di competenze dei Centri per l’impiego ed il relativo finanziamento; dare agli Enti la possibilità di poter realizzare una programmazione pluriennale degli interventi; individuare delle soluzioni specifiche per far uscire dalla crisi strutturale finanziaria gli Enti con maggiori difficoltà”.

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Salute: epatite A, quattro casi nel Pistoiese

Salute: epatite A, quattro casi nel Pistoiese

Indagine epidemiologica in corso.

Sono quattro le persone ricoverate nel reparto degenze protette dell’ospedale di Pistoia perché hanno contratto il virus dell’epatite A. Le loro condizioni cliniche sono stabili e rispondono alle terapie, fa sapere il direttore della unità operativa malattie infettive,  Massimo Di Pietro, il quale precisa che, in genere, il ricovero per questa malattia viene disposto per confermare la diagnosi e solitamente la patologia ha un andamento benigno.
La malattia si manifesta con ittero (cute gialla), nausea e disappetenza; nella maggior parte dei casi ha un decorso rapido e i giorni di degenza necessari sono pochi. É dal dicembre 2016 – fa sapere l’Asl – che in tutta Europa vengono osservati diversi casi di focolai di infezione da virus di epatite A. In Italia, nel periodo agosto 2016-aprile 2017 i casi notificati sono stati 1.410, rispetto ai 142 osservati nello stesso periodo dell’anno precedente. Nel 2013, in Italia, si era verificata una epidemia di epatite A legata al consumo di frutti di bosco congelati. Dall’inizio dell’anno ad oggi i casi di epatite A ricoverati nell’area pistoiese sono stati 30.
La trasmissione del virus – fa sapere ancora l’Asl – avviene prevalentemente per via oro-fecale, attraverso il consumo di cibi (frutti di mare crudi o non sufficientemente cotti, frutti
di bosco), acqua contaminata o per contatto con persone infette.
Negli ultimi anni è stata verificata anche la trasmissione per via sessuale. Un altro importante fattore di rischio è rappresentato dai viaggi in aree ad alta endemia.

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Incappucciati rapinano coppia di anziani

Incappucciati rapinano coppia di anziani

A Montecatini Terme (Pistoia), la scorsa notte è stata portata a termine una rapina da parte di tre malviventi incappucciati.

I tre incappucciati sono riusciti a penetrare in un’abitazione poco dopo le 21 di ieri sera. I due proprietari, una coppia di anziani, erano in casa: l’uomo stava guardando la televisione e la donna è rimasta nel suo letto. I due sono stati minacciati e costretti a consegnare ai malviventi soldi contanti, orologi e gioielli tenuti in casa o indossati. e

La coppia non avrebbe comunque subìto violenze, pur essendo in stato di choc.

E’ stato il marito a telefonare e a dare l’allarme al 113.

Sulla vicenda stanno indagando gli agenti del commissariato di Montecatini.

 

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