Spagna e Italia in Dialogo nell’Europa del Cinquecento

Spagna e Italia in Dialogo nell’Europa del Cinquecento,
una mostra per indagare su contatti, rapporti, confronti, fino al 27 maggio 2018, nelle nuove sale dell’Aula Magliabechiana, Uffizi.

Alonso Berruguete, Pedro Machuca, Bartolome Ordonez e Diego de Siloe furono definiti Aguilas del Renacimiento Español per le straordinarie capacità che dimostravano e che erano il frutto dei loro prolungati studi in Italia.
La mostra presenta fogli di straordinaria qualità, attribuiti con certezza a maestri come, appunto, Alonso Berruguete, formatosi fra Firenze e Roma e uno dei primi testimoni di un linguaggio ‘rinascimentale’ a ovest dei Pirenei, o come Romolo Cincinnato e Pompeo Leoni, due degli artisti chiamati a lavorare in Spagna nei più prestigiosi cantieri reali, e include inoltre disegni di Francisco Pacheco, Patricio e Eugenio Cajés, Vicente Carducho, protagonisti della stagione che chiude il Cinquecento in Spagna.

Da martedì 27 febbraio e fino al 27 maggio, le carte più belle e significative del corposo fondo di disegni custodito nel Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie degli Uffizi, per la maggior parte risalente alla donazione di Emilio Santarelli (1866) ma avviato fin dalla fine del Settecento, saranno esposti nelle nuove sale dell’Aula Magliabechiana, quella che fino a poco tempo fa ha ospitato le tre tappe successive dell’esposizione dei paraventi giapponesi.

A partire dal Quattrocento la Spagna aveva iniziato il processo di unificazione che la portò a diventare una monarchia, e poi un impero a dimensione planetaria, sulla base di tradizioni artistiche complesse e diversificate.

“Attorno al sedicesimo secolo – spiega Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi – le tendenze politiche e intellettuali dei regni spagnoli e dei territori italiani andarono avvicinandosi, con la conseguenza di continue e inattese sovrapposizioni, dal pontificato di papa Alessandro VI Borgia alla conquista dei domini napoletani, dall’annessione del ducato di Milano all’affermazione stabile dell’influenza spagnola sulla penisola italiana”: una simile situazione portò anche a più stretti legami in ambito culturale, favoriti inoltre dalle rotte commerciali che collegavano stabilmente ormai le diverse sponde del Mediterraneo.

“Ogni artista e le sue opere sono infatti sempre il frutto di un’ininterrotta circolazione di idee e di forme – dice Marzia Faietti, direttrice del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie degli Uffizi e curatrice, con Corinna Gallori e Tommaso Mozzati, della mostra – e quindi scrivere sul disegno in Spagna, come su quello praticato in Italia o ovunque, significa ampliare costantemente gli orizzonti di ricerca giungendo a sfiorare il punto di rottura della nozione di scuola senza tuttavia rinunciare al recupero filologico del tessuto artistico di un luogo e all’analisi della trasmissione del sapere nelle diverse botteghe”.

La mostra si articola in una premessa e otto sezioni e per ricollocare le singole creazioni grafiche nel loro contesto di provenienza, il percorso include anche sculture, dipinti, esempi di oreficeria e arti applicate, con l’intento di suggerire utili confronti ispirati a uno sguardo multidisciplinare, assunto come principio ordinatore.

Nella premessa si mette a fuoco la situazione artistica della Spagna fra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento, prima della formazione sul trono di Castiglia e di Aragona della dinastia asburgica.
La prima sezione presenta la produzione di quei pittori o scultori educatisi in Italia fra gli anni Dieci e Trenta del Cinquecento, da Berruguete a Bartolomé Ordóñez, fino a Gaspar Becerra; la seconda offre il confronto fra la figura umana e la rappresentazione del nudo di questi artisti e l’arte e la trattatistica italiana.
La terza sezione pone l’attenzione sull’importanza della pittura tosco-romana per la produzione spagnola attorno agli anni Quaranta-Cinquanta, grazie a opere di Luis de Vargas e Luis de Morales accostate a fogli attribuiti a Sebastiano del Piombo e di Giorgio Vasari.
La quarta si concentra invece sugli spostamenti degli artisti, tra cui spicca il caso emblematico di un pittore come El Greco, in direzione opposta, dall’Italia alla Spagna, e sul passaggio dinastico fra Carlo V e Filippo II, capace di portare un radicale ripensamento nelle dinamiche di committenza della Corona.
Da qui si sviluppa, nelle due sezioni successive, un percorso nei disegni italiani legati alla decorazione della chiesa e monastero di San Lorenzo dell’Escorial e una riflessione sull’uso delle arti grafiche da parte di Filippo II per controllare e promuovere questo importantissimo cantiere. La settima sezione illustra le conseguenze della presenza di tali artisti e introduce alla grafica di alcuni autori spagnoli dell’ultimo trentennio del Cinquecento.
Il percorso espositivo si conclude con una sezione dedicata ai membri di due famiglie, i fratelli Carducci/Carducho e i Cascese/Cajés, e alla loro eredità artistica e teorica.

Da Unicoop Firenze 1,5 mln di euro alla Fondazione Meyer

Da Unicoop Firenze 1,5 mln di euro alla Fondazione Meyer. Le risorse saranno impiegate per il progetto Meyerpiù nell’arco del triennio 2018-2020. In programma anche eventi con soci e dipendenti della cooperativa per facilitare la diffusione di buone pratiche per la salute dei più piccoli. Il Meyer cresce e lo fa insieme a Unicoop Firenze. La maggiore cooperativa di consumo della Toscana ha firmato alcuni giorni fa un accordo con la Fondazione dell’Ospedale Pediatrico Meyer in cui si impegna a destinare come erogazione liberale una quota annuale di 500mila euro per il 2018, il 2019 e il 2020.

Le risorse serviranno per sostenere il progetto Meyerpiù che porterà l’ospedale, sede di attività di complessa rilevanza clinica per pazienti provenienti oltre che dalla Toscana, da tutto il Paese e da nazioni europee, di attività di ricerca sofisticata e di percorsi di formazione universitaria attinenti alla cura della “persona” bambino e adolescente, ad integrarsi con le realtà più avanzate in ambito pediatrico a livello internazionale.

Con Meyerpiù il Pediatrico fiorentino, che già raggiunge punte di eccellenza in diversi settori, si allargherà fisicamente, attraverso l’aumento degli spazi dagli attuali 30mila a 40mila mq. Cresceranno gli spazi dedicati alla formazione con il Meyer Health Campus. Nascerà il Parco della Salute, dove avrà sede la nuova Neuropsichiatria infantile e troveranno spazio le attività di day hospital, mentre il complesso ospedaliero sarà sempre più destinato al ricovero e cura di patologie ad alta complessità. La collaborazione fra Unicoop Firenze e la Fondazione dell’Ospedale Meyer non si limita ad un semplice finanziamento. L’accordo prevede anche il coinvolgimento dei soci e dei dipendenti della cooperativa in eventi e incontri volti alla diffusione di buone pratiche per il benessere dei più piccoli e delle loro famiglie.

Unicoop e il Meyer promuoveranno la partecipazione attraverso l’organizzazione di visite dei soci e dei dipendenti al Meyer e la presenza dei pediatri nei punti vendita della cooperativa e incontri con i soci. La salute è uno dei temi principali su cui Unicoop Firenze è impegnata rispetto alla collettività dei suoi soci. Già da tempo la cooperativa organizza incontri informativi sul benessere, attività sportive per mantenersi in forma e divulgazione di informazioni sulla prevenzione e sui corretti stili di vita. Attraverso l’accordo con il Meyer dalle prossime settimane ci sarà un focus particolare sui bambini e gli adolescenti.

“Il Meyer e Unicoop Firenze sono due realtà molto radicate nel territorio. Lo scopo di questa collaborazione va nella direzione di rafforzare questo radicamento attraverso sinergie condivise. Oltre all’erogazione di 1,5 milioni di euro, Unicoop Firenze con oltre un milione di soci, ottomila dipendenti e 104 punti di vendita intende svolgere un ruolo di maggiore connessione fra l’ospedale e le famiglie toscane. La nostra non vuole essere e non sarà una classica sponsorizzazione, bensì una vera e propria collaborazione, con lo scopo di favorire una maggiore cultura e una maggiore consapevolezza di come vivere al meglio una condizione di ben-essere” ha detto Daniela Mori, presidente del Consiglio di Sorveglianza di Unicoop Firenze.

“Oggi si stringe una collaborazione che accompagnerà Unicoop e l’Ospedale pediatrico Anna Meyer con la sua Fondazione, in un percorso triennale a sostegno di Meyerpiù, il piano di sviluppo che da qui al 2020 disegnerà un nuovo Meyer, che non sarà solo più grande, ma anche più in grado di dare risposte ai bisogni della cura dei bambini, degli adolescenti e delle loro famiglie, alle esigenze di formazione dei giovani pediatri e dei professionisti della salute dei bambini. Inoltre al sostegno delle attività di ricerca in tutte le tematiche inerenti l’età evolutiva. Un progetto che coinvolge non solo gli operatori del Meyer ma anche la comunità in cui ha le sue radici: “La Comunità Unicoop” che rappresenta le espressioni sociali e solidaristiche più genuine della Toscana, a cui vanno i nostri sentimenti più sinceri di gratitudine”, ha commentato Gianpaolo Donzelli, Presidente della Fondazione Meyer di Firenze.

Prorogata la mostra Tessuto e ricchezza a Firenze nel Trecento

Prorogata la mostra Tessuto e ricchezza a Firenze nel Trecento. Lana, seta, pittura alla Galleria dell’ Accademia.

A seguito del grande successo riscontrato, sia in termine di presenze che di critica, il Direttore della Galleria dell’Accademia di Firenze, Cecilie Hollberg, ha deciso di prorogare di quattro settimane la mostra da lei ideata e curata, “Tessuto e ricchezza a Firenze nel Trecento. Lana, seta, pittura”, fino al 15 aprile 2018. Sarà offerta quindi un’ulteriore occasione per conoscere lo sviluppo dell’arte tessile a Firenze nel XIV secolo, vera base per la crescita economica della città. Eccellenza unica nella produzione di lana e successivamente di seta, Firenze costruì ampie ricchezze dai tessuti creati, stoffe lussuose che varcavano i confini arrivando fino ai paesi d’Europa, al Medio Oriente e all’Asia. Enormi investimenti si poterono così realizzare nella produzione artistica, in architettura, nella creazione di oggetti di lusso; le trame preziose delle lussuose stoffe si trasferirono nella raffigurazione delle stoffe nelle tavole e negli affreschi. Il Trecento visse la nascita di un fenomeno nuovo, la moda, originato dall’attenzione all’abbigliamento di lusso, e base del futuro gusto occidentale.
La proroga consentirà di approfondire una fase storica fondamentale per Firenze, attraverso un percorso espositivo di pregio, fatto di tessuti antichi, pale sontuose, codici miniati. Le vacanze pasquali potranno essere una felice opportunità per una visita al Museo e alla mostra. Le opere prestate alla Galleria dell’Accademia di Firenze da importanti istituzioni museali di ogni parte del mondo sono state tutte confermate per la proroga: il vestitino di bimba in lana proveniente dal National Museum di Copenhagen, realizzato a metà del Trecento e rinvenuto da archeologi in Groenlandia, che apre l’esposizione, e lo sfarzoso piviale del Museo Nazionale del Bargello, che la chiude. E ancora si potrà apprezzare il magnifico intreccio fra tessuto e pittura nei dipinti esposti, fra i quali l’Incoronazione della Vergine e quattro angeli di Gherardo di Jacopo, detto Starnina, prestato dalla Galleria Nazionale di Parma, il Battesimo di Cristo di Giovanni Baronzio, della National Gallery di Washington; il grande Crocifisso del tardo Duecento appartenente alla collezione della Galleria dell’Accademia di Firenze, egregiamente restaurato per l’occasione.
Orario martedì – domenica ore 8.15 – 18.50. La biglietteria chiude alle 18.20
Prezzo € 12,50 – ridotto € 6,25
Sito web www.galleriaaccademiafirenze.beniculturali.it

I furbetti della ztl

Ri-striciano le patenti, la Polizia Municipale pizzica 15 furbetti della ztl: 60 punti decurtati
polizia municipale
Sanzionata e rimossa anche un’auto in sosta in area pedonale con il permesso invalidi intestato a una persona deceduta

Continuano i controlli della Polizia Municipale contro i furbetti della ztl. Gli agenti della zona centrale da inizio settimana hanno fermato 15 conducenti che, per entrare nella zona a traffico limitato evitando il dispositivo di via dell’Agnolo, transitavano contromano in via dei Macci.
Complessivamente sono state elevate sanzioni per quasi 2.500 euro e decurtati 60 punti dalle parenti. Gli agenti, in abiti civili, continueranno i controlli nei prossimi giorni anche in altri varchi della ztl.
Sempre una pattuglia della zona centrale ieri ha fermato un 63enne alla guida dello scooter intestato a suo figlio: il mezzo è risultato senza revisione e assicurazione e per questo sequestrato ai fini della confisca. Gli agenti hanno poi elevato i relativi verbali con sanzioni da 169 e 849 euro.
Rimanendo nella zona centrale, una pattuglia durante un controllo delle soste ha trovato nell’area pedonale di piazza del Limbo un’auto con targa straniera che esponeva un contrassegno invalidi rilasciato dal Comune di Firenze e intestato a una residente in città. Dai controlli è emerso che però l’intestataria è deceduta nel 2016: per il veicolo è scattata la sanzione da 41 euro oltre alla rimozione. Adesso il mezzo è in depositeria e quando il proprietario dell’auto andrà a riprenderla dovrà dare spiegazioni dell’utilizzo non autorizzato del contrassegno che dovrà essere riconsegnato alla SAS.

Balconi in fiore

Al via la prima edizione della manifestazione del Quartiere 5 “Balconi in fiore”
Domande entro il 31 marzo

Il Consiglio di Quartiere 5, insieme alla Società Toscana di Orticultura propone ai cittadini residenti nelle seguenti vie del Quartiere di allestire il proprio balcone con fiori e piante, quale contributo per l’abbellimento della città. Per questo motivo la manifestazione è aperta alla partecipazione degli abitanti degli stabili fino al terzo piano per far sì che il balcone sia visibile dai pedoni che transitano nella strada. Le vie interessate sono viale Morgagni, Via Filippo Corridoni, Via Vittorio Emanuele II (tratto dal Viale Morgagni alla Via Tavanti), Via Carlo Pisacane, Via Angelo Tavanti, Piazza Pietro Leopoldo, Via Francesco Gianni, Piazza Giampietro Viesseux, Via Cesare Guasti, Piazza Ludovico Antonio Muratori, Via dello Statuto, Via di Novoli, Via Stefano Bonsignori, Via Luigi Gordigiani.

Le domande di partecipazione dovranno pervenire entro e non oltre il 31 marzo 2018, mentre i balconi dei partecipanti verranno fotografati, dal piano stradale, dal 10 al 20 aprile 2018.

La premiazione avverrà, invece, tra il 25 aprile e il 1 maggio nel corso della manifestazione Mostra Mercato primaverile organizzata dalla Società Toscana per l’Orticultura.

“La Società Toscana per l’Orticultura – afferma il presidente Alberto Giuntoli – è molto lieta di partecipare a questa iniziativa perchè rinnova la tradizionale manifestazione dei balconi fioriti che la Società organizzava in passato, insieme al Comune di Firenze, a partire dagli anni trenta”.

Si invitano i cittadini a consultare l’avviso pubblico al link seguente e a inviare la propria richiesta di adesione: http://q5.comune.fi.it