Nuove tariffe tpl: 20 luglio incontro Ceccarelli e sindaci area pratese

Nuove tariffe tpl: 20 luglio incontro Ceccarelli e sindaci area pratese

Si terrà il prossimo 20 luglio a Firenze l’incontro tra Vincenzo Ceccarelli, assessore regionale ai trasporti, e i sindaci dell’area pratese sul tema delle nuove tariffe di trasporto pubblico.

“Ho ritenuto necessario convocare la riunione – sottolinea Ceccarelli – per intervenire su eventuali criticità in fase di applicazione del nuovo sistema tariffario, dopo aver letto alcune affermazioni critiche dei sindaci sulla stampa.

In quell’occasione sarò ben lieto di ascoltare le loro proposte, tenendo sempre presente, comunque, che la Regione sta applicando un sistema definito nel 2012 e ribadito nel 2017, che ha visto un progetto di rete dei servizi elaborato dai Comuni e dalla Provincia di Prato ed un sistema tariffario convenuto con la Regione”.

L’incontro del 20 luglio si svolgerà a Palazzo Strozzi Sacrati, sede della presidenza regionale, alle ore 15.30.

Il contratto ponte 2018-2019 per i servizi tpl in Toscana anticipa, nelle more del contenzioso sulla gara regionale, alcuni effetti positivi della gara stessa.

In particolare gli investimenti in nuovi autobus urbani ed extraurbani, sistemi di controllo satellitare, video sorveglianza a bordo, accessibilità per persone a ridotta mobilità, paline intelligenti e comunità tariffaria regionale.

Quest’ultima significa tariffe omogenee in tutta la Toscana, riducendo a poche e chiare tipologie le decine di varie tariffe presenti prima nei vari territori ed adeguamenti dei costi, peraltro introducendo per la prima volta la possibilità della riduzione Isee (inferiore a 36.000 euro) per tutti gli abbonamenti autobus urbani ed extraurbani a cui si somma, dall’anno di imposta 2018, la detrazione fiscale del 19%, fino ad un massimo di 250 euro.

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Infortunio in Alternanza Scuola Lavoro: ripensare percorsi per la sicurezza

Infortunio in Alternanza Scuola Lavoro: ripensare percorsi per la sicurezza

Infortunio in Alternanza scuola lavoro nel pratese, Fuso (Cgil Toscana): “Inammissibile, si ripensino i percorsi, servono più prevenzione e formazione per la sicurezza sul lavoro, la Regione intervenga”.

Durante la mattinata del 13 giugno, uno studente di 17 anni in Alternanza Scuola Lavoro presso un’officina meccanica in via Prato a Montemurlo (Prato) è rimasto coinvolto in un incidente sul lavoro: il ragazzo, infatti, si è ferito alla mano sinistra mentre stava lavorando a un macchinario che gli ha amputato la falange dell’anulare.

Dopo quello avvenuto circa un mese fa presso un’azienda specializzata in provincia di Udine, quando è stato un giovane studente friulano a ferirsi alla mano durante l’utilizzo di un macchinario, quello di ieri è solo l’ultimo di una serie di infortuni sul lavoro avvenuti durante il percorso di alternanza. Quindi non un caso isolato. Questi gravi episodi testimoniano una mancanza di formazione e una scarsa cultura della prevenzione che caratterizzano non solo i percorsi di ASL, ma più in generale l’intero mondo del lavoro. La sicurezza e la tutela dei lavoratori, nei casi di ASL degli studenti, deve essere messa al primo posto.

In merito a quanto accaduto Mauro Fuso (Cgil Toscana) ha commentato: “Inammissibile e inconcepibile, un fatto gravissimo indipendentemente dall’entità dell’infortunio. Nella Toscana così attenta ai temi della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, le Istituzioni devono ripensare percorsi e formazione dell’alternanza scuola lavoro. Se non si interviene prontamente, e questo vale anche per le imprese e le loro associazioni, ci si arrende all’irresponsabilità e alla teoria degli incidenti. Non si tratta mai del caso – spiega – e soltanto formazione e prevenzione possono favorire una nuova cultura della sicurezza sul lavoro. L’alternativa è aspettare che ci sia il morto e piangere così l’ennesima vittima di un ‘incidente’. Agire subito è indispensabile e la Regione Toscana attraverso i suoi poteri deve farlo prontamente con un intervento diretto, preciso e inequivocabile” – conclude.

“Il progetto di Alternanza Scuola Lavoro – dichiara la Rete degli Studenti Medi di Prato – dovrebbe essere un percorso didattico alternativo, che dovrebbe educare al valore del lavoro. Mettere gli studenti in situazioni rischiose o in condizioni di sostituzione di mano d’opera non fa che accentuare una formazione basata sullo sfruttamento e sulla precarietà”.

Emilio Testa, Segretario generale della Fiom Cgil di Prato, commenta: “Serve maggiore accortezza, le regole vanno rispettate scrupolosamente e deve essere sempre presente un tutor che segua i ragazzi soprattutto quando si tratta di ambienti e lavori potenzialmente rischiosi. E’ importante sensibilizzare sia le scuole che le aziende: tutti dobbiamo provare a dare il nostro contributo perché ci siano controlli rigorosissimi”.

Lunedì 18 giugno si terrà presso la Cgil di Prato un incontro tra Fiom Cgil, Flc Cgil e la Rete degli studenti Medi per iniziare insieme un percorso che possa individuare orientamenti per la realizzazione di validi percorsi di Alternanza Scuola Lavoro.

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Prato: indagato presidente provincia Biffoni per fallimento Creaf

Prato: indagato presidente provincia Biffoni per fallimento Creaf

Matteo Biffoni è stato invitato a comparire dalla procura di Prato come indagato nell’indagine sulle sorti del ‘Creaf’, il centro di ricerca pubblico di via Galcianese, poi fallito, che ha visto investire la Provincia di Prato per diversi milioni di euro senza che l’impresa abbia mai avviato le sue attività.

Biffoni è indagato nel suo ruolo di presidente della Provincia di Prato e il reato che gli viene contestato è quello di ‘cooperazione colposa in bancarotta semplice’. E’ stato lo stesso Biffoni, che è anche sindaco di Prato oltre che presidente di Anci Toscana, ad annunciarlo stamattina nella sede della Provincia di Prato.
“Sono stato invitato a comparire con un atto notificatomi venerdì sera, ha spiegato, e ci tenevo ad essere trasparente ed avvisare personalmente tutti”. In sostanza la procura, con un’inchiesta guidata dal sostituto procuratore Lorenzo Boscagli, contesta agli amministratori del centro di ricerca, di cui la Provincia di Prato è socio di maggioranza, di aver chiesto il fallimento in ritardo rispetto a quanto dovuto. “Sento di aver agito sempre nell’interesse della cosa pubblica”, ha aggiunto Biffoni, che stabilirà ora la strategia difensiva con il suo avvocato Giuseppe Nicolosi.
Il ‘Creaf’, acronimo che sta per ‘Centro ricerche e alta formazione’, era un progetto di cui si cominciò a parlare a Prato nel 2003, quando l’ente provinciale era presieduta da Daniele Mannocci, che poi lasciò il progetto in eredità ai suoi successori Massimo Logli e Lamberto Gestri, tutti amministratori di centrosinistra. Doveva trattarsi di un’eccellenza della ricerca applicata al settore tessile, ma nonostante anni di gestazione e 22 milioni di euro circa investiti, il progetto non è mai riuscito a prendere il via. Il palazzo acquistato in via Galcianese nel 2006 dalla Provincia di Prato, socia per l’81% del centro, mentre la restante quota appartiene ad alcuni Comuni del territorio, non ha mai aperto i battenti.
Lo scorso gennaio si è conclusa con un annullamento la prima inchiesta aperta sul caso, quella della Corte dei Conti, che si è dichiarata non competente sulla materia. Il mese seguente, a febbraio 2018, la società ‘Creaf’ è stata dichiarata fallita dal tribunale pratese. Va invece avanti l’inchiesta della Procura di Prato: con l’attuale presidente della nuova Provincia sale a 5 il numero delle persone iscritte nel registro degli indagati. Oltre a Biffoni il sostituto procuratore titolare del fascicolo Lorenzo Boscagli ha indagato Lamberto Gestri (ultimo presidente della Provincia di Prato), Daniele Panerati, Luca Rinfreschi e Laura Calciolari, tutti amministratori della società in momenti diversi. La procura ipotizza, a vario titolo, il reato di concorso in bancarotta societaria.

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