Aferpi: Rossi, serve contatto tra governi Italia e Algeria

Aferpi: Rossi, serve contatto tra governi Italia e Algeria

Il Governatore: “Rebrab, che ha difficoltà a portare via i soldi dall’Algeria per problemi legislativi del suo paese, allo stato attuale ha comunque messo 130 milioni nel canale di Piombino. Difficile che uno getti in acqua questa cifra perché non ha voglia di far nulla”

Un investimento così grosso tra due sponde del Mediterraneo  meriterebbe un
contatto tra i livelli più alti dello Stato italiano e quello algerino Anche allo scopo di superare le difficoltà di portare via dall’Algeria i finanziamenti verso l’Italia: lo ha detto oggi  il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, parlando coi
giornalisti in merito al progetto Aferpi per Piombino (Livorno).    Rossi è intervenuto oggi in Consiglio regionale per una serie di audizioni sulla vicenda ex Lucchini indette dalla commissione sviluppo economico. “Questa richiesta la pongo al Governo – ha  aggiunto – e al nostro presidente del Consiglio Gentiloni a cui ho parlato di queste cose anche personalmente, non molto tempo fa”.

Secondo Rossi per Aferpi ci sono “delle difficoltà di inserimento, e le banche stanno lontane anche perché sulla situazione di Piombino si sono scottate, tuttavia Rebrab, che ha difficoltà a portare via i soldi dall’Algeria per problemi
legislativi del suo paese, allo stato attuale ha comunque messo 130 milioni nel canale di Piombino. Difficile che uno getti in acqua questa cifra perché non ha voglia di far nulla”.

L’addendum al contratto con Cevital “rappresenta un passo avanti, con la ridefinizione di tempi e scadenze, ed è importante che sia stato firmato da
Aferpi, e soprattutto aver trovato con il Governo l’accordo sui lavoratori che pur vedendo decurtato lo stipendio manterranno il loro posto” ha aggiunto Rossi  “Aspettiamo il prossimo incontro – ha aggiunto – nel quale abbiamo chiesto ad Aferpi di portarci la prima ipotesi per la costruzione degli impianti per la logistica alimentare, e anche per riconfermare l’assegnazione della banchina del porto industriale. E poi per vedere nel dettaglio il progetto di pulizia e smantellamento dell’attuale stabilimento per il quale si dovranno impiegare molti lavoratori”. Secondo Rossi “entro ottobre Rebrab deve presentare il progetto finanziabile dalle banche  per il nuovo impianto siderurgico elettrico. Vedremo se questa scadenza verràrispettata da Rebrab, da solo o anche con altri soggetti”.
“A noi va bene anche questa altra soluzione ma la condizione fondamentale è che Piombino torni a produrre acciaio” e anche “il reimpiego di tutta l’occupazione deve essere assolutamente salvaguardato. Se dovesse subentrare qualche altro soggetto gli chiederemo di rispettare questo obiettivo”. Piombino, ha concluso, è “una città che solo tre anni fa era destinata al baratro e che ora sta attraversando una fase nella quale le prospettive per il futuro, per quanto complicate, ci sono, e quindi su questo bisogna insistere”.

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