Appalti, Cantone: “Campagna populista per far fallire codice”

Appalti, Cantone: “Campagna populista per far fallire codice”

Il presidente dell’Anac interviene al convegno ‘Il codice degli appalti’ di Firenze denunciando una campagna elettorale ‘sfascista’.

“Si sta cominciando, lo voglio dire con chiarezza, la campagna elettorale sul codice degli appalti: anche con qualche slogan che, devo dire, lascia a dir poco perplessi”. Lo ha detto Raffaele Cantone, presidente dell’Anac, in un convegno a Firenze. “Chi sta puntando nella logica sfascista a far fallire questo codice – ha aggiunto – non fa altro che alimentare la solita istanza populista di un sistema che non funziona, per riprendere riforme che, abbiamo visto, da sole non sono in grado assolutamente di cambiare il paese”.

“Io non credo – ha proseguito il presidente dell’Anac – che se fallisce questo codice si possa dire che è fallito il Governo, o è fallita l’Anac: credo che sia fallita una grande occasione per il paese, una grande occasione di modernizzazione di cui tutti noi pagheremo le conseguenze”. Per il magistrato “quando sento qualcuno che comincia dicendo ‘sospendiamo il codice degli appalti’, vorrei capire, sospendiamo il codice degli appalti per fare cosa? Forse sospendiamo il codice degli appalti per ripristinare alcune vecchie abitudini come la legge obiettivo o situazioni di questo tipo, o per provare a mettere in campo l’ennesima operazione di deroghe generalizzate che si presentavano col vecchio codice e che purtroppo stanno ripresentandosi giorno per giorno?”.

Cantone, parlando a margine coi cronisti, ha sottolineato che “l’eccesso di burocrazia è ingiustificato. Credo che come al solito ci sia un problema di un giusto mezzo, perché anche la mancanza assoluta di regole causa la corruzione. L’abbiamo visto con la legge obiettivo, che avrebbe dovuto risolvere tutti i problemi e non ha risolto proprio nulla”.

“Come al solito si prova a scaricare sulla classe dei lavoratori i problemi che avrebbero dovuto, anche con le norme transitorie, essere organizzati”. Lo ha detto sempre Cantone, riguardo alla protesta dei lavoratori delle concessionarie autostradali, impegnati in un presidio davanti a Palazzo Medici Riccardi dove si svolgono i lavori del convegno. “E’ un paradosso che debbano essere i lavoratori a fare una protesta, di fatto, per conto dei datori di lavoro”, ha aggiunto.

Nei confronti dei manifestanti, ha proseguito Cantone, “ovviamente io esprimo tutta la mia solidarietà: ma è il segnale di una scarsa comprensione di quello che c’è nel codice. La norma sulle concessioni autostradali ha eliminato una vera e propria situazione di privilegio che c’era nei confronti di concessionari che non avevano fatto gara per ottenere la concessione, consentendo di immettere sul mercato fasce rilevanti degli appalti. Si sta provando a far pagare agli ultimi un eventuale prezzo di una ristrutturazione, probabilmente non del tutto giustificata perché ad oggi quella norma non è entrata neanche ancora in vigore”.

“C’è bisogno che le amministrazioni facciano la loro parte, perché l’impressione in troppi casi è che le amministrazioni non abbiano la volontà di applicarlo, ma anche un po’ di boicottarlo”. Lo ha detto Raffaele Cantone, presidente dell’Anac, parlando coi giornalisti a margine di un convegno sul codice degli appalti a Firenze. “Il tema vero – ha aggiunto – è che quando questo codice sarà arrivato al momento dell’applicazione sarà molto meno burocratico: ci saranno meno stazioni appaltanti, le imprese avranno meccanismi di qualificazione diversa, avremo gli albi degli ‘in house’, avremo i commissari di gara estratti a sorte. Oggi stiamo discutendo di un meccanismo che è molto poco chiaro. Credo che il codice nella sua struttura complessiva sia molto meno burocratico”.

Intervista a cura di Gimmy Tranquillo

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