Arrestati presunti autori rapine a due supermarket

Arrestati presunti autori rapine a due supermarket

Arrestati i due presunti autori delle rapine a mano armata commesse, in settimana, nel “penny market” di Empoli ed in un supermercato di Montelupo Fiorentino.

I due, cittadini italiani, sono stati bloccati ieri sera, a bordo di due scooter, dopo aver commesso una rapina a mano armata ai danni di un “eurospin” di Montecatini, nel corso della quale, per agevolare la fuga, uno dei due ha esploso uno o più colpi di arma da fuoco.
Uno è stato arrestato da una volante del Commissariato di Montecatini, mentre l’altro è stato poco dopo intercettato, inseguito ed arrestato da personale della Squadra Mobile di Firenze e del Commissariato di Empoli.
I particolari dell’operazione verranno resi noti in una conferenze stampa presso il Commissariato di Polizia di Empoli.

(notizia in aggiornamento)

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FIRENZE, 84ENNE METTE IN FUGA LADRA

 Firenze 84enne fugaL’episodio è avvenuto in via di San Quirico: una giovane di 20 anni ha cercato di rubare orologio ad un 84enne. La reazione dell’anziano ha messo in fuga la malvivente.

Derubato dell’orologio da una giovane, circa 20 anni, ha reagito prima afferrandola per un braccio e poi mettendola in fuga. Protagonista ieri mattina in via di San Quirico a Firenze un uomo di 84 anni. Sul posto è intervenuta la polizia. Secondo quanto ricostruito, la giovane lo aveva abbracciato con la scusa di dargli un bacio e gli aveva strappato l’orologio dal polso.

L’anziano, accortosi dell’accaduto, ha reagito bloccandola per alcuni attimi e poi mettendola in fuga. La malvivente è scappata sull’auto di un complice, abbandonando a terra l’orologio, che è stato recuperato da un passante e restituito all’anziano.

Frequenti le rapine o i tentativi di furto nei confronti degli anziani: proprio lo scorso 22 giugno i ladri erano entrati in una casa a Grassina soprendendo nel sonno una coppia di 88 anni e rubando loro un orologio d’oro, un anello con brillanti e altri monili. Per fortuna i due coniugi non hanno riportato ferite o danni fisici, ma un grandissimo spavento. I ladri si sarebbero accontentati di quanto i due anziani avrebbero consegnato loro senza frugare nella camera da letto o in altre stanze della casa.

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FIRENZE, 84ENNE METTE IN FUGA LADRA

 Firenze 84enne fugaL’episodio è avvenuto in via di San Quirico: una giovane di 20 anni ha cercato di rubare orologio ad un 84enne. La reazione dell’anziano ha messo in fuga la malvivente.

Derubato dell’orologio da una giovane, circa 20 anni, ha reagito prima afferrandola per un braccio e poi mettendola in fuga. Protagonista ieri mattina in via di San Quirico a Firenze un uomo di 84 anni. Sul posto è intervenuta la polizia. Secondo quanto ricostruito, la giovane lo aveva abbracciato con la scusa di dargli un bacio e gli aveva strappato l’orologio dal polso.

L’anziano, accortosi dell’accaduto, ha reagito bloccandola per alcuni attimi e poi mettendola in fuga. La malvivente è scappata sull’auto di un complice, abbandonando a terra l’orologio, che è stato recuperato da un passante e restituito all’anziano.

Frequenti le rapine o i tentativi di furto nei confronti degli anziani: proprio lo scorso 22 giugno i ladri erano entrati in una casa a Grassina soprendendo nel sonno una coppia di 88 anni e rubando loro un orologio d’oro, un anello con brillanti e altri monili. Per fortuna i due coniugi non hanno riportato ferite o danni fisici, ma un grandissimo spavento. I ladri si sarebbero accontentati di quanto i due anziani avrebbero consegnato loro senza frugare nella camera da letto o in altre stanze della casa.

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PISA, RACCOLTA FONDI DETENUTI PER FIGLIE RAPINATORE UCCISO

pisa, rapinatore ucciso era da poco uscito da carcere Don Bosco La Confcommercio di Pisa ha avviato una raccolta fondi a favore invece del gioielliere che ha sparato  e previsto una manifestazione per il 26 giugno

Raccolta di fondi tra i detenuti del carcere Don Bosco di Pisa per le figlie di Simone Berardi, il rapinatore ucciso dal gioielliere Daniele Ferretti che ha risposto al fuoco, durante un tentativo di rapina. La notizia è riportata stamani dal quotidiano Il Tirreno. La colletta
arrivata a circa duemila euro, si spiega, è stata attuata per aiutare due ragazzine che vivono con la madre.
Intanto prosegue a Pisa la solidarietà nei confronti del gioielliere. Per la prossima settimana è stata anche annunciata
una fiaccolata di cittadini e commercianti della zona dove si trova la gioielleria. La Confcommercio di Pisa ha avviato una
raccolta fondi a favore di Ferretti e previsto una manifestazione per il 26 giugno.

“Come detenuto Simone Bernardi aveva fatto un buon percorso: inizialmente era un soggetto molto difficile, ma insistendo con le attività educative era cambiato al punto di essere stato ammesso al regime di lavoro esterno presso una cooperativa sociale pisana dove ha lavorato come addetto alle vendite”. Lo ha detto all’ANSA il direttore della casa circondariale di Pisa, Fabio Prestopino, commentando la detenzione del rapinatore ucciso.

“Tuttavia francamente non sono rimasto sorpreso – prosegue il direttore – anche se sono rimasto colpito perché si sperava che con il lavoro si fosse rieducato. Sono molto dispiaciuto per lui e per il gioielliere. E’ sbagliato però parlare di fallimento del sistema perché l’amministrazione penitenziaria offre tutta una serie di opportunità che però si devono cogliere, evidentemente Bernardi una volta fuori è ricaduto negli stessi errori di prima, nonostante un percorso rieducativo estremamente positivo”.

Sul fronte delle indagini intanto, gli inquirenti puntano l’attenzione su due fotografie scattate con un telefonino da un testimone che immortalano i due rapinatori in fuga dopo la rapina amano armata finita nel sangue martedì sera. Le due foto sono già state acquisite dai carabinieri.  Al vaglio degli inquirenti anche la testimonianza di una donna che ha invece incrociato uno dei due fuggitivi.

“Me lo sono trovata davanti – racconta la donna – mentre stavo tornando a casa in bicicletta: saranno state le 19.40, 19.45. Quell’uomo mi ha colpito perché nonostante il gran caldo di questi giorni indossava una felpa a maniche lunghe, grigia scura, chiusa fino al collo e il cappuccio calato in testa. Per questo mi sono soffermata a guardarlo”. L’uomo, che secondo la testimone, avrebbe “35-40 anni e carnagione olivastra, procedeva a passo spedito ma senza correre in direzione del centro”.

Riguardo all’altro rapinatore, che avrebbe imboccato la direzione opposta rispetto al complice, la donna lo avrebbe “visto appena e mi pare che indossasse una felpa o un giubbotto con alcune strisce rosse, ma io l’ho visto solo di spalle”.

In carcere Brnardi si era legato a una nuova compagna del tutto estranea agli ambienti criminali: “Sì è vero – risponde Prestopino – è una donna che ha conosciuto in carcere perché lei veniva a fare volontariato all’interno del Don Bosco e in questa circostanza si sono conosciuti e legati sentimentalmente. So che adesso è molto provata, come lo sono anche i nostri educatori che negli ultimi anni sono stati a stretto contatto con lui”.

 

 

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PISA, RACCOLTA FONDI DETENUTI PER FIGLIE RAPINATORE UCCISO

pisa, rapinatore ucciso era da poco uscito da carcere Don Bosco La Confcommercio di Pisa ha avviato una raccolta fondi a favore invece del gioielliere che ha sparato  e previsto una manifestazione per il 26 giugno

Raccolta di fondi tra i detenuti del carcere Don Bosco di Pisa per le figlie di Simone Berardi, il rapinatore ucciso dal gioielliere Daniele Ferretti che ha risposto al fuoco, durante un tentativo di rapina. La notizia è riportata stamani dal quotidiano Il Tirreno. La colletta
arrivata a circa duemila euro, si spiega, è stata attuata per aiutare due ragazzine che vivono con la madre.
Intanto prosegue a Pisa la solidarietà nei confronti del gioielliere. Per la prossima settimana è stata anche annunciata
una fiaccolata di cittadini e commercianti della zona dove si trova la gioielleria. La Confcommercio di Pisa ha avviato una
raccolta fondi a favore di Ferretti e previsto una manifestazione per il 26 giugno.

“Come detenuto Simone Bernardi aveva fatto un buon percorso: inizialmente era un soggetto molto difficile, ma insistendo con le attività educative era cambiato al punto di essere stato ammesso al regime di lavoro esterno presso una cooperativa sociale pisana dove ha lavorato come addetto alle vendite”. Lo ha detto all’ANSA il direttore della casa circondariale di Pisa, Fabio Prestopino, commentando la detenzione del rapinatore ucciso.

“Tuttavia francamente non sono rimasto sorpreso – prosegue il direttore – anche se sono rimasto colpito perché si sperava che con il lavoro si fosse rieducato. Sono molto dispiaciuto per lui e per il gioielliere. E’ sbagliato però parlare di fallimento del sistema perché l’amministrazione penitenziaria offre tutta una serie di opportunità che però si devono cogliere, evidentemente Bernardi una volta fuori è ricaduto negli stessi errori di prima, nonostante un percorso rieducativo estremamente positivo”.

Sul fronte delle indagini intanto, gli inquirenti puntano l’attenzione su due fotografie scattate con un telefonino da un testimone che immortalano i due rapinatori in fuga dopo la rapina amano armata finita nel sangue martedì sera. Le due foto sono già state acquisite dai carabinieri.  Al vaglio degli inquirenti anche la testimonianza di una donna che ha invece incrociato uno dei due fuggitivi.

“Me lo sono trovata davanti – racconta la donna – mentre stavo tornando a casa in bicicletta: saranno state le 19.40, 19.45. Quell’uomo mi ha colpito perché nonostante il gran caldo di questi giorni indossava una felpa a maniche lunghe, grigia scura, chiusa fino al collo e il cappuccio calato in testa. Per questo mi sono soffermata a guardarlo”. L’uomo, che secondo la testimone, avrebbe “35-40 anni e carnagione olivastra, procedeva a passo spedito ma senza correre in direzione del centro”.

Riguardo all’altro rapinatore, che avrebbe imboccato la direzione opposta rispetto al complice, la donna lo avrebbe “visto appena e mi pare che indossasse una felpa o un giubbotto con alcune strisce rosse, ma io l’ho visto solo di spalle”.

In carcere Brnardi si era legato a una nuova compagna del tutto estranea agli ambienti criminali: “Sì è vero – risponde Prestopino – è una donna che ha conosciuto in carcere perché lei veniva a fare volontariato all’interno del Don Bosco e in questa circostanza si sono conosciuti e legati sentimentalmente. So che adesso è molto provata, come lo sono anche i nostri educatori che negli ultimi anni sono stati a stretto contatto con lui”.

 

 

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